Onoranze funebri
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Onoranze funebri a Neive: l’ufficio apre anche il sabato

Neive dista da Guarene poco meno di sette chilometri. È uno dei borghi più belli d’Italia, sta sulle colline del Barbaresco, e ha un ufficio comunale che si comporta diversamente da tutti gli altri della zona.

Il feretro, e come si sceglie senza pentirsene

È la scelta su cui le famiglie si sentono più a disagio, perché arriva presto e sembra misurare l’affetto in denaro. Non è così, e vale la pena dirlo apertamente.

Le differenze reali sono il legno, la lavorazione e le finiture. Un cofano più semplice non è meno dignitoso: molte famiglie scelgono l’essenziale e spostano altrove quello che risparmiano, per esempio sui fiori o sulla lapide, che resta.

Una cosa da sapere prima: il feretro deve essere adatto alla destinazione. Per la cremazione servono materiali diversi, e per una tumulazione in loculo è prevista una cassa interna. Sceglierlo prima di aver deciso dove riposera’ significa a volte doverlo cambiare.

Vi mostriamo cosa c’è, con i prezzi accanto e senza commenti. Poi vi lasciamo soli qualche minuto: non è una decisione da prendere con qualcuno che vi guarda.

Se pensate alla cremazione

Da Neive al Tempio Crematorio di Bra, l’impianto più vicino, ci sono circa 21 chilometri. Non è l’unico possibile e la scelta la facciamo insieme.

Una cosa da sapere subito: il trasporto fino al crematorio è una voce a se’, a carico della famiglia. Ditecelo al primo incontro e vi mettiamo per iscritto tutto prima che decidiate.

Le colline, e cosa comportano

Neive è un paese di crinale, con il borgo alto e le frazioni sparse sulle colline del Barbaresco.

Nella pratica significa due cose che ci diciamo sempre al telefono:

L’accesso. Case in borgo con vie strette, cascine sulle colline con strade che d’inverno possono essere difficili. Ditecelo quando chiamate: arriviamo attrezzati e nel numero giusto.

Il corteo. Dal borgo al cimitero, dove il tragitto è breve, una parte delle persone lo fa ancora a piedi. È una cosa che nei paesi conta, e la organizziamo volentieri.

Le spese, e chi le sostiene

Il preventivo lo consegniamo scritto prima di iniziare, voce per voce, e resta quello. Non è una cortesia: è l’unico modo perché una famiglia possa decidere invece di subire.

Le voci si dividono in due gruppi. Ci sono le nostre – feretro, trasporto, personale, organizzazione, manifesti – e ci sono quelle di terzi, che passano da noi ma non sono nostre: diritti comunali, concessione della sepoltura, cremazione, fiori, offerta alla parrocchia.
Teniamo le due colonne separate, così vedete cosa state pagando e a chi. E le voci di terzi le anticipiamo noi, senza mandarvi fra sportelli con i contanti in mano.

Se la situazione economica è difficile ditecelo subito e senza imbarazzo: esistono soluzioni dignitose che costano meno, e in certi casi il Comune interviene per chi non ha familiari in grado di provvedere. Nessuno resta senza funerale.

Chi porta il feretro

In molti paesi lo portano ancora i familiari e gli amici, ed è una delle poche cose del funerale che si può decidere davvero.

Servono di solito sei persone, di statura simile, ed è più faticoso di quanto sembri: il tratto dalla chiesa al cimitero può essere in salita e il peso non si distribuisce mai in modo uniforme. Se qualcuno ha problemi di schiena o non se la sente, meglio saperlo prima che a metà strada.

Non c’è nessun obbligo: se preferite, ce ne occupiamo noi, e nessuno lo leggera’ come un segno di distacco. Capita spesso quando la famiglia è composta da persone anziane, o quando i figli sono pochi.

Si può anche fare a metà: noi per il tratto lungo, i familiari per gli ultimi metri. È la soluzione che scelgono in tanti, e funziona bene.

Quello che vi chiediamo il primo giorno

  • In quale cimitero, e se c’è una tomba di famiglia
  • A chi è intestata la concessione, se lo sapete
  • Se esiste qualcosa di scritto sulla cremazione
  • Dove sono i familiari, se qualcuno è lontano

La seconda riga è quella che riserva più sorprese: nei cimiteri di collina molte tombe sono vecchie e le concessioni risultano intestate a persone che non ci sono più. La verifica la facciamo noi con l’ufficio, prima di confermare qualunque data.

Cosa facciamo

Denuncia di morte, autorizzazione alla sepoltura o alla cremazione, permessi cimiteriali, autorizzazione al trasporto, manifesti, rapporti con la parrocchia e con l’ufficio.

Alla famiglia restano le scelte. Non dovete presentarvi in nessun ufficio.

Siamo reperibili a qualunque ora

Da Guarene a Neive ci mettiamo pochi minuti, di giorno e di notte. Risponde una persona dell’impresa, non un servizio esterno.

Potete chiamare anche solo per sapere cosa fare mentre aspettate il medico: non serve aver deciso niente.

0173 611582 — agenzia
329 971 9194 — reperibilita’ 24 ore su 24

La parrocchia e la cerimonia

Concordiamo noi con la parrocchia l’orario del funerale e l’eventuale rosario della sera prima.

Nei paesi come Neive vale la pena saperlo: al rosario viene spesso più gente che al funerale, perché è la sera e chi lavora riesce a esserci. Se la famiglia lo desidera, lo organizziamo.

Se il defunto faceva parte di un gruppo — una corale, la banda, gli alpini, una societa’ di paese — ditecelo il primo giorno: la partecipazione del suo gruppo va organizzata con qualche giorno di anticipo, ed è una delle cose che le famiglie ricordano di più.

Se la famiglia è sparsa

È la situazione tipica dei nostri paesi: un figlio rimasto in zona, gli altri a Torino o all’estero.

Due cose da dirci subito:

Dove sono tutti. Se pensate alla cremazione e manca una volonta’ scritta, serve la dichiarazione concorde di tutti i parenti dello stesso grado: se un figlio è all’estero, va organizzato e richiede giorni.

Chi fa da riferimento. Una persona sola che parla con noi, e gli altri che lo sanno. Non è formalita’: evita che si decidano due cose diverse nello stesso pomeriggio.

Onoranze funebri a Canale: l’unico ufficio della zona aperto di sera

Canale è la capitale del Roero e dista da Guarene una decina di chilometri. È un Comune in cui lavoriamo regolarmente, e ha una particolarita’ che nessun altro della zona ha.

Il loculo, la tomba, l’ossario: cosa si sceglie e per quanto

Una sepoltura non si compra: si ottiene in concessione, per un numero di anni stabilito dal Comune. È la cosa che sorprende di più chi ci passa per la prima volta.

Il loculo è il posto singolo in muratura, tumulato. La tomba di famiglia ospita più persone e ha una durata più lunga. L’ossario raccoglie i resti dopo un’esumazione, e il cinerario le ceneri.

Alla scadenza la concessione si rinnova, se il regolamento comunale lo consente, oppure i resti vengono raccolti in ossario comune. Non è un abbandono: è il modo in cui un cimitero continua a funzionare senza espandersi all’infinito.

Quello che conviene fare adesso è scrivere da qualche parte quando scade la vostra, e chi ne è intestatario. È un foglio che nessuno cerca per vent’anni e che poi serve con urgenza.

Se pensate alla cremazione

Da Canale al Tempio Crematorio di Bra, l’impianto più vicino, ci sono circa 15 chilometri. Non è l’unico possibile e la scelta la facciamo insieme.

