Onoranze funebri
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Accettare o rinunciare all’eredita’: come si decide e cosa non fare

Ereditare non significa solo ricevere beni: significa subentrare anche nei debiti.

Per questo la legge non rende nessuno erede automaticamente: bisogna accettare. E si puo’ rinunciare.

E’ la materia in cui gli errori costano di piu’, e quasi tutti si commettono nelle prime settimane per non aver saputo una cosa semplice.

Le tre possibilita’

1. Accettazione pura e semplice

Si diventa eredi a tutti gli effetti. Il patrimonio del defunto si confonde con il proprio, debiti compresi, anche oltre il valore di quanto ricevuto.

2. Rinuncia

Si dichiara di non voler essere erede. Non si ricevono beni e non si rispondono i debiti.

Si fa con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Non basta dirlo, non basta non fare nulla.

3. Accettazione con beneficio di inventario

E’ la via di mezzo: si accetta, ma si risponde dei debiti solo entro il valore di quanto si eredita.

Richiede un inventario formale dei beni, ha procedure e termini rigorosi, e si fa con l’assistenza di un notaio.

Il termine

Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione.

Sembra tantissimo, e infatti il problema non e’ quasi mai il termine: e’ l’accettazione tacita.

L’accettazione tacita: l’errore che chiude ogni strada

Non serve firmare niente per diventare eredi. Basta comportarsi da erede.

Alcuni comportamenti che possono valere come accettazione:

  • Prelevare dal conto del defunto
  • Vendere o regalare beni del defunto
  • Riscuotere crediti a lui intestati
  • Pagare debiti del defunto con il suo denaro
  • Volturare utenze o veicoli a proprio nome
  • Disporre di beni in modo incompatibile con la volonta’ di rinunciare

Dopo un atto del genere, la rinuncia non e’ piu’ possibile.

E’ per questo che, se l’eredita’ e’ incerta, la regola d’oro e’ una sola: non toccate nulla finche’ non avete parlato con un professionista.

Cosa invece non e’ accettazione

  • Organizzare e pagare il funerale con denaro proprio
  • Presentare la dichiarazione di successione, che e’ un adempimento fiscale
  • Compiere atti conservativi: mettere in sicurezza la casa, pagare una polizza in scadenza
  • Prendere gli oggetti personali di valore affettivo, entro limiti ragionevoli

La prima riga e’ importante e tranquillizza molte persone: occuparsi del funerale non vi rende eredi.

Come si capisce se conviene

Serve un quadro, e si costruisce con quattro verifiche:

Cosa Dove
Immobili e terreni Visura catastale nazionale
Conti, titoli, libretti Anagrafe dei rapporti finanziari
Debiti verso il fisco Estratto di ruolo
Mutui e finanziamenti Centrale rischi, documenti in casa

Le prime due dicono cosa c’e’. Le seconde due dicono cosa manca. Senza tutte e quattro si decide al buio.

Attenzione ai terreni dimenticati: nelle nostre zone e’ frequente che una persona risulti intestataria di piccole particelle ereditate a sua volta e mai volturate.

Se rinunciate

  • La quota passa agli altri chiamati: se rinunciano i figli, tocca ai nipoti
  • Quindi avvisate chi viene dopo: e’ l’errore piu’ frequente. Un nipote che non sa di essere diventato chiamato puo’ trovarsi con i debiti addosso
  • La rinuncia riguarda tutta l’eredita’: non si puo’ prendere la casa e lasciare i debiti
  • E’ revocabile a certe condizioni, finche’ altri non hanno accettato

I minori

Per un minore la rinuncia richiede l’autorizzazione del giudice tutelare, e i tempi si allungano.

E’ una situazione frequente proprio nella catena delle rinunce: rinunciano i figli, e la chiamata arriva ai nipoti minorenni.

Quando conviene il beneficio di inventario

  • Non sapete se ci sono debiti, e ci sono beni che vorreste
  • Il defunto aveva un’attivita’ d’impresa
  • Ci sono fideiussioni o garanzie prestate
  • Fra gli eredi ci sono minori: in alcuni casi e’ l’unica strada percorribile

Ha costi e formalita’ maggiori, ma e’ l’unica soluzione che permette di accettare senza rischiare oltre il valore ereditato.

Cosa fare, in ordine

  1. Non toccate nulla del patrimonio del defunto
  2. Fate le quattro verifiche sopra
  3. Se emergono debiti o incertezze, andate da un notaio o un avvocato
  4. Decidete: accettazione, rinuncia o beneficio di inventario
  5. Se rinunciate, avvisate i chiamati successivi

Il primo punto e’ l’unico che non si puo’ recuperare dopo.

La catena delle rinunce

E’ l’aspetto meno conosciuto e quello che crea i danni maggiori.

Quando un chiamato rinuncia, la sua quota non sparisce: passa ai chiamati successivi secondo l’ordine di legge. Se rinunciano i figli, la chiamata arriva ai nipoti; se rinunciano anche loro, ai gradi ulteriori.

Il rischio concreto: un nipote che non e’ stato avvisato non sa di essere diventato chiamato, non rinuncia, e puo’ trovarsi coinvolto in una posizione debitoria che non conosceva.

Cosa fare, se rinunciate

  • Avvisate per iscritto tutti i chiamati successivi
  • Se ci sono minori, avvisate i genitori: per loro serve l’autorizzazione del giudice tutelare, e i tempi sono lunghi
  • Tenete copia della vostra rinuncia e della comunicazione

E’ una cortesia verso i parenti, ed e’ anche il modo di evitare che qualcuno se la prenda con voi fra due anni.

Le spese funebri e la rinuncia

Torna qui perche’ e’ la domanda piu’ frequente in assoluto.

Chi ordina il funerale assume un impegno verso l’impresa, indipendentemente dalla propria posizione ereditaria. Pagare con denaro proprio non e’ accettazione tacita.

Pagare prelevando dal conto del defunto e’ un’altra cosa, e puo’ esserlo.

Se state valutando la rinuncia: organizzate pure il funerale, pagatelo di tasca vostra, e non toccate il conto.

Un ordine pratico

  1. Non toccate nulla
  2. Visura catastale nazionale
  3. Anagrafe dei rapporti finanziari
  4. Estratto di ruolo per i debiti fiscali
  5. Verifica di un eventuale testamento
  6. Consulenza, se emerge qualcosa
  7. Decisione

I primi cinque punti si fanno in poche settimane e costano poco. Sono l’unico modo di decidere sapendo.

Le domande piu’ frequenti

“Posso prendere solo la casa e lasciare i debiti?”

No. L’eredita’ si accetta o si rifiuta per intero. La via di mezzo esiste, ed e’ il beneficio di inventario: si accetta rispondendo dei debiti solo entro il valore ereditato.

“Se non faccio niente, cosa succede?”

Restate chiamati all’eredita’, senza esserne erede, per dieci anni. Il rischio e’ compiere nel frattempo un atto che valga come accettazione tacita senza rendersene conto.

Non decidere non e’ una posizione neutra: e’ una posizione rischiosa.

“Ho gia’ preso le fotografie di mia madre. Ho accettato?”

Prendere oggetti di valore affettivo, entro limiti ragionevoli, non e’ di per se’ accettazione. Ma la valutazione dipende dal caso concreto: se avete un dubbio, chiedete prima di prendere altro.

“Quanto costa rinunciare?”

Ha un costo contenuto se fatta davanti al cancelliere del tribunale; presso un notaio l’onorario e’ maggiore. In entrambi i casi si tratta di cifre molto inferiori a un debito ereditato.

“Mio padre aveva un’attivita’”

Cambia tutto e i tempi sono stretti. Andate da un commercialista entro pochi giorni: e’ l’unico caso in cui non si puo’ aspettare.

Cosa non facciamo noi

Le pratiche successorie non sono materia di un’impresa funebre, e non ce ne occupiamo.

Quello che possiamo fare, e facciamo, e’ dirvi cosa non toccare nei primi giorni e indirizzarvi a chi di dovere. E’ poco, ma e’ l’informazione che arriva nel momento in cui serve, cioe’ prima che qualcuno prelevi da un conto.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Avete trovato un testamento: cosa si fa adesso

Capita di trovarlo mentre si sistemano le carte: un foglio scritto a mano in una busta, dentro un libro, in fondo a un cassetto.

Da quel momento ci sono cose da fare e cose da non fare, e sbagliarle costa.

Prima regola: non si tiene per se’

Chi detiene un testamento ha l’obbligo di presentarlo per la pubblicazione. Non e’ una facolta’.

Tenerlo nel cassetto perche’ non piace quello che c’e’ scritto non lo annulla: lo rende un problema, e chi lo occulta risponde delle conseguenze.

