Onoranze funebri
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Necrologi sui giornali: quando servono davvero e quanto costano

È una delle poche voci di un funerale che si può togliere senza che nessuno se ne accorga, e allo stesso tempo una di quelle che in certi casi vale davvero.

La differenza sta in una domanda sola: chi deve saperlo, e dove abita?

Cosa fa il manifesto e cosa fa il giornale

Sono due strumenti diversi che le famiglie confondono.

Il manifesto raggiunge il paese. Nei nostri Comuni funziona ancora benissimo: le persone leggono le bacheche, soprattutto quelle anziane, che sono anche quelle che vengono al rosario e al funerale.

Il necrologio sul giornale raggiunge chi il manifesto non vede: chi abita in un altro Comune, chi lavorava altrove, chi si è trasferito.

Se la persona ha vissuto sempre nello stesso paese e le sue relazioni erano tutte li’, il giornale aggiunge poco.

Se aveva una professione, un’attivita’, o rapporti sparsi sul territorio, aggiunge parecchio.

Le tre forme

Il necrologio annuncia il decesso e indica luogo e ora del funerale. È quello che serve prima.

La partecipazione è l’espressione di cordoglio di chi non è familiare: colleghi, associazioni, aziende, amici. Si pubblica di solito lo stesso giorno o subito dopo.

L’anniversario ricorda la persona a distanza di tempo, tipicamente a un anno.

I tempi, e sono la cosa più importante

Ogni testata ha un orario di chiusura oltre il quale non si entra nell’edizione del giorno dopo.

Nella pratica significa che se il funerale è domani mattina e decidete il necrologio stasera, non fa in tempo a servire: esce il giorno del funerale o dopo.

La regola: se lo volete, decidetelo appena è fissata la data. Ce ne occupiamo noi, ma il margine è quello.

Quanto costa

Le tariffe dipendono dalla testata, dallo spazio e dalla presenza di una fotografia. Non ne scriviamo qui perché cambiano e una cifra vecchia è peggio di nessuna cifra: chiediamo noi il preventivo aggiornato quando ci dite quale giornale.

Quello che vale la pena sapere è che lo spazio si paga: un testo lungo costa più di uno breve, e il testo breve funziona meglio.

Cosa scriverci

La struttura è consolidata:

  1. La formula di annuncio
  2. Nome, cognome ed età
  3. Chi da’ l’annuncio
  4. Giorno, ora e luogo del funerale
  5. Eventuali indicazioni: non fiori ma opere di bene

Il punto 4 è la ragione per cui il necrologio esiste. Tutto il resto è contorno, e su un giornale il contorno costa.

I nomi

Vale quello che vale per il manifesto: in un paese, chi c’è e chi non c’è viene notato.

Parlatene prima della pubblicazione. Un errore su un giornale non si corregge.

Quando conviene farlo

  • La persona era conosciuta oltre il proprio Comune
  • Aveva una professione o un’attivita’ con molti contatti
  • Faceva parte di associazioni con soci sparsi
  • La famiglia è distribuita su più zone
  • Ci sono persone che non sapreste come avvisare altrimenti

L’ultima riga è quella che conta di più: se esistono persone importanti per il defunto di cui non avete il numero, il giornale è il modo per raggiungerle.

Quando non serve

  • La persona era anziana e ritirata, e le sue relazioni erano nel paese
  • Avete già avvisato tutti quelli che contano
  • La famiglia vuole una cosa riservata
  • Il manifesto copre già chi deve saperlo

In questi casi è una spesa che non produce nulla, e toglierla non è una mancanza di rispetto verso nessuno.

L’annuncio online

È l’alternativa che negli ultimi anni ha preso il posto del giornale per molte famiglie.

Cosa fa meglio: raggiunge chi è lontano, si condivide, permette di lasciare un pensiero, e resta consultabile.

Cosa fa peggio: non raggiunge chi non lo cerca. Un anziano che non usa internet non lo vedra’ mai, e nei nostri paesi sono tanti.

Nella pratica le tre cose insieme — manifesto, annuncio online, e un giro di telefonate — coprono quasi tutti. Il giornale si aggiunge quando serve raggiungere un pubblico più ampio.

Il ringraziamento

Alcune famiglie pubblicano, nei giorni successivi, un ringraziamento a chi ha partecipato o a chi ha assistito il malato.

Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Nei paesi si usa più il manifesto che il giornale, e viene notato.

Se volete nominare qualcuno — una persona che ha assistito, un reparto, un medico — è il posto giusto per farlo.

Cosa facciamo noi

Prepariamo il testo, chiediamo il preventivo alla testata, rispettiamo gli orari di chiusura e seguiamo la pubblicazione.

E vi diciamo una cosa che nessuno dice: se secondo noi non serve, ve lo diciamo. Non è una voce su cui abbia senso spendere per abitudine.

Le testate della zona

Per il nostro territorio le opzioni sono sostanzialmente due: i settimanali locali, che coprono Alba, il Roero e le Langhe, e i quotidiani a diffusione provinciale o regionale.

La scelta dipende da chi volete raggiungere:

Il settimanale locale è letto da chi vive qui, e per una persona conosciuta in zona funziona molto bene. Ha pero’ un limite grosso per un necrologio: esce una volta a settimana. Se il funerale è prima dell’uscita, arriva tardi.

Il quotidiano esce ogni giorno ed è quello che funziona per l’annuncio. Costa di più e raggiunge un pubblico più ampio, ma meno mirato.

Nella pratica: quotidiano per il necrologio, settimanale per il ringraziamento, se lo volete.

La fotografia

Aumenta il costo e aumenta l’attenzione.

Se la mettete, serve un’immagine nitida con il viso ben visibile: in stampa su carta di giornale una foto scura o sgranata rende male, peggio che sul manifesto.

Non deve essere recente per forza. Quella giusta è quella in cui chi la guarda riconosce la persona.

Un errore da evitare

Pubblicare l’orario sbagliato.

Sembra ovvio e succede, perché il necrologio si prepara prima che l’orario sia confermato dalla parrocchia. Su un giornale non si corregge.

Per questo aspettiamo la conferma prima di mandare il testo, anche a costo di andare all’ultimo momento utile.

Le domande che ci fanno

“Quanti ne servono?”

Uno. Il necrologio annuncia il decesso e il funerale: è quello che serve.

Le partecipazioni le pubblicano altri — colleghi, associazioni, aziende — e non sono a carico della famiglia.

“Se non lo faccio sembro tirchio?”

No, e nessuno lo nota. Nei paesi il manifesto è quello che conta; sui giornali si guarda chi si conosce, non chi manca.

“Possiamo pubblicarlo dopo il funerale?”

Si’, e in alcuni casi ha senso: se il funerale è stato riservato ma volete che le persone lo sappiano, un annuncio successivo assolve a quella funzione.

“Chi lo scrive?”

Lo prepariamo noi con voi. Se avete un’idea di cosa scrivere, meglio; se non ce l’avete, proponiamo un testo e lo cambiate.