Una cosa da sapere subito: il trasporto fino al crematorio è una voce a se’, a carico della famiglia. Ditecelo al primo incontro e vi mettiamo per iscritto tutto prima che decidiate.

Le volonta’ del defunto, se le aveva lasciate

Capita che una persona abbia detto chiaramente cosa voleva, e capita anche che i figli non siano d’accordo su cosa avesse detto.

Per la cremazione la legge chiede una prova: una disposizione testamentaria, l’iscrizione a un’associazione che ha fra i suoi scopi la cremazione, oppure la dichiarazione dei familiari nell’ordine previsto. Un desiderio espresso a voce davanti a un solo parente non basta da solo.

Per tutto il resto – il tipo di rito, la musica, chi porta il feretro, se fare un annuncio – non serve nessun documento: decide la famiglia, e vale quello su cui riuscite a mettervi d’accordo.

Quando i pareri divergono il nostro compito non è dare ragione a qualcuno: è dirvi cosa è possibile, cosa costa in tempo e cosa non si potrà più cambiare dopo. Le decisioni restano vostre, ma prese sapendo.

Il lutto, dopo che tutti sono andati via

I giorni del funerale sono pieni di cose da fare, e questo aiuta. Il vuoto arriva dopo, quando le telefonate finiscono e la casa torna silenziosa.

Non esiste una durata giusta ne’ un modo corretto di reagire. C’è chi piange subito e chi non ci riesce per mesi, chi vuole parlarne e chi non sopporta che gliene parlino. Nessuna di queste è sbagliata, e chi vi dice come dovreste sentirvi quasi sempre sta parlando di se’.

Due cose sole, per esperienza. La prima: le scadenze pratiche dei primi mesi possono diventare un peso sproporzionato, e delegarle a qualcuno non è una resa. La seconda: se dopo diverso tempo non riuscite a tornare alle cose di ogni giorno, parlarne con il medico di famiglia è una scelta normale come un’altra.

Se avete bisogno di chiedere qualcosa, anche mesi dopo, potete chiamarci lo stesso. Non c’è una scadenza oltre la quale non siamo più i vostri.

Cosa facciamo

Denuncia di morte, autorizzazioni, permessi cimiteriali, trasporto, manifesti, rapporti con la parrocchia e con l’ufficio.

Non dovete presentarvi in Comune, nemmeno con quegli orari comodi.

Quanto dura una giornata di funerale

Chi non ci è mai passato immagina una cerimonia. È invece una giornata intera, e sapere come si distribuisce aiuta a organizzare chi arriva da fuori.

Il ritrovo è di solito mezz’ora prima, in chiesa o davanti alla camera ardente. La funzione dura fra i quarantacinque minuti e l’ora, di più con la messa completa. Segue il corteo fino al cimitero, che nei paesi si fa spesso a piedi per l’ultimo tratto.
Al cimitero la tumulazione richiede altri venti o trenta minuti, durante i quali la famiglia può restare o allontanarsi: non c’è nessun obbligo e nessuno si offende.

Se la cremazione avviene a Bra, quella parte si svolge in un secondo momento e non lo stesso giorno: le ceneri sono disponibili nei giorni successivi e al ritiro pensiamo noi.

In tutto, dal ritrovo al congedo, contate una mezza giornata.

Quello che vi chiediamo il primo giorno

  • In quale cimitero, e se c’è una tomba di famiglia
  • A chi è intestata la concessione
  • Se esiste qualcosa di scritto sulla cremazione
  • Dove sono i familiari

La verifica sulla concessione la facciamo noi: è il controllo che riserva più sorprese, e farlo subito significa avere il tempo di risolverle.

Siamo reperibili a qualunque ora

Da Guarene arriviamo a Canale in un quarto d’ora, di giorno e di notte. Risponde una persona dell’impresa, non un servizio esterno.

0173 611582 — agenzia
329 971 9194 — reperibilita’ 24 ore su 24

Il Roero e la distanza dal crematorio

Canale sta nel cuore del Roero, e questo comporta una cosa pratica che vale la pena dire apertamente.

Il crematorio è dall’altra parte: Bra sta a sud-ovest, oltre il Tanaro, mentre Canale guarda verso Asti. Sono circa venti chilometri, e nella pratica significa che il trasporto post-cerimonia è più lungo che per i Comuni della prima cintura di Alba.

Non è un ostacolo — lo facciamo di continuo — ma incide sul preventivo, ed è meglio saperlo prima che dopo.

Se la cremazione è un’ipotesi, ditecelo al primo incontro: mettiamo per iscritto tutte le voci prima che decidiate, così non ci sono sorprese.

Se dovete acquistare un loculo

È una delle cose che a Canale si fanno direttamente con questo ufficio: la vendita di loculi e aree cimiteriali e la sottoscrizione dei relativi contratti passano da qui.

Prima di firmare, conviene chiedere quattro cose:

  • Per quanti anni vale la concessione
  • Qual è la tariffa vigente, che è fissata da una delibera aggiornata periodicamente
  • Se ci sono tariffe diverse per i non residenti
  • Quali gradi di parentela il regolamento ammette in una tomba di famiglia

L’ultima è quella che nessuno chiede e che poi blocca le tumulazioni: generi, nuore e conviventi non rientrano automaticamente in tutti i regolamenti.

Se avete già una tomba di famiglia, la domanda vera è un’altra: a chi è intestata la concessione? Se è a nome di una persona morta e nessuno ha fatto la voltura, la pratica si ferma. È la verifica che facciamo per prima.

Onoranze funebri a Priocca: al confine fra Roero e Astigiano

Priocca dista sei chilometri da Guarene ed è uno dei Comuni più popolosi di questa parte del Roero, con circa duemila abitanti. Confina con Canale, Castellinaldo d’Alba, Magliano Alfieri, Govone e San Damiano d’Asti.

Un paese al confine fra due province

L’ultimo di quei nomi non è un dettaglio geografico. San Damiano d’Asti sta in provincia di Asti, e Priocca si trova sulla linea dove il Roero cuneese finisce e comincia l’Astigiano.

Per una famiglia questo conta in un caso preciso: quando il decesso avviene fuori dal Comune di residenza. L’atto di morte si fa sempre dove la persona è morta, non dove abitava. Se è successo in una struttura o in un ospedale dall’altra parte del confine, le pratiche partono da li’ e solo dopo si organizza il rientro a Priocca per il funerale e la sepoltura.

Significa due amministrazioni invece di una, e a volte due aziende sanitarie diverse. Non è un problema, è solo un passaggio in più: lo facciamo noi, su entrambi i fronti, senza che dobbiate spostarvi.

La chiesa di Santo Stefano, e i funerali fra Natale e l’Epifania

La parrocchiale di Priocca è intitolata a Santo Stefano, e la festa patronale cade il 26 dicembre.

Vale la pena parlarne, perché il periodo fra Natale e l’Epifania è quello in cui muoiono più persone anziane, e insieme quello in cui tutto sembra fermarsi.

Non si ferma. Il periodo di osservazione di ventiquattro ore vale anche a Natale, i medici intervengono anche a Capodanno, e i funerali si celebrano anche fra le feste. Quello che si allunga sono i tempi, perché gli uffici lavorano a ranghi ridotti e la chiesa ha le proprie funzioni già fissate.

In quei giorni il consiglio pratico è uno solo: chiamateci subito, anche se pensate di non avere fretta. Un giorno guadagnato all’inizio, in quella settimana, vale come tre in qualunque altro periodo dell’anno.