Seconda regola: non si apre, non si corregge, non si strappa

Se e’ in una busta chiusa, portatelo cosi’ com’e’ al notaio.

Non aggiungete note, non cancellate, non scrivete date. Un testamento manomesso apre contenziosi che durano anni, e la manomissione si vede.

I tre tipi di testamento

Olografo

Scritto interamente a mano dal testatore, datato e firmato. Sono tre requisiti e mancarne uno lo rende impugnabile.

E’ la forma piu’ diffusa e la piu’ fragile: si perde, si contesta, si trova troppo tardi.

Pubblico

Ricevuto da un notaio alla presenza di testimoni. E’ il piu’ solido e non si perde: e’ registrato.

Segreto

Consegnato chiuso a un notaio, che ne attesta il deposito senza conoscerne il contenuto. Poco usato.

La pubblicazione

E’ l’atto con cui il testamento diventa efficace, e la fa un notaio.

Come funziona

  1. Si porta il testamento al notaio, insieme al certificato di morte
  2. Il notaio redige il verbale di pubblicazione, alla presenza di testimoni
  3. Il testamento viene registrato
  4. Il notaio comunica l’esistenza del testamento agli eredi

Serve anche per un olografo: un testamento scritto a mano non ha effetto finche’ non e’ pubblicato.

Il registro dei testamenti

Esiste un registro generale che consente di verificare se una persona ha lasciato un testamento ricevuto o depositato presso un notaio.

Non contiene gli olografi tenuti in casa, che restano invisibili finche’ qualcuno non li trova.

La ricerca si chiede tramite notaio e vale la pena farla prima di avviare la successione: scoprire un testamento dopo aver diviso i beni significa rifare tutto.

Se il testamento vi esclude o vi penalizza

Qui c’e’ una cosa che molte persone non sanno.

La legge riserva una quota dell’eredita’ a coniuge, figli e, in loro mancanza, genitori. E’ la cosiddetta quota di legittima, e il testatore non puo’ disporne liberamente.

Se un testamento la lede, chi ne ha diritto puo’ agire per ottenerla. Non e’ automatico: va fatto valere, con termini precisi.

Se vi trovate in questa situazione, parlate con un avvocato o un notaio prima di firmare qualunque cosa. Accettare senza riserve puo’ complicare la posizione.

Se il testamento sembra falso o estorto

Succede, soprattutto quando l’ultimo periodo di vita e’ stato accudito da una sola persona.

Un testamento puo’ essere impugnato per vizi di forma, per incapacita’ del testatore al momento della redazione, o per violenza e dolo.

Sono cause complesse e con termini di prescrizione. Se avete un sospetto serio, rivolgetevi presto a un avvocato: aspettare riduce le possibilita’.

Se ci sono piu’ testamenti

Di norma vale il piu’ recente, ed e’ esattamente il motivo per cui la data e’ un requisito.

Un testamento successivo puo’ revocare integralmente il precedente oppure modificarne solo alcune parti. Portateli tutti al notaio: la valutazione non la fate voi.

Cosa NON e’ un testamento

  • Una lettera ai figli senza data e firma
  • Un messaggio o una registrazione
  • Un elenco di volonta’ sul funerale: contano moltissimo per la famiglia, ma non dispongono dei beni
  • Un accordo verbale fra fratelli

Attenzione pero’: le volonta’ sul funerale e sulla cremazione, anche scritte in modo informale, hanno un peso enorme nelle decisioni familiari. Portatele comunque.

Cosa fare oggi, se state leggendo per voi

  • Se scrivete un olografo: interamente a mano, datato, firmato
  • Mettetelo dove si cerchera’, non in un libro
  • Ditelo a due persone
  • Se il patrimonio e’ complesso o temete contrasti, valutate il testamento pubblico: costa, ma non si perde e non si contesta sulla forma

Il terzo punto e’ quello che rende utile tutto il resto. Un testamento perfetto che nessuno trova produce lo stesso effetto di non averlo scritto.

Dove cercare, se sospettate che esista

  • Fra i documenti importanti: cartellina delle polizze, atti della casa
  • In cassetta di sicurezza, che pero’ viene sigillata alla morte e si apre con procedura formale
  • Presso il notaio di famiglia, se ce n’era uno
  • Al registro generale dei testamenti, tramite un notaio, per verificare gli atti depositati
  • Chiedendo a chi lo frequentava: spesso lo aveva detto a qualcuno

La quarta voce e’ quella che nessuno usa e che risolve il dubbio in pochi giorni.

Quanto costa la pubblicazione

E’ un atto notarile e ha un onorario, in genere contenuto per un testamento olografo semplice.

Chiedete il preventivo prima: alcuni notai lo comprendono all’interno della pratica di successione, e conviene saperlo per non pagare due volte.

Se il testamento riguarda solo il funerale

Capita: un foglio in cui la persona ha scritto come vuole essere sepolta, se vuole la cremazione, quali letture desidera.

Sul piano dei beni non dispone nulla. Sul piano pratico, per la famiglia, vale moltissimo: e’ la prova che serve per la cremazione, ed e’ quello che chiude ogni discussione fra fratelli.

Portatecelo il primo giorno.

In sintesi

  • Chi lo detiene deve presentarlo
  • Non si apre se e’ in busta chiusa
  • Va pubblicato da un notaio, anche l’olografo
  • Se ce ne sono piu’ d’uno, li valuta il notaio
  • Se lede la legittima, chi ne ha diritto puo’ agire, con termini precisi
  • Se lo sospettate falso, rivolgetevi presto a un avvocato

I requisiti dell’olografo, uno per uno

Requisito Cosa significa Errore tipico
Interamente a mano Del testatore, dall’inizio alla fine Scritto al computer e firmato
Datato Giorno, mese, anno Solo l’anno, o nessuna data
Firmato In calce alle disposizioni Firma in alto, o mancante

Un testamento scritto al computer e firmato a mano non e’ un testamento olografo. E’ l’errore piu’ comune in assoluto, e rende il documento impugnabile.

La data conta perche’ stabilisce quale prevale se ne esistono piu’ d’uno, e perche’ incide sulla valutazione della capacita’ del testatore in quel momento.

Se il defunto viveva all’estero

Un testamento redatto all’estero puo’ essere valido in Italia secondo le regole di diritto internazionale privato.

E’ materia da notaio, e conviene affrontarla prima di avviare qualunque pratica successoria: cambiare strada a meta’ costa molto.

Cosa dire ai propri figli, se state scrivendo il vostro

Non serve rivelare il contenuto. Basta una frase:

“Ho lasciato scritto quello che voglio. Il foglio sta qui, e lo sa anche vostra zia.”

Due informazioni: che esiste, e dove. Sono le uniche due che servono.

Il consiglio che diamo alle famiglie

Se avete un genitore anziano, la domanda utile non e’ “hai fatto testamento”: e’ “se un giorno serve, dove devo cercare?”.

E’ meno invadente, e’ piu’ facile da fare, e ottiene esattamente l’informazione che servira’.

Nella nostra esperienza la maggior parte delle persone anziane ha gia’ pensato a queste cose e aspetta solo che qualcuno chieda.

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Il decesso avviene lontano da casa: come cambiano pratiche e tempi

Capita spesso, e nella nostra zona e’ quasi la regola: la persona muore in un Comune e viene sepolta in un altro. All’ospedale di Alba, in una casa di riposo a Bra, in una clinica fuori provincia, in vacanza al mare, a casa del figlio che vive a Torino.

Le pratiche non diventano piu’ difficili. Diventano di piu’, e coinvolgono uffici che non si parlano fra loro.

Le tre situazioni

A. Decesso in un altro Comune, stessa zona

E’ il caso piu’ frequente. Il decesso avviene ad Alba o a Bra, la sepoltura in paese.

Serve l’autorizzazione al trasporto rilasciata dal Comune del decesso. I tempi non cambiano in modo sensibile: nella pratica il funerale resta al secondo o terzo giorno.

B. Decesso in un’altra regione

Il defunto muore lontano — in ospedale a Milano, in una struttura in Liguria, in casa di un figlio — e va riportato nel cimitero del paese.

Qui cambiano tre cose: il numero di uffici, i requisiti tecnici del feretro per la distanza da percorrere, e il fatto che intervengono due imprese funebri.

C. Decesso all’estero

E’ l’unica situazione in cui si ragiona in settimane. Ne parliamo separatamente, perche’ la logica e’ diversa: serve il passaporto mortuario e l’atto va trascritto in Italia tramite il consolato.

Perche’ intervengono due imprese

E’ il punto che genera piu’ confusione, e vale la pena spiegarlo perche’ incide sul costo.

