Onoranze funebriNessuna sepoltura puo’ avvenire senza autorizzazione. Non e’ una formalita’: e’ il documento che il custode del cimitero deve avere in mano prima di aprire una fossa o un loculo.
Nella pratica sono tre atti distinti, spesso confusi in uno.
La rilascia l’ufficiale dello stato civile del Comune dove il decesso e’ stato dichiarato, dopo aver registrato l’atto di morte.
Non puo’ essere rilasciata prima che sia decorso il periodo di osservazione, di norma 24 ore, e presuppone il certificato del medico necroscopo.
Lo rilascia l’ufficio cimiteri del Comune dove si seppellisce, che puo’ essere un Comune diverso.
Riguarda il posto: quale fossa, quale loculo, quale tomba, in che data, con quali operazioni. E’ il passaggio in cui si verifica che ci sia effettivamente spazio e che la concessione lo consenta.
Serve quando il defunto deve essere spostato in un Comune diverso da quello del decesso. La rilascia il Comune di partenza, e quello di destinazione ne prende atto.
Nella nostra zona serve quasi sempre: il decesso avviene ad Alba o a Bra, la sepoltura in paese.
| Atto | Chi lo rilascia | Chi lo richiede |
|---|---|---|
| Autorizzazione alla sepoltura | Stato civile del Comune del decesso | Noi, in delega |
| Permesso cimiteriale | Ufficio cimiteri del Comune di sepoltura | Noi |
| Autorizzazione al trasporto | Comune di partenza | Noi |
| Domanda di concessione | Comune di sepoltura | La famiglia, con firma |
L’ultima riga e’ l’unica che richiede voi: la concessione di un loculo o di una tomba e’ un contratto con il Comune e va intestata a una persona reale.
Se il defunto va in una tomba di famiglia gia’ esistente, non basta che la tomba sia “di famiglia”. Contano due cose:
A chi e’ intestata la concessione. L’intestatario puo’ essere morto trent’anni fa e nessuno se ne e’ mai occupato. In quel caso puo’ servire una voltura prima della tumulazione.
Chi ha diritto di esservi sepolto. I regolamenti comunali definiscono quali gradi di parentela sono ammessi, e non sono uguali ovunque. Un genero, una nuora, un convivente non sempre rientrano automaticamente.
E’ il controllo che facciamo per primo quando ci dite che esiste una tomba di famiglia. Scoprire un problema il primo giorno significa avere il tempo di risolverlo; scoprirlo il giorno prima del funerale significa cambiare sepoltura all’ultimo.
Nei cimiteri dei paesi piccoli la disponibilita’ di loculi cambia di anno in anno, e in alcuni periodi non ce ne sono liberi.
Le strade, quando succede:
Nessuna di queste e’ un ripiego: sono soluzioni ordinarie previste dai regolamenti. Ma vanno decise con la famiglia, non subite.
L’autorizzazione alla sepoltura, con fascicolo completo, si ottiene in giornata.
Quello che detta i tempi e’ altro:
Fine settimana e festivi spostano tutto. Un decesso il venerdi’ sera porta quasi sempre al funerale del lunedi’.
Autorita’ giudiziaria. Serve il nulla osta prima di ogni altro atto. I tempi non sono prevedibili e non dipendono dal Comune.
Volonta’ di cremazione da dimostrare. Se non c’e’ un testamento o un’iscrizione a una SOCREM, serve la dichiarazione dei parenti e devono essere d’accordo tra loro.
Concessione scaduta o intestata a un defunto. Va sanata prima.
Decesso all’estero. Prima la trascrizione consolare, poi tutto il resto.
Firmare la domanda di concessione, se c’e’ da acquistarne una. E dirci in quale cimitero.
Sembra una domanda banale. Non lo e’ quando il defunto viveva a Guarene, e’ morto ad Alba e la tomba di famiglia e’ a Govone: sono tre Comuni, e ognuno vuole il suo atto.
Ce ne occupiamo noi. A voi serve solo saperlo.
E’ il caso piu’ frequente fra quelli che bloccano una tumulazione, e nessuno se ne accorge finche’ non serve.
Una tomba di famiglia acquistata nel 1970 e’ intestata a chi la compro’. Se quella persona e’ morta e nessuno ha mai aggiornato l’intestazione, formalmente la concessione e’ in capo a un defunto.
La strada e’ la voltura della concessione a un erede, che si chiede all’ufficio cimiteri. In molti Comuni e’ una pratica semplice; in altri richiede il consenso di tutti gli aventi diritto, e li’ i tempi si allungano.
Il consiglio pratico: se avete una tomba di famiglia e non sapete a chi e’ intestata, chiedetelo ora, non quando servira’. E’ una telefonata all’ufficio cimiteri del vostro Comune.
Sono le due operazioni con cui si recuperano i resti al termine del periodo di sepoltura, e capita di doverle affrontare proprio per far posto a un nuovo defunto.
Esumazione: riguarda la sepoltura in terra, al termine del turno di rotazione stabilito dal regolamento comunale.
Estumulazione: riguarda loculi e tombe, alla scadenza della concessione o su richiesta della famiglia.
In entrambi i casi i resti possono essere destinati all’ossario comune, a una celletta ossario, alla tomba di famiglia, oppure alla cremazione dei resti — che e’ una procedura distinta dalla cremazione di una salma e ha una sua autorizzazione.
Sono operazioni programmate dal Comune in determinati periodi dell’anno, non eseguibili in qualunque momento. Se servono per liberare un posto, questo incide sui tempi.
Dove il regolamento comunale lo prevede, il feretro puo’ essere collocato temporaneamente in un loculo di servizio in attesa della sistemazione definitiva.
Si usa quando la tomba di famiglia e’ in costruzione, quando serve una voltura, o quando non ci sono loculi disponibili in quel momento.
Ha una durata massima e un costo. Non e’ una soluzione da subire in silenzio: va concordata sapendo quanto durera’ e cosa succede alla scadenza.
Molti regolamenti cimiteriali riservano i posti ai residenti, o applicano tariffe piu’ alte ai non residenti.
Il caso tipico da noi: una persona che ha vissuto quarant’anni a Torino e vuole essere sepolta nel paese dove e’ nata. Il diritto c’e’ quasi sempre — per nascita, per tomba di famiglia gia’ esistente, per legami documentabili — ma la tariffa puo’ essere diversa, e in alcuni Comuni serve una delibera o un’autorizzazione specifica.
E’ una verifica che facciamo prima di confermare qualunque data.
Alla scadenza il Comune procede all’estumulazione e destina i resti all’ossario comune, salvo che la famiglia intervenga.
L’avviso viene inviato all’indirizzo depositato nell’atto di concessione, che dopo trent’anni molto spesso non esiste piu’.
Segnatevi l’anno di scadenza e comunicate al Comune i cambi di indirizzo. E’ l’unica cosa che evita di scoprire tutto a cose fatte.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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