E se il funerale finisce per cadere in un giorno di festa, sappiate che non è una mancanza di rispetto verso nessuno: è semplicemente quello che i tempi permettono.

La tomba, e chi se ne occupa fra vent’anni

Al cimitero di Priocca valgono le forme di sepoltura consuete, e su quelle non c’è molto da dire che non sappiate già. C’è invece una cosa che quasi nessuno considera al momento giusto: chi terra’ quella tomba negli anni.

Una concessione ha un intestatario e una scadenza. Se l’intestatario muore e nessuno aggiorna la posizione, gli avvisi continuano ad arrivare a suo nome, magari a un indirizzo dove non abita più nessuno. Il risultato lo si scopre anni dopo, davanti a una tumulazione che non si può fare finché la pratica non è sistemata.

Chiedeteci di verificarlo adesso, mentre siamo già in Comune per il resto: ci servono il cimitero e il nome dell’intestatario, nessun documento. Se c’è qualcosa da sistemare, si sistema in giorni; scoperto la vigilia di un funerale, non si fa in tempo.

E quando avete un momento, mettete in una cartella sola i documenti della concessione, le ricevute della lampada votiva e i dati di chi ha fatto la lapide. Fra vent’anni serviranno a qualcuno che oggi non ci sta pensando.

La cremazione, e come cambia la giornata

Da Priocca al Cimitero Urbano di Bra sono circa diciannove chilometri, ed è fra le distanze più lunghe dei Comuni in cui lavoriamo abitualmente.

Su questa distanza la scelta ha un effetto concreto sull’organizzazione: la partenza del feretro dopo la funzione richiede tempo, e i familiari che volessero accompagnarlo devono mettere in conto il viaggio di andata e ritorno. Molte famiglie preferiscono salutare in paese e lasciare a noi il tragitto, ed è del tutto legittimo.

Il trasporto fino a Bra è una voce di costo a se’, a carico della famiglia, e su diciannove chilometri si sente: ve la scriviamo separata dalle altre prima che decidiate, non nascosta dentro un totale.

L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi. Poi decidete dove: tumulata al cimitero di Priocca, in un cinerario, affidata a un familiare secondo le regole di legge. Se scegliete l’affidamento, l’affidatario è una persona sola, indicata per nome, e il luogo dove l’urna viene conservata resta registrato.

Le polizze, e come si scopre se esistono

Molte persone hanno un’assicurazione che prevede un capitale in caso di morte e non lo dicono a nessuno. A volte è una polizza vita, a volte è agganciata a un mutuo o a un finanziamento, a volte fa parte di un pacchetto della banca sottoscritto anni prima.

Se nessuno lo sa, quel denaro resta dov’è. Non arriva un avviso: sono i beneficiari a dover presentare la richiesta.

Come si scopre se esistono: guardando gli addebiti ricorrenti sul conto corrente, cercando fra le carte della banca, e chiedendo esplicitamente all’istituto se risultano coperture collegate a mutui o prestiti. Esiste anche un servizio di ricerca nazionale, che si interroga con i dati del defunto.

Vale la pena farlo anche quando sembra improbabile. Capita spesso di scoprire che un mutuo era assicurato, e che quel debito non ricade sugli eredi.

Non sono pratiche nostre e non ci guadagniamo nulla a dirvelo. Ma se non lo diciamo noi, in quei giorni non ve lo dice nessuno.

Chi risponde quando chiamate

Non c’è un centralino e non c’è un numero che vi richiama fra un’ora. Risponde una persona che conosce Priocca, e da Guarene sono dieci minuti a qualunque ora del giorno e della notte.

Alla prima telefonata non serve che sappiate niente: basta dirci dove siete. Se il decesso è appena avvenuto vi diciamo noi cosa fare nei minuti seguenti, che quasi sempre è semplicemente aspettare senza toccare nulla.

Il resto – dichiarazione, autorizzazioni, pratiche, parrocchia, manifesti – comincia da quel momento e non richiede più niente da parte vostra.

Anche fuori da Priocca

Il Roero e la Langa sono il nostro territorio abituale, ma il confine non lo decide una cartina: andiamo dove serve, anche oltre le due province. Se il vostro paese non ha una pagina qui, chiamateci lo stesso.

Siamo raggiungibili a qualsiasi ora, tutti i giorni. La prima telefonata basta che dica dove siete.

Onoranze funebri a Corneliano d’Alba: l’ufficio riceve anche il sabato

Da Guarene a Corneliano d’Alba ci sono meno di sei chilometri: un quarto d’ora scarso, a qualunque ora del giorno e della notte.

La camera ardente: in casa o in chiesa

Sono le due strade abituali, e la scelta dipende più dalla casa e dalle forze della famiglia che dalla tradizione.

In casa è quello che si è sempre fatto nei paesi, e per molti resta la cosa giusta: si allestisce la stanza e la gente passa nel pomeriggio e alla sera. Serve pero’ uno spazio adatto e qualcuno che regga due giorni di visite continue.

La sosta in chiesa la mattina del funerale è l’alternativa più semplice: il feretro arriva poco prima della funzione e non c’è veglia. Va bene per le famiglie ridotte, o quando i parenti arrivano tutti da fuori lo stesso giorno.

Se la casa non è adatta – un appartamento piccolo, bambini piccoli, una persona malata in casa – verifichiamo cosa è disponibile in zona: alcune strutture sanitarie e alcuni cimiteri hanno spazi dedicati. Ve lo diciamo prima, non diamo per scontato che ci sia.

Noi non abbiamo una casa funeraria nostra, e preferiamo dirlo invece di lasciarlo intendere. Quello che facciamo è allestire dove decidete voi, e occuparci di tutto il resto.

Il cimitero

Il Cimitero di Corneliano d’Alba si trova a circa un chilometro dal centro del paese.

Se nel Comune esistono sepolture di frazione, ce lo dite voi quando ci chiamate: cambia il tragitto del corteo e a volte la disponibilita’ dei posti.

La musica, le letture, chi parla

Un funerale non deve essere per forza uguale a tutti gli altri, e le poche cose che lo rendono suo si decidono in dieci minuti.

La musica: in chiesa si concorda con il parroco, e non tutto è ammesso, ma più di quanto si pensi lo è. Fuori dalla chiesa non c’è alcun limite. Una canzone che ascoltava sempre cambia completamente la giornata per chi lo conosceva.

Le letture: può leggere un figlio, un nipote, un amico. Non serve saper parlare in pubblico e non c’è una lunghezza giusta. Chi teme di non farcela può scrivere il testo e farlo leggere a un altro: è comunque suo.

Il ricordo alla fine della funzione: due minuti bastano. Se nessuno se la sente va benissimo lo stesso, e non è una mancanza. Chi vuole provarci, lo scriva la sera prima e se lo porti in tasca: leggerlo è molto più facile che improvvisare in quel momento.

Se il decesso avviene di notte

La maggior parte delle chiamate che riceviamo arriva fra le undici di sera e le sei del mattino. Non è un caso: è l’ora in cui le persone muoiono più spesso, ed è anche quella in cui una famiglia si sente più sola.

La prima cosa non è chiamare noi: è chiamare un medico, perché il decesso va constatato. Se la persona era seguita a domicilio, si chiama il medico di famiglia al mattino solo se la morte era attesa; altrimenti si chiama il servizio di emergenza.

Noi potete chiamarci subito dopo, a qualunque ora, anche solo per sapere cosa fare. Arriviamo in tempi brevi e ci occupiamo di tutto il resto.

