Onoranze funebri
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Quanto costa una lapide e da cosa dipende il prezzo

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

La lapide si decide dopo il funerale, con calma, ed è l’unica cosa che resta visibile per decenni.

È anche la spesa su cui è più facile sbagliare, perché si sceglie guardando un catalogo invece che il regolamento del cimitero.

Il vincolo viene prima della scelta

Il regolamento del cimitero decide più di voi.

Ogni Comune stabilisce misure, materiali ammessi, colori, spessori, sporgenza degli accessori, e in alcuni casi il tipo di carattere.

Un progetto che il regolamento non consente viene respinto, e a quel punto è stato pagato per niente.

Per questo il primo passo è sempre lo stesso: verificare cosa quel cimitero consente, prima di parlare di forme e preventivi. Nei Comuni della zona i regolamenti non sono uniformi: quello che è normale a Guarene può non esserlo a Canale.

Da cosa dipende il prezzo

Fattore Quanto pesa
Materiale Molto
Dimensioni Molto
Lavorazione Molto: una lastra piana costa molto meno di un manufatto sagomato
Iscrizioni In genere a carattere
Fotoceramica Contenuto
Accessori Vaso, lampada, croce, cornici
Posa Dipende dall’accessibilita’ del punto

La differenza fra una lapide semplice per un loculo e un monumento per una tomba di famiglia è molto ampia. Le due cose non si confrontano.

I materiali

Granito

È il più usato, e per il nostro clima è la scelta ragionevole: resiste al gelo, alla pioggia e al tempo con manutenzione minima.

Marmo

Più luminoso e più caldo alla vista, ma più poroso. Sotto le piogge e le gelate del Roero segna più in fretta, soprattutto nei colori chiari.

Va detto perché molte famiglie scelgono il marmo bianco per l’aspetto e a dieci anni non lo riconoscono più.

Bronzo

Per lettere, cornici e accessori. Con gli anni prende una patina che a molti piace e ad altri no: è una questione di gusto, non di qualità.

Se dovete scegliere e non avete preferenze

Granito. Fra vent’anni si vede la differenza.

Le iscrizioni

Incise o applicate

Le lettere incise durano quanto la pietra. Quelle applicate, fissate alla lastra, con gli anni si staccano — ed è un difetto che si vede in ogni cimitero.

Costano un po’ di più e valgono la differenza.

Lo spazio

Se la tomba accogliera’ altri familiari, il progetto va pensato adesso per quello.

Aggiungere un nome su una lastra progettata per uno solo si vede sempre: caratteri diversi, spaziature che non tornano, righe schiacciate in fondo.

Le frasi

Le frasi lunghe invecchiano male e costano di più. Un verso, una parola, o solo il nome.

La fotoceramica

Resiste bene all’esterno per decenni. Valgono le regole del ricordino: viso ben visibile, buona risoluzione, un’immagine che le somigli.

Alcuni regolamenti ne limitano dimensione e posizione: si verifica prima.

I tempi

Dalla richiesta alla posa passano di norma alcune settimane: progetto, eventuale approvazione del Comune, lavorazione, posa — che dipende anche dalle operazioni del cimitero.

Non è un ritardo, è il tempo che la cosa richiede. Nell’attesa si può collocare una segnalazione provvisoria.

Chi la realizza

Noi non produciamo lapidi. Lavoriamo con un laboratorio di marmisti della zona e ci occupiamo del rapporto: portiamo il progetto, controlliamo che rispetti il regolamento, seguiamo i tempi e coordiniamo la posa.

Per voi cambia questo: un interlocutore solo, e la certezza che le misure siano state verificate prima e non dopo.

Non è una spesa urgente

È importante dirlo, perché molte famiglie la affrontano quando hanno già speso molto.

La lapide si può fare fra sei mesi o fra un anno. Nel frattempo si mette una segnalazione provvisoria, e nessuno lo nota come temete.