In sintesi

  • Il manifesto raggiunge il paese, il giornale chi sta fuori
  • Conta la domanda: chi deve saperlo, e dove abita?
  • Gli orari di chiusura sono stretti: decidete appena è fissata la data
  • Il testo breve costa meno e funziona meglio
  • Controllate nomi, data e ora: sul giornale non si corregge
  • Se secondo noi non serve, ve lo diciamo

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Onoranze funebri a Baldissero d’Alba: fra le rocche e le vigne

Baldissero d’Alba dista dieci chilometri da Guarene e sta a trecentottanta metri, in un paesaggio collinare scosceso fra le rocche del Roero. Ha circa mille abitanti, con le localita’ Aprato, Baroli e La Villa, e confina con Corneliano d’Alba, Montaldo Roero, Ceresole Alba, Sommariva del Bosco e Sommariva Perno.

Due chiese, e una che non c’è quasi più

La parrocchiale è Santa Caterina, nel centro storico, ricostruita fra il 1712 e il 1854.

Prima c’era Sant’Antonino, l’antica parrocchiale fondata alla fine dell’VIII secolo alle rocche, fra Aprato e La Villa, un chilometro fuori dall’abitato in mezzo alle vigne. Oggi ne restano i resti absidali del Duecento.

Lo scriviamo per una ragione pratica, non storica: capita che una famiglia abbia legami antichi con un luogo che non è più quello dove si celebra. Se avete un desiderio di questo tipo – una sosta, una benedizione, un momento in un posto che contava per lui – ditecelo. Non sempre è possibile, ma quasi sempre si trova una forma.

L’orario della funzione lo concordiamo noi con il parroco, insieme al resto.

Il cimitero, e le pratiche che facciamo noi

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, e non li trovate scritti qui perché cambiano: li verifichiamo e ve li mettiamo nel preventivo.

Della pratica ci occupiamo noi per intero: la concessione, l’autorizzazione, i tempi con chi tiene il cimitero. È la parte del lavoro che una famiglia non dovrebbe nemmeno vedere, e a Baldissero, dove il territorio è scosceso e le distanze reali sono maggiori di quelle sulla mappa, è anche quella che vi farebbe perdere più tempo.

Otto chilometri fino a Bra

Chi sceglie la cremazione da Baldissero ha il Tempio Crematorio del Cimitero Urbano di Bra a una ottantina di minuti a piedi e a otto chilometri di strada: fra i tragitti brevi della zona.

Questo non rende la scelta più giusta ne’ più facile, e non è una cosa che si decide guardando i chilometri. Cambia solo un aspetto organizzativo: chi vuole essere presente alla partenza del feretro può farlo senza affrontare un viaggio.

Il trasporto resta una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Quando muore qualcuno che aveva ancora dei figli piccoli

È la circostanza più dura, e in un paese di mille abitanti quando succede lo sanno tutti.

Sui bambini vale una cosa sola, e ce la sentiamo di dirla perché l’abbiamo vista molte volte: tenerli fuori non li protegge. Un bambino capisce benissimo che è successo qualcosa, e cio’ che lo spaventa non è la cerimonia, è non sapere cosa stia accadendo intorno a lui mentre tutti piangono e nessuno gli spiega niente.

Se decidete di portarlo, spiegategli prima cosa vedra’ e chi ci sarà, e lasciategli la possibilita’ di uscire in qualsiasi momento con un adulto che resta con lui. Non serve un adulto qualsiasi: serve qualcuno che non abbia bisogno di essere consolato a sua volta, quindi spesso non un genitore.

Sulle parole: evitate le formule che confondono, come dire che si è addormentato o che è partito per un viaggio. Un bambino le prende alla lettera, e per mesi avrà paura di dormire o aspettera’ un ritorno.

Se vi sembra troppo, ditecelo. Non siamo psicologi e non lo diciamo per esserlo: sappiamo pero’ come si organizza una giornata in modo che un bambino ci stia dentro senza restare travolto.

Il paese che partecipa, e come si regge

In un Comune di mille abitanti a un funerale viene quasi tutto il paese, anche chi non era parente. È una cosa bella e insieme faticosa: significa ore in piedi a ricevere condoglianze, ripetendo la stessa frase a duecento persone quando si avrebbe voglia di stare zitti.

Non è obbligatorio reggere tutto. Si può ridurre il tempo della veglia aperta, concentrare il saluto nella funzione, o far ricevere una persona di famiglia al posto vostro mentre restate in disparte. Nessuno si offende, e chi vi vuole bene capisce senza che glielo spieghiate.

C’è poi la parte di cui nessuno parla: dopo, quando il paese torna alla sua vita e voi restate con la casa vuota. Le prime settimane passano ancora qualche visita, poi meno. È normale e non è cattiveria di nessuno.

Se in quei giorni vi accorgete di non farcela, parlarne con il medico di famiglia è una scelta normale come un’altra. E potete chiamarci anche mesi dopo, solo per chiedere come si fa una pratica: non c’è una scadenza oltre la quale non siamo più i vostri.

La strada, e quanto ci mettiamo

Da Guarene sono dieci chilometri, un quarto d’ora scarso a qualunque ora del giorno e della notte.

Il territorio di Baldissero è scosceso e certe strade fra le vigne sono strette: quando chiamate ditecelo, se siete ad Aprato, ai Baroli o alla Villa, e datecene un riferimento visibile. Arrivare al posto giusto la prima volta vale più di qualunque promessa di velocita’.

I manifesti li affiggiamo anche nelle localita’, non solo in centro: chi vive fuori dall’abitato può non passarci per giorni.

Quello che vi diciamo prima

Il preventivo è scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona e arriva alcune settimane dopo il funerale.

Se i soldi sono un problema ditecelo subito: esistono soluzioni dignitose che costano meno, e saperlo prima ci permette di costruire il preventivo di conseguenza.

Non solo Baldissero

Se il vostro Comune non ha una pagina qui, chiamateci lo stesso. Le nostre pagine dicono da dove le persone ci cercano, non fin dove arriviamo.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Fiori per un funerale: cosa si sceglie e cosa cambia

I fiori sono la parte del funerale che si vede di più e che si decide più in fretta, spesso senza sapere cosa si sta scegliendo.

Quattro cose bastano per scegliere bene anche in dieci minuti.

Le composizioni

Il copri-cofano

È la composizione che sta sul feretro. Quella della famiglia più stretta, e la più visibile.

Se dovete scegliere una cosa sola, è questa: un copri-cofano curato vale più di sei composizioni messe insieme in fretta.

Il cuscino

Più piccolo, spesso di figli o nipoti, appoggiato sul cofano o accanto.

La corona

La forma tradizionale con il nastro, tipicamente di parenti, colleghi, associazioni.

Le composizioni da terra

Accompagnano l’ingresso o l’altare.

L’addobbo della chiesa

Segue quello che la parrocchia consente, e le indicazioni non sono uguali ovunque: alcune chiese limitano le composizioni sull’altare o nella navata.

Chiediamo noi prima di ordinare.

La stagionalita’: conta più di quanto sembri

Un fiore fuori stagione costa il doppio, arriva meno fresco, e a volte non arriva affatto.