Nel frattempo non dovete fare niente di particolare: non serve spostare nulla, non serve vestirlo, non serve aprire le finestre o fermare gli orologi. Sono gesti che appartengono a consuetudini antiche e nessuno vi giudichera’ se li fate o non li fate.

Se in casa ci sono bambini che dormono, o una persona anziana fragile, ditecelo al telefono: ci regoliamo di conseguenza su come e quando arrivare.

La verifica che conviene fare subito

Se esiste una tomba di famiglia, la domanda vera non è dove si trova: è a chi è intestata la concessione.

Nei cimiteri dei nostri paesi molte tombe risalgono a decenni fa, e la concessione risulta spesso ancora a nome di chi la compro’. Se quella persona è morta e nessuno ha fatto la voltura, al momento della tumulazione la pratica si ferma.

Ci servono due informazioni e nessun documento: il cimitero e il nome dell’intestatario. Il resto lo verifichiamo noi con l’ufficio, prima di confermare qualunque data.

Se pensate alla cremazione

Da Corneliano al Tempio Crematorio di Bra, l’impianto più vicino, ci sono circa nove chilometri: è fra le distanze più brevi di tutta la nostra zona, perché Corneliano sta sul versante che guarda verso Bra.

Non è l’unico impianto possibile: la scelta la facciamo insieme a voi, in base ai tempi e alla disponibilita’.

Una cosa da sapere dall’inizio: il trasporto fino al crematorio è una voce a se’, avviene dopo il rito funebre ed è a carico della famiglia. Da qui incide poco, ma va messo nel conto: ditecelo al primo incontro e vi mettiamo tutto per iscritto.

Le pratiche dei primi trenta giorni

Nei giorni dopo il funerale arrivano le scadenze, e arrivano tutte insieme.

La pensione va comunicata all’ente che la eroga: se continuano ad accreditarla, quelle somme andranno restituite, ed è meglio fermarle subito che spiegarle dopo. Chi ne ha diritto può chiedere la reversibilita’, ma è una domanda separata che non parte da sola.

Il conto corrente si blocca alla comunicazione del decesso, anche quello cointestato, e resta bloccato fino alla definizione della successione. Se le utenze erano domiciliate li’, vanno spostate: è la causa più frequente di bollette insolute nei mesi successivi.

La dichiarazione di successione ha un termine di dodici mesi. Sembra lontano, ma se ci sono immobili servono documenti che richiedono tempo, e conviene muoversi molto prima della scadenza.

Non le facciamo noi tutte, e non ve lo raccontiamo diversamente. Vi diciamo quali sono, in che ordine affrontarle e a chi rivolgervi.

Cosa facciamo

Denuncia di morte allo stato civile, autorizzazione alla sepoltura o alla cremazione, permessi cimiteriali, autorizzazione al trasporto, affissione dei manifesti, rapporti con la parrocchia e con l’ufficio comunale.

Alla famiglia restano le scelte.

Chiamateci

Risponde una persona dell’impresa, non un servizio esterno. Potete chiamare anche solo per sapere cosa fare mentre aspettate il medico: non serve aver deciso niente e non c’è nessun impegno.

0173 611582 — agenzia, in orario
329 971 9194 — di notte e nei festivi chiamate questo

Se il vostro Comune non è fra quelli che trovate qui, chiamateci lo stesso: andiamo dove serve.

Onoranze funebri a Piobesi d’Alba: il paese dove tutto è vicino

Piobesi d’Alba dista quattro chilometri da Guarene e confina con noi, oltre che con Alba e Corneliano d’Alba. È uno dei Comuni più raccolti della zona: poco più di quattro chilometri quadrati, con quasi millecinquecento abitanti concentrati quasi tutti nel paese.

Un paese dove tutto è vicino

Questo cambia la giornata del funerale più di quanto sembri. Chiesa, cimitero e case sono a poca distanza, e il corteo a piedi resta praticabile anche per chi non cammina più bene.

Significa anche che non serve organizzare un trasporto per i parenti anziani, e che chi arriva da fuori trova dove fermarsi senza dover conoscere il paese.

C’è pero’ il rovescio, e in un paese così si sente: la notizia si sa in fretta e la casa è esposta agli sguardi. Se preferite discrezione, ditecelo: possiamo arrivare in orari meno visibili e tenere la veglia riservata a chi decidete voi.

Al cimitero comunale si può scegliere fra campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti e cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li verifichiamo noi e ve li mettiamo per iscritto.

Il funerale in parrocchia

La festa patronale di Piobesi è quella della Madonna del Carmine, il 16 luglio.

L’orario della funzione si concorda con il parroco e dipende da quando la chiesa è libera: ce ne occupiamo noi nella stessa telefonata in cui fissiamo il resto, così ricevete un programma unico.

Se preferite un saluto non religioso si può fare, al cimitero, in casa o all’aperto, e lo costruiamo insieme sulla persona: chi vuole parla, si leggono pagine che le appartenevano, si mette la musica che ascoltava.

La cremazione, e la distanza che qui conta poco

L’impianto della zona è a Bra, nel Cimitero Urbano. Da Piobesi sono circa undici chilometri: è fra i tragitti più brevi di tutta l’area in cui lavoriamo, dove si arriva a superare i quaranta.

Il trasporto fino a Bra resta comunque una voce di costo a se’, a carico della famiglia, e ve la scriviamo separata dal resto prima che decidiate. Su undici chilometri pesa poco, ma non ve la nascondiamo dentro un totale.

La cremazione non avviene il giorno del funerale: l’urna è disponibile qualche giorno dopo, e al ritiro pensiamo noi.

Se aveva lasciato scritto cosa voleva

Capita sempre più spesso, e semplifica moltissimo la vita a chi resta.

Le disposizioni anticipate di trattamento riguardano le cure e non il funerale, ma chi le ha depositate spesso ha scritto anche il resto: se voleva essere cremato, dove voleva riposare, che tipo di cerimonia desiderava. Può essere un testamento, una lettera, un foglio in un cassetto.

Per la cremazione la legge chiede una prova formale: una disposizione testamentaria, l’iscrizione a un’associazione che ha fra i suoi scopi la cremazione, oppure la dichiarazione dei familiari nell’ordine previsto. Un desiderio detto a voce davanti a un solo parente non basta da solo, e non è burocrazia inutile: è cio’ che impedisce a qualcuno di decidere al posto di un altro.

Se cercando fra le carte trovate qualcosa, portatecelo anche se non sembra un documento ufficiale. Spesso è proprio un foglio scritto a mano a chiudere una discussione fra fratelli.

La donazione degli organi

È una decisione che si prende in vita, non nel momento del decesso, e vale la pena saperlo prima.

Ogni persona maggiorenne può dichiarare la propria volonta’ al rinnovo della carta d’identita’ in Comune, oppure iscrivendosi al registro nazionale. La dichiarazione resta registrata e vale più di qualunque discussione successiva fra i familiari.

Nella pratica il prelievo è possibile solo in condizioni particolari, che riguardano una minoranza dei decessi e avvengono in ambiente ospedaliero. Nella maggior parte dei casi, quindi, la questione non si pone nemmeno.

Quando invece si pone, la famiglia si trova a rispondere in un momento in cui non è in grado di ragionare. Per questo, se una persona ha espresso la propria volonta’ in vita, quella decisione non ricade su nessun altro.

Non tocca a noi trattarla e non entriamo nel merito. Ve ne parliamo qui solo perché è una cosa che si sistema in cinque minuti quando si è in salute, e diventa pesantissima se lasciata a dopo.

I conti online, le password, i profili

È la parte più nuova, e nessuno la mette in conto finché non ci si trova dentro.

