Onoranze funebriÈ una delle questioni più confuse che ci vengono poste, e la confusione nasce da una convinzione diffusa: che le spese funebri si paghino con i soldi del defunto.
Nella pratica, quasi mai è così.
Alla comunicazione del decesso il conto viene bloccato. I soldi che c’erano non sono immediatamente utilizzabili, e lo saranno solo dopo lo svincolo, che richiede settimane.
Le pensioni non riscosse e le ultime spettanze seguono i propri canali, anch’essi lenti.
Risultato: chi organizza il funerale paga di tasca propria. Sapere che sarà così aiuta a decidere prima quanto spendere.
Diverse banche anticipano il pagamento delle spese funebri a fronte della fattura, anche prima della successione. Non è un obbligo, ma è una prassi diffusa: chiedete alla banca del defunto.
Qui va fatta una distinzione che confonde molte persone.
Le spese funebri sono un’obbligazione di chi dispone il funerale: chi ordina il servizio ne risponde verso l’impresa.
Sono inoltre collegate al dovere generale di provvedere alla sepoltura, che grava sui familiari più prossimi.
Non è automaticamente il patrimonio del defunto a coprirle, e non è automaticamente l’erede a doverle pagare.
Pagare il funerale con denaro proprio non è accettazione tacita dell’eredita’.
Potete organizzare e pagare il funerale e rinunciare comunque all’eredita’.
Pagarlo prelevando dal conto del defunto è un’altra cosa, e può valere come accettazione tacita, chiudendo la porta alla rinuncia.
Se l’eredita’ potrebbe essere gravata da debiti: pagate di tasca vostra e non toccate il conto. È la regola pratica più importante di tutta questa pagina.
Le spese funebri sono considerate un onere della successione, e chi le ha sostenute può in genere farle valere nella divisione fra coeredi.
Ma valgono due condizioni pratiche:
La seconda significa che una spesa sproporzionata rispetto al patrimonio può essere contestata dagli altri eredi.
Non è un problema teorico: succede nelle famiglie dove uno organizza da solo e gli altri scoprono la cifra dopo.
Parlatene prima. Anche una chiamata di gruppo il primo giorno, in cui si dice quanto si intende spendere, evita quasi tutte le contestazioni successive.
Le spese funebri rientrano fra le passivita’ deducibili, entro il limite ammesso.
Serve la documentazione. È un’altra ragione per conservare fattura e ricevute: servono qui, oltre che per la detrazione fiscale.
Vale il 19% su un importo massimo per decesso, e può detrarla chi ha sostenuto la spesa, anche se non parente.
Le tre condizioni che la fanno perdere:
La prima si decide in trenta secondi, prima che la fattura sia emessa. Dopo non si recupera.
Ognuno detrae la propria quota, entro il tetto complessivo per quel decesso.
Va organizzato prima: se pagano in tre ma la fattura è intestata a uno solo, gli altri due non detraggono nulla.
Chiedete che la fattura riporti nomi e quote, e che ciascuno paghi la propria parte dal proprio conto.
È una questione fra voi, non con l’impresa: chi ha firmato l’incarico resta l’obbligato verso di noi.
Se il rapporto è teso, l’unica cosa che aiuta è mettere per iscritto prima chi ordina cosa e con quale accordo interno. Non serve un atto: basta un messaggio scritto in cui si dice come ci si divide.
Nella nostra esperienza, i contrasti sulle spese funebri nascono quasi sempre da un’assenza di conversazione il primo giorno, non da cattiva fede.
Ditelo alla prima conversazione. Le strade esistono:
L’ultima riga è importante: una volta che il servizio è stato ordinato e reso, la strada del funerale comunale si chiude.
È la situazione tipica delle famiglie con figli sparsi. Uno vive in paese e si occupa di tutto; gli altri arrivano il giorno prima del funerale.
Poi arriva la fattura, e comincia la parte difficile.
Non serve un atto e non serve un avvocato. Serve che ne abbiate parlato prima, e che resti una traccia.
Può succedere quando la cifra è sproporzionata rispetto al patrimonio del defunto.
Quello che regge in una discussione:
L’ultima riga è quella che, nella pratica, chiude la discussione prima che diventi una causa.
Se aveva indicato cosa voleva, quelle indicazioni orientano anche la spesa, e sono un argomento forte verso chi contesta.
È un altro motivo per cui, a chi legge da vivo, diciamo di mettere per iscritto le proprie volonta’: non serve solo alla famiglia per decidere, serve anche a evitare che discutano dopo.
Per la parte che riguarda le spese funebri, servono:
L’ultima riga conta: si deduce e si detrae solo la quota effettivamente rimasta a carico.
Vi chiediamo prima di emettere la fattura a chi va intestata e se la spesa è divisa. Non è burocrazia nostra: è l’unico momento in cui quella scelta si può fare.
E vi ricordiamo di pagare in forma tracciabile, anche quando sarebbe più comodo altrimenti.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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