A distanza di mesi si sceglie anche meglio: con più calma, e sapendo cosa si vuole davvero scritto sopra.

La manutenzione

Una pulizia una o due volte l’anno con acqua e detergente neutro. Niente prodotti aggressivi, che rovinano lucidatura e incisioni.

Se il materiale è poroso, esistono trattamenti protettivi che rallentano il degrado: chiedete al marmista se valgono la spesa per quel materiale e quella esposizione.

Attenzione a una cosa fiscale

La lapide non rientra fra le spese funebri detraibili, perché è una spesa successiva e distinta.

Chiedete che sia fatturata a parte: mescolarla alle spese funebri è uno degli errori che i controlli guardano.

Come si legge un preventivo del marmista

Le voci che devono comparire, separate:

  • Materiale: tipo di pietra, spessore, dimensioni
  • Lavorazione: forma, finitura, bordi
  • Iscrizioni: numero di caratteri, tecnica, incise o applicate
  • Accessori: vaso, lampada, portafoto, croce
  • Fotoceramica
  • Posa e trasporto
  • Eventuali diritti comunali per l’installazione

Un preventivo con un totale unico non permette di capire dove sta la spesa, ne’ di togliere qualcosa.

Dove si spende senza accorgersene

  • Lettere applicate invece che incise: costano meno oggi e si staccano negli anni
  • Accessori in serie: vasi, cornici, angolari che si aggiungono uno alla volta
  • Lavorazioni sagomate: una lastra piana ben fatta costa molto meno e invecchia meglio
  • Materiali chiari in esposizioni umide: costano il rifacimento fra dieci anni

Se la lapide esiste già e va aggiunto un nome

Su una lapide esistente si aggiunge l’iscrizione, quando c’è spazio.

Due problemi frequenti: il carattere originale non è più disponibile, e la pietra invecchiata non corrisponde a una nuova incisione, che risulta più chiara.

Il marmista può attenuare entrambe le cose, ma non annullarle. Chiedete di vedere un esempio prima di decidere.

Se volete rifarla

Sostituire una lapide vecchia è possibile, con l’autorizzazione del Comune e il consenso degli aventi titolo sulla concessione.

È un lavoro che si fa con calma, e vale la pena farlo bene una volta sola.

In sintesi

  • Il regolamento del cimitero decide più del catalogo: si verifica prima
  • Granito per il nostro clima, se non avete preferenze
  • Lettere incise, non applicate
  • Pensare lo spazio per i nomi futuri
  • Non è una spesa urgente: si fa fra sei mesi o un anno
  • Non è detraibile fra le spese funebri: fattura a parte
  • Manutenzione con acqua e detergente neutro, niente prodotti aggressivi

Le domande da fare al marmista

  • Che materiale consigliate per questa esposizione, e perché?
  • Le lettere sono incise o applicate?
  • Il progetto rispetta il regolamento di quel cimitero?
  • Quanto spazio resta per nomi futuri?
  • In quanto tempo si arriva alla posa?
  • Serve un trattamento protettivo, e ogni quanto va rifatto?

Sono sei domande e determinano se fra vent’anni quella lapide sarà ancora leggibile.

Cosa facciamo noi

Verifichiamo il regolamento prima che il progetto venga disegnato, portiamo le misure corrette al laboratorio, seguiamo i tempi e coordiniamo la posa con l’ufficio cimiteri.

Per voi cambia una cosa sola: un interlocutore, e nessun progetto respinto dopo essere stato pagato.

Un’ultima cosa sul testo

Il nome e le date le decide la burocrazia. La frase, se c’è, la decidete voi, e vale la pena prendersi il tempo.

Le cose che funzionano, per quello che vediamo nei cimiteri della zona: una frase che diceva lui, il nome con cui lo chiamavano tutti, un verso breve, o solo il nome.

Le cose che invecchiano male: le frasi lunghe, i testi solenni presi altrove, e tutto quello che a rileggerlo fra vent’anni non somigliera’ più a nessuno.

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