Onoranze funebri
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Il manifesto funebre: cosa scrivere e chi mettere

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

Nei nostri paesi il manifesto funziona ancora: è li’ che la maggior parte delle persone scopre che qualcuno è morto, ed è così che si sa dove e quando andare.

È anche il documento su cui le famiglie litigano di più, per una ragione sola: i nomi.

La struttura

È consolidata e conviene rispettarla, perché è quella che le persone leggono in fretta e capiscono.

  1. La formula di annuncio
  2. Nome e cognome del defunto, con l’età
  3. Chi da’ l’annuncio: i familiari, con i nomi
  4. Giorno, ora e luogo del funerale
  5. Dove è esposta la salma, e in quali ore
  6. Eventuali indicazioni: non fiori ma opere di bene, ringraziamenti

Il punto 4 è la ragione per cui il manifesto esiste. Tutto il resto è contorno.

I nomi: la parte delicata

In un paese, chi c’è e chi non c’è sul manifesto viene notato. E l’ordine anche.

L’ordine consueto

Coniuge, figli con i rispettivi coniugi, nipoti, fratelli e sorelle, e poi “i parenti tutti”.

Non è una regola: è una consuetudine, e si può cambiare.

Le situazioni che generano discussioni

  • Il convivente non sposato
  • L’ex coniuge, soprattutto se il rapporto era rimasto buono
  • I generi e le nuore: si mettono o no?
  • Un familiare con cui c’era un conflitto
  • Chi ha assistito per anni e non è un parente

Come si risolve

Parlatene prima della stampa, non dopo. Una volta affisso non si corregge.

Due criteri che aiutano: chiedersi cosa avrebbe voluto lui, ed evitare le esclusioni che si notano. Un nome in più non lo commenta nessuno; un nome mancante si’, per anni.

Se una persona ha assistito il defunto e non è un parente — una badante, un’amica, un vicino — molte famiglie la nominano con una formula a parte. È un gesto che nei paesi viene notato e apprezzato.

Le formule

Quelle più usate:

  • “È mancato all’affetto dei suoi cari”
  • “Si è spento serenamente”
  • “Ci ha lasciati”
  • “È tornato alla casa del Padre”, nei manifesti religiosi

Sono formule, e vanno bene. Se preferite una frase più vostra, si può: non c’è nessun obbligo di usare il linguaggio consueto.

La fotografia

Sempre più manifesti la contengono.

Serve un’immagine nitida, con il viso ben visibile. Le foto di gruppo ritagliate perdono qualità e in stampa si vede.

Non deve essere per forza recente: quella giusta è quella in cui chi la guarda dice “ecco, era così”.

Gli orari delle visite

È l’informazione più utile di tutto il manifesto, dopo l’orario del funerale.

Scrivere le ore delle visite — per esempio dalle 15 alle 19 — evita che la casa resti aperta dalla mattina alla sera, e permette alla famiglia di avere qualche ora per se’.

Nessuno si offende: chi legge sa quando andare.

Se non volete visite

Si scrive. Una formula come “si prega di astenersi dalle visite” oppure si indica soltanto l’orario del funerale.

È una scelta legittima e più comune di quanto pensiate.

Non fiori ma opere di bene

Se lo volete, va scritto con chiarezza, indicando a quale associazione.

Attenzione alla formulazione: deve essere chiara senza sembrare un rifiuto verso chi i fiori li avrebbe portati volentieri. Una versione che funziona: “la famiglia gradisce offerte a [associazione] in luogo dei fiori”.

Dove si affigge

Negli spazi previsti dal Comune: bacheche pubbliche, aree affissioni, i punti consueti del paese.

Ogni Comune ha regole proprie e, in molti casi, diritti da versare. Ce ne occupiamo noi.

Quando il defunto era conosciuto in più paesi — capita spesso, con chi ha lavorato ad Alba e vissuto altrove — si affigge in più Comuni. Ditecelo: è una cosa che le famiglie dimenticano e che poi rimpiangono.

I tempi

Il manifesto si prepara appena la data è fissata, si stampa in giornata e si affigge subito dopo.

È la corsa più stretta di tutta l’organizzazione: deve essere leggibile con almeno un giorno di anticipo perché serva a qualcosa.

Per questo il testo lo scriviamo insieme al primo incontro, anche prima di avere l’ora esatta: si lascia lo spazio e si completa.

Il manifesto di ringraziamento

Alcune famiglie ne affiggono uno nei giorni successivi, per ringraziare chi ha partecipato o chi ha assistito il malato.

Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Se lo volete lo prepariamo, ed è una cosa che nei paesi viene notata.

L’annuncio online

Raggiunge chi è lontano e permette di lasciare un pensiero alla famiglia.

Non sostituisce il manifesto in paese: aggiunge le persone che il manifesto non raggiunge, e riduce il numero di telefonate nei giorni più pesanti.

Un consiglio pratico

Fate rileggere il testo a due persone prima della stampa, e controllate con attenzione nomi, date e orari.

Un errore su un manifesto resta affisso per giorni, e non si corregge.

Esempi di testo

Manifesto religioso, formula tradizionale

È mancato all’affetto dei suoi cari
MARIO ROSSI
di anni 84
Ne danno il triste annuncio la moglie Anna, i figli Luca e Paola con Marco e Silvia, i nipoti Giulia, Andrea e Matteo, la sorella Teresa e i parenti tutti.
I funerali avranno luogo giovedi’ 12 alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di [Comune].
La salma è esposta presso l’abitazione, visite dalle 15 alle 19.

Manifesto civile, più sobrio

È morto
MARIO ROSSI
di anni 84
Lo ricordano la moglie Anna, i figli, i nipoti e quanti gli hanno voluto bene.
Il saluto si terra’ giovedi’ 12 alle ore 15 presso la sala del commiato del cimitero di [Comune].

Con indicazione sulle offerte

La famiglia gradisce offerte a [associazione] in luogo dei fiori.

Con ringraziamento a chi ha assistito

La famiglia ringrazia [nome] per l’affetto e l’assistenza di questi anni.

L’ultima riga è quella che nei paesi viene notata di più, e che quasi nessuno pensa di scrivere.

Il necrologio sui giornali

Per chi era conosciuto oltre il paese si aggiunge l’annuncio sulla stampa locale.

Ogni testata ha formati, tariffe e orari di chiusura che vanno rispettati per uscire il giorno giusto. Ce ne occupiamo noi, ma serve deciderlo subito: chi decide il pomeriggio prima spesso non fa in tempo.

Gli errori che restano affissi

  • Un nome sbagliato o dimenticato
  • L’ora del funerale errata
  • Il Comune della chiesa non indicato, quando ce ne sono più d’una in zona
  • Gli orari delle visite mancanti
  • Una fotografia a bassa risoluzione, che in stampa diventa sgranata

Il terzo è quello che manda le persone nel posto sbagliato: se il defunto viveva in un paese e il funerale è in un altro, va scritto chiaramente.

Quanto ne servono

Dipende dal Comune e dai punti di affissione previsti. Nei paesi piccoli bastano pochi manifesti; in un centro come Alba o Bra servono di più.

Se il defunto era conosciuto anche altrove, si affigge in più Comuni: ce ne occupiamo noi, ma dovete dircelo, perché non possiamo saperlo.

Chi lo legge davvero

Vale la pena saperlo, perché orienta le scelte: nei paesi lo leggono soprattutto le persone anziane, che passano davanti alle bacheche ogni giorno.

Sono anche quelle che vengono al rosario e al funerale. Per raggiungere i più giovani e chi è lontano serve l’annuncio online o un messaggio.

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