L’impresa che sta nel luogo del decesso esegue materialmente le prime operazioni: ritira il defunto, cura la vestizione, avvia le pratiche di partenza. Non puo’ farlo un’impresa che si trova a trecento chilometri.

Noi ci occupiamo dell’arrivo: ricezione, cerimonia, cimitero, rapporti con il Comune di sepoltura e con la parrocchia.

Alla famiglia serve un interlocutore solo. Se incaricate noi, quello siamo noi: coordiniamo l’impresa di partenza, teniamo i tempi e vi diciamo a che punto siamo. Non dovete gestire due fornitori mentre organizzate un funerale.

Cosa serve, e chi lo procura

Atto Dove
Denuncia di morte Comune del decesso
Autorizzazione al trasporto Comune del decesso
Presa d’atto dell’arrivo Comune di destinazione
Permesso cimiteriale Comune di sepoltura
Feretro conforme al percorso Impresa di partenza

I requisiti costruttivi del feretro dipendono dalla distanza e dal tipo di sepoltura previsto all’arrivo: sono stabiliti dal regolamento di polizia mortuaria, e non sono una scelta commerciale.

I tempi, onestamente

  • Stesso ambito provinciale: nessun allungamento apprezzabile.
  • Altra regione: mettete in conto uno o due giorni in piu’ rispetto a un funerale locale.
  • Con cremazione: si somma il tempo dell’autorizzazione alla cremazione, che va chiesta al Comune del decesso.
  • Con intervento dell’autorita’ giudiziaria: non prevedibile.

Non diamo un numero fisso, perche’ dipende dall’ufficio dall’altra parte. Quello che facciamo e’ dirvi entro il primo giorno la finestra realistica, dopo aver sentito chi sta li’.

Cosa incide sul costo

  • la distanza, che e’ la voce principale
  • i requisiti del feretro per quel percorso
  • i diritti fissi dei Comuni coinvolti, che sono due o tre e non uno
  • l’intervento della seconda impresa

Sono voci separate nel preventivo. Quando confrontate due preventivi per un caso come questo, la domanda utile e’ sempre la stessa: comprende i diritti comunali di tutti i Comuni coinvolti, o solo di uno?

Il caso che nella nostra zona non e’ un’eccezione

Molte famiglie del Roero hanno un genitore che negli anni Sessanta si e’ trasferito a Torino o in Lombardia per lavoro, e che ha sempre detto di voler tornare nella tomba di paese.

Quando succede, la famiglia si trova a organizzare un funerale a distanza, spesso da un’altra citta’, senza sapere a chi rivolgersi prima.

La cosa utile e’ chiamare noi per primi, anche prima di aver contattato qualcuno sul posto. Da qui possiamo indirizzare, prendere i contatti giusti e impostare la sequenza nell’ordine corretto. Al contrario, quando le pratiche partono in modo scoordinato, correggerle costa tempo che in quei giorni non c’e’.

Cosa dovete fare voi

Dirci dove e’ avvenuto il decesso, e in quale cimitero volete la sepoltura.

Il resto lo mettiamo in fila noi.

Il decesso in vacanza

E’ la situazione in cui le famiglie si trovano piu’ impreparate, perche’ capita lontano da tutto e spesso in agosto, quando gli uffici lavorano a regime ridotto.

La sequenza corretta e’ questa:

  1. Il decesso viene constatato da un medico del luogo.
  2. Se e’ avvenuto in una struttura ricettiva o in spiaggia, quasi sempre interviene l’autorita’ giudiziaria: e’ prassi, non sospetto.
  3. Un’impresa del posto prende in carico la salma.
  4. Si chiede l’autorizzazione al trasporto verso il Comune di sepoltura.
  5. Noi riceviamo qui e organizziamo funerale e cimitero.

La cosa utile e’ chiamarci prima di firmare qualunque cosa sul posto. Non per sottrarre lavoro a nessuno: per sapere cosa state firmando e a che prezzo, quando siete a cinquecento chilometri da casa e in stato di shock.

L’assicurazione di viaggio

Molte polizze di viaggio, e diverse carte di credito, includono il rimpatrio della salma. Quasi nessuno se lo ricorda in quel momento.

Prima di dare incarico, controllate se esiste una copertura: in quel caso e’ la centrale operativa dell’assicurazione a organizzare il trasporto, e la spesa non ricade sulla famiglia. Chiamarla dopo aver gia’ incaricato un’impresa complica il rimborso.

Chi paga cosa quando le imprese sono due

Domanda legittima e raramente spiegata.

Voce A carico di
Ritiro e prime operazioni sul posto Impresa di partenza
Feretro conforme al percorso Impresa di partenza
Autorizzazione al trasporto Diritti del Comune di partenza
Viaggio Impresa che effettua il trasporto
Cerimonia, cimitero, pratiche locali Noi
Diritti del Comune di sepoltura Comune di destinazione

Nella pratica, se incaricate noi, ricevete un preventivo solo che comprende anche la parte eseguita dall’altra impresa. E’ l’unico modo per poterlo confrontare con qualcosa.

Diffidate della situazione opposta: due fatture separate concordate al telefono in momenti diversi sono impossibili da verificare.

Il ricovero programmato fuori regione

Quando una persona e’ ricoverata lontano per una cura lunga e la prognosi e’ seria, vale la pena fare una telefonata in anticipo.

Non e’ morboso ed e’ molto piu’ frequente di quanto si creda: sapere in anticipo quali autorizzazioni serviranno, quanto tempo prendera’ il trasporto e cosa costera’ toglie alla famiglia la parte peggiore del momento in cui accadra’.

Non c’e’ nessun impegno e non si firma nulla.

Se siete voi a essere lontani

Capita l’inverso: il defunto e’ qui, i figli sono a Milano o all’estero.

Quasi tutto si puo’ fare a distanza. Le firme che la legge richiede — in particolare la dichiarazione di volonta’ sulla cremazione — hanno forme precise, ma esistono soluzioni: delega, firma presso un altro Comune, in alcuni casi consolato.

Diteci subito dove siete e chi puo’ materialmente firmare. E’ l’informazione che ci permette di impostare la pratica nel modo giusto la prima volta.

Cosa fare nella prima ora se siete lontani

Vi arriva la telefonata e siete a trecento chilometri. Quattro cose, in questo ordine.

1. Non date incarico a nessuno al telefono. Nelle prime ore vi contatteranno, o vi verranno indicate, imprese del posto. Non c’e’ fretta: la salma resta in custodia e nessuna decisione va presa in quel momento.

2. Chiedete dove si trova esattamente il defunto. Ospedale, obitorio, struttura, camera mortuaria comunale. E’ la prima informazione che serve a noi.

3. Verificate se esiste una copertura assicurativa di viaggio o di carta di credito.

4. Chiamateci. Da qui prendiamo i contatti sul posto e vi diciamo la sequenza corretta e i costi prima che vengano sostenuti.

Perche’ conviene un solo interlocutore

Quando la famiglia gestisce direttamente due imprese, succedono tre cose ricorrenti: le pratiche partono in ordine sbagliato e vanno rifatte, le due parti si rimpallano la responsabilita’ dei tempi, e nessuno dei due preventivi comprende i diritti dell’altro Comune.

Con un interlocutore solo la responsabilita’ e’ di chi avete incaricato, ed e’ verificabile.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Onoranze funebri a San Damiano d’Asti: il paese nato con due porte

San Damiano d’Asti dista undici chilometri da Guarene ed e’ il centro piu’ grande fra i paesi in cui lavoriamo abitualmente: circa ottomilatrecento abitanti su quarantotto chilometri quadrati, con oltre trenta fra frazioni e localita’.

Un paese fondato con due porte

Il borgo nacque intorno al 1275 come villanova a pianta regolare, con mura, torri e due sole porte: Sottera’ verso Asti e Sovera’ verso Alba.

Nel Quattrocento la fortificazione di Porta Sottera’ venne trasformata nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano: il campanile che vedete oggi era la porta d’ingresso del paese. All’interno si conserva un coro ligneo circolare del Quattrocento.

Lo raccontiamo per una ragione che con la storia c’entra poco. Nei paesi cosi’, dove le cose cambiano funzione ma restano, le famiglie hanno spesso un legame con un luogo preciso: la chiesa dove si sono sposati, la cappella della frazione, il santuario dove andava la nonna. Se per voi conta, ditecelo: qualche volta si trova la forma per tenerne conto.

Quando muore chi si prendeva cura di qualcuno

E’ la situazione piu’ difficile che ci capita di incontrare, e in un Comune di ottomila abitanti succede piu’ spesso di quanto si immagini: muore la persona che assisteva un figlio disabile, un coniuge malato, un genitore molto anziano.