Cosa funziona nei nostri mesi:

Stagione Fiori che reggono
Autunno Crisantemi, dalie, ortensie tardive
Inverno Rose, gigli, orchidee, verde strutturale
Primavera Peonie, tulipani, ranuncoli, ortensie
Estate Gigli, rose, girasoli, gerbere

Il verde — eucalipto, felci, foglie strutturali — regge la composizione e la fa sembrare più ricca senza aumentare la spesa. È il consiglio più utile di questa pagina.

Il crisantemo

In Italia è il fiore dei defunti per convenzione, ed è perfetto in autunno. In altri Paesi non ha lo stesso significato: se ci sono parenti stranieri, può generare qualche sorpresa.

Non è un problema, ed è una cosa che vale la pena sapere.

I colori

Il bianco resta il più scelto: sobrio, adatto a tutto.

Il rosa e il pesca addolciscono, e si usano spesso per le donne.

Il rosso è forte e va usato con criterio: funziona per un coniuge, meno in generale.

I colori accesi si scelgono per una persona giovane, o per chi era così.

Non c’è una regola: c’è quello che somiglia alla persona. Un girasole per chi passava le giornate in campagna dice più di una composizione perfetta.

Le alternative ai fiori

Sempre più famiglie chiedono che al posto dei fiori si faccia un’offerta a un’associazione: quella che ha seguito il malato, un ente del paese, la parrocchia.

Si scrive sul manifesto e sull’annuncio. La formulazione ha il suo peso: deve essere chiara senza sembrare un rifiuto verso chi i fiori li avrebbe portati volentieri.

Alcune famiglie scelgono una via di mezzo: solo il copri-cofano della famiglia, e per gli altri l’offerta.

Se volete mandare fiori

È la domanda di chi partecipa, non della famiglia.

  • Se sul manifesto c’è scritto “non fiori”, rispettatelo: è una scelta, non una formalita’
  • Se non è indicato nulla, i fiori vanno bene
  • Un biglietto scritto a mano, firmato in modo riconoscibile
  • Se non sapete a chi rivolgervi, potete passare da noi: ci coordiniamo perché arrivino nel posto giusto all’ora giusta

I tempi

Le composizioni vanno ordinate appena la data è fissata.

In alta stagione o durante le festivita’ il margine si stringe e la scelta si riduce sensibilmente.

Cosa succede ai fiori dopo

È una domanda che nessuno fa e che poi si pone.

Dopo la cerimonia le composizioni vengono in genere portate al cimitero e collocate sulla sepoltura. Durano pochi giorni, poi vengono rimosse dal personale.

Alcune famiglie chiedono di portarne una parte a casa, o di donarle a una chiesa o a una struttura. Si può fare: ditecelo prima.

Il fiore dal giardino

Nei nostri paesi capita, e funziona più di quanto si creda.

Un fiore preso dal suo giardino, o dalla vigna, o dal campo dove lavorava, posato sul feretro da chi lo conosceva, è uno dei gesti che le persone ricordano.

Non costa niente ed è più suo di qualunque composizione.

Quante composizioni servono davvero

È la domanda che nessuno fa e su cui si spende senza criterio.

Situazione Cosa basta
Funerale sobrio Il solo copri-cofano
Funerale in chiesa Copri-cofano più due composizioni all’altare
Con molte persone attese Aggiungere l’ingresso
Cerimonia civile in sala Copri-cofano e un allestimento leggero

Oltre, si accumula senza che si veda la differenza.

Chi manda i fiori

Nella pratica arrivano da parenti, colleghi, associazioni, vicini. La famiglia non deve coordinarli: arrivano e vengono collocati.

Quello che vale la pena fare è tenere i biglietti: nelle settimane successive nessuno ricorda chi ha mandato cosa, e servono per i ringraziamenti.

Li raccogliamo noi e ve li consegniamo.

I fiori e le altre tradizioni religiose

Non tutte le confessioni prevedono i fiori allo stesso modo, e in alcune non sono previsti affatto.

Se il funerale segue un rito diverso da quello cattolico, chiedete prima: è una delle cose in cui si sbaglia in buona fede.

Il nastro

È il dettaglio che identifica chi manda la composizione: “i figli”, “i nipoti”, “i colleghi dell’ufficio”, “la bocciofila”.

Va deciso al momento dell’ordine. Se non sapete come formularlo, la regola è semplice: come vi chiamerebbe il defunto.

Fiori per una persona giovane

Le convenzioni sui colori valgono meno, e molte famiglie scelgono composizioni chiare e vivaci, o fiori legati a qualcosa che la persona amava.

Non c’è nulla di irrispettoso: è spesso quello che chi partecipa ricorda.

Se il funerale è molto vicino

Quando la data è fissata a meno di ventiquattro ore, la scelta si riduce a quello che il fiorista ha in negozio.

Non è un problema, ma vale la pena saperlo per non aspettarsi qualcosa di particolare. In quei casi il consiglio è semplice: una composizione ben fatta con i fiori disponibili, invece di una complicata fatta di corsa.

Il significato dei fiori, in breve

Non è un codice rigido e nessuno lo verifica, ma qualche riferimento aiuta a scegliere:

Fiore Associato a
Giglio bianco Purezza, il più classico nel rito cattolico
Rosa bianca Affetto, rispetto
Rosa rossa Amore, tipicamente da un coniuge
Crisantemo In Italia, il fiore dei defunti
Garofano Ricordo
Orchidea Eleganza sobria, dura a lungo
Gerbera, girasole Vitalita’, per chi era così

L’ultima riga è quella che vale più delle altre: il fiore giusto è quello che somiglia alla persona, non quello che sta nel codice.

Cosa chiedere a noi

Se non sapete cosa scegliere, ditecelo: proponiamo noi due o tre soluzioni in base alla stagione, allo spazio e a quanto volete spendere.

Non serve sfogliare un catalogo in un giorno in cui non si riesce a decidere niente.

Se non volete fiori affatto

È una scelta legittima e sempre più frequente, e non lascia il funerale spoglio: una candela, una fotografia, un oggetto suo bastano.

Va scritto sul manifesto, altrimenti arrivano comunque.

Una nota per chi coltiva

Nelle nostre zone molte famiglie hanno un giardino o un orto.

Un mazzo raccolto la mattina stessa, anche imperfetto, posato sul feretro da un nipote, è una delle cose che chi partecipa ricorda — e nessun fiorista può fornirlo.

Se volete farlo, ditecelo: lo teniamo da parte e lo collochiamo al momento giusto.

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Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Quanto costa una cremazione, voce per voce

La cremazione viene spesso presentata come la scelta economica. È vero solo in parte, e dipende da cosa si mette nel confronto.

Ecco le voci, separate per chi le incassa.

I tre blocchi

1. Il servizio funebre

È la parte che riguarda l’impresa, ed è identica a quella di un funerale con sepoltura:

  • Feretro — obbligatorio anche per la cremazione
  • Vestizione e composizione
  • Trasporto
  • Personale
  • Disbrigo pratiche
  • Eventuale allestimento della camera ardente

2. La tariffa dell’impianto

È la voce che la sepoltura non ha. La stabilisce il gestore del crematorio.

