Onoranze funebriNei nostri paesi il manifesto funziona ancora: è li’ che la maggior parte delle persone scopre che qualcuno è morto, ed è così che si sa dove e quando andare.
È anche il documento su cui le famiglie litigano di più, per una ragione sola: i nomi.
È consolidata e conviene rispettarla, perché è quella che le persone leggono in fretta e capiscono.
Il punto 4 è la ragione per cui il manifesto esiste. Tutto il resto è contorno.
In un paese, chi c’è e chi non c’è sul manifesto viene notato. E l’ordine anche.
Coniuge, figli con i rispettivi coniugi, nipoti, fratelli e sorelle, e poi “i parenti tutti”.
Non è una regola: è una consuetudine, e si può cambiare.
Parlatene prima della stampa, non dopo. Una volta affisso non si corregge.
Due criteri che aiutano: chiedersi cosa avrebbe voluto lui, ed evitare le esclusioni che si notano. Un nome in più non lo commenta nessuno; un nome mancante si’, per anni.
Se una persona ha assistito il defunto e non è un parente — una badante, un’amica, un vicino — molte famiglie la nominano con una formula a parte. È un gesto che nei paesi viene notato e apprezzato.
Quelle più usate:
Sono formule, e vanno bene. Se preferite una frase più vostra, si può: non c’è nessun obbligo di usare il linguaggio consueto.
Sempre più manifesti la contengono.
Serve un’immagine nitida, con il viso ben visibile. Le foto di gruppo ritagliate perdono qualità e in stampa si vede.
Non deve essere per forza recente: quella giusta è quella in cui chi la guarda dice “ecco, era così”.
È l’informazione più utile di tutto il manifesto, dopo l’orario del funerale.
Scrivere le ore delle visite — per esempio dalle 15 alle 19 — evita che la casa resti aperta dalla mattina alla sera, e permette alla famiglia di avere qualche ora per se’.
Nessuno si offende: chi legge sa quando andare.
Si scrive. Una formula come “si prega di astenersi dalle visite” oppure si indica soltanto l’orario del funerale.
È una scelta legittima e più comune di quanto pensiate.
Se lo volete, va scritto con chiarezza, indicando a quale associazione.
Attenzione alla formulazione: deve essere chiara senza sembrare un rifiuto verso chi i fiori li avrebbe portati volentieri. Una versione che funziona: “la famiglia gradisce offerte a [associazione] in luogo dei fiori”.
Negli spazi previsti dal Comune: bacheche pubbliche, aree affissioni, i punti consueti del paese.
Ogni Comune ha regole proprie e, in molti casi, diritti da versare. Ce ne occupiamo noi.
Quando il defunto era conosciuto in più paesi — capita spesso, con chi ha lavorato ad Alba e vissuto altrove — si affigge in più Comuni. Ditecelo: è una cosa che le famiglie dimenticano e che poi rimpiangono.
Il manifesto si prepara appena la data è fissata, si stampa in giornata e si affigge subito dopo.
È la corsa più stretta di tutta l’organizzazione: deve essere leggibile con almeno un giorno di anticipo perché serva a qualcosa.
Per questo il testo lo scriviamo insieme al primo incontro, anche prima di avere l’ora esatta: si lascia lo spazio e si completa.
Alcune famiglie ne affiggono uno nei giorni successivi, per ringraziare chi ha partecipato o chi ha assistito il malato.
Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Se lo volete lo prepariamo, ed è una cosa che nei paesi viene notata.
Raggiunge chi è lontano e permette di lasciare un pensiero alla famiglia.
Non sostituisce il manifesto in paese: aggiunge le persone che il manifesto non raggiunge, e riduce il numero di telefonate nei giorni più pesanti.
Fate rileggere il testo a due persone prima della stampa, e controllate con attenzione nomi, date e orari.
Un errore su un manifesto resta affisso per giorni, e non si corregge.
È mancato all’affetto dei suoi cari
MARIO ROSSI
di anni 84
Ne danno il triste annuncio la moglie Anna, i figli Luca e Paola con Marco e Silvia, i nipoti Giulia, Andrea e Matteo, la sorella Teresa e i parenti tutti.
I funerali avranno luogo giovedi’ 12 alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di [Comune].
La salma è esposta presso l’abitazione, visite dalle 15 alle 19.
È morto
MARIO ROSSI
di anni 84
Lo ricordano la moglie Anna, i figli, i nipoti e quanti gli hanno voluto bene.
Il saluto si terra’ giovedi’ 12 alle ore 15 presso la sala del commiato del cimitero di [Comune].
La famiglia gradisce offerte a [associazione] in luogo dei fiori.
La famiglia ringrazia [nome] per l’affetto e l’assistenza di questi anni.
L’ultima riga è quella che nei paesi viene notata di più, e che quasi nessuno pensa di scrivere.
Per chi era conosciuto oltre il paese si aggiunge l’annuncio sulla stampa locale.
Ogni testata ha formati, tariffe e orari di chiusura che vanno rispettati per uscire il giorno giusto. Ce ne occupiamo noi, ma serve deciderlo subito: chi decide il pomeriggio prima spesso non fa in tempo.
Il terzo è quello che manda le persone nel posto sbagliato: se il defunto viveva in un paese e il funerale è in un altro, va scritto chiaramente.
Dipende dal Comune e dai punti di affissione previsti. Nei paesi piccoli bastano pochi manifesti; in un centro come Alba o Bra servono di più.
Se il defunto era conosciuto anche altrove, si affigge in più Comuni: ce ne occupiamo noi, ma dovete dircelo, perché non possiamo saperlo.
Vale la pena saperlo, perché orienta le scelte: nei paesi lo leggono soprattutto le persone anziane, che passano davanti alle bacheche ogni giorno.
Sono anche quelle che vengono al rosario e al funerale. Per raggiungere i più giovani e chi è lontano serve l’annuncio online o un messaggio.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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