Onoranze funebriÈ una delle poche voci di un funerale che si può togliere senza che nessuno se ne accorga, e allo stesso tempo una di quelle che in certi casi vale davvero.
La differenza sta in una domanda sola: chi deve saperlo, e dove abita?
Sono due strumenti diversi che le famiglie confondono.
Il manifesto raggiunge il paese. Nei nostri Comuni funziona ancora benissimo: le persone leggono le bacheche, soprattutto quelle anziane, che sono anche quelle che vengono al rosario e al funerale.
Il necrologio sul giornale raggiunge chi il manifesto non vede: chi abita in un altro Comune, chi lavorava altrove, chi si è trasferito.
Se la persona ha vissuto sempre nello stesso paese e le sue relazioni erano tutte li’, il giornale aggiunge poco.
Se aveva una professione, un’attivita’, o rapporti sparsi sul territorio, aggiunge parecchio.
Il necrologio annuncia il decesso e indica luogo e ora del funerale. È quello che serve prima.
La partecipazione è l’espressione di cordoglio di chi non è familiare: colleghi, associazioni, aziende, amici. Si pubblica di solito lo stesso giorno o subito dopo.
L’anniversario ricorda la persona a distanza di tempo, tipicamente a un anno.
Ogni testata ha un orario di chiusura oltre il quale non si entra nell’edizione del giorno dopo.
Nella pratica significa che se il funerale è domani mattina e decidete il necrologio stasera, non fa in tempo a servire: esce il giorno del funerale o dopo.
La regola: se lo volete, decidetelo appena è fissata la data. Ce ne occupiamo noi, ma il margine è quello.
Le tariffe dipendono dalla testata, dallo spazio e dalla presenza di una fotografia. Non ne scriviamo qui perché cambiano e una cifra vecchia è peggio di nessuna cifra: chiediamo noi il preventivo aggiornato quando ci dite quale giornale.
Quello che vale la pena sapere è che lo spazio si paga: un testo lungo costa più di uno breve, e il testo breve funziona meglio.
La struttura è consolidata:
Il punto 4 è la ragione per cui il necrologio esiste. Tutto il resto è contorno, e su un giornale il contorno costa.
Vale quello che vale per il manifesto: in un paese, chi c’è e chi non c’è viene notato.
Parlatene prima della pubblicazione. Un errore su un giornale non si corregge.
L’ultima riga è quella che conta di più: se esistono persone importanti per il defunto di cui non avete il numero, il giornale è il modo per raggiungerle.
In questi casi è una spesa che non produce nulla, e toglierla non è una mancanza di rispetto verso nessuno.
È l’alternativa che negli ultimi anni ha preso il posto del giornale per molte famiglie.
Cosa fa meglio: raggiunge chi è lontano, si condivide, permette di lasciare un pensiero, e resta consultabile.
Cosa fa peggio: non raggiunge chi non lo cerca. Un anziano che non usa internet non lo vedra’ mai, e nei nostri paesi sono tanti.
Nella pratica le tre cose insieme — manifesto, annuncio online, e un giro di telefonate — coprono quasi tutti. Il giornale si aggiunge quando serve raggiungere un pubblico più ampio.
Alcune famiglie pubblicano, nei giorni successivi, un ringraziamento a chi ha partecipato o a chi ha assistito il malato.
Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Nei paesi si usa più il manifesto che il giornale, e viene notato.
Se volete nominare qualcuno — una persona che ha assistito, un reparto, un medico — è il posto giusto per farlo.
Prepariamo il testo, chiediamo il preventivo alla testata, rispettiamo gli orari di chiusura e seguiamo la pubblicazione.
E vi diciamo una cosa che nessuno dice: se secondo noi non serve, ve lo diciamo. Non è una voce su cui abbia senso spendere per abitudine.
Per il nostro territorio le opzioni sono sostanzialmente due: i settimanali locali, che coprono Alba, il Roero e le Langhe, e i quotidiani a diffusione provinciale o regionale.
La scelta dipende da chi volete raggiungere:
Il settimanale locale è letto da chi vive qui, e per una persona conosciuta in zona funziona molto bene. Ha pero’ un limite grosso per un necrologio: esce una volta a settimana. Se il funerale è prima dell’uscita, arriva tardi.
Il quotidiano esce ogni giorno ed è quello che funziona per l’annuncio. Costa di più e raggiunge un pubblico più ampio, ma meno mirato.
Nella pratica: quotidiano per il necrologio, settimanale per il ringraziamento, se lo volete.
Aumenta il costo e aumenta l’attenzione.
Se la mettete, serve un’immagine nitida con il viso ben visibile: in stampa su carta di giornale una foto scura o sgranata rende male, peggio che sul manifesto.
Non deve essere recente per forza. Quella giusta è quella in cui chi la guarda riconosce la persona.
Pubblicare l’orario sbagliato.
Sembra ovvio e succede, perché il necrologio si prepara prima che l’orario sia confermato dalla parrocchia. Su un giornale non si corregge.
Per questo aspettiamo la conferma prima di mandare il testo, anche a costo di andare all’ultimo momento utile.
Uno. Il necrologio annuncia il decesso e il funerale: è quello che serve.
Le partecipazioni le pubblicano altri — colleghi, associazioni, aziende — e non sono a carico della famiglia.
No, e nessuno lo nota. Nei paesi il manifesto è quello che conta; sui giornali si guarda chi si conosce, non chi manca.
Si’, e in alcuni casi ha senso: se il funerale è stato riservato ma volete che le persone lo sappiano, un annuncio successivo assolve a quella funzione.
Lo prepariamo noi con voi. Se avete un’idea di cosa scrivere, meglio; se non ce l’avete, proponiamo un testo e lo cambiate.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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Baldissero d’Alba dista dieci chilometri da Guarene e sta a trecentottanta metri, in un paesaggio collinare scosceso fra le rocche del Roero. Ha circa mille abitanti, con le localita’ Aprato, Baroli e La Villa, e confina con Corneliano d’Alba, Montaldo Roero, Ceresole Alba, Sommariva del Bosco e Sommariva Perno.
La parrocchiale è Santa Caterina, nel centro storico, ricostruita fra il 1712 e il 1854.