Può variare in base a fattori tecnici, e va chiesta caso per caso.

3. I diritti comunali

  • Autorizzazione alla cremazione
  • Eventuale autorizzazione al trasporto verso l’impianto
  • Diritti per la collocazione dell’urna in cimitero
  • Concessione della celletta cineraria, se acquistata

Le voci solo della cremazione

Voce Obbligatoria?
Tariffa dell’impianto Si’
Urna Si’, ma quella di consegna è inclusa
Trasporto all’impianto Si’
Celletta cineraria Solo se scegliete il cimitero
Pratica di affidamento Solo se l’urna resta in famiglia
Autorizzazione alla dispersione Solo se scegliete quella

Il confronto reale con la sepoltura

Ed è qui che il discorso cambia, perché dipende quasi interamente da una sola variabile: se va acquistata una concessione.

Se avete già una tomba di famiglia

La sepoltura tradizionale è spesso meno costosa: nessuna tariffa d’impianto, nessuna celletta da comprare.

Se dovete acquistare un loculo

La cremazione è quasi sempre più contenuta. Una concessione pluridecennale è spesso la voce più alta di tutto il funerale, e una celletta cineraria costa molto meno.

Se scegliete l’inumazione in campo comune

È la soluzione con il costo iniziale più basso in assoluto, inferiore anche alla cremazione.

Ha pero’ una scadenza: al termine del turno serve una decisione e una spesa, a carico di chi ci sarà allora.

Il costo negli anni, che nessuno confronta

Spese future
Inumazione Esumazione a fine turno, poi ossario o celletta
Loculo Rinnovo della concessione, poi estumulazione
Celletta cineraria Rinnovo, importi in genere più contenuti
Urna in tomba di famiglia Segue le sorti della tomba
Affidamento in casa Nessuna spesa, ma va prevista una destinazione futura
Dispersione Nessuna spesa successiva

Sul lungo periodo la cremazione riduce sia le spese sia il numero di decisioni che ricadranno su figli e nipoti. Per molte famiglie è questo, più del prezzo di oggi, l’argomento decisivo.

Dove si può risparmiare senza togliere dignita’

  • Il feretro. Per la cremazione quello semplice in legno chiaro non è un ripiego: è tecnicamente il più adatto. È la voce su cui, a distanza di mesi, le famiglie dicono più spesso di aver speso senza motivo.
  • L’urna. Quella di consegna è inclusa e può essere sostituita in seguito, con calma.
  • I fiori. Una composizione curata vale più di sei messe insieme in fretta.
  • I necrologi sui giornali.
  • La lapide, che si fa dopo.

Dove non si risparmia

Tariffa dell’impianto, diritti comunali, feretro, trasporto, pratiche. Sono il funerale.

La domanda da fare a chiunque

“Questo preventivo comprende la tariffa dell’impianto e i diritti comunali?”

È la domanda che scopre la maggior parte delle differenze fra due preventivi per una cremazione. Se la risposta è vaga, chiedete che ve la scrivano.

Il nostro preventivo

Lo consegniamo scritto, con i tre blocchi separati, prima che decidiate. Se una cifra è fuori dalle vostre possibilita’, ditelo subito: si lavora sulle voci che si possono togliere, e sono più di quante pensiate.

Un caso pratico, per capire il confronto

Due famiglie della stessa via, stesso Comune, stesso mese.

Famiglia A ha una tomba di famiglia con un posto libero. Sceglie la sepoltura tradizionale: paga il servizio funebre e i diritti per la tumulazione. Nessuna concessione da acquistare.

Famiglia B non ha nulla al cimitero. Se sceglie il loculo deve acquistare una concessione pluridecennale, che diventa la voce più alta del funerale. Se sceglie la cremazione con celletta cineraria, paga la tariffa dell’impianto ma una concessione molto più contenuta.

Stesso Comune, stesso servizio, esiti economici molto diversi. È il motivo per cui una cifra data al telefono senza sapere questa informazione non significa nulla.

Le tre domande che determinano il costo

  1. Avete già un posto al cimitero? È la variabile che pesa più di tutte.
  2. In quale Comune? Le tariffe non sono uniformi nella zona.
  3. Dove andranno le ceneri? Celletta, tomba di famiglia, affido e dispersione hanno costi diversi.

Con queste tre risposte il preventivo diventa preciso. Senza, è un’ipotesi.

Cosa chiedere all’impianto

Se volete verificare da soli, le domande utili sono:

  • Qual è la tariffa per la cremazione di una salma?
  • Ci sono differenze di tariffa per residenti e non residenti?
  • È inclusa l’urna di consegna?
  • Quali sono i tempi attuali di attesa?

Le rispondono senza problemi, e sono le stesse che facciamo noi.

Le agevolazioni e i contributi

Come per qualunque funerale, valgono:

  • La detrazione fiscale delle spese funebri, con fattura intestata a chi paga e pagamento tracciabile
  • Le eventuali prestazioni previdenziali, da verificare al patronato
  • Le coperture assicurative: polizze vita, mutui, carte di credito
  • L’intervento del Comune, nei casi previsti

Attenzione a una cosa che riguarda specificamente la cremazione: la celletta cineraria è una concessione, e come tale non rientra fra le spese funebri detraibili. Chiedete che sia una voce separata in fattura.

Il riepilogo

  • Il feretro serve anche per la cremazione, ed è obbligatorio
  • La tariffa dell’impianto è la voce che la sepoltura non ha
  • La concessione, quando va acquistata, è quasi sempre la voce più alta del funerale
  • Sul lungo periodo la cremazione riduce spese e decisioni future
  • Il confronto ha senso solo a parita’ di Comune e di destinazione

Se la cifra è fuori portata

Ditelo alla prima conversazione, non alla fine. Non è una richiesta imbarazzante e non cambia il modo in cui vi trattiamo: cambia solo quello che vi proponiamo.

Le leve reali, in ordine di quanto pesano:

  1. La destinazione delle ceneri: il cinerario comune non comporta l’acquisto di una concessione
  2. Il feretro: per la cremazione quello semplice è anche il più adatto
  3. L’urna: quella di consegna è inclusa
  4. Fiori, necrologi, ricordini: si tolgono senza che nessuno lo noti
  5. La verifica di contributi e coperture assicurative

Con queste cinque cose la differenza fra un preventivo e l’altro può essere molto ampia, e nessuna di esse toglie dignita’ al funerale.

Perché non trovate un prezzo scritto qui

Ce lo chiedono spesso: perché non mettete una cifra sul sito?

Perché una cifra scritta senza sapere il Comune, il tipo di destinazione e se serve acquistare una concessione sarebbe falsa, e ve ne accorgereste al primo preventivo vero.

Chi pubblica un prezzo tondo per un funerale sta indicando una configurazione precisa che quasi mai coincide con la vostra, e quasi sempre lascia fuori i diritti comunali.