Il lutto in quel caso arriva insieme a un’emergenza pratica, e nelle stesse ore in cui ci si dovrebbe fermare bisogna invece decidere chi si occupa di qualcuno che non puo’ restare solo.

Non e’ materia nostra, e non fingiamo che lo sia. Ma sappiamo due cose che in quelle ore servono. La prima: i servizi sociali del Comune hanno strumenti per l’urgenza, e vanno chiamati subito, non fra una settimana. La seconda: se la persona assistita percepiva un’indennita’ o aveva un amministratore di sostegno, quella posizione va comunicata e a volte rivista, perche’ cambia chi ne risponde.

Sul funerale, una cosa che vale la pena decidere con calma: la persona assistita puo’ partecipare, se le sue condizioni lo permettono. Escluderla per proteggerla e’ quasi sempre un errore, come lo e’ con i bambini: chi non capisce le parole capisce benissimo che qualcuno non c’e’ piu’.

Ce ne occupiamo con discrezione: possiamo organizzare una permanenza breve, un posto dove sedersi lontano dalla folla, un’uscita anticipata. Basta dircelo, e nessuno se ne accorgera’.

E se in quei giorni la casa e’ piena di gente e nessuno riesce a occuparsi di lei, chiedete a un vicino di fiducia: e’ il tipo di cosa che nei paesi si fa ancora, e nessuno vi giudichera’ per averla chiesta.

Il paese grande, e la notizia che non corre da sola

In un paese di cinquecento abitanti la notizia si sa da sola: a San Damiano no. Ottomila persone sono troppe perche’ il passaparola arrivi ovunque, e questo cambia il modo di far sapere.

Qui il manifesto e l’annuncio contano piu’ che altrove, e vanno pensati: chi era il defunto per la comunita’, dove lavorava, a quale associazione apparteneva, in quale frazione viveva. Sono quelle le persone che vorrebbero esserci e che rischiano di scoprirlo dopo.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e nelle frazioni: con oltre trenta localita’ sparse su quarantotto chilometri quadrati, metterli solo in centro significa che una parte consistente del Comune non li vede.

E se il defunto aveva colleghi, soci o compagni di squadra, basta darci un nome e un numero: facciamo girare la notizia noi. Molti non si fanno vivi per non disturbare, e la famiglia non li avvisa per non sembrare invadente.

Il cimitero, e le pratiche fra due province

San Damiano e’ in provincia di Asti e confina con il Roero cuneese: molte famiglie hanno legami di qua e di la’.

Se il decesso avviene qui e la sepoltura e’ nel Cuneese, o viceversa, serve il nulla osta del cimitero di destinazione, che conferma disponibilita’ e concessione in regola. Lo chiediamo noi, su entrambi i fronti, e non allunga i tempi in modo apprezzabile.

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune: li verifichiamo e ve li scriviamo nel preventivo, senza cifre pubblicate qui che fra sei mesi sarebbero false.

La cremazione

Il Tempio Crematorio di riferimento e’ quello di Bra, nel Cimitero Urbano, a circa ventidue chilometri: la scelta dell’impianto non dipende dal confine amministrativo ma dalla comodita’ e dagli accordi.

Su questa distanza conviene decidere prima se qualcuno vuole accompagnare il feretro oppure se preferite salutare qui: la seconda e’ la scelta piu’ frequente e non toglie nulla.

Il trasporto e’ una voce a se’ nel preventivo. L’urna e’ pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Perche’ chiamare noi da qui

In un centro di ottomila abitanti le imprese fra cui scegliere sono piu’ di una, e questa pagina non serve a convincervi che siamo gli unici bravi.

Serve a dirvi una cosa sola: da Guarene sono undici chilometri, un quarto d’ora, e chi risponde al telefono e’ qualcuno che sa gia’ dove siete. Non c’e’ un centralino e non c’e’ un numero che vi richiama fra un’ora.

Il preventivo e’ scritto e arriva prima che si cominci. La tanatoestetica, quando serve, la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. Le lapidi le fa un laboratorio di marmisti della zona. Quello che non e’ nostro ve lo diciamo.

Verso Alba e verso Asti

San Damiano e’ nata con una porta verso Asti e una verso Alba, e da allora guarda in due direzioni. Noi arriviamo da quella di Alba, e lavoriamo in entrambe le province senza fare distinzioni.

Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso. Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Certificato di morte, estratto e autocertificazione: quale serve a chi

Sono quattro documenti diversi che dicono lo stesso fatto, e la differenza fra loro fa perdere un pomeriggio a moltissime famiglie. Chiarirla in dieci minuti evita mesi di viaggi in Comune.

I quattro documenti

1. Il certificato di morte

Attesta il decesso: nome, cognome, data e luogo. E’ il piu’ semplice e nella maggior parte dei casi basta.

2. L’estratto dell’atto di morte

Riporta anche i dati contenuti nell’atto registrato allo stato civile, comprese le eventuali annotazioni. E’ piu’ completo, e alcuni soggetti accettano soltanto questo.

Esiste anche in versione con indicazione di paternita’ e maternita’, richiesta in alcune pratiche successorie.

3. L’estratto internazionale (plurilingue)

Rilasciato su modello multilingue, e’ valido in diversi Paesi senza bisogno di traduzione o legalizzazione. Serve quando il defunto aveva beni, conti, pensioni o eredi all’estero.

Chiedetelo subito se sospettate che possa servire: richiederlo dopo, da lontano, e’ molto piu’ complicato.

4. L’autocertificazione

Un familiare puo’ dichiarare il decesso in una dichiarazione sostitutiva. La pubblica amministrazione e’ tenuta ad accettarla: un ufficio pubblico non puo’ pretendere il certificato.

I privati non sono obbligati. Banche e assicurazioni, nella pratica, chiedono quasi sempre il documento.

Chi vuole cosa

A chi Cosa chiede di solito
Banca — sblocco conti Certificato, spesso estratto
Assicurazioni e polizze vita Estratto
INPS — reversibilita’ Certificato o autocertificazione
Datore di lavoro — TFR Certificato
Notaio — successione Estratto
Agenzia delle Entrate Certificato
Utenze, telefonia Certificato o autocertificazione
Enti e uffici pubblici Autocertificazione, per legge
Soggetti esteri Estratto internazionale

Quante copie

Sei o otto. Sembra tanto, e non lo e’.

Il conto lo fa la realta’: banca, seconda banca se c’era un conto cointestato, INPS, datore di lavoro o ex datore, ognuna delle assicurazioni, il notaio, l’Agenzia delle Entrate, le utenze, il gestore telefonico.

Alcuni uffici trattengono l’originale. Il costo di una copia in piu’ e’ irrisorio; il costo di tornare in Comune fra sei mesi, quando magari e’ il Comune di Alba e voi vivete a Priocca, non lo e’.

Prendete sia certificati sia estratti. Nel dubbio si copre tutto, e vale davvero la pena.

Dove si richiedono

Al Comune dove il decesso e’ stato registrato, che e’ quello dove la morte e’ avvenuta, non quello di residenza.

E’ il punto che sorprende le famiglie della zona: se il decesso e’ avvenuto all’ospedale di Alba, i certificati si chiedono ad Alba anche se il defunto ha sempre vissuto altrove.

Le modalita’ sono tre:

  • Allo sportello dello stato civile
  • Online, dove il Comune ha attivato il servizio
  • Tramite ANPR, il portale nazionale, dove il certificato e’ disponibile in autonomia per i Comuni subentrati — ed e’ gratuito

Vale la pena provare prima la strada digitale: evita lo sportello e i suoi orari.

Costi e validita’

I certificati di stato civile sono esenti da bollo quando richiesti per gli usi consentiti dalla legge, e in molti casi anche gratuiti.

Non scadono. Un certificato di morte emesso oggi vale anche fra dieci anni, perche’ certifica un fatto che non cambia. Alcuni uffici privati ne chiedono comunque uno recente: e’ una loro prassi, non una regola.

Non c’e’ limite al numero di copie richiedibili.

Quando le cose si complicano

Il decesso e’ avvenuto all’estero. L’atto va prima trascritto in Italia tramite il consolato. Finche’ la trascrizione non e’ fatta, nessun Comune italiano puo’ rilasciare il certificato.

Servono documenti per l’estero. Chiedete l’estratto internazionale. Per i Paesi non coperti dalle convenzioni puo’ servire l’apostille, che si ottiene in Prefettura.

Il certificato riporta un errore. Capita: un nome, una data, un luogo di nascita. La rettifica si chiede allo stato civile del Comune che ha registrato l’atto. Non ignoratelo: un errore su un atto di morte si trascina in tutta la successione.