Prima c’era Sant’Antonino, l’antica parrocchiale fondata alla fine dell’VIII secolo alle rocche, fra Aprato e La Villa, un chilometro fuori dall’abitato in mezzo alle vigne. Oggi ne restano i resti absidali del Duecento.
Lo scriviamo per una ragione pratica, non storica: capita che una famiglia abbia legami antichi con un luogo che non è più quello dove si celebra. Se avete un desiderio di questo tipo – una sosta, una benedizione, un momento in un posto che contava per lui – ditecelo. Non sempre è possibile, ma quasi sempre si trova una forma.
L’orario della funzione lo concordiamo noi con il parroco, insieme al resto.
Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, e non li trovate scritti qui perché cambiano: li verifichiamo e ve li mettiamo nel preventivo.
Della pratica ci occupiamo noi per intero: la concessione, l’autorizzazione, i tempi con chi tiene il cimitero. È la parte del lavoro che una famiglia non dovrebbe nemmeno vedere, e a Baldissero, dove il territorio è scosceso e le distanze reali sono maggiori di quelle sulla mappa, è anche quella che vi farebbe perdere più tempo.
Chi sceglie la cremazione da Baldissero ha il Tempio Crematorio del Cimitero Urbano di Bra a una ottantina di minuti a piedi e a otto chilometri di strada: fra i tragitti brevi della zona.
Questo non rende la scelta più giusta ne’ più facile, e non è una cosa che si decide guardando i chilometri. Cambia solo un aspetto organizzativo: chi vuole essere presente alla partenza del feretro può farlo senza affrontare un viaggio.
Il trasporto resta una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.
È la circostanza più dura, e in un paese di mille abitanti quando succede lo sanno tutti.
Sui bambini vale una cosa sola, e ce la sentiamo di dirla perché l’abbiamo vista molte volte: tenerli fuori non li protegge. Un bambino capisce benissimo che è successo qualcosa, e cio’ che lo spaventa non è la cerimonia, è non sapere cosa stia accadendo intorno a lui mentre tutti piangono e nessuno gli spiega niente.
Se decidete di portarlo, spiegategli prima cosa vedra’ e chi ci sarà, e lasciategli la possibilita’ di uscire in qualsiasi momento con un adulto che resta con lui. Non serve un adulto qualsiasi: serve qualcuno che non abbia bisogno di essere consolato a sua volta, quindi spesso non un genitore.
Sulle parole: evitate le formule che confondono, come dire che si è addormentato o che è partito per un viaggio. Un bambino le prende alla lettera, e per mesi avrà paura di dormire o aspettera’ un ritorno.
Se vi sembra troppo, ditecelo. Non siamo psicologi e non lo diciamo per esserlo: sappiamo pero’ come si organizza una giornata in modo che un bambino ci stia dentro senza restare travolto.
In un Comune di mille abitanti a un funerale viene quasi tutto il paese, anche chi non era parente. È una cosa bella e insieme faticosa: significa ore in piedi a ricevere condoglianze, ripetendo la stessa frase a duecento persone quando si avrebbe voglia di stare zitti.
Non è obbligatorio reggere tutto. Si può ridurre il tempo della veglia aperta, concentrare il saluto nella funzione, o far ricevere una persona di famiglia al posto vostro mentre restate in disparte. Nessuno si offende, e chi vi vuole bene capisce senza che glielo spieghiate.
C’è poi la parte di cui nessuno parla: dopo, quando il paese torna alla sua vita e voi restate con la casa vuota. Le prime settimane passano ancora qualche visita, poi meno. È normale e non è cattiveria di nessuno.
Se in quei giorni vi accorgete di non farcela, parlarne con il medico di famiglia è una scelta normale come un’altra. E potete chiamarci anche mesi dopo, solo per chiedere come si fa una pratica: non c’è una scadenza oltre la quale non siamo più i vostri.
Da Guarene sono dieci chilometri, un quarto d’ora scarso a qualunque ora del giorno e della notte.
Il territorio di Baldissero è scosceso e certe strade fra le vigne sono strette: quando chiamate ditecelo, se siete ad Aprato, ai Baroli o alla Villa, e datecene un riferimento visibile. Arrivare al posto giusto la prima volta vale più di qualunque promessa di velocita’.
I manifesti li affiggiamo anche nelle localita’, non solo in centro: chi vive fuori dall’abitato può non passarci per giorni.
Il preventivo è scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre.
Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona e arriva alcune settimane dopo il funerale.
Se i soldi sono un problema ditecelo subito: esistono soluzioni dignitose che costano meno, e saperlo prima ci permette di costruire il preventivo di conseguenza.
Se il vostro Comune non ha una pagina qui, chiamateci lo stesso. Le nostre pagine dicono da dove le persone ci cercano, non fin dove arriviamo.
Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.
I fiori sono la parte del funerale che si vede di più e che si decide più in fretta, spesso senza sapere cosa si sta scegliendo.
Quattro cose bastano per scegliere bene anche in dieci minuti.
È la composizione che sta sul feretro. Quella della famiglia più stretta, e la più visibile.
Se dovete scegliere una cosa sola, è questa: un copri-cofano curato vale più di sei composizioni messe insieme in fretta.
Più piccolo, spesso di figli o nipoti, appoggiato sul cofano o accanto.
La forma tradizionale con il nastro, tipicamente di parenti, colleghi, associazioni.
Accompagnano l’ingresso o l’altare.
Segue quello che la parrocchia consente, e le indicazioni non sono uguali ovunque: alcune chiese limitano le composizioni sull’altare o nella navata.
Chiediamo noi prima di ordinare.
Un fiore fuori stagione costa il doppio, arriva meno fresco, e a volte non arriva affatto.
Cosa funziona nei nostri mesi:
| Stagione | Fiori che reggono |
|---|---|
| Autunno | Crisantemi, dalie, ortensie tardive |
| Inverno | Rose, gigli, orchidee, verde strutturale |
| Primavera | Peonie, tulipani, ranuncoli, ortensie |
| Estate | Gigli, rose, girasoli, gerbere |
Il verde — eucalipto, felci, foglie strutturali — regge la composizione e la fa sembrare più ricca senza aumentare la spesa. È il consiglio più utile di questa pagina.