Quello che possiamo fare, e facciamo, è darvi una fascia con le condizioni già al telefono: con questo tipo di cerimonia, in questo Comune, con questa destinazione delle ceneri, si sta in una certa fascia. Poi lo scriviamo, voce per voce.

È meno comodo di un numero sul sito, ed è l’unico modo di dire qualcosa di vero.

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Cremazione o sepoltura: come si decide, senza pentirsene

Non c’è una risposta giusta, e chiunque ve la dia con troppa sicurezza sta parlando di se’.

Quello che si può fare è mettere in fila le differenze reali, comprese quelle che emergono anni dopo e che quasi nessuno considera al momento della scelta.

Se la persona ha detto qualcosa, è finita li’

Se il defunto aveva espresso una volonta’, quella è la risposta e non c’è altro da valutare.

Il resto di questa pagina serve per quando non l’ha detto, o per chi sta decidendo per se’.

Il confronto, voce per voce

Cremazione Sepoltura
Autorizzazione Serve provare la volonta’ Nessun consenso richiesto
Tempi Qualche giorno in più Più rapidi
Costo iniziale Tariffa impianto, niente concessione lunga Concessione, spesso la voce più alta
Spazio al cimitero Minimo Fossa o loculo
Scadenze future Ridotte Rinnovo, esumazione, ossario
Trasporto altrove Semplice Complesso e costoso
Luogo dove tornare Dipende dalla destinazione Sempre presente
Reversibilita’ Nessuna I resti restano

Le tre cose che pesano davvero

1. Ci sarà un luogo dove tornare?

È la domanda più importante e la meno considerata.

Con la sepoltura c’è sempre. Con la cremazione dipende: una celletta o una tomba di famiglia lo sono, la dispersione no.

Chi sceglie la dispersione lo fa spesso perché non attribuisce importanza al luogo — ma quella scelta vale anche per gli altri familiari, che potrebbero averne bisogno. Nipoti compresi, che oggi magari sono bambini.

2. Chi se ne occupera’ fra vent’anni?

Una tomba richiede manutenzione, rinnovi, decisioni alla scadenza del turno.

Se la famiglia è sparsa o non c’è nessuno che possa seguirla, la cremazione riduce sensibilmente il carico su chi resta.

3. Cosa dice la storia della famiglia

Se esiste una tomba di famiglia con dentro i genitori e i nonni, la scelta di uscirne pesa più di quanto sembri sul momento.

Va detto che le due cose non sono in contrasto: un’urna può essere collocata nella tomba di famiglia, dove il regolamento lo consente. Molte famiglie della zona fanno esattamente così.

I costi, con onesta’

La cremazione ha una tariffa d’impianto che la sepoltura non ha. In compenso evita l’acquisto di una concessione pluridecennale, che è quasi sempre la voce più alta di un funerale.

Sul lungo periodo la cremazione ha anche meno scadenze: niente rinnovo di loculo, niente estumulazione, niente celletta ossario da acquistare al termine del turno.

Le cifre dipendono dal Comune e ve le diciamo caso per caso.

Cosa non dovrebbe entrare nella decisione

  • Cosa penseranno in paese. Sono scelte private, e nessuno le commenta come si temeva.
  • La religione, come ostacolo. La Chiesa cattolica ammette la cremazione, e il funerale si celebra normalmente.
  • L’idea che una sia più rispettosa. Non lo è.
  • La fretta. Se non riuscite a decidere, si procede con la sepoltura, che non richiede consenso e non chiude nessuna porta: la cremazione dei resti resta possibile in seguito.

L’ultimo punto è quello più utile in una famiglia divisa: la sepoltura non è definitiva quanto la cremazione, e permette di rimandare una decisione che non riuscite a prendere in tre giorni.

Le domande da farsi, in ordine

  1. Lui o lei aveva detto qualcosa?
  2. Siamo tutti d’accordo? (Serve, per la cremazione.)
  3. C’è già una tomba di famiglia, e c’è posto?
  4. Qualcuno ha bisogno di un luogo dove andare?
  5. Chi se ne occupera’ negli anni?
  6. Cosa cambia sul costo, nel nostro Comune?

Sei domande, dieci minuti. È molto più di quanto la maggior parte delle famiglie riesce a fare, ed evita quasi tutti i pentimenti.

Se state decidendo per voi

Fatelo, e ditelo.

La scelta più generosa che potete fare per i vostri figli non è scegliere l’una o l’altra: è non lasciare che debbano indovinare, in tre giorni, in mezzo al dolore, magari litigando fra loro.

La conversazione fra fratelli

Quando la scelta ricade sui figli e nessuno sa cosa voleva il genitore, il rischio non è scegliere male: è rompere qualcosa.

Alcune cose che aiutano:

Fatela il primo giorno. Non il terzo, non davanti alla bara. Il periodo di osservazione serve anche a questo.

Partite da lui, non da voi. La domanda non è “cosa preferisco io”, ma “cosa avrebbe voluto lui”. Sposta la discussione su un terreno dove nessuno deve avere ragione.

Chiedete a chi lo frequentava. Un amico, un vicino, il parroco: capita spesso che lo avesse detto a qualcuno fuori dalla famiglia.

Se non si trova un accordo, scegliete la sepoltura. Non richiede consenso unanime, e non chiude nessuna porta: la cremazione dei resti resta possibile in seguito. È la via d’uscita che salva i rapporti.

Le situazioni in cui la cremazione risolve un problema pratico

  • Nel cimitero non ci sono loculi disponibili
  • La famiglia è sparsa e nessuno potrà occuparsi di una tomba
  • Il defunto va riportato da lontano: l’urna si trasporta con molta più semplicita’
  • C’è una tomba di famiglia piena, dove un’urna entra e un feretro no
  • Le disponibilita’ economiche sono limitate e non c’è una concessione da acquistare

E quelle in cui la sepoltura è più sensata

  • Esiste una tomba di famiglia con posto
  • La famiglia vive in paese e la cura della tomba fa parte delle abitudini
  • Ci sono familiari contrari alla cremazione
  • Non si riesce a decidere: è la scelta che lascia aperte più strade

Una nota per chi decide per se’

Se state leggendo per voi, la cosa più utile che potete fare non è scegliere: è mettere per iscritto quello che avete scelto e dirlo a due persone.

Costa mezz’ora. E toglie ai vostri figli una discussione che, se capita, si ricorderanno per anni.

Cosa succede negli anni, con l’una e con l’altra

È la parte che nessuno considera al momento della scelta e che pesa per decenni.

Con la sepoltura in terra

Al termine del turno di rotazione il Comune procede all’esumazione, e la famiglia decide: ossario comune, celletta ossario, tomba di famiglia, o cremazione dei resti.

Significa una decisione e una spesa, fra dieci anni circa, a carico di chi ci sarà allora.

Con il loculo

La concessione ha una scadenza, e va rinnovata o si estingue. L’avviso arriva all’indirizzo depositato, che dopo trent’anni spesso non esiste più.

Con la cremazione

Se l’urna è in una celletta, vale la stessa logica delle concessioni, con importi in genere più contenuti.