Cosa facciamo noi

Le prime copie ve le procuriamo insieme al resto delle pratiche, senza che dobbiate andare da nessuna parte.

Ditecelo al primo incontro: quante copie, e se ve ne serve una internazionale. Sono due domande di dieci secondi che possono risparmiarvi mesi.

Come si legge un atto di morte

Quando vi arriva in mano un estratto, i campi sono sempre gli stessi e vale la pena controllarli uno per uno, perche’ un errore qui si trascina in tutta la successione.

  • Nome e cognome, esattamente come risultano all’anagrafe: eventuali secondi nomi devono comparire
  • Data e luogo di nascita: l’errore piu’ frequente riguarda i nati in frazioni o in Comuni poi accorpati
  • Data e ora del decesso
  • Luogo del decesso, che e’ l’indirizzo dove e’ avvenuto, non la residenza
  • Residenza al momento della morte
  • Stato civile e, dove previsto, nome del coniuge
  • Annotazioni, che compaiono solo sull’estratto

Controllateli il giorno stesso in cui ricevete la prima copia. Rettificare un atto dopo che la successione e’ stata presentata e’ molto piu’ complicato.

Se l’atto contiene un errore

La correzione si chiede all’ufficiale dello stato civile del Comune che ha registrato l’atto.

Gli errori materiali evidenti — una lettera sbagliata nel cognome, una data invertita — si correggono in via amministrativa, portando un documento che dimostri il dato giusto.

Gli errori sostanziali possono richiedere un passaggio davanti al tribunale. Sono rari, ma esistono, e piu’ tardi ci si accorge piu’ costano.

Chi puo’ richiedere i certificati

I certificati di morte sono liberamente richiedibili da chiunque: non serve dimostrare di essere parenti.

Diverso per l’estratto con tutte le annotazioni, dove alcuni Comuni chiedono di motivare la richiesta.

Se non potete andare voi, basta una delega scritta con copia del documento del delegante. Non serve un atto notarile.

ANPR: la strada che quasi nessuno usa

Il portale nazionale dell’anagrafe consente di scaricare in autonomia diversi certificati, fra cui quello di morte, per i Comuni subentrati — e sono ormai la quasi totalita’.

Si accede con SPID o CIE. Il certificato e’ gratuito, in bollo o esente a seconda dell’uso, e viene generato in PDF con timbro digitale.

Vale la pena provare questa strada prima dello sportello, soprattutto se il decesso e’ stato registrato in un Comune diverso dal vostro: evita il viaggio.

Il documento che serve alla successione e nessuno vi dice

Oltre all’estratto di morte, per la successione vi verra’ chiesto quasi sempre lo stato di famiglia alla data del decesso, detto anche storico.

Non e’ lo stato di famiglia attuale: e’ la fotografia del nucleo com’era quel giorno. Se nel frattempo qualcuno si e’ trasferito o e’ cambiata la composizione, i due documenti dicono cose diverse e il notaio vuole il primo.

Si richiede al Comune di residenza del defunto, non a quello del decesso. E’ una delle poche pratiche in cui i due Comuni non coincidono e conta saperlo.

Per l’estero: apostille e legalizzazione

L’estratto internazionale copre i Paesi legati dalle convenzioni in materia di stato civile, e li’ non serve altro.

Fuori da quei Paesi il documento va apostillato, quando lo Stato di destinazione aderisce alla Convenzione dell’Aja: l’apostille si ottiene in Prefettura, sul documento gia’ emesso.

Per gli Stati che non vi aderiscono serve la legalizzazione consolare, che e’ un passaggio in piu’ e richiede piu’ tempo.

Se il defunto aveva un conto, una pensione o un immobile fuori dall’Unione europea, informatevi su quale dei tre livelli serve prima di far partire le pratiche: rifare il giro da capo significa mesi.

Quanto tempo restano validi, nella pratica

Formalmente un certificato di morte non scade, perche’ attesta un fatto immutabile.

Nella pratica alcuni soggetti privati ne chiedono uno emesso da non piu’ di sei mesi. Non e’ una regola di legge ed e’ contestabile, ma discuterne con un impiegato allo sportello raramente conviene.

La strategia che funziona: tenere sempre almeno due copie inutilizzate da parte, e rifornirsi via ANPR quando serve, che e’ gratuito e immediato.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Onoranze funebri a Verduno: il paese dell’ospedale di Alba e Bra

Verduno dista quattordici chilometri da Guarene ed e’ un paese di poco piu’ di cinquecento abitanti, sulla collina fra Bra, Roddi, La Morra e Santa Vittoria d’Alba. La patronale e’ la Nativita’ di Maria Vergine, l’8 settembre.

Un paese piccolo con l’ospedale di tutti

Verduno ha una particolarita’ che nessun altro Comune della zona ha: qui c’e’ l’ospedale che serve tutto il territorio di Alba e Bra.

Questo significa una cosa che a molte famiglie serve sapere e che nessuno spiega: una persona che muore in ospedale muore a Verduno, anche se abitava ad Alba, a Bra, a Guarene o in qualunque paese del Roero e della Langa.

L’atto di morte si fa sempre nel Comune dove il decesso e’ avvenuto, non in quello di residenza. Quindi la pratica parte da Verduno, e solo dopo si organizza il rientro nel paese della famiglia per il funerale e la sepoltura.

Non e’ un problema e non allunga i tempi in modo significativo. E’ pero’ il motivo per cui una famiglia si trova a fare pratiche in due Comuni diversi, e per cui questa pagina la stanno leggendo, quasi sicuramente, persone che a Verduno non hanno mai abitato.

Cosa succede nelle ore dopo, in ospedale

Quando il decesso avviene in ospedale i tempi non li decide la famiglia, e questo disorienta molte persone che si aspettano di poter fare qualcosa subito.

La salma resta nella camera mortuaria della struttura per il periodo di osservazione previsto dalla legge, che e’ di ventiquattro ore prima che il feretro possa essere chiuso. In quelle ore i familiari possono passare, negli orari che la struttura stabilisce.

Nel frattempo la scelta dell’impresa funebre e’ della famiglia e di nessun altro. Nessuno puo’ decidere al posto vostro e nessuna struttura vi assegna un’impresa: potete chiamare chi volete, anche a distanza di ore, e da quel momento in poi ce ne occupiamo noi.

Se ci chiamate mentre siete ancora li’, non serve che sappiate niente: ci dite il nome e dove vi trovate, e cominciamo. Il documento d’identita’ e la tessera sanitaria ce li portate quando riuscite.

Una cosa che vale la pena non rimandare: gli effetti personali del ricoverato. Vestiti, occhiali, dentiera, fede, telefono. Chiedete alla struttura un elenco di cio’ che viene consegnato e controllatelo sul momento, perche’ dopo diventa difficile recuperare quello che manca.

Il rientro in paese

Dopo l’ospedale la salma torna dove volete voi: nella vostra casa, in chiesa la mattina del funerale, oppure direttamente al cimitero del vostro Comune.

Il trasporto richiede un’autorizzazione, che chiediamo noi, e il nulla osta del cimitero di destinazione se la sepoltura non e’ a Verduno. Sono passaggi ordinari e nella grande maggioranza dei casi si risolvono in poche ore.

L’unica cosa che li rallenta davvero e’ una tomba di famiglia intestata a una persona mancata da tempo. Per questo, se sapete che ne esiste una, ditecelo alla prima telefonata invece che il giorno prima del funerale: la verifica la facciamo subito.

Se la famiglia e’ di Verduno

Per chi qui ci abita davvero, e sono poco piu’ di cinquecento persone, il discorso e’ quello di ogni paese piccolo del Roero.

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario, cinerario. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li scriviamo nel preventivo.

A un funerale viene tutto il paese, ed e’ insieme una cosa bella e faticosa: ore in piedi a ricevere condoglianze. Se non ve la sentite si puo’ organizzare diversamente, riducendo il tempo della veglia aperta o lasciando che una persona di famiglia riceva al posto vostro. Nessuno si offende.

La cremazione

Il Tempio Crematorio e’ nel Cimitero Urbano di Bra, a pochi chilometri: Verduno confina con Bra, quindi e’ uno dei tragitti piu’ brevi in assoluto.

Il trasporto fino all’impianto e’ comunque una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. La cremazione non avviene il giorno del funerale: l’urna e’ pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Se il decesso e’ avvenuto in ospedale e la sepoltura sara’ altrove, la cremazione non cambia la sequenza: prima le autorizzazioni, poi il rito dove avete deciso, poi l’impianto.

Chi ha assistito per mesi

A Verduno arrivano persone da tutto il territorio, e con loro arrivano familiari che hanno passato settimane o mesi fra corsie e sale d’attesa.