Una persona lascia caselle di posta, abbonamenti che continuano ad addebitare, fotografie su un telefono bloccato, profili sui social che restano attivi. Sono cose che nei mesi successivi diventano sia un problema pratico sia una ferita, perché un profilo che compare fra i suggerimenti fa male ogni volta.

Gli abbonamenti si fermano guardando gli addebiti sul conto e sulla carta: è il modo più rapido per scoprire cosa esiste, perché quasi nessuno tiene un elenco.

I profili social hanno quasi tutti una procedura per essere chiusi o trasformati in una pagina commemorativa: serve il certificato di morte e la prova del legame di parentela. Non è immediato, ma si ottiene.

Il telefono è il punto più delicato: senza il codice, le fotografie possono diventare irrecuperabili. Se qualcuno in famiglia conosce quel codice, lo annoti da qualche parte adesso.

Non sono pratiche nostre e non ve le facciamo pagare. Ve le diciamo perché quasi nessuno ci pensa nei giorni giusti.

Il corteo a piedi

A Piobesi è ancora possibile, e in molti paesi vicini non lo è più: chiesa e cimitero sono a poca distanza, e l’ultimo tratto si può fare camminando dietro al feretro.

Non è una formalita’. È il momento in cui il paese accompagna una persona, e chi lo ha fatto sa che vale più di tutto il resto della giornata.

Chi non se la sente o non cammina bene può raggiungere il cimitero in auto senza che nessuno lo noti: teniamo il corteo compatto e lasciamo tempo a chi arriva dopo. E se preferite non farlo affatto, si va direttamente al cimitero. Non è un obbligo, è una possibilita’ in più che qui esiste.

Non solo Piobesi

Lavoriamo in tutto il Roero e in tutta la Langa, e ci muoviamo anche fuori quando serve. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci comunque: l’elenco dice dove le persone ci cercano, non dove arriviamo.

Chiamateci

Siamo raggiungibili a qualsiasi ora, tutti i giorni. Se è appena successo, la prima telefonata basta che dica dove siete: al resto pensiamo noi.

Onoranze funebri a Castellinaldo d’Alba: a quattro chilometri da noi

Castellinaldo d’Alba dista quattro chilometri da Guarene, dove siamo. Confina con Castagnito, Canale, Magliano Alfieri, Priocca e Vezza d’Alba: sono i Comuni in cui lavoriamo ogni settimana, e le strade fra questi paesi le conosciamo a memoria.

Il nome cambiato nel 2015, e perché vi riguarda

Fino al 30 gennaio 2015 il Comune si chiamava semplicemente Castellinaldo. Da quella data la denominazione ufficiale è Castellinaldo d’Alba.

Sembra un dettaglio da archivio e invece salta fuori proprio nelle pratiche di successione. Un atto di nascita, un rogito o una concessione cimiteriale antecedenti a quella data riportano il nome vecchio, e capita che un ufficio o una banca chiedano chiarimenti su cosa sia cambiato.

Non è cambiato nulla se non il nome: è lo stesso Comune, con lo stesso codice. Se qualcuno vi solleva la questione, si risolve con una nota, non con un problema.

Il cimitero e le quattro borgate

Il territorio comprende le borgate Gatti, Boarini, San Pietro e Madonna dei Cavalli, e in un Comune di poco più di novecento abitanti distribuiti su crinali questo cambia due cose pratiche.

La prima è l’accesso: alcune strade di borgata sono strette e in pendenza, e sapere in anticipo l’indirizzo esatto ci permette di arrivare con il mezzo giusto senza manovre difficili davanti a casa vostra.

La seconda sono i manifesti: li affiggiamo anche negli spazi delle borgate e non solo in centro, perché chi vive fuori dal concentrico non passa dal paese tutti i giorni e la notizia rischia di arrivargli tardi.

Al cimitero comunale si può essere sepolti in campo comune, in loculo, in tomba di famiglia, in ossario per i resti o in cinerario per le ceneri. La disponibilita’ e i costi li stabilisce il Comune e li verifichiamo noi, mettendoveli per iscritto nel preventivo.

Il funerale nella parrocchiale

La chiesa parrocchiale di Castellinaldo è intitolata ai Santi Dalmazzo e Sebastiano. San Dalmazzo è il patrono del paese.

L’orario della funzione si concorda con il parroco e dipende da quando la chiesa è libera. Ce ne occupiamo noi nella stessa telefonata in cui fissiamo tutto il resto, così ricevete un programma unico invece di tre appuntamenti da incastrare fra loro.

Se preferite un saluto non religioso, si può fare: si tiene al cimitero, in casa o in un luogo all’aperto, e lo costruiamo insieme sulla persona.

Se scegliete la cremazione

L’impianto di riferimento della zona è a Bra, nel Cimitero Urbano: da Castellinaldo sono circa sedici chilometri.

Dopo la funzione il feretro viene trasportato fino a Bra, e quel trasporto è una voce di costo a se’, a carico della famiglia. Non è compreso come lo sono il trasporto in paese o l’accompagnamento al cimitero locale, e ve lo scriviamo separato dal resto prima che decidiate.

La cremazione non avviene il giorno del funerale: l’urna è disponibile qualche giorno dopo, e al ritiro pensiamo noi.

La preparazione del defunto

È la parte di cui si parla meno e che le famiglie ricordano di più, perché riguarda l’ultima immagine che resta.

La vestizione e la composizione le facciamo noi, con cura e senza fretta. Potete esserci o non esserci: chi vuole partecipare lo fa, chi preferisce ricordarlo com’era prima resta fuori, e nessuna delle due scelte dice qualcosa su quanto gli volevate bene.

Quando serve un intervento di tanatoestetica – dopo una malattia lunga, un incidente, o quando la famiglia lo desidera per la veglia – lo esegue un tecnico specializzato esterno, che chiamiamo noi. Non è un servizio che facciamo internamente e preferiamo dirlo, così sapete chi entra in casa vostra e perché.

Non è sempre necessario. Ve lo proponiamo solo quando serve davvero, e se lo chiedete voi vi diciamo con franchezza se cambierebbe qualcosa oppure no.

I giorni di permesso dal lavoro

È una cosa che quasi nessuno sa nel momento in cui servirebbe saperla.

Chi lavora come dipendente ha diritto a tre giorni di permesso retribuito per la morte del coniuge, di un convivente o di un parente entro il secondo grado. Sono tre giorni all’anno, da usare entro pochi giorni dall’evento, e vanno richiesti al datore di lavoro indicando il motivo.

Molti contratti collettivi prevedono condizioni migliori, e alcune aziende concedono qualcosa in più senza che sia scritto da nessuna parte: conviene chiedere invece di dare per scontato il minimo.

Per un lutto più lontano – un cugino, uno zio, un suocero – il diritto non c’è, ma quasi nessun datore di lavoro rifiuta una giornata di ferie chiesta per un funerale.

Il certificato che vi verrà chiesto è quello di morte, e ve lo procuriamo noi insieme agli altri.

Se il defunto era nato altrove

Nel Roero è frequente: una persona nata in un altro Comune, magari in un’altra regione, che ha passato qui gran parte della vita.

Non cambia nulla per il funerale, che si celebra dove volete voi. Cambia qualcosa per le carte: alcuni certificati vengono rilasciati dal Comune di nascita e non da quello di residenza, e se quel Comune è lontano i tempi si allungano.

Oggi molte di queste richieste passano da un archivio nazionale unico e si ottengono da qualsiasi Comune, ma per gli atti più vecchi può servire ancora rivolgersi al Comune di origine. Ce ne accorgiamo noi mentre prepariamo le pratiche, e ve lo diciamo subito invece di lasciarvelo scoprire dal notaio.

