Onoranze funebriNelle prime ore le famiglie fanno quasi sempre la stessa cosa: cominciano a cercare documenti. Cassetti, cartelline, il libretto della pensione, le vecchie polizze.
Quasi niente di quello serve adesso. La lista vera e’ corta.
Tre cose. Se una manca, si procede lo stesso e si recupera dopo.
| Documento | Da chi |
|---|---|
| Constatazione di decesso | Medico curante, guardia medica o struttura |
| Certificato necroscopico | Medico necroscopo ASL |
| Scheda ISTAT cause di morte | Medico |
| Denuncia di morte | Stato civile del Comune del decesso |
| Autorizzazione a sepoltura o cremazione | Stato civile |
| Permesso cimiteriale | Ufficio cimiteri del Comune |
| Autorizzazione al trasporto | Comune, se il cimitero e’ altrove |
Non dovete presentarvi in nessuno di questi uffici.
E’ l’unico caso in cui un documento mancante allunga davvero i tempi. Serve dimostrare la volonta’ del defunto:
Se sapete che esiste un documento del genere, cercatelo: e’ l’unica ricerca che vale la pena fare nelle prime ore.
Serve sapere in quale cimitero e a chi e’ intestata la concessione. Non serve il documento originale: bastano le informazioni, il resto lo verifichiamo noi con l’ufficio cimiteri.
E’ un controllo che facciamo sempre, perche’ l’intestazione non consente automaticamente la tumulazione di chiunque. Scoprirlo il giorno prima e’ un problema serio; scoprirlo il primo giorno non lo e’.
Servono il permesso di soggiorno o il passaporto, e va valutato se la famiglia intende procedere alla sepoltura in Italia o al rientro nel Paese d’origine. Le due strade hanno documentazioni molto diverse.
Nessun documento in piu’ da parte vostra: cambia solo il numero di uffici che tocchiamo noi.
Sono tutte cose che serviranno, ma dopo, e non a noi: alla banca, all’INPS, al notaio, al patronato, nelle settimane successive.
Cercarle nelle prime ventiquattr’ore e’ una fatica inutile fatta nel momento peggiore.
Manca la carta d’identita’. Non e’ un ostacolo: l’ufficiale di stato civile procede sui dati anagrafici.
Manca il codice fiscale. Si recupera dalla tessera sanitaria o dai sistemi dell’anagrafe.
Non si trova il documento sulla cremazione ma siete certi che esistesse. Ditecelo. Si puo’ verificare l’iscrizione presso la SOCREM, e nel frattempo si prepara la strada alternativa della dichiarazione dei parenti.
Il defunto viveva solo e non si trova nulla. Succede piu’ spesso di quanto si pensi. Si procede sui dati anagrafici e con la dichiarazione dei familiari.
Non ve le chiede nessun ufficio, ma servono a noi per il funerale:
Sono queste, non i certificati, le cose su cui vale la pena spendere attenzione nelle prime ore.
Qui la lista si allunga, ma non e’ piu’ materia nostra: successione, reversibilita’, conti, utenze, veicoli, assicurazioni.
L’unica cosa che possiamo fare, e facciamo, e’ procurarvi in anticipo le copie del certificato di morte che vi serviranno. Chiedetene sei o otto: ogni ufficio ne vuole una sua e alcuni non la restituiscono.
Due strade completamente diverse, e vanno decise subito perche’ cambiano tutto.
Sepoltura in Italia: la documentazione e’ la stessa di qualunque residente. Servono permesso di soggiorno o passaporto al posto della carta d’identita’.
Rientro nel Paese d’origine: serve il passaporto mortuario, il consolato del Paese va coinvolto, e il feretro deve rispettare requisiti specifici per l’espatrio. I tempi passano da giorni a settimane.
Molte famiglie decidono la seconda strada dopo aver avviato la prima. Si puo’ fare, ma costa tempo: meglio deciderlo il primo giorno.
L’amministratore di sostegno cessa le proprie funzioni con la morte della persona: non e’ lui a decidere del funerale, e non puo’ firmare al posto dei familiari.
Le decisioni tornano ai parenti secondo l’ordine di prossimita’. Se l’amministratore era anche un familiare, agisce in quella veste, non nell’altra.
Il convivente di fatto non ha automaticamente gli stessi poteri decisionali del coniuge, e questo emerge nei momenti peggiori: la volonta’ sulla cremazione, l’accesso alla tomba di famiglia, la scelta del rito.
Se esistono documenti — convivenza registrata all’anagrafe, unione civile, una disposizione scritta del defunto — portateli. Cambiano la posizione giuridica in modo sostanziale.
Il Comune ha l’obbligo di provvedere alla sepoltura quando non ci sono familiari o quando questi non sono in grado di farvi fronte. Chi si trovi a occuparsene senza essere parente — un vicino, un amministratore di condominio, una struttura — deve segnalarlo ai servizi sociali del Comune.
Se la persona aveva lasciato indicazioni scritte sul proprio funerale, portatele. Non hanno il valore vincolante di un testamento sui beni, ma orientano le scelte e spesso evitano discussioni fra fratelli nel momento sbagliato.
| Quando | Cosa |
|---|---|
| Subito | Documento e codice fiscale del defunto |
| Subito | Documento del familiare che segue le pratiche |
| Entro il primo giorno | Eventuale documento sulla cremazione |
| Entro il primo giorno | Dove sta la tomba di famiglia, se c’e’ |
| Prima del funerale | Abiti, fotografia, nomi per il manifesto |
| Dopo il funerale | Tutto il resto: pensione, banche, polizze |
L’errore piu’ comune e’ invertire la prima e l’ultima riga.
Non e’ una questione di documenti, ma emerge sempre nel momento in cui si raccolgono.
La legge guarda al grado di parentela piu’ prossimo: coniuge o unito civilmente, poi figli, poi genitori, poi fratelli. All’interno dello stesso grado contano tutti allo stesso modo.
Da questo discendono due conseguenze pratiche che sorprendono le famiglie:
Tre figli su quattro non fanno maggioranza. Sulle scelte che richiedono la concorde volonta’ dei parenti dello stesso grado — la cremazione in primo luogo — serve l’accordo di tutti. Non esiste un voto.
Un familiare piu’ presente non ha piu’ voce. Il figlio che ha assistito il genitore per anni e quello che non si vedeva da dieci hanno la stessa posizione. E’ spesso vissuto come un’ingiustizia, ed e’ comprensibile, ma la regola e’ questa.
Se sapete che esiste un disaccordo, ditecelo il primo giorno. C’e’ il tempo di trovare un punto d’incontro; il giorno prima del funerale non c’e’.
Capita, soprattutto dopo una malattia lunga, che la persona avesse lasciato indicazioni. Cercatele, e sono di solito in tre posti: fra i documenti personali, presso un notaio, o nella memoria di un familiare a cui l’aveva detto.
Anche una lettera senza valore legale conta: orienta le decisioni e, molto spesso, chiude in anticipo le discussioni fra fratelli.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
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Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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