Se siete voi quella persona, c’e’ una cosa che vale la pena sentirsi dire: siete stanchi, e la stanchezza non e’ mancanza di affetto. Chi ha assistito qualcuno a lungo arriva al giorno del funerale gia’ svuotato, e a volte prova sollievo. Non e’ una colpa: significa che una parte del dolore l’avete gia’ vissuta, mese dopo mese, prima che accadesse.

Nei giorni del funerale lasciate che qualcun altro faccia le telefonate e riceva la gente. Voi avete gia’ dato, e chi vi conosce lo sa.

E nelle settimane dopo mettete in conto una cosa che sorprende quasi tutti: quando finisce l’assistenza finisce anche una routine che riempiva le giornate, e il vuoto che resta non e’ solo il vuoto della persona. Se dopo diverso tempo non riuscite a tornare alle cose di ogni giorno, parlarne con il medico di famiglia e’ una scelta normale come un’altra.

Quanto ci mettiamo, e cosa mettiamo per iscritto

Da Guarene a Verduno sono quattordici chilometri: venti minuti, a qualunque ora del giorno e della notte. All’ospedale arriviamo negli stessi tempi.

Il preventivo e’ scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona.

Da qualunque paese arriviate

Molte famiglie ci trovano proprio cercando Verduno, perche’ e’ li’ che si sono fermate le cose. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Quali documenti servono per un funerale, e quali non dovete cercare

Nelle prime ore le famiglie fanno quasi sempre la stessa cosa: cominciano a cercare documenti. Cassetti, cartelline, il libretto della pensione, le vecchie polizze.

Quasi niente di quello serve adesso. La lista vera e’ corta.

Cosa portare al primo incontro

  • Carta d’identita’ del defunto
  • Codice fiscale o tessera sanitaria del defunto
  • Documento di chi segue le pratiche

Tre cose. Se una manca, si procede lo stesso e si recupera dopo.

Cosa procuriamo noi

Documento Da chi
Constatazione di decesso Medico curante, guardia medica o struttura
Certificato necroscopico Medico necroscopo ASL
Scheda ISTAT cause di morte Medico
Denuncia di morte Stato civile del Comune del decesso
Autorizzazione a sepoltura o cremazione Stato civile
Permesso cimiteriale Ufficio cimiteri del Comune
Autorizzazione al trasporto Comune, se il cimitero e’ altrove

Non dovete presentarvi in nessuno di questi uffici.

Quello che serve solo in certi casi

Se e’ prevista la cremazione

E’ l’unico caso in cui un documento mancante allunga davvero i tempi. Serve dimostrare la volonta’ del defunto:

  • una disposizione testamentaria, anche olografa
  • oppure l’iscrizione a una SOCREM, con la certificazione dell’associazione
  • oppure, in mancanza, la volonta’ dichiarata dal coniuge o dai parenti piu’ prossimi, nelle forme richieste dal Comune

Se sapete che esiste un documento del genere, cercatelo: e’ l’unica ricerca che vale la pena fare nelle prime ore.

Se c’e’ una tomba di famiglia

Serve sapere in quale cimitero e a chi e’ intestata la concessione. Non serve il documento originale: bastano le informazioni, il resto lo verifichiamo noi con l’ufficio cimiteri.

E’ un controllo che facciamo sempre, perche’ l’intestazione non consente automaticamente la tumulazione di chiunque. Scoprirlo il giorno prima e’ un problema serio; scoprirlo il primo giorno non lo e’.

Se il defunto era cittadino straniero

Servono il permesso di soggiorno o il passaporto, e va valutato se la famiglia intende procedere alla sepoltura in Italia o al rientro nel Paese d’origine. Le due strade hanno documentazioni molto diverse.

Se il decesso e’ avvenuto fuori dal Comune di sepoltura

Nessun documento in piu’ da parte vostra: cambia solo il numero di uffici che tocchiamo noi.

Cosa non serve cercare adesso

  • Libretto o cedolino della pensione
  • Polizze assicurative
  • Estratti conto e documenti bancari
  • Atti di proprieta’ e visure
  • Dichiarazioni dei redditi
  • Contratti di utenze

Sono tutte cose che serviranno, ma dopo, e non a noi: alla banca, all’INPS, al notaio, al patronato, nelle settimane successive.

Cercarle nelle prime ventiquattr’ore e’ una fatica inutile fatta nel momento peggiore.

Se un documento non si trova

Manca la carta d’identita’. Non e’ un ostacolo: l’ufficiale di stato civile procede sui dati anagrafici.

Manca il codice fiscale. Si recupera dalla tessera sanitaria o dai sistemi dell’anagrafe.

Non si trova il documento sulla cremazione ma siete certi che esistesse. Ditecelo. Si puo’ verificare l’iscrizione presso la SOCREM, e nel frattempo si prepara la strada alternativa della dichiarazione dei parenti.

Il defunto viveva solo e non si trova nulla. Succede piu’ spesso di quanto si pensi. Si procede sui dati anagrafici e con la dichiarazione dei familiari.

Le cose che non sono documenti, e servono davvero

Non ve le chiede nessun ufficio, ma servono a noi per il funerale:

  • Gli abiti per la vestizione
  • Una fotografia, nitida e con il viso ben visibile, per manifesto e ricordino
  • I nomi dei familiari da riportare sul manifesto, e in quale ordine
  • Eventuali oggetti da mettere nel feretro
  • La parrocchia di riferimento, se il rito e’ religioso

Sono queste, non i certificati, le cose su cui vale la pena spendere attenzione nelle prime ore.

E dopo il funerale

Qui la lista si allunga, ma non e’ piu’ materia nostra: successione, reversibilita’, conti, utenze, veicoli, assicurazioni.

L’unica cosa che possiamo fare, e facciamo, e’ procurarvi in anticipo le copie del certificato di morte che vi serviranno. Chiedetene sei o otto: ogni ufficio ne vuole una sua e alcuni non la restituiscono.

Le situazioni fuori standard

Il defunto era cittadino straniero

Due strade completamente diverse, e vanno decise subito perche’ cambiano tutto.

Sepoltura in Italia: la documentazione e’ la stessa di qualunque residente. Servono permesso di soggiorno o passaporto al posto della carta d’identita’.

Rientro nel Paese d’origine: serve il passaporto mortuario, il consolato del Paese va coinvolto, e il feretro deve rispettare requisiti specifici per l’espatrio. I tempi passano da giorni a settimane.

Molte famiglie decidono la seconda strada dopo aver avviato la prima. Si puo’ fare, ma costa tempo: meglio deciderlo il primo giorno.

Il defunto era sotto tutela o amministrazione di sostegno

L’amministratore di sostegno cessa le proprie funzioni con la morte della persona: non e’ lui a decidere del funerale, e non puo’ firmare al posto dei familiari.

Le decisioni tornano ai parenti secondo l’ordine di prossimita’. Se l’amministratore era anche un familiare, agisce in quella veste, non nell’altra.

Il defunto viveva con un convivente non sposato

Il convivente di fatto non ha automaticamente gli stessi poteri decisionali del coniuge, e questo emerge nei momenti peggiori: la volonta’ sulla cremazione, l’accesso alla tomba di famiglia, la scelta del rito.

Se esistono documenti — convivenza registrata all’anagrafe, unione civile, una disposizione scritta del defunto — portateli. Cambiano la posizione giuridica in modo sostanziale.

Il defunto non ha familiari raggiungibili

Il Comune ha l’obbligo di provvedere alla sepoltura quando non ci sono familiari o quando questi non sono in grado di farvi fronte. Chi si trovi a occuparsene senza essere parente — un vicino, un amministratore di condominio, una struttura — deve segnalarlo ai servizi sociali del Comune.

Esiste gia’ un preventivo o un accordo del defunto

Se la persona aveva lasciato indicazioni scritte sul proprio funerale, portatele. Non hanno il valore vincolante di un testamento sui beni, ma orientano le scelte e spesso evitano discussioni fra fratelli nel momento sbagliato.

Un ordine di priorita’ per le prime ore

Quando Cosa
Subito Documento e codice fiscale del defunto
Subito Documento del familiare che segue le pratiche
Entro il primo giorno Eventuale documento sulla cremazione
Entro il primo giorno Dove sta la tomba di famiglia, se c’e’
Prima del funerale Abiti, fotografia, nomi per il manifesto
Dopo il funerale Tutto il resto: pensione, banche, polizze

L’errore piu’ comune e’ invertire la prima e l’ultima riga.

Chi decide, quando i familiari non sono d’accordo

Non e’ una questione di documenti, ma emerge sempre nel momento in cui si raccolgono.