In Italia è il fiore dei defunti per convenzione, ed è perfetto in autunno. In altri Paesi non ha lo stesso significato: se ci sono parenti stranieri, può generare qualche sorpresa.
Non è un problema, ed è una cosa che vale la pena sapere.
Il bianco resta il più scelto: sobrio, adatto a tutto.
Il rosa e il pesca addolciscono, e si usano spesso per le donne.
Il rosso è forte e va usato con criterio: funziona per un coniuge, meno in generale.
I colori accesi si scelgono per una persona giovane, o per chi era così.
Non c’è una regola: c’è quello che somiglia alla persona. Un girasole per chi passava le giornate in campagna dice più di una composizione perfetta.
Sempre più famiglie chiedono che al posto dei fiori si faccia un’offerta a un’associazione: quella che ha seguito il malato, un ente del paese, la parrocchia.
Si scrive sul manifesto e sull’annuncio. La formulazione ha il suo peso: deve essere chiara senza sembrare un rifiuto verso chi i fiori li avrebbe portati volentieri.
Alcune famiglie scelgono una via di mezzo: solo il copri-cofano della famiglia, e per gli altri l’offerta.
È la domanda di chi partecipa, non della famiglia.
Le composizioni vanno ordinate appena la data è fissata.
In alta stagione o durante le festivita’ il margine si stringe e la scelta si riduce sensibilmente.
È una domanda che nessuno fa e che poi si pone.
Dopo la cerimonia le composizioni vengono in genere portate al cimitero e collocate sulla sepoltura. Durano pochi giorni, poi vengono rimosse dal personale.
Alcune famiglie chiedono di portarne una parte a casa, o di donarle a una chiesa o a una struttura. Si può fare: ditecelo prima.
Nei nostri paesi capita, e funziona più di quanto si creda.
Un fiore preso dal suo giardino, o dalla vigna, o dal campo dove lavorava, posato sul feretro da chi lo conosceva, è uno dei gesti che le persone ricordano.
Non costa niente ed è più suo di qualunque composizione.
È la domanda che nessuno fa e su cui si spende senza criterio.
| Situazione | Cosa basta |
|---|---|
| Funerale sobrio | Il solo copri-cofano |
| Funerale in chiesa | Copri-cofano più due composizioni all’altare |
| Con molte persone attese | Aggiungere l’ingresso |
| Cerimonia civile in sala | Copri-cofano e un allestimento leggero |
Oltre, si accumula senza che si veda la differenza.
Nella pratica arrivano da parenti, colleghi, associazioni, vicini. La famiglia non deve coordinarli: arrivano e vengono collocati.
Quello che vale la pena fare è tenere i biglietti: nelle settimane successive nessuno ricorda chi ha mandato cosa, e servono per i ringraziamenti.
Li raccogliamo noi e ve li consegniamo.
Non tutte le confessioni prevedono i fiori allo stesso modo, e in alcune non sono previsti affatto.
Se il funerale segue un rito diverso da quello cattolico, chiedete prima: è una delle cose in cui si sbaglia in buona fede.
È il dettaglio che identifica chi manda la composizione: “i figli”, “i nipoti”, “i colleghi dell’ufficio”, “la bocciofila”.
Va deciso al momento dell’ordine. Se non sapete come formularlo, la regola è semplice: come vi chiamerebbe il defunto.
Le convenzioni sui colori valgono meno, e molte famiglie scelgono composizioni chiare e vivaci, o fiori legati a qualcosa che la persona amava.
Non c’è nulla di irrispettoso: è spesso quello che chi partecipa ricorda.
Quando la data è fissata a meno di ventiquattro ore, la scelta si riduce a quello che il fiorista ha in negozio.
Non è un problema, ma vale la pena saperlo per non aspettarsi qualcosa di particolare. In quei casi il consiglio è semplice: una composizione ben fatta con i fiori disponibili, invece di una complicata fatta di corsa.
Non è un codice rigido e nessuno lo verifica, ma qualche riferimento aiuta a scegliere:
| Fiore | Associato a |
|---|---|
| Giglio bianco | Purezza, il più classico nel rito cattolico |
| Rosa bianca | Affetto, rispetto |
| Rosa rossa | Amore, tipicamente da un coniuge |
| Crisantemo | In Italia, il fiore dei defunti |
| Garofano | Ricordo |
| Orchidea | Eleganza sobria, dura a lungo |
| Gerbera, girasole | Vitalita’, per chi era così |
L’ultima riga è quella che vale più delle altre: il fiore giusto è quello che somiglia alla persona, non quello che sta nel codice.
Se non sapete cosa scegliere, ditecelo: proponiamo noi due o tre soluzioni in base alla stagione, allo spazio e a quanto volete spendere.
Non serve sfogliare un catalogo in un giorno in cui non si riesce a decidere niente.
È una scelta legittima e sempre più frequente, e non lascia il funerale spoglio: una candela, una fotografia, un oggetto suo bastano.
Va scritto sul manifesto, altrimenti arrivano comunque.
Nelle nostre zone molte famiglie hanno un giardino o un orto.
Un mazzo raccolto la mattina stessa, anche imperfetto, posato sul feretro da un nipote, è una delle cose che chi partecipa ricorda — e nessun fiorista può fornirlo.
Se volete farlo, ditecelo: lo teniamo da parte e lo collochiamo al momento giusto.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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La cremazione viene spesso presentata come la scelta economica. È vero solo in parte, e dipende da cosa si mette nel confronto.
Ecco le voci, separate per chi le incassa.
È la parte che riguarda l’impresa, ed è identica a quella di un funerale con sepoltura:
È la voce che la sepoltura non ha. La stabilisce il gestore del crematorio.
Può variare in base a fattori tecnici, e va chiesta caso per caso.
| Voce | Obbligatoria? |
|---|---|
| Tariffa dell’impianto | Si’ |
| Urna | Si’, ma quella di consegna è inclusa |
| Trasporto all’impianto | Si’ |
| Celletta cineraria | Solo se scegliete il cimitero |
| Pratica di affidamento | Solo se l’urna resta in famiglia |
| Autorizzazione alla dispersione | Solo se scegliete quella |
Ed è qui che il discorso cambia, perché dipende quasi interamente da una sola variabile: se va acquistata una concessione.