Se è in una tomba di famiglia, segue quella. Se è in affidamento, va prevista una destinazione quando l’affidatario a sua volta non ci sarà più.

La conclusione onesta

Nessuna delle due è “per sempre” senza che qualcuno se ne occupi.

Chi vi dice il contrario semplifica. La domanda giusta non è quale scegliere, ma chi ci sarà fra vent’anni a prendere la decisione successiva — e se gli state lasciando qualcosa di gestibile.

Se volete parlarne prima

Molte persone ci chiamano per capire come funziona quando ancora non serve, per se’ o per un genitore. Non è morboso e non porta sfortuna: è la scelta di chi non vuole che i figli debbano indovinare in tre giorni.

Nessun impegno, nessuna firma, nessun costo. Solo le informazioni per decidere con calma.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Come si sceglie un’urna cineraria

L’urna si sceglie dopo la cremazione, con più calma di tutto il resto. Ma la decisione che la determina va presa prima: dove finiranno le ceneri.

Da quella dipende tutto il resto.

Prima la destinazione, poi l’urna

Destinazione Cosa conta nell’urna
Celletta o loculo al cimitero Misure compatibili, durata nel tempo
Tomba di famiglia Misure, coerenza con il resto
Affidamento in casa Aspetto, perché stara’ in una stanza
Dispersione Urna adatta all’operazione, spesso biodegradabile
Interramento in area dedicata Materiale biodegradabile

Le misure: il controllo che evita il problema

Gli spazi cinerari dei cimiteri hanno dimensioni standard, e non tutte le urne ci entrano.

È il tipo di scoperta peggiore: si fa il giorno della tumulazione, davanti alla famiglia riunita.

Verifichiamo noi le misure di quel cimitero prima dell’acquisto. Due minuti di telefonata.

I materiali

Ceramica e porcellana

I più diffusi. Ampia scelta di forme, colori e decori. Buona durata, ma fragili agli urti.

Marmo e pietra

Pesanti e molto durevoli. Adatti al cimitero, dove nessuno li sposta. Meno pratici in casa.

Metallo

Ottone, acciaio, bronzo, alluminio. Resistenti, sobri, spesso i più adatti a stare all’aperto.

Legno

Caldo alla vista, adatto a chi tiene l’urna in casa. Meno indicato per ambienti umidi.

Vetro e ceramiche d’autore

Meno frequenti, per chi cerca un oggetto particolare. Verificare sempre le misure.

Materiali biodegradabili

Cellulosa, sale, sabbia compressa, fibre naturali. Pensati per dispersione o interramento: si dissolvono in tempi definiti.

Le urne biodegradabili, con un avvertimento

Sono la novita’ di questi anni e a molte famiglie parlano più di qualunque altra soluzione: alcune sono concepite per accogliere un seme o essere interrate accanto a un albero.

Attenzione a un punto: l’urna biodegradabile non rende lecita la dispersione o l’interramento. È l’autorizzazione a farlo, e va ottenuta prima.

Comprare un’urna per un albero e scoprire poi che in quel luogo non si può è una delusione evitabile.

Personalizzazione

  • Incisione di nome e date
  • Targa applicata
  • Fotoceramica
  • Simboli o elementi legati alla persona

Per le urne destinate al cimitero valgono i regolamenti cimiteriali, che possono limitare elementi applicati e dimensioni. Anche qui: verifichiamo prima.

Le urne piccole da ricordo

Esistono contenitori di piccole dimensioni pensati per conservare una parte simbolica delle ceneri.

Va detto con chiarezza: la normativa non prevede la suddivisione dell’urna, e la prassi corrente è che le ceneri restino un insieme unico con una sola destinazione.

È una domanda che ci viene fatta spesso, soprattutto da famiglie con figli in città diverse, e la risposta va data prima che qualcuno acquisti qualcosa.

Un’alternativa che molte famiglie trovano soddisfacente: oggetti commemorativi — un ciondolo con un’incisione, una fotografia, un piccolo memoriale — che non contengono ceneri ma svolgono la stessa funzione affettiva.

Quanto costa

La forbice è ampia: si va da urne semplici in materiale essenziale a pezzi lavorati in pietra o d’autore.

Come per il feretro, la differenza di prezzo è molto più visibile sul listino che sul risultato. Un’urna sobria e ben fatta regge meglio nel tempo di una carica di dettagli.

Se l’urna resta in casa

Qualche considerazione pratica che nessuno fa e che poi conta:

  • Sceglietela guardandola: stara’ in una stanza dove passate ogni giorno
  • Pensate dove la metterete, prima di comprarla
  • Verificate che sia stabile, se ci sono bambini o animali
  • Ricordate che l’affidamento comporta obblighi: custodia integra, luogo dichiarato, comunicazione dei cambi

Non c’è fretta

L’urna standard di consegna dell’impianto può essere sostituita in un secondo momento.

Se in quei giorni non riuscite a scegliere, non sceglierete male: sceglierete dopo.

Quando l’urna va in una tomba di famiglia

È una soluzione che molte famiglie della zona scelgono e che risolve più problemi di quanti ne crei: si mantiene il legame con i propri, si conserva un luogo dove tornare, e si occupa poco spazio.

Due verifiche da fare prima:

Il regolamento del cimitero deve consentire la collocazione di urne in quel tipo di manufatto. Quasi sempre è così, ma non ovunque.

L’intestazione della concessione deve consentire a quella persona di esservi accolta, come per qualunque altra sepoltura.

Ce ne occupiamo noi, prima di confermare qualunque data.

Le urne per l’interramento

Se la destinazione è un’area dedicata all’interramento — alcuni cimiteri ne hanno — serve un’urna in materiale che si degradi in tempi definiti.

Chiedete in quanto tempo il materiale si dissolve: le indicazioni variano molto fra i prodotti, e alcune aree cimiteriali hanno requisiti precisi.

Manutenzione, per chi la tiene in casa

Poco da fare, ma qualche accorgimento aiuta:

  • Evitare fonti di calore dirette e umidita’ eccessiva
  • Pulire con un panno morbido asciutto: niente detergenti aggressivi su metalli e finiture
  • Verificare la stabilita’ del punto d’appoggio
  • Non aprire il sigillo: l’urna in affidamento deve restare integra

Se un giorno cambiate idea

Un’urna in affidamento può essere collocata in cimitero in un secondo momento, con la relativa pratica.

Il contrario — passare dal cimitero all’affido — è possibile in alcuni casi. La dispersione e il conferimento al cinerario comune, invece, sono definitivi.

Sapere che l’affidamento non è una scelta irreversibile toglie pressione al momento della decisione: si può cominciare da li’ e sistemare dopo, con calma.

Quanto durano, davvero

Materiale Durata Dove sta meglio
Marmo, granito Molto lunga Cimitero, anche all’aperto
Bronzo, ottone, acciaio Molto lunga Cimitero e casa
Ceramica, porcellana Lunga, fragile agli urti Celletta, interno casa
Legno Buona in ambiente asciutto Casa
Vetro Buona, delicata Casa
Biodegradabili Da mesi a pochi anni Dispersione, interramento

L’ultima riga è l’unica in cui la breve durata è il pregio e non il difetto: sono urne fatte per sparire.

