Onoranze funebriNei giorni dopo un decesso una famiglia è nella condizione peggiore per prendere decisioni economiche: è in stato di shock, ha fretta, e non sa come funziona.
È anche il momento in cui può arrivare qualcuno che lo sa.
Questa pagina serve a dare gli strumenti per riconoscerlo. Vale per chiunque, noi compresi.
La scelta dell’impresa funebre è sempre e solo della famiglia.
Nessuno può sceglierla per voi: ne’ un ospedale, ne’ una casa di riposo, ne’ un ente. Nessuna struttura sanitaria può indirizzarvi verso un’impresa in particolare o consentire che qualcuno vi contatti prima che abbiate deciso.
Se qualcuno si presenta prima che voi abbiate chiamato nessuno, potete semplicemente dire che deciderete voi. Non serve giustificarsi, non serve spiegare.
L’ultimo è il più subdolo, perché fa leva sul senso di colpa. Un funerale sobrio non è una mancanza di rispetto, e chi ve lo fa pensare sta vendendo.
La terza è quella che nessuno fa e che abbassa il totale più di qualunque trattativa: chiedendo l’elenco, si toglie quello che non serve senza dover discutere su niente.
Non c’è nessuna ragione tecnica per farlo.
Fra il decesso e la sepoltura devono passare 24 ore di osservazione: in quelle ore non deve succedere niente di irreversibile. Chi vi mette fretta nella prima mezz’ora vi sta chiedendo qualcosa che non è necessario.
Nella prima visita si sistema la situazione. Le scelte si fanno il giorno dopo, con calma.
Dipende da cosa è già stato fatto: le prestazioni già eseguite vanno riconosciute.
Ma se è passata poco tempo e non è successo nulla, parlatene apertamente. Un’impresa seria non trattiene nessuno.
Se vi sentite sotto pressione o qualcosa non torna:
Il funerale non è l’unico momento.
Nessuno è obbligato a comprare dove gli viene indicato. La lapide, in particolare, non è una spesa urgente: si può fare fra sei mesi, con calma, confrontando.
Capita che arrivino telefonate su lapidi, fotoceramiche, servizi di manutenzione della tomba. Alcune sono legittime, altre no.
La regola è semplice: non decidete al telefono e non date dati a chi non sapete chi sia.
È la cosa più seria di questa pagina.
Una persona anziana rimasta sola dopo un lutto è un bersaglio, e nei nostri paesi succede regolarmente: finti tecnici, finti incaricati comunali, telefonate su presunte pratiche del defunto.
Se avete un genitore in questa situazione, stabilite con lui una regola semplice: non si apre a nessuno e non si firma niente senza telefonare prima a un familiare.
Un biglietto con il vostro numero attaccato al frigorifero risolve la maggior parte dei casi.
Le prime quattro si verificano prima di decidere. L’ultima si scopre dopo, ed è quella che conta di più alle tre del mattino.
Perché una famiglia informata sceglie meglio, e perché preferiamo essere scelti da chi ha capito come funziona.
Se dopo aver letto decidete di chiamare qualcun altro, va benissimo. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione.
Vale la pena dirlo, perché una diffidenza generalizzata fa perdere tempo a tutti.
Segnalare serve, anche a cose fatte: le pratiche scorrette si ripetono su altre famiglie.
Se in un momento qualsiasi vi sentite sotto pressione, dite una frase sola:
“Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani.”
Non c’è niente, in un funerale, che non possa aspettare fino a domani.
Capita di essere il vicino, il cugino, l’amico che c’è mentre i familiari stretti non reggono.
È la posizione più utile che esista in quei giorni, e ci sono tre cose che potete fare meglio di loro:
Leggere il preventivo. Voi riuscite a farlo, loro no. Guardate se le voci sono dettagliate e se i diritti comunali sono indicati a parte.
Dire la frase. “Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani” è molto più facile da dire per chi non ha appena perso qualcuno.
Rispondere al telefono al posto loro nei primi giorni.
Non serve competenza. Serve una persona lucida nella stanza.
Perché una famiglia informata sceglie meglio, anche quando sceglie qualcun altro.
Se dopo averla letta chiamate un’altra impresa, va bene. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione, in mezz’ora, in un giorno in cui nessuno è in condizione di decidere niente.
Se qualcuno vi mette fretta, in qualunque momento e con chiunque:
“Grazie, ci pensiamo e le facciamo sapere domani.”
Non serve altro, non serve motivarla, e nessuno può obiettare. In un funerale non c’è niente che non possa aspettare fino a domani.
Segnalatelo comunque, anche a cose fatte e anche se ormai non cambia nulla per voi.
Le pratiche scorrette si ripetono, e la famiglia dopo di voi può essere una che non ha nessuno che legge un preventivo.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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