La sepoltura tradizionale è spesso meno costosa: nessuna tariffa d’impianto, nessuna celletta da comprare.
La cremazione è quasi sempre più contenuta. Una concessione pluridecennale è spesso la voce più alta di tutto il funerale, e una celletta cineraria costa molto meno.
È la soluzione con il costo iniziale più basso in assoluto, inferiore anche alla cremazione.
Ha pero’ una scadenza: al termine del turno serve una decisione e una spesa, a carico di chi ci sarà allora.
| Spese future | |
|---|---|
| Inumazione | Esumazione a fine turno, poi ossario o celletta |
| Loculo | Rinnovo della concessione, poi estumulazione |
| Celletta cineraria | Rinnovo, importi in genere più contenuti |
| Urna in tomba di famiglia | Segue le sorti della tomba |
| Affidamento in casa | Nessuna spesa, ma va prevista una destinazione futura |
| Dispersione | Nessuna spesa successiva |
Sul lungo periodo la cremazione riduce sia le spese sia il numero di decisioni che ricadranno su figli e nipoti. Per molte famiglie è questo, più del prezzo di oggi, l’argomento decisivo.
Tariffa dell’impianto, diritti comunali, feretro, trasporto, pratiche. Sono il funerale.
“Questo preventivo comprende la tariffa dell’impianto e i diritti comunali?”
È la domanda che scopre la maggior parte delle differenze fra due preventivi per una cremazione. Se la risposta è vaga, chiedete che ve la scrivano.
Lo consegniamo scritto, con i tre blocchi separati, prima che decidiate. Se una cifra è fuori dalle vostre possibilita’, ditelo subito: si lavora sulle voci che si possono togliere, e sono più di quante pensiate.
Due famiglie della stessa via, stesso Comune, stesso mese.
Famiglia A ha una tomba di famiglia con un posto libero. Sceglie la sepoltura tradizionale: paga il servizio funebre e i diritti per la tumulazione. Nessuna concessione da acquistare.
Famiglia B non ha nulla al cimitero. Se sceglie il loculo deve acquistare una concessione pluridecennale, che diventa la voce più alta del funerale. Se sceglie la cremazione con celletta cineraria, paga la tariffa dell’impianto ma una concessione molto più contenuta.
Stesso Comune, stesso servizio, esiti economici molto diversi. È il motivo per cui una cifra data al telefono senza sapere questa informazione non significa nulla.
Con queste tre risposte il preventivo diventa preciso. Senza, è un’ipotesi.
Se volete verificare da soli, le domande utili sono:
Le rispondono senza problemi, e sono le stesse che facciamo noi.
Come per qualunque funerale, valgono:
Attenzione a una cosa che riguarda specificamente la cremazione: la celletta cineraria è una concessione, e come tale non rientra fra le spese funebri detraibili. Chiedete che sia una voce separata in fattura.
Ditelo alla prima conversazione, non alla fine. Non è una richiesta imbarazzante e non cambia il modo in cui vi trattiamo: cambia solo quello che vi proponiamo.
Le leve reali, in ordine di quanto pesano:
Con queste cinque cose la differenza fra un preventivo e l’altro può essere molto ampia, e nessuna di esse toglie dignita’ al funerale.
Ce lo chiedono spesso: perché non mettete una cifra sul sito?
Perché una cifra scritta senza sapere il Comune, il tipo di destinazione e se serve acquistare una concessione sarebbe falsa, e ve ne accorgereste al primo preventivo vero.
Chi pubblica un prezzo tondo per un funerale sta indicando una configurazione precisa che quasi mai coincide con la vostra, e quasi sempre lascia fuori i diritti comunali.
Quello che possiamo fare, e facciamo, è darvi una fascia con le condizioni già al telefono: con questo tipo di cerimonia, in questo Comune, con questa destinazione delle ceneri, si sta in una certa fascia. Poi lo scriviamo, voce per voce.
È meno comodo di un numero sul sito, ed è l’unico modo di dire qualcosa di vero.
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Non c’è una risposta giusta, e chiunque ve la dia con troppa sicurezza sta parlando di se’.
Quello che si può fare è mettere in fila le differenze reali, comprese quelle che emergono anni dopo e che quasi nessuno considera al momento della scelta.
Se il defunto aveva espresso una volonta’, quella è la risposta e non c’è altro da valutare.
Il resto di questa pagina serve per quando non l’ha detto, o per chi sta decidendo per se’.
| Cremazione | Sepoltura | |
|---|---|---|
| Autorizzazione | Serve provare la volonta’ | Nessun consenso richiesto |
| Tempi | Qualche giorno in più | Più rapidi |
| Costo iniziale | Tariffa impianto, niente concessione lunga | Concessione, spesso la voce più alta |
| Spazio al cimitero | Minimo | Fossa o loculo |
| Scadenze future | Ridotte | Rinnovo, esumazione, ossario |
| Trasporto altrove | Semplice | Complesso e costoso |
| Luogo dove tornare | Dipende dalla destinazione | Sempre presente |
| Reversibilita’ | Nessuna | I resti restano |
È la domanda più importante e la meno considerata.
Con la sepoltura c’è sempre. Con la cremazione dipende: una celletta o una tomba di famiglia lo sono, la dispersione no.
Chi sceglie la dispersione lo fa spesso perché non attribuisce importanza al luogo — ma quella scelta vale anche per gli altri familiari, che potrebbero averne bisogno. Nipoti compresi, che oggi magari sono bambini.
Una tomba richiede manutenzione, rinnovi, decisioni alla scadenza del turno.
Se la famiglia è sparsa o non c’è nessuno che possa seguirla, la cremazione riduce sensibilmente il carico su chi resta.
Se esiste una tomba di famiglia con dentro i genitori e i nonni, la scelta di uscirne pesa più di quanto sembri sul momento.
Va detto che le due cose non sono in contrasto: un’urna può essere collocata nella tomba di famiglia, dove il regolamento lo consente. Molte famiglie della zona fanno esattamente così.
La cremazione ha una tariffa d’impianto che la sepoltura non ha. In compenso evita l’acquisto di una concessione pluridecennale, che è quasi sempre la voce più alta di un funerale.