Se la famiglia vuole riportare il defunto al cimitero del paese d’origine, si può fare: servono l’autorizzazione al trasporto e il nulla osta del cimitero di destinazione, che deve confermare che la sepoltura sia disponibile e la concessione in regola.

La lapide

La lapide non c’è il giorno del funerale, e quasi nessuno lo sa prima. Fra la scelta e la posa passano di solito alcune settimane: la pietra va tagliata, le lettere incise, e la posa dipende anche dall’assestamento della tomba. Nel frattempo il posto resta segnato in modo provvisorio, ed è normale.

Le realizza un laboratorio di marmisti della zona, con cui lavoriamo da anni. Potete scegliere materiale, forma, carattere delle lettere, se mettere una fotografia.

Non decidetela nei giorni del funerale: non c’è nessuna urgenza, e una scelta presa in quei giorni raramente è quella che avreste fatto un mese dopo.

Non solo Castellinaldo

Lavoriamo in tutto il Roero e in tutta la Langa, e ci muoviamo anche fuori quando serve. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci comunque: l’elenco dice dove le persone ci cercano, non dove arriviamo.

Chiamateci

Siamo raggiungibili a qualsiasi ora, tutti i giorni. Se è appena successo, la prima telefonata basta che dica dove siete: al resto pensiamo noi.

Onoranze funebri a Barbaresco: il Comune accanto a Guarene

La nostra sede è a Guarene, in via San Sebastiano 25/A. Barbaresco confina con Guarene: quando ci chiamate da qui non arriviamo da fuori, arriviamo dal Comune accanto. È una differenza che si sente nella prima mezz’ora, che è quella in cui una famiglia ha più bisogno di qualcuno che sia già li’.

La dichiarazione di decesso

Entro 24 ore dal decesso il fatto va dichiarato al Comune dove è avvenuto. A Barbaresco il municipio è in Piazza del Municipio 1, ma non è un posto in cui dovete andare voi: la dichiarazione la presentiamo noi.

A voi serve consegnarci il documento d’identita’ e la tessera sanitaria del defunto, e dirci se era coniugato, vedovo o celibe: sono i dati che devono comparire nell’atto di morte.

Chi la presenta non deve per forza essere un parente: può farlo un familiare, un convivente, una persona delegata o l’impresa funebre incaricata. Nella pratica la fa quasi sempre l’impresa, perché va portata in orario d’ufficio e in quelle ore la famiglia ha altro da fare.

Il feretro non può essere chiuso prima di 24 ore dal decesso, salvo i casi in cui l’autorita’ sanitaria dispone diversamente. È il cosiddetto periodo di osservazione, e serve a escludere ogni dubbio sull’accertamento della morte. Vuol dire che il funerale non si celebra mai il giorno stesso: il primo momento possibile è il giorno seguente, e nella pratica quasi sempre il secondo, perché occorre il certificato del medico necroscopo.

Sapere questo cambia il modo in cui si avvisano i parenti lontani: chi deve arrivare da fuori regione ha quasi sempre il tempo di mettersi in viaggio, e non serve fargli prendere il primo treno della notte.

Il cimitero

Al cimitero di Barbaresco si può essere sepolti in campo comune, in un loculo, in una tomba di famiglia, o in un ossario se si tratta di resti. Le ceneri possono essere tumulate o affidate a un familiare secondo le regole di legge.

Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune e cambiano nel tempo: non li scriviamo qui, perché un prezzo pubblicato oggi fra sei mesi sarebbe falso. Ve li verifichiamo e ve li mettiamo per iscritto nel preventivo.

Della pratica ci occupiamo noi: la concessione, l’autorizzazione, i tempi con il custode. È la parte del lavoro che una famiglia non dovrebbe nemmeno vedere.

Se il decesso avviene in ospedale

Per chi vive a Barbaresco l’ospedale di riferimento è quello di Alba, ASL CN2 Alba-Bra, a una decina di minuti di auto.

Quando la morte avviene in ospedale la salma resta in camera mortuaria e i tempi li detta la struttura, non la famiglia. L’atto di morte in questo caso si fa nel Comune dove il decesso è avvenuto — quindi ad Alba, non a Barbaresco — e solo dopo si organizza il rientro in paese per il funerale e la sepoltura.

È il motivo per cui a volte una famiglia di Barbaresco si trova a fare pratiche in due Comuni diversi. Le facciamo noi, in entrambi.

Tre Stelle e Pertinace: attenzione a dove ricade la casa

Barbaresco ha tre borgate: Asili, Pertinace e Tre Stelle. Due di questi nomi esistono anche a Treiso, che confina.

Non è un dettaglio da mappa. Il Comune competente per l’atto di morte è quello dove il decesso è avvenuto, e sul crinale fra Barbaresco e Treiso ci sono case che una persona del posto colloca a Tre Stelle senza sapere in quale dei due Comuni ricada catastalmente. Se sbagliate ufficio perdete una mattina.

Noi lo verifichiamo prima di muoverci, sull’indirizzo esatto. È una telefonata in più che facciamo noi e un giro a vuoto in meno per voi.

Il funerale in parrocchia

La parrocchiale di Barbaresco è la chiesa di San Giovanni Battista, affiancata dal campanile settecentesco, nel centro del paese. Il patrono si festeggia il 24 giugno. Sul territorio ci sono anche la chiesa di San Donato e alcune cappelle campestri.

L’orario del funerale si concorda con il parroco, e dipende da quando la chiesa è libera e dagli impegni della comunita’. Ce ne occupiamo noi nella stessa telefonata in cui fissiamo il resto, così la famiglia riceve un programma unico invece di tre appuntamenti da incastrare.

Se scegliete la cremazione

L’impianto di riferimento per questa zona non è ad Alba: è a Bra, nel Cimitero Urbano. Da Barbaresco sono circa 18 chilometri.

Questo comporta una cosa che conviene sapere prima e non dopo: dopo il rito funebre la salma viene trasportata fino a Bra, e quel trasporto è una voce di costo a se’, a carico della famiglia. Non è compreso nel servizio come lo sono il trasporto in paese o l’accompagnamento al cimitero locale.

Ve lo mettiamo per iscritto nel preventivo, separato dal resto, prima che decidiate. Le ceneri tornano poi dove volete: tumulate al cimitero di Barbaresco, in un cinerario, o affidate a un familiare secondo le regole di legge.

Se la sepoltura è in un altro Comune

Capita spesso: una persona vive a Barbaresco da trent’anni ma la tomba di famiglia è nel paese in cui è nata. In quel caso serve l’autorizzazione al trasporto rilasciata dal Comune dove è avvenuto il decesso, e il cimitero di destinazione deve confermare che la sepoltura sia disponibile e in regola con la concessione.

È la pratica in cui si perde più tempo quando la si scopre all’ultimo, perché dipende da due amministrazioni che devono parlarsi. Se ci dite subito dove volete la sepoltura, la avviamo il primo giorno utile invece del terzo.

I necrologi

Il Comune di Barbaresco pubblica i necrologi sul proprio sito istituzionale. È una consuetudine che non tutti i Comuni della zona hanno, e in un paese di poco più di seicento abitanti funziona: la notizia arriva a chi è lontano senza che nessuno debba telefonare a venti persone in una giornata in cui non se ne ha la forza.

Noi ci occupiamo del manifesto funebre, della sua affissione negli spazi consueti del paese e delle borgate, e dell’annuncio online. Se volete che compaia anche fra i necrologi del Comune, lo segnaliamo per voi.