L’errore più comune

Comprare l’urna prima di sapere dove andra’.

Succede spesso, perché l’urna è l’unica cosa che si può scegliere con calma e le famiglie ci si dedicano volentieri. Ma se poi la celletta è più piccola, o la destinazione cambia, si ricomincia.

Prima la destinazione, poi le misure, poi l’urna. In quest’ordine non si sbaglia.

Le domande da farci prima di acquistare

  • Quali misure accetta la celletta o il loculo in quel cimitero?
  • Il regolamento consente fotoceramica o elementi applicati?
  • Se l’urna va in una tomba di famiglia, la concessione lo consente?
  • Se è prevista la dispersione, quale materiale è richiesto?
  • Se resta in casa, quali obblighi comporta l’affidamento?

Sono cinque verifiche che facciamo noi in una telefonata, e che evitano l’unico errore davvero fastidioso: un’urna comprata e non utilizzabile.

Non c’è nessuna fretta

L’urna di consegna dell’impianto può essere sostituita in seguito. Se in quei giorni non riuscite a scegliere, sceglierete dopo — e sceglierete meglio.

Il cofano per la cremazione, una nota collegata

Molte famiglie non lo sanno e vale la pena dirlo qui: il feretro serve anche per la cremazione, ed è obbligatorio.

Conviene sceglierlo semplice, in legno chiaro, senza parti metalliche o sintetiche non necessarie. Non è una scelta di risparmio: è quella tecnicamente più adatta, e in molti casi è anche quella che la persona avrebbe voluto.

Spendere su un feretro destinato alla cremazione è l’unica voce di un funerale su cui, a distanza di mesi, le famiglie dicono più spesso di aver speso senza motivo.

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Come si sceglie un’impresa funebre: cosa guardare davvero

È una scelta che quasi tutti fanno una o due volte nella vita, senza esperienza e nel giorno peggiore.

Questa pagina prova a dare qualche criterio. Vale per chiunque, noi compresi.

Prima di tutto: la scelta è vostra

Nessuno può farla al posto vostro. Non un ospedale, non una casa di riposo, non un ente.

Se qualcuno si presenta prima che abbiate chiamato, potete dire semplicemente che deciderete voi. Non serve giustificarsi.

Cosa si può verificare PRIMA

Sono quattro cose, e si controllano in una telefonata.

1. Chi risponde, e a che ora

Chiamate e sentite chi vi risponde. È una persona dell’impresa o un centralino? Sarà la stessa che vi seguira’?

Alle tre di notte questa è la differenza principale fra un’impresa e un’altra.

2. Quanto ci mettono ad arrivare

Chiedetelo esplicitamente, e chiedete da dove partono. Un’impresa che opera nel vostro paese ha tempi diversi da una che arriva da trenta chilometri.

3. Se vi danno un preventivo scritto

È il criterio più oggettivo che esista, ed è quello che dice di più.

Chiedete un preventivo voce per voce, prima che venga fatto qualunque cosa. Chi lo consegna chiaro e senza mettere fretta sta già dicendo qualcosa di se’.

4. Se vi dicono cosa NON fanno

Quasi nessuna impresa fa tutto internamente: lapidi, tanatoestetica, casa funeraria, trasporti internazionali passano spesso da terzi.

Non è un difetto. È un difetto non dirlo. Chi vi dice cosa non fa, probabilmente vi sta dicendo il vero anche sul resto.

Cosa si scopre solo DOPO

Va detto con onesta’: la parte più importante non è verificabile in anticipo.

Come trattano la famiglia. Se hanno pazienza quando non riuscite a decidere. Se vi spiegano cosa succedera’ o vi lasciano in mezzo alle cose senza dire niente. Se, quando qualcosa va storto, ve lo dicono.

L’unico indizio disponibile prima è come si comportano nella prima telefonata.

Le domande giuste

  1. Il preventivo comprende i diritti comunali del Comune di sepoltura?
  2. Quali voci sono facoltative? Me le elenca?
  3. Cosa non fate internamente?
  4. Chi risponde di notte?
  5. Da dove partite quando vi chiamo?

La seconda è quella che nessuno fa e che abbassa il totale più di qualunque trattativa: chiedendo l’elenco, si toglie quello che non serve senza dover discutere su niente.

I criteri che contano meno di quanto sembri

L’ufficio bello

Il lavoro si fa a casa vostra, in ospedale, in Comune e al cimitero. L’ufficio lo vedrete forse una volta.

Il catalogo ricco

Le scelte che contano sono poche. Un catalogo con quaranta modelli di cofano non aiuta a decidere: complica.

La dimensione dell’impresa

Grande o piccola non è un criterio di qualità: sono modelli diversi.

Una grande ha più mezzi e più personale. Una piccola ha una persona sola che vi segue dall’inizio alla fine. Scegliete quello che vi serve.

Il prezzo più basso in assoluto

Se è molto più basso degli altri, quasi sempre non comprende i diritti comunali — che nessuno può scontare, perché non li incassa l’impresa.

Cosa cambia fra chi è del posto e chi no

È il criterio meno considerato e uno dei più concreti.

Un’impresa che lavora abitualmente nel vostro Comune sa cose che le altre devono chiedere:

  • Quali giorni e orari riceve quell’ufficio — e nei paesi cambiano parecchio
  • Se le pratiche cimiteriali hanno una finestra settimanale
  • Com’è fatto quel cimitero: accessi, spazi per il corteo, dove sono le tombe
  • Se il Comune ha più sepolture di frazione
  • Chi è il parroco e come si concorda un orario

Non è folklore: è la differenza fra scoprire un ostacolo il primo giorno o il giorno prima del funerale.

Quello che non dovete accettare

  • Che vi si chieda di firmare subito
  • Che il preventivo sia un totale unico senza dettaglio
  • Che si sia vaghi sui diritti comunali
  • Che si faccia leva su cosa “si deve” alla persona morta

L’ultimo è il più subdolo, perché usa il senso di colpa. Un funerale sobrio non è una mancanza di rispetto verso nessuno.

Se avete già scelto e vi pentite

Dipende da cosa è già stato fatto: le prestazioni eseguite vanno riconosciute.

Ma se è passata poco tempo, parlatene apertamente. Un’impresa seria non trattiene nessuno.

La cosa più importante

Non decidete nella prima mezz’ora.

Non c’è nessuna ragione tecnica: fra il decesso e la sepoltura devono passare 24 ore di osservazione, e in quelle ore non deve succedere niente di irreversibile.

Chi vi mette fretta vi sta chiedendo qualcosa che non serve.

Se il decesso è avvenuto lontano

Cambia una cosa: entrano in gioco due imprese, una sul posto e una qui.

La domanda giusta da fare è: chi è il mio interlocutore?

Se incaricate un’impresa della vostra zona, dovrebbe essere lei a coordinare tutto, compresa la parte che esegue materialmente qualcun altro. Non dovete essere voi a tenere insieme due fornitori in un momento del genere.