La legge guarda al grado di parentela piu’ prossimo: coniuge o unito civilmente, poi figli, poi genitori, poi fratelli. All’interno dello stesso grado contano tutti allo stesso modo.

Da questo discendono due conseguenze pratiche che sorprendono le famiglie:

Tre figli su quattro non fanno maggioranza. Sulle scelte che richiedono la concorde volonta’ dei parenti dello stesso grado — la cremazione in primo luogo — serve l’accordo di tutti. Non esiste un voto.

Un familiare piu’ presente non ha piu’ voce. Il figlio che ha assistito il genitore per anni e quello che non si vedeva da dieci hanno la stessa posizione. E’ spesso vissuto come un’ingiustizia, ed e’ comprensibile, ma la regola e’ questa.

Se sapete che esiste un disaccordo, ditecelo il primo giorno. C’e’ il tempo di trovare un punto d’incontro; il giorno prima del funerale non c’e’.

Cosa portare se il funerale e’ gia’ stato pensato prima

Capita, soprattutto dopo una malattia lunga, che la persona avesse lasciato indicazioni. Cercatele, e sono di solito in tre posti: fra i documenti personali, presso un notaio, o nella memoria di un familiare a cui l’aveva detto.

Anche una lettera senza valore legale conta: orienta le decisioni e, molto spesso, chiude in anticipo le discussioni fra fratelli.

Chiamateci, a qualsiasi ora

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Cosa fare nelle settimane dopo il funerale: l’ordine giusto delle pratiche

Il funerale finisce e comincia la parte lunga. Arrivano lettere, si scoprono conti, qualcuno dice che bisogna fare la successione entro un anno, qualcun altro che bisogna sbrigarsi subito.

Non tutto e’ urgente. Poche cose hanno una scadenza vera, e vale la pena distinguerle.

L’ordine che funziona

Quando Cosa Dove
Prima settimana Comunicazione del decesso all’ente previdenziale Patronato
Prima settimana Domanda di pensione ai superstiti Patronato
Primo mese Comunicazione alla banca Filiale
Primo mese Denuncia alle assicurazioni Compagnia
Primo mese Ultime spettanze e TFR Datore di lavoro
Primi mesi Utenze, telefonia, abbonamenti Gestori
Entro 12 mesi Dichiarazione di successione Agenzia Entrate o notaio
Dopo la successione Voltura catastale, veicoli Catasto, PRA

Cosa ha davvero una scadenza

La dichiarazione di successione: dodici mesi

E’ il termine ordinario, e decorre dalla data del decesso. Superarlo comporta sanzioni, che crescono con il ritardo.

Non e’ pero’ il primo adempimento in ordine di importanza economica: dodici mesi sono tanti, e ci sono cose che rendono di piu’ se fatte subito.

La pensione ai superstiti: prima si chiede, prima decorre

E’ la pratica economicamente piu’ rilevante di tutte, e nella maggior parte dei casi la decorrenza e’ legata al mese della domanda.

Tradotto: ogni mese di ritardo puo’ essere un mese di assegno non percepito. E’ la ragione per cui questa sta in cima alla lista e non la successione.

Le denunce assicurative

Le polizze prevedono termini per la denuncia del sinistro, di norma brevi. Non rimandate perche’ “tanto poi si vede”.

Il resto

Utenze, telefonia, abbonamenti, veicoli non hanno una scadenza sanzionata. Costano solo denaro finche’ restano attivi.

Cosa NON e’ urgente, contro quello che vi diranno

Svuotare la casa. Nessuna legge lo impone. Se la casa e’ di proprieta’ e non c’e’ un affitto da chiudere, potete prendervi mesi. E’ anche una delle cose che, fatte troppo presto, si rimpiangono.

Decidere della tomba. La lapide si fa con calma. Nei mesi successivi molte famiglie cambiano idea, e va benissimo.

Chiudere tutti i conti in una settimana. La banca ha i suoi tempi e non vi corre dietro.

Rispondere a chi vi contatta. Nelle settimane dopo un decesso arrivano proposte di ogni genere. Nulla di quello ha urgenza.

I documenti che vi serviranno sempre

  • Certificato di morte, in piu’ copie
  • Estratto dell’atto di morte, per il notaio
  • Stato di famiglia alla data del decesso, che si chiede al Comune di residenza
  • Codice fiscale del defunto
  • Documenti e codici fiscali degli eredi
  • Documentazione dei beni: visure, atti, estratti conto, polizze

Una cartellina sola, tenuta dal primo giorno, vi risparmiera’ molte ore.

Chi vi aiuta, e su cosa

A chi Per cosa Costo
Patronato Pensioni, reversibilita’, INAIL Gratuito
CAF Successione semplice, detrazioni Contenuto
Notaio Successioni con immobili o testamento A tariffa
Commercialista Situazioni patrimoniali complesse A tariffa
Avvocato Contrasti fra eredi, rinuncia A tariffa

Il patronato e’ gratuito e copre la pratica che vale di piu’. Cominciate da li’.

Se siete l’unico erede, o l’unico che se ne occupa

Capita spesso: fratelli lontani, nipoti impegnati, e una persona sola che porta tutto.

Due consigli pratici. Mettete per iscritto quello che fate, anche solo in un quaderno: fra sei mesi, se qualcuno chiede conto, avere le date aiuta molto.

E non anticipate spese senza dirlo. Le spese sostenute nell’interesse dell’eredita’ si possono far valere, ma solo se sono documentate.

La cosa che vale la pena sapere subito

Se l’eredita’ potrebbe essere gravata da debiti, fermatevi prima di toccare qualunque cosa: disporre dei beni del defunto puo’ valere come accettazione tacita e chiudere la porta alla rinuncia.

In quel caso il primo passo non e’ la banca: e’ un avvocato o un notaio. Una consulenza di mezz’ora, prima di muovere un euro.

Il primo mese, settimana per settimana

Settimana 1

  • Appuntamento al patronato con cedolino della pensione e certificato di morte
  • Raccogliere le copie del certificato: sei o otto
  • Chiedere lo stato di famiglia alla data del decesso al Comune di residenza
  • Aprire una cartellina unica per tutti i documenti

Settimana 2

  • Banca: comunicare il decesso e chiedere i saldi alla data della morte
  • Guardare gli ultimi tre estratti conto e segnare ogni addebito ricorrente
  • Verificare l’esistenza di polizze collegate a mutui

Settimana 3

  • Assicurazioni: denuncia dei sinistri, che hanno termini brevi
  • Datore di lavoro, se il defunto lavorava: ultime spettanze e TFR
  • Visura catastale nazionale intestata al defunto

Settimana 4

  • Utenze: voltura o chiusura, in base a chi resta nella casa
  • Abbonamenti a rinnovo automatico: sono quelli che costano di piu’ se dimenticati
  • Prima valutazione sulla successione: serve o rientra nell’esonero?

Le cose che nessuno vi dice, e che vale la pena sapere

La posta continua ad arrivare. Per mesi, e in mezzo ci sono comunicazioni che contano: scadenze, rinnovi, avvisi. Non buttate niente senza guardarlo, almeno per il primo anno.

Le pensioni accreditate dopo il decesso vanno restituite. Gli enti se ne accorgono e le richiedono indietro. Non spendetele.

Le rate dei finanziamenti continuano. Se non ci sono coperture assicurative, restano a carico della successione e vanno gestite subito.

La casa vuota ha comunque costi: tributi locali, assicurazione, utenze minime. Vanno intestati a qualcuno.

Se il defunto aveva un’attivita’

Cambia tutto e i tempi sono piu’ stretti. Impresa individuale, quote societarie, partita IVA, dipendenti: sono adempimenti con scadenze proprie e vanno affrontati con un commercialista entro pochi giorni, non entro mesi.

E’ l’unico caso in cui vi diciamo di non aspettare.

Le tre cose che si rimpiangono

Non sono pratiche, e nella nostra esperienza sono quelle che le famiglie ricordano a distanza di anni.

Aver svuotato la casa troppo presto. Nessuno vi obbliga a farlo in un mese. Chi aspetta sceglie meglio cosa tenere.

Aver buttato le carte senza guardarle. Fra vecchie cartelle escono buoni postali, polizze dimenticate, lettere. Anche solo una scorsa veloce, prima.

Aver cancellato il telefono o il computer. E’ l’unico archivio di fotografie di molte persone, e non si recupera.

E una cosa che aiuta

Scrivere, in un quaderno o in un file, cosa avete fatto e quando: la data della domanda al patronato, quando avete parlato con la banca, cosa vi hanno detto e chi.

Sembra inutile finche’ non arriva la prima lettera che chiede conto di qualcosa, o finche’ un fratello non chiede come sono andate le cose. A quel punto quel quaderno vale piu’ di qualsiasi ricordo.