Dopo

Il lavoro non finisce con il funerale, ed è la parte in cui le famiglie restano più sole. La pensione va comunicata, il conto corrente si blocca, la successione ha i suoi termini, le utenze e la tassa rifiuti vanno intestate a qualcun altro.

Sono pratiche con scadenze diverse, e alcune si aprono solo dopo che ne è stata chiusa un’altra: è facile scoprire in ritardo di aver saltato un passaggio.

Vi diciamo cosa serve e in che ordine. Quello che possiamo fare noi lo facciamo; per il resto vi diamo il foglio già compilato e vi diciamo dove portarlo, senza mandarvi a chiedere in giro.

Non solo Barbaresco

Lavoriamo in tutto il Roero e in tutta la Langa, e ci muoviamo anche fuori quando serve: se una persona di Barbaresco è mancata lontano, o va sepolta lontano, ce ne occupiamo lo stesso. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci comunque: l’elenco dice dove le persone ci cercano, non dove arriviamo.

Chiamateci

Siamo raggiungibili a qualsiasi ora, tutti i giorni. Se è appena successo, la prima telefonata basta che dica dove siete: al resto pensiamo noi.

Onoranze funebri a Magliano Alfieri: l’ufficio è chiuso il lunedi’

Da Guarene a Magliano Alfieri ci sono poco più di quattro chilometri. È uno dei Comuni in cui lavoriamo più spesso, e ha un orario comunale che conviene conoscere.

La lapide, e quanto tempo serve davvero

La lapide non c’è il giorno del funerale, e quasi nessuno lo sa in anticipo.

Fra il momento in cui si sceglie e quello in cui viene posata passano di solito alcune settimane: la pietra va tagliata, le lettere incise, e la posa dipende anche dall’assestamento della tomba. Nel frattempo il posto resta segnato in modo provvisorio, ed è normale.

Le lapidi le realizza un laboratorio di marmisti della zona, con cui lavoriamo da anni. Potete scegliere il materiale, la forma, il carattere delle lettere, se mettere una fotografia e che tipo di lampada votiva.

Il consiglio che diamo sempre: non decidetela nei giorni del funerale. Non c’è nessuna urgenza, e una scelta presa in quei giorni raramente è quella che avreste fatto un mese dopo.

Il cimitero

Il Cimitero di Magliano Alfieri si trova a circa mezzo chilometro dal centro.

Il territorio comunale comprende le localita’ di Cornale, San Giacomo e Sant’Antonio: quando ci dite dove abitava la persona e dove desiderate la sepoltura, sappiamo già come si organizza la giornata.

I certificati, e chi li firma

Nelle prime ore intervengono due medici diversi, e la differenza spiega perché certe cose non si possono anticipare.

Il primo è il medico curante o quello intervenuto sul posto, che constata il decesso e compila la scheda con la causa di morte. Il secondo è il medico necroscopo, incaricato dall’ASL, che visita la salma non prima di quindici ore dal decesso e ne certifica la realta’.

Solo dopo quel secondo certificato si può chiudere il feretro e fissare con certezza l’orario del funerale. È il motivo per cui, quando ci chiedete di confermare un orario poche ore dopo il decesso, vi diciamo di aspettare la mattina seguente: non è prudenza nostra, è un passaggio che non dipende da noi.

Se viveva in casa di riposo

Quando il decesso avviene in una struttura, i primi passaggi li gestisce la struttura stessa: chiama il medico, avvisa la famiglia, e tiene la salma in una stanza dedicata finché non arriviamo noi.

Alla famiglia restano due cose. La prima è recuperare gli effetti personali: conviene farlo con calma e non lo stesso giorno, perché è un momento più duro di quanto ci si aspetti e le strutture non hanno fretta.

La seconda è la retta: va comunicata la cessazione, e a seconda del contratto può esserci un preavviso o un conguaglio. Chiedete un riepilogo scritto invece di accordarvi a voce, perché una fattura arriva sempre dopo.

Se la persona percepiva un’indennita’ di accompagnamento o era seguita da un servizio domiciliare, anche quelle vanno comunicate: sono fra le pratiche che si dimenticano più spesso, e producono richieste di restituzione mesi dopo.

La verifica che conviene fare subito

Se esiste una tomba di famiglia, la domanda che conta è a chi è intestata la concessione.

È la sorpresa più frequente nei cimiteri dei nostri paesi: una tomba comprata negli anni Sessanta è ancora a nome di chi la compro’, e se quella persona è morta senza che nessuno abbia fatto la voltura, la tumulazione si ferma.

Ci servono il cimitero e il nome dell’intestatario. Nessun documento. Verifichiamo noi con l’ufficio, prima di confermare la data.

Farlo il primo giorno conta: se salta fuori all’ultimo, la voltura non fa in tempo e la tumulazione si ferma.

Se pensate alla cremazione

Da Magliano al Tempio Crematorio di Bra, l’impianto più vicino, ci sono circa diciannove chilometri. Magliano sta sul versante che guarda verso Asti, e la distanza si sente.

Non è l’unico impianto possibile: la scelta la facciamo insieme a voi.

Il trasporto fino al crematorio è una voce a se’, avviene dopo il rito funebre ed è a carico della famiglia. Da qui incide, ed è fra le voci più rilevanti del preventivo: ditecelo al primo incontro e mettiamo tutto per iscritto prima che decidiate.

Quando il defunto è di qui ma abitava altrove

A Magliano capita spesso: una persona nata e cresciuta in paese si trasferisce per lavoro o per stare vicino ai figli, e muore lontano. La famiglia pero’ vuole riportarla al cimitero di casa.

Si può fare, ed è una delle cose che facciamo più spesso. Serve l’autorizzazione al trasporto del Comune dove è avvenuto il decesso, e il nulla osta di quello di destinazione, che conferma che la sepoltura sia disponibile e la concessione in regola.

Quello che allunga i tempi non è il viaggio: è la verifica sulla tomba di famiglia, che a volte risulta intestata a una persona mancata trent’anni fa e va volturata prima di poterci tumulare qualcuno.

Se sapete già che vorrete riportarlo qui, ditecelo alla prima telefonata anche se il decesso è avvenuto a centinaia di chilometri: avviamo subito i due fronti invece di scoprire il problema a metà strada.

La veglia in casa

Nel Roero resta la scelta prevalente, e a Magliano lo è in modo particolare.

Serve una stanza fresca e arieggiabile, raggiungibile senza attraversare tutta la casa. Il resto lo portiamo noi.

Un consiglio che vale più di molti altri: scrivete gli orari delle visite sul manifesto. Senza, la casa resta aperta dalla mattina alla sera e la famiglia non ha un momento per sedersi. Nessuno si offende: chi legge sa quando andare.

Gli anniversari, e la memoria che resta

Il lavoro di un’impresa funebre non finisce il giorno del funerale, e non è una frase di circostanza.

Il trigesimo, cioè la messa a un mese, e poi l’anniversario: sono i due momenti in cui molte famiglie tornano a chiamarci, spesso solo per sapere come si organizza. Si concordano con la parrocchia, si può far uscire un ricordo sul giornale locale o un annuncio online, e chi vuole può far sistemare la tomba con fiori nuovi.

C’è anche la parte pratica che nessuno spiega: la lampada votiva ha un canone che va rinnovato, e le concessioni cimiteriali hanno una scadenza. Se nessuno se ne occupa, gli avvisi arrivano a un indirizzo che magari non è più abitato.