Sul lungo periodo la cremazione ha anche meno scadenze: niente rinnovo di loculo, niente estumulazione, niente celletta ossario da acquistare al termine del turno.
Le cifre dipendono dal Comune e ve le diciamo caso per caso.
L’ultimo punto è quello più utile in una famiglia divisa: la sepoltura non è definitiva quanto la cremazione, e permette di rimandare una decisione che non riuscite a prendere in tre giorni.
Sei domande, dieci minuti. È molto più di quanto la maggior parte delle famiglie riesce a fare, ed evita quasi tutti i pentimenti.
Fatelo, e ditelo.
La scelta più generosa che potete fare per i vostri figli non è scegliere l’una o l’altra: è non lasciare che debbano indovinare, in tre giorni, in mezzo al dolore, magari litigando fra loro.
Quando la scelta ricade sui figli e nessuno sa cosa voleva il genitore, il rischio non è scegliere male: è rompere qualcosa.
Alcune cose che aiutano:
Fatela il primo giorno. Non il terzo, non davanti alla bara. Il periodo di osservazione serve anche a questo.
Partite da lui, non da voi. La domanda non è “cosa preferisco io”, ma “cosa avrebbe voluto lui”. Sposta la discussione su un terreno dove nessuno deve avere ragione.
Chiedete a chi lo frequentava. Un amico, un vicino, il parroco: capita spesso che lo avesse detto a qualcuno fuori dalla famiglia.
Se non si trova un accordo, scegliete la sepoltura. Non richiede consenso unanime, e non chiude nessuna porta: la cremazione dei resti resta possibile in seguito. È la via d’uscita che salva i rapporti.
Se state leggendo per voi, la cosa più utile che potete fare non è scegliere: è mettere per iscritto quello che avete scelto e dirlo a due persone.
Costa mezz’ora. E toglie ai vostri figli una discussione che, se capita, si ricorderanno per anni.
È la parte che nessuno considera al momento della scelta e che pesa per decenni.
Al termine del turno di rotazione il Comune procede all’esumazione, e la famiglia decide: ossario comune, celletta ossario, tomba di famiglia, o cremazione dei resti.
Significa una decisione e una spesa, fra dieci anni circa, a carico di chi ci sarà allora.
La concessione ha una scadenza, e va rinnovata o si estingue. L’avviso arriva all’indirizzo depositato, che dopo trent’anni spesso non esiste più.
Se l’urna è in una celletta, vale la stessa logica delle concessioni, con importi in genere più contenuti.
Se è in una tomba di famiglia, segue quella. Se è in affidamento, va prevista una destinazione quando l’affidatario a sua volta non ci sarà più.
Nessuna delle due è “per sempre” senza che qualcuno se ne occupi.
Chi vi dice il contrario semplifica. La domanda giusta non è quale scegliere, ma chi ci sarà fra vent’anni a prendere la decisione successiva — e se gli state lasciando qualcosa di gestibile.
Molte persone ci chiamano per capire come funziona quando ancora non serve, per se’ o per un genitore. Non è morboso e non porta sfortuna: è la scelta di chi non vuole che i figli debbano indovinare in tre giorni.
Nessun impegno, nessuna firma, nessun costo. Solo le informazioni per decidere con calma.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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L’urna si sceglie dopo la cremazione, con più calma di tutto il resto. Ma la decisione che la determina va presa prima: dove finiranno le ceneri.
Da quella dipende tutto il resto.
| Destinazione | Cosa conta nell’urna |
|---|---|
| Celletta o loculo al cimitero | Misure compatibili, durata nel tempo |
| Tomba di famiglia | Misure, coerenza con il resto |
| Affidamento in casa | Aspetto, perché stara’ in una stanza |
| Dispersione | Urna adatta all’operazione, spesso biodegradabile |
| Interramento in area dedicata | Materiale biodegradabile |
Gli spazi cinerari dei cimiteri hanno dimensioni standard, e non tutte le urne ci entrano.
È il tipo di scoperta peggiore: si fa il giorno della tumulazione, davanti alla famiglia riunita.
Verifichiamo noi le misure di quel cimitero prima dell’acquisto. Due minuti di telefonata.
I più diffusi. Ampia scelta di forme, colori e decori. Buona durata, ma fragili agli urti.
Pesanti e molto durevoli. Adatti al cimitero, dove nessuno li sposta. Meno pratici in casa.
Ottone, acciaio, bronzo, alluminio. Resistenti, sobri, spesso i più adatti a stare all’aperto.
Caldo alla vista, adatto a chi tiene l’urna in casa. Meno indicato per ambienti umidi.
Meno frequenti, per chi cerca un oggetto particolare. Verificare sempre le misure.
Cellulosa, sale, sabbia compressa, fibre naturali. Pensati per dispersione o interramento: si dissolvono in tempi definiti.
Sono la novita’ di questi anni e a molte famiglie parlano più di qualunque altra soluzione: alcune sono concepite per accogliere un seme o essere interrate accanto a un albero.
Attenzione a un punto: l’urna biodegradabile non rende lecita la dispersione o l’interramento. È l’autorizzazione a farlo, e va ottenuta prima.
Comprare un’urna per un albero e scoprire poi che in quel luogo non si può è una delusione evitabile.
Per le urne destinate al cimitero valgono i regolamenti cimiteriali, che possono limitare elementi applicati e dimensioni. Anche qui: verifichiamo prima.
Esistono contenitori di piccole dimensioni pensati per conservare una parte simbolica delle ceneri.
Va detto con chiarezza: la normativa non prevede la suddivisione dell’urna, e la prassi corrente è che le ceneri restino un insieme unico con una sola destinazione.
È una domanda che ci viene fatta spesso, soprattutto da famiglie con figli in città diverse, e la risposta va data prima che qualcuno acquisti qualcosa.
Un’alternativa che molte famiglie trovano soddisfacente: oggetti commemorativi — un ciondolo con un’incisione, una fotografia, un piccolo memoriale — che non contengono ceneri ma svolgono la stessa funzione affettiva.
La forbice è ampia: si va da urne semplici in materiale essenziale a pezzi lavorati in pietra o d’autore.
Come per il feretro, la differenza di prezzo è molto più visibile sul listino che sul risultato. Un’urna sobria e ben fatta regge meglio nel tempo di una carica di dettagli.
Qualche considerazione pratica che nessuno fa e che poi conta:
L’urna standard di consegna dell’impianto può essere sostituita in un secondo momento.
Se in quei giorni non riuscite a scegliere, non sceglierete male: sceglierete dopo.
È una soluzione che molte famiglie della zona scelgono e che risolve più problemi di quanti ne crei: si mantiene il legame con i propri, si conserva un luogo dove tornare, e si occupa poco spazio.
Due verifiche da fare prima:
Il regolamento del cimitero deve consentire la collocazione di urne in quel tipo di manufatto. Quasi sempre è così, ma non ovunque.
L’intestazione della concessione deve consentire a quella persona di esservi accolta, come per qualunque altra sepoltura.
Ce ne occupiamo noi, prima di confermare qualunque data.
Se la destinazione è un’area dedicata all’interramento — alcuni cimiteri ne hanno — serve un’urna in materiale che si degradi in tempi definiti.
Chiedete in quanto tempo il materiale si dissolve: le indicazioni variano molto fra i prodotti, e alcune aree cimiteriali hanno requisiti precisi.
Poco da fare, ma qualche accorgimento aiuta:
Un’urna in affidamento può essere collocata in cimitero in un secondo momento, con la relativa pratica.
Il contrario — passare dal cimitero all’affido — è possibile in alcuni casi. La dispersione e il conferimento al cinerario comune, invece, sono definitivi.
Sapere che l’affidamento non è una scelta irreversibile toglie pressione al momento della decisione: si può cominciare da li’ e sistemare dopo, con calma.
| Materiale | Durata | Dove sta meglio |
|---|---|---|
| Marmo, granito | Molto lunga | Cimitero, anche all’aperto |
| Bronzo, ottone, acciaio | Molto lunga | Cimitero e casa |
| Ceramica, porcellana | Lunga, fragile agli urti | Celletta, interno casa |
| Legno | Buona in ambiente asciutto | Casa |
| Vetro | Buona, delicata | Casa |
| Biodegradabili | Da mesi a pochi anni | Dispersione, interramento |
L’ultima riga è l’unica in cui la breve durata è il pregio e non il difetto: sono urne fatte per sparire.
Comprare l’urna prima di sapere dove andra’.
Succede spesso, perché l’urna è l’unica cosa che si può scegliere con calma e le famiglie ci si dedicano volentieri. Ma se poi la celletta è più piccola, o la destinazione cambia, si ricomincia.
Prima la destinazione, poi le misure, poi l’urna. In quest’ordine non si sbaglia.
Sono cinque verifiche che facciamo noi in una telefonata, e che evitano l’unico errore davvero fastidioso: un’urna comprata e non utilizzabile.
L’urna di consegna dell’impianto può essere sostituita in seguito. Se in quei giorni non riuscite a scegliere, sceglierete dopo — e sceglierete meglio.
Molte famiglie non lo sanno e vale la pena dirlo qui: il feretro serve anche per la cremazione, ed è obbligatorio.
Conviene sceglierlo semplice, in legno chiaro, senza parti metalliche o sintetiche non necessarie. Non è una scelta di risparmio: è quella tecnicamente più adatta, e in molti casi è anche quella che la persona avrebbe voluto.
Spendere su un feretro destinato alla cremazione è l’unica voce di un funerale su cui, a distanza di mesi, le famiglie dicono più spesso di aver speso senza motivo.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
È una scelta che quasi tutti fanno una o due volte nella vita, senza esperienza e nel giorno peggiore.
Questa pagina prova a dare qualche criterio. Vale per chiunque, noi compresi.
Nessuno può farla al posto vostro. Non un ospedale, non una casa di riposo, non un ente.
Se qualcuno si presenta prima che abbiate chiamato, potete dire semplicemente che deciderete voi. Non serve giustificarsi.
Sono quattro cose, e si controllano in una telefonata.
Chiamate e sentite chi vi risponde. È una persona dell’impresa o un centralino? Sarà la stessa che vi seguira’?
Alle tre di notte questa è la differenza principale fra un’impresa e un’altra.
Chiedetelo esplicitamente, e chiedete da dove partono. Un’impresa che opera nel vostro paese ha tempi diversi da una che arriva da trenta chilometri.
È il criterio più oggettivo che esista, ed è quello che dice di più.
Chiedete un preventivo voce per voce, prima che venga fatto qualunque cosa. Chi lo consegna chiaro e senza mettere fretta sta già dicendo qualcosa di se’.
Quasi nessuna impresa fa tutto internamente: lapidi, tanatoestetica, casa funeraria, trasporti internazionali passano spesso da terzi.
Non è un difetto. È un difetto non dirlo. Chi vi dice cosa non fa, probabilmente vi sta dicendo il vero anche sul resto.
Va detto con onesta’: la parte più importante non è verificabile in anticipo.
Come trattano la famiglia. Se hanno pazienza quando non riuscite a decidere. Se vi spiegano cosa succedera’ o vi lasciano in mezzo alle cose senza dire niente. Se, quando qualcosa va storto, ve lo dicono.
L’unico indizio disponibile prima è come si comportano nella prima telefonata.
La seconda è quella che nessuno fa e che abbassa il totale più di qualunque trattativa: chiedendo l’elenco, si toglie quello che non serve senza dover discutere su niente.
Il lavoro si fa a casa vostra, in ospedale, in Comune e al cimitero. L’ufficio lo vedrete forse una volta.
Le scelte che contano sono poche. Un catalogo con quaranta modelli di cofano non aiuta a decidere: complica.
Grande o piccola non è un criterio di qualità: sono modelli diversi.
Una grande ha più mezzi e più personale. Una piccola ha una persona sola che vi segue dall’inizio alla fine. Scegliete quello che vi serve.
Se è molto più basso degli altri, quasi sempre non comprende i diritti comunali — che nessuno può scontare, perché non li incassa l’impresa.
È il criterio meno considerato e uno dei più concreti.