Se vi rispondono che dovete parlare anche con l’altra, è un’informazione utile.

Le cose su cui non si transige

Al di la’ dei criteri di scelta, ci sono comportamenti che valgono per chiunque:

  • Il backup prima di toccare qualcosa non riguarda voi, ma il metodo generale è lo stesso: le cose irreversibili si fanno con cautela
  • Il defunto va trattato con cura, e voi potete chiedere di esserci
  • Le vostre volonta’ vengono prima delle abitudini dell’impresa
  • Se qualcosa va storto, ve lo devono dire

L’ultimo punto è quello che distingue davvero, e purtroppo si verifica solo quando succede.

In sintesi

  • La scelta è vostra, sempre
  • Verificate chi risponde di notte e da dove partono
  • Chiedete il preventivo scritto, voce per voce
  • Chiedete cosa non fanno internamente
  • Chiedete l’elenco delle voci facoltative
  • Chi è del posto conosce uffici e cimiteri: non è folklore
  • Non decidete nella prima mezz’ora

Una cosa onesta, per chiudere

Questa pagina la scrive un’impresa funebre, e questo va tenuto presente leggendola.

Abbiamo provato a scrivere i criteri che useremmo noi se dovessimo scegliere, non quelli che ci fanno comodo. Alcuni ci mettono in svantaggio: non abbiamo una casa funeraria, non facciamo le lapidi internamente, e siamo piccoli.

Se dopo aver letto chiamate qualcun altro, va bene. Quello che ci interessa è che scegliate sapendo cosa guardare, invece che perché è arrivato per primo qualcuno che non avevate chiamato.

Se dovete scegliere adesso

Se state leggendo questa pagina perché è appena successo, tre cose e basta:

  1. Chiamate e sentite chi vi risponde
  2. Chiedete il preventivo scritto prima che venga fatto qualcosa
  3. Non firmate stanotte

Tutto il resto si valuta domani, con più calma di quanta ne abbiate adesso.

E se avete già deciso

Va bene. Questa pagina non serve a farvi cambiare idea.

Serve a darvi le tre domande da fare comunque: preventivo scritto, diritti comunali compresi, elenco delle voci facoltative.

Valgono con chiunque abbiate scelto.

Il numero, se vi serve

0173 611582 — agenzia, in orario
329 971 9194 — di notte e nei festivi chiamate questo

Potete chiamare anche solo per chiedere come funziona una cosa, senza aver deciso niente.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Chi si presenta da solo dopo un decesso: come difendersi

Nei giorni dopo un decesso una famiglia è nella condizione peggiore per prendere decisioni economiche: è in stato di shock, ha fretta, e non sa come funziona.

È anche il momento in cui può arrivare qualcuno che lo sa.

Questa pagina serve a dare gli strumenti per riconoscerlo. Vale per chiunque, noi compresi.

La regola che vi protegge da quasi tutto

La scelta dell’impresa funebre è sempre e solo della famiglia.

Nessuno può sceglierla per voi: ne’ un ospedale, ne’ una casa di riposo, ne’ un ente. Nessuna struttura sanitaria può indirizzarvi verso un’impresa in particolare o consentire che qualcuno vi contatti prima che abbiate deciso.

Se qualcuno si presenta prima che voi abbiate chiamato nessuno, potete semplicemente dire che deciderete voi. Non serve giustificarsi, non serve spiegare.

I segnali di una pratica scorretta

  • Si presenta senza che l’abbiate chiamato
  • Dice di essere stato mandato dalla struttura
  • Insiste per firmare subito
  • Dice che bisogna fare in fretta per ragioni che non spiega
  • Non consegna un preventivo scritto
  • Da’ un totale unico senza dettaglio delle voci
  • È vago sui diritti comunali
  • Fa pressione su cosa “si deve” alla persona morta

L’ultimo è il più subdolo, perché fa leva sul senso di colpa. Un funerale sobrio non è una mancanza di rispetto, e chi ve lo fa pensare sta vendendo.

Le tre cose da chiedere sempre

  1. Un preventivo scritto, voce per voce, prima che venga fatto qualunque cosa
  2. Se il prezzo comprende i diritti comunali del Comune di sepoltura
  3. Quali voci sono facoltative, con l’elenco

La terza è quella che nessuno fa e che abbassa il totale più di qualunque trattativa: chiedendo l’elenco, si toglie quello che non serve senza dover discutere su niente.

Non decidete nella prima mezz’ora

Non c’è nessuna ragione tecnica per farlo.

Fra il decesso e la sepoltura devono passare 24 ore di osservazione: in quelle ore non deve succedere niente di irreversibile. Chi vi mette fretta nella prima mezz’ora vi sta chiedendo qualcosa che non è necessario.

Nella prima visita si sistema la situazione. Le scelte si fanno il giorno dopo, con calma.

Se avete già firmato

Dipende da cosa è già stato fatto: le prestazioni già eseguite vanno riconosciute.

Ma se è passata poco tempo e non è successo nulla, parlatene apertamente. Un’impresa seria non trattiene nessuno.

Se vi sentite sotto pressione o qualcosa non torna:

  • Chiedete tutto per iscritto
  • Non firmate altro
  • Fatevi affiancare da una persona esterna alla famiglia
  • Contattate un’associazione dei consumatori: assistono gratuitamente e sanno come si fa

Le altre pressioni, quelle che arrivano dopo

Il funerale non è l’unico momento.

Fiori e lapidi

Nessuno è obbligato a comprare dove gli viene indicato. La lapide, in particolare, non è una spesa urgente: si può fare fra sei mesi, con calma, confrontando.

Chiamate nelle settimane successive

Capita che arrivino telefonate su lapidi, fotoceramiche, servizi di manutenzione della tomba. Alcune sono legittime, altre no.

La regola è semplice: non decidete al telefono e non date dati a chi non sapete chi sia.

Le truffe agli anziani rimasti soli

È la cosa più seria di questa pagina.

Una persona anziana rimasta sola dopo un lutto è un bersaglio, e nei nostri paesi succede regolarmente: finti tecnici, finti incaricati comunali, telefonate su presunte pratiche del defunto.

Se avete un genitore in questa situazione, stabilite con lui una regola semplice: non si apre a nessuno e non si firma niente senza telefonare prima a un familiare.

Un biglietto con il vostro numero attaccato al frigorifero risolve la maggior parte dei casi.

Cosa potete verificare di noi, e di chiunque

  • Se il preventivo è scritto e leggibile
  • Se vi dicono chiaramente cosa non fanno
  • Se rispondono alla domanda sui diritti comunali
  • Se vi lasciano tempo
  • Chi risponde di notte, e se è la stessa persona che vi seguira’

Le prime quattro si verificano prima di decidere. L’ultima si scopre dopo, ed è quella che conta di più alle tre del mattino.

Perché scriviamo questa pagina

Perché una famiglia informata sceglie meglio, e perché preferiamo essere scelti da chi ha capito come funziona.

Se dopo aver letto decidete di chiamare qualcun altro, va benissimo. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione.