Tenete da parte i documenti della concessione insieme a quelli della successione, in un posto solo. Fra vent’anni servira’ a qualcuno che oggi non ci sta pensando.

Chiamateci

Quattro chilometri: da Guarene siamo da voi in pochi minuti, a qualunque ora della notte. Risponde una persona dell’impresa, non un servizio esterno.

0173 611582 — agenzia, in orario
329 971 9194 — di notte e nei festivi chiamate questo

Se il vostro Comune non è fra quelli che trovate qui, chiamateci lo stesso: andiamo dove serve.

Onoranze funebri a Vezza d’Alba: l’ufficio è chiuso due giorni su cinque

Vezza d’Alba dista da Guarene poco più di quattro chilometri. È il Comune confinante verso il Roero, e c’è una cosa che conviene sapere prima di presentarsi in municipio.

I fiori, il manifesto e gli annunci

Sono le tre cose che le famiglie decidono per ultime e su cui poi si pentono di aver deciso di fretta.

I fiori: l’addobbo della chiesa e il cofano si scelgono insieme, perché devono stare bene fra loro. Se preferite che al posto dei fiori si faccia una donazione, va scritto nel manifesto e nell’annuncio, altrimenti la gente porta i fiori comunque. È una richiesta sempre più frequente e non ha nulla di irriguardoso.

Il manifesto funebre: lo stampiamo e lo affiggiamo negli spazi consueti del paese e delle frazioni. In un Comune sparso vale più di quanto sembri, perché non tutti passano dal centro ogni giorno.

Il testo lo scrivete voi, e non c’è una formula obbligatoria: si può nominare chi c’era e chi non c’è più, si può aggiungere una frase sua, si può restare essenziali. L’unica cosa che consigliamo è di rileggerlo il giorno dopo con calma, perché resta appeso una settimana e resta nella memoria del paese molto più a lungo.

Le cinque frazioni

Il territorio di Vezza d’Alba comprende cinque frazioni: Borbore, Borgonuovo, Socco, Madernassa e Riassolo.

Non è un dato di colore. Quando ci dite dove siete e dove volete la sepoltura, la distanza fra il capoluogo e una frazione cambia i tempi della giornata, il tragitto del corteo e talvolta l’organizzazione della veglia.

Ditecelo al telefono: non è la stessa cosa arrivare in centro o a Madernassa.

Chi avvisare, e in che ordine

Nelle prime ore il telefono diventa un lavoro a tempo pieno, e quasi sempre ricade su una persona sola.

L’ordine che funziona è questo: prima i familiari stretti, uno per uno e a voce; poi il medico di famiglia se non è già stato lui a intervenire; poi il datore di lavoro o l’RSA o la struttura, se il defunto era seguito da qualcuno; infine gli amici e i conoscenti, per i quali il manifesto e l’annuncio online fanno già quasi tutto.

Quello che conviene evitare è che la notizia arrivi a un parente stretto da un messaggio di gruppo o da un annuncio letto per caso. Se qualcuno abita lontano e non riuscite a raggiungerlo, ditecelo: preferiamo aspettare mezz’ora a pubblicare l’annuncio piuttosto che farglielo scoprire così.

E se non ve la sentite di telefonare, è del tutto legittimo delegare: si sceglie una persona di famiglia che regge meglio, e le si da’ l’elenco. Nessuno vi giudichera’ per non aver fatto voi quelle chiamate.

Il primo giorno, in concreto

Vi chiediamo il documento d’identita’ e la tessera sanitaria del defunto, e di dirci se era coniugato, vedovo o celibe: sono i dati che devono comparire nell’atto di morte.

Poi servono due decisioni, e sono le uniche urgenti: dove riposera’ e se il rito sarà religioso o civile. Tutto il resto – fiori, manifesto, orari, annunci – si decide con calma nelle ore successive.

Se avete un abito che vorreste indossasse, portatecelo. Se non ci avete pensato, lo scegliamo insieme: non c’è nessun obbligo e nessuna forma giusta.

Se pensate alla cremazione

Da Alba al Tempio Crematorio di Bra, l’impianto più vicino, ci sono circa 14 chilometri. Non è l’unico possibile e la scelta la facciamo insieme.

Una cosa da sapere subito: il trasporto fino al crematorio è una voce a se’, a carico della famiglia. Ditecelo al primo incontro e vi mettiamo per iscritto tutto prima che decidiate.

Cosa facciamo

Tutte le pratiche: denuncia di morte, autorizzazioni, permessi cimiteriali, trasporto, manifesti, rapporti con la parrocchia.

Non dovete presentarvi in Comune, ed è un bene proprio qui.

Il rito civile, se preferite

Non tutti vogliono un funerale in chiesa, e non è una scelta che va spiegata a nessuno.

Il saluto civile si può tenere al cimitero, in casa o in un luogo all’aperto, e non ha una liturgia da rispettare: si costruisce sulla persona. Chi vuole parla, si leggono pagine che le appartenevano, si mette la musica che ascoltava. Può durare venti minuti o un’ora.

Serve qualcuno che tenga il filo, altrimenti diventa un silenzio imbarazzato in cui nessuno sa quando alzarsi. Quel ruolo lo teniamo noi, oppure lo affidiamo a una persona di famiglia che se la sente e che aiutiamo a prepararsi.

I bambini al funerale

È una delle domande che ci fanno più spesso, quasi sempre a bassa voce: è giusto portarli?

Non c’è una risposta valida per tutti, ma una cosa la sappiamo per esperienza: escludere un bambino dal saluto non lo protegge, lo lascia fuori da qualcosa che ha capito benissimo essere successo. Quello che spaventa non è la cerimonia, è non sapere cosa stia accadendo intorno.

Se decidete di portarlo, spiegategli prima cosa vedra’ e chi ci sarà, e lasciategli la possibilita’ di uscire in qualsiasi momento con un adulto che resta con lui. Se decidete di no, ditegli dove siete andati e perché: i bambini reggono la verita’ molto meglio dell’assenza di spiegazioni.

Siamo reperibili a qualunque ora

Quattro chilometri: da Guarene siamo da voi in pochi minuti, a qualunque ora della notte.

Risponde una persona dell’impresa, non un servizio esterno.

0173 611582 — agenzia
329 971 9194 — reperibilita’ 24 ore su 24

Se il decesso avviene in ospedale ad Alba

Succede spesso per i residenti di Vezza, perché l’ospedale di riferimento è quello di Alba.

In quel caso entrano in gioco due Comuni: Alba, dove è avvenuto il decesso e dove si presenta la denuncia di morte, e Vezza d’Alba, che rilascia il permesso cimiteriale per la sepoltura.

Serve inoltre l’autorizzazione al trasporto da un Comune all’altro.

Non è complicato e ce ne occupiamo noi, ma allunga i tempi di qualche ora e va coordinato. Con gli orari ridotti dell’ufficio di Vezza, è un altro motivo per chiamarci subito invece che il giorno dopo.

Il Roero, e cosa comporta

Vezza sta sul versante che guarda verso Bra, e il territorio comunale è fatto di colline con le frazioni sparse.

Due cose che chiediamo sempre al telefono: dove siete esattamente, perché fra il capoluogo e una frazione come Madernassa cambiano tempi e tragitto; e com’è l’accesso, se ci sono scale strette o una strada di collina che d’inverno si complica.

Non sono domande di forma: servono a farci arrivare attrezzati e nel numero giusto, invece di doverci organizzare una volta li’.

Reperibilità 24 ore su 24

Chiamateci a qualunque ora

Tutti i giorni dell’anno, anche di notte e nei festivi. Risponde una persona dell’agenzia, non un centralino.

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