Un’impresa che lavora abitualmente nel vostro Comune sa cose che le altre devono chiedere:
Non è folklore: è la differenza fra scoprire un ostacolo il primo giorno o il giorno prima del funerale.
L’ultimo è il più subdolo, perché usa il senso di colpa. Un funerale sobrio non è una mancanza di rispetto verso nessuno.
Dipende da cosa è già stato fatto: le prestazioni eseguite vanno riconosciute.
Ma se è passata poco tempo, parlatene apertamente. Un’impresa seria non trattiene nessuno.
Non decidete nella prima mezz’ora.
Non c’è nessuna ragione tecnica: fra il decesso e la sepoltura devono passare 24 ore di osservazione, e in quelle ore non deve succedere niente di irreversibile.
Chi vi mette fretta vi sta chiedendo qualcosa che non serve.
Cambia una cosa: entrano in gioco due imprese, una sul posto e una qui.
La domanda giusta da fare è: chi è il mio interlocutore?
Se incaricate un’impresa della vostra zona, dovrebbe essere lei a coordinare tutto, compresa la parte che esegue materialmente qualcun altro. Non dovete essere voi a tenere insieme due fornitori in un momento del genere.
Se vi rispondono che dovete parlare anche con l’altra, è un’informazione utile.
Al di la’ dei criteri di scelta, ci sono comportamenti che valgono per chiunque:
L’ultimo punto è quello che distingue davvero, e purtroppo si verifica solo quando succede.
Questa pagina la scrive un’impresa funebre, e questo va tenuto presente leggendola.
Abbiamo provato a scrivere i criteri che useremmo noi se dovessimo scegliere, non quelli che ci fanno comodo. Alcuni ci mettono in svantaggio: non abbiamo una casa funeraria, non facciamo le lapidi internamente, e siamo piccoli.
Se dopo aver letto chiamate qualcun altro, va bene. Quello che ci interessa è che scegliate sapendo cosa guardare, invece che perché è arrivato per primo qualcuno che non avevate chiamato.
Se state leggendo questa pagina perché è appena successo, tre cose e basta:
Tutto il resto si valuta domani, con più calma di quanta ne abbiate adesso.
Va bene. Questa pagina non serve a farvi cambiare idea.
Serve a darvi le tre domande da fare comunque: preventivo scritto, diritti comunali compresi, elenco delle voci facoltative.
Valgono con chiunque abbiate scelto.
0173 611582 — agenzia, in orario
329 971 9194 — di notte e nei festivi chiamate questo
Potete chiamare anche solo per chiedere come funziona una cosa, senza aver deciso niente.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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Nei giorni dopo un decesso una famiglia è nella condizione peggiore per prendere decisioni economiche: è in stato di shock, ha fretta, e non sa come funziona.
È anche il momento in cui può arrivare qualcuno che lo sa.
Questa pagina serve a dare gli strumenti per riconoscerlo. Vale per chiunque, noi compresi.
La scelta dell’impresa funebre è sempre e solo della famiglia.
Nessuno può sceglierla per voi: ne’ un ospedale, ne’ una casa di riposo, ne’ un ente. Nessuna struttura sanitaria può indirizzarvi verso un’impresa in particolare o consentire che qualcuno vi contatti prima che abbiate deciso.
Se qualcuno si presenta prima che voi abbiate chiamato nessuno, potete semplicemente dire che deciderete voi. Non serve giustificarsi, non serve spiegare.
L’ultimo è il più subdolo, perché fa leva sul senso di colpa. Un funerale sobrio non è una mancanza di rispetto, e chi ve lo fa pensare sta vendendo.
La terza è quella che nessuno fa e che abbassa il totale più di qualunque trattativa: chiedendo l’elenco, si toglie quello che non serve senza dover discutere su niente.
Non c’è nessuna ragione tecnica per farlo.
Fra il decesso e la sepoltura devono passare 24 ore di osservazione: in quelle ore non deve succedere niente di irreversibile. Chi vi mette fretta nella prima mezz’ora vi sta chiedendo qualcosa che non è necessario.
Nella prima visita si sistema la situazione. Le scelte si fanno il giorno dopo, con calma.
Dipende da cosa è già stato fatto: le prestazioni già eseguite vanno riconosciute.
Ma se è passata poco tempo e non è successo nulla, parlatene apertamente. Un’impresa seria non trattiene nessuno.
Se vi sentite sotto pressione o qualcosa non torna:
Il funerale non è l’unico momento.
Nessuno è obbligato a comprare dove gli viene indicato. La lapide, in particolare, non è una spesa urgente: si può fare fra sei mesi, con calma, confrontando.
Capita che arrivino telefonate su lapidi, fotoceramiche, servizi di manutenzione della tomba. Alcune sono legittime, altre no.
La regola è semplice: non decidete al telefono e non date dati a chi non sapete chi sia.
È la cosa più seria di questa pagina.
Una persona anziana rimasta sola dopo un lutto è un bersaglio, e nei nostri paesi succede regolarmente: finti tecnici, finti incaricati comunali, telefonate su presunte pratiche del defunto.
Se avete un genitore in questa situazione, stabilite con lui una regola semplice: non si apre a nessuno e non si firma niente senza telefonare prima a un familiare.
Un biglietto con il vostro numero attaccato al frigorifero risolve la maggior parte dei casi.
Le prime quattro si verificano prima di decidere. L’ultima si scopre dopo, ed è quella che conta di più alle tre del mattino.
Perché una famiglia informata sceglie meglio, e perché preferiamo essere scelti da chi ha capito come funziona.
Se dopo aver letto decidete di chiamare qualcun altro, va benissimo. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione.
Vale la pena dirlo, perché una diffidenza generalizzata fa perdere tempo a tutti.
Segnalare serve, anche a cose fatte: le pratiche scorrette si ripetono su altre famiglie.
Se in un momento qualsiasi vi sentite sotto pressione, dite una frase sola:
“Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani.”
Non c’è niente, in un funerale, che non possa aspettare fino a domani.
Capita di essere il vicino, il cugino, l’amico che c’è mentre i familiari stretti non reggono.
È la posizione più utile che esista in quei giorni, e ci sono tre cose che potete fare meglio di loro:
Leggere il preventivo. Voi riuscite a farlo, loro no. Guardate se le voci sono dettagliate e se i diritti comunali sono indicati a parte.