Se vivete lontano

Molti figli seguono le pratiche del genitore da un’altra citta’. Quasi tutto si fa a distanza, ma conviene organizzarsi in un modo preciso.

Concentrate gli appuntamenti in un solo viaggio. Patronato, banca e Comune in due giorni sono fattibili se si prende appuntamento prima.

Chiedete piu’ copie di tutto mentre siete sul posto: tornare per un certificato costa un giorno di ferie.

Usate i canali digitali dove esistono: ANPR per i certificati, servizi telematici per la successione, home banking per gli estratti conto.

Indicate un recapito dove far arrivare la posta del defunto, oppure passate a ritirarla con regolarita’.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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La denuncia di morte in Comune: chi la fa, quando, e cosa succede se si sbaglia ufficio

Ogni decesso avvenuto in Italia va dichiarato all’ufficiale dello stato civile. È l’atto che fa esistere giuridicamente la morte: finché non è registrato, non esiste il certificato di morte, non esiste l’autorizzazione alla sepoltura, non si apre la successione e nessuna banca sblocca nulla.

È anche la pratica che le famiglie temono di più e quella che, nella pratica, non fanno quasi mai.

Il termine: 24 ore

La dichiarazione va resa entro 24 ore dal decesso, all’ufficiale dello stato civile del Comune dove la morte è avvenuta.

Il termine è breve, e nella maggior parte dei casi scade mentre la famiglia sta ancora decidendo cosa fare. Per questo, nella pratica, la presenta l’impresa funebre in delega: è uno degli adempimenti per cui esistiamo.

Se il termine viene superato — capita, per esempio quando il decesso avviene di sabato in un Comune con l’ufficio chiuso — la dichiarazione si presenta comunque. Non si perde nessun diritto: l’ufficiale registra l’atto con l’indicazione del ritardo.

Chi può dichiarare

  • Un familiare del defunto
  • Una persona delegata dalla famiglia, tipicamente l’impresa funebre
  • Chi era presente al decesso, o comunque ne è informato
  • Il direttore o delegato della struttura, quando la morte avviene in ospedale, in casa di cura o in una casa di riposo

Nel caso della struttura sanitaria la comunicazione parte d’ufficio: è l’ospedale a trasmettere l’avviso di morte allo stato civile. La famiglia non deve fare nulla, ma resta comunque necessaria tutta la documentazione medica per i passaggi successivi.

I due certificati medici che stanno a monte

Sono due, e vengono spesso confusi perché li rilasciano due medici diversi in due momenti diversi.

La constatazione di decesso la fa il medico curante o la guardia medica, poco dopo la morte. Accerta che il decesso è avvenuto. Senza questa non parte nulla.

Il certificato necroscopico lo rilascia il medico necroscopo, una figura nominata dall’ASL. È un accertamento successivo, che per regolamento non avviene subito dopo il decesso ma in una finestra di ore stabilita: è precisamente questo che rende impossibile chiudere tutto in poche ore.

Serve anche la scheda ISTAT sulle cause di morte, compilata dal medico. È un adempimento statistico, non riguarda la famiglia, ma fa parte del fascicolo.

Cosa serve materialmente

Documento Chi lo procura
Constatazione di decesso Medico curante o guardia medica
Certificato necroscopico Medico necroscopo ASL
Scheda ISTAT Medico
Carta d’identita’ del defunto Famiglia
Codice fiscale / tessera sanitaria Famiglia
Documento del dichiarante Chi presenta

Se la carta d’identita’ del defunto non si trova, la pratica non si blocca: l’ufficiale procede sui dati anagrafici. Non mettetevi a svuotare cassetti nelle prime ore.

Il punto in cui quasi tutti sbagliano: quale Comune

La denuncia si presenta dove la morte è avvenuta, non dove il defunto risiedeva.

È la fonte di confusione più frequente da noi, per una ragione geografica: gran parte dei decessi dei residenti nei paesi del Roero avviene all’ospedale di Alba o di Bra. Il decesso è quindi registrato ad Alba o a Bra, anche se il defunto ha vissuto ottant’anni a Priocca o a Castagnito.

Le conseguenze pratiche sono tre:

I certificati si chiedono al Comune del decesso. Se fra due anni vi serve un altro certificato di morte, lo chiederete ad Alba, non al vostro Comune.

Il Comune di residenza viene informato d’ufficio e aggiorna l’anagrafe. Non dovete andarci voi.

Se il cimitero è in un altro Comune ancora, entra in gioco l’autorizzazione al trasporto, che è un atto ulteriore. Tre Comuni per una sola persona: quello del decesso, quello di residenza, quello della sepoltura. Nella zona è la normalita’, non l’eccezione.

Cosa rilascia il Comune, e perché vi interessa

Registrato l’atto, l’ufficiale dello stato civile rilascia l’autorizzazione alla sepoltura o alla cremazione. È il documento che permette al cimitero di procedere: senza, il funerale non si può celebrare.

Dallo stesso atto nascono i due documenti che vi verranno chiesti per mesi: il certificato di morte e l’estratto dell’atto di morte.

Quanto tempo richiede davvero

La registrazione in se’ è rapida: un ufficio di stato civile la evade in giornata, se il fascicolo è completo.

Quello che determina i tempi è altro: l’attesa del certificato necroscopico, il periodo di osservazione di 24 ore, e negli uffici piccoli gli orari di apertura, che nei Comuni sotto i duemila abitanti possono essere di poche mattine a settimana.

Nella pratica, un funerale si celebra fra il secondo e il terzo giorno. Quando il decesso avviene il venerdi’ sera, si slitta al lunedi’: non è lentezza di nessuno, sono uffici chiusi.

Quando la pratica si blocca

È intervenuta l’autorita’ giudiziaria. Serve il nulla osta prima di procedere, e i tempi dipendono da quell’ufficio. Può essere qualche ora o qualche giorno, e non è prevedibile.

Il decesso è avvenuto all’estero. L’atto va trascritto in Italia tramite il consolato, e la tempistica è un’altra cosa: si ragiona in settimane.

La persona era senza documenti o non identificata. Caso raro, ma esiste, e apre una procedura a se’.

Il consiglio che vale più di tutta la pagina

Quando presentiamo la denuncia, chiedete subito più copie del certificato di morte. Sei o otto.

Ve le chiederanno la banca, l’INPS, il datore di lavoro, le assicurazioni, il notaio, le utenze. Alcuni uffici trattengono l’originale e non lo restituiscono. Prenderle tutte insieme in quel momento vi evita mesi di ritorni in un Comune che, molto probabilmente, non è nemmeno il vostro.

Cosa dovete fare voi

Nulla. La denuncia la presentiamo noi, con la documentazione medica che raccogliamo noi, nel Comune giusto.

A voi chiediamo tre cose: il documento e il codice fiscale del defunto, un vostro documento, e in quale cimitero.

I casi particolari, che nessuno spiega

Il defunto era iscritto all’AIRE

Se la persona risiedeva all’estero ma è morta in Italia, la denuncia si presenta comunque al Comune italiano dove il decesso è avvenuto. Il Comune di iscrizione AIRE viene aggiornato d’ufficio.

Attenzione a una conseguenza pratica: gli eredi che vivono all’estero avranno bisogno dell’estratto internazionale, non del certificato semplice. Chiedetelo subito, perché richiederlo dopo da un altro Paese è molto più lento.

Morte per incidente o sul lavoro

Interviene l’autorita’ giudiziaria e la denuncia resta sospesa finché non arriva il nulla osta. Nel frattempo la salma è a disposizione e non è possibile fissare la data del funerale.

Se si tratta di infortunio sul lavoro o in itinere, esiste in parallelo una pratica INAIL, che è cosa diversa e va aperta dai familiari o dal patronato. Non ha effetto sui tempi del funerale, ma va aperta nei termini.

Nessun medico seguiva il defunto

Succede con chi viveva solo. Se non c’è un medico curante che possa constatare il decesso, interviene la guardia medica o il 118, e l’autorita’ giudiziaria valuta se sia necessario un accertamento sulle cause.

Non è un sospetto: è la procedura ordinaria quando la causa non è documentabile.

Decesso in struttura penitenziaria o in comunita’

La comunicazione allo stato civile parte dalla direzione della struttura. I familiari conservano tutti i diritti sulla scelta dell’impresa e del rito.

Cosa non cambia mai

Qualunque sia il caso, la denuncia resta un atto dovuto e gratuito, e il Comune non può rifiutarla per documenti mancanti che possano essere recuperati altrimenti. Se un ufficio vi dice il contrario, chiedete che ve lo mettano per iscritto: nella nostra esperienza a quel punto la pratica si sblocca.

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