Dire la frase. “Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani” è molto più facile da dire per chi non ha appena perso qualcuno.
Rispondere al telefono al posto loro nei primi giorni.
Non serve competenza. Serve una persona lucida nella stanza.
Perché una famiglia informata sceglie meglio, anche quando sceglie qualcun altro.
Se dopo averla letta chiamate un’altra impresa, va bene. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione, in mezz’ora, in un giorno in cui nessuno è in condizione di decidere niente.
Se qualcuno vi mette fretta, in qualunque momento e con chiunque:
“Grazie, ci pensiamo e le facciamo sapere domani.”
Non serve altro, non serve motivarla, e nessuno può obiettare. In un funerale non c’è niente che non possa aspettare fino a domani.
Segnalatelo comunque, anche a cose fatte e anche se ormai non cambia nulla per voi.
Le pratiche scorrette si ripetono, e la famiglia dopo di voi può essere una che non ha nessuno che legge un preventivo.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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È la conversazione che le famiglie fanno a mezza voce, quasi sempre con imbarazzo. Non ce n’è motivo: è una domanda pratica e ha risposte pratiche.
Va detto all’inizio perché è il vero timore di chi chiede.
Un feretro semplice, nessun fiore, nessun necrologio e una cerimonia raccolta sono un funerale pienamente dignitoso. Chi partecipa guarda le persone, non il catalogo.
Nella nostra esperienza, le famiglie che a distanza di mesi si dicono più soddisfatte sono quelle che hanno scelto poche cose e curate, non molte.
Non acquistare una concessione cimiteriale.
Quando va comprato un loculo, quella singola voce può pesare più di tutto il resto del funerale messo insieme.
Le alternative:
L’ultima è irreversibile e va scelta sapendolo, ma è prevista e dignitosa.
| Voce | Si può? | Nota |
|---|---|---|
| Concessione | Si’, molto | La leva principale |
| Feretro | Si’ | Semplice va benissimo, per la cremazione è anche il più adatto |
| Lapide | Si’, si rimanda | Nessuna urgenza |
| Fiori | Si’ | Una composizione curata, o nessuna |
| Necrologi | Si’ | Il manifesto fa già il lavoro |
| Ricordini e album | Si’ | Facoltativi |
| Tanatoestetica | Si’, se non serve | Non va proposta quando non serve |
| Trasporto | No | Dipende dalla distanza |
| Diritti comunali | No | Li stabilisce il Comune |
| Pratiche | No | Vanno fatte |
La differenza visibile fra un abete ben rifinito e un legno pregiato è molto meno evidente di quanto la differenza di prezzo suggerisca.
Gli accessori — maniglie lavorate, interni, finiture — sono la voce dove si spende senza rendersene conto. Valgono la pena se contano per voi, non perché stanno nel catalogo.
Per la cremazione, il cofano semplice in legno chiaro non è un ripiego: è tecnicamente il più adatto. Ed è anche la voce su cui, a distanza di mesi, le famiglie dicono più spesso di aver speso senza motivo.
Un copri-cofano curato vale più di sei composizioni messe insieme in fretta.
Molte famiglie scelgono di chiedere offerte in memoria a un’associazione al posto dei fiori. Si scrive sul manifesto, e nessuno lo interpreta come un risparmio: viene letto come una scelta, e spesso apprezzata.
Rimandare non è rinunciare, e in molti casi si sceglie anche meglio.
Feretro, trasporto, pratiche, diritti comunali, operazioni cimiteriali. Sono il funerale: non esistono versioni senza.
La terza riga è quella con il maggior numero di rimborsi non richiesti, perché nessuno ci pensa nei giorni giusti.
Parlate con i servizi sociali del Comune di residenza prima di dare qualunque incarico.
Quando i familiari non sono in condizione di provvedere, il Comune ha l’obbligo di occuparsi della sepoltura. Non è carita’ ed è un dovere pubblico: il funerale è dignitoso e non porta alcun segno distintivo.
Una volta ordinato il servizio a un’impresa, quella strada si chiude.
Se la cifra è fuori portata, ditelo alla prima conversazione. Non è una richiesta imbarazzante e non cambia il modo in cui vi trattiamo: cambia solo quello che vi proponiamo.
E vi diciamo una cosa che pensiamo davvero: le famiglie che lo dicono subito hanno funerali più sereni di quelle che accettano cifre che non possono sostenere e poi ci convivono per anni.
Non è un listino: è per far vedere che si può costruire qualcosa di completo e sobrio.
Nessuno guardando un funerale così penserebbe che si è risparmiato. È semplicemente un funerale.
Il momento peggiore per accettare una cifra che non si può sostenere è proprio quello in cui si è meno lucidi.
Un funerale sobrio si dimentica in una settimana. Un debito no.
Se la situazione è difficile, ditelo: è una conversazione che facciamo spesso, non mette a disagio nessuno, e quasi sempre si trova una soluzione che nessuno noterebbe dall’esterno.
Chiedere l’elenco delle voci facoltative, scritto.
Non una cifra più bassa: l’elenco. Da li’ si toglie quello che non serve, e il totale scende da solo senza che nessuno debba trattare su niente.
C’è una cosa che riduce la spesa più di qualunque scelta fatta in quei tre giorni: lasciare scritto cosa volete.
Non serve firmare nulla e non serve versare niente. Basta un foglio che dica il tipo di sepoltura, se volete la cremazione, se c’è una tomba di famiglia e dove sta.
I figli, in quei giorni, spendono di più per due ragioni: non sanno cosa avreste voluto, e hanno paura di fare troppo poco.
Un foglio toglie entrambe le cose.
Se avete un dubbio sulle cifre, la cosa più utile è parlarne prima di ordinare qualcosa — da noi o da chiunque altro.
Un preventivo scritto è gratuito, non impegna a nulla, e vi mette in condizione di scegliere invece di subire.
Nessuno, a distanza di anni, ricorda quanto è costato un funerale.
Si ricorda chi c’era, se le cose sono state fatte con cura, e se la famiglia è riuscita a starci dentro invece di correre. Quelle tre cose non hanno un prezzo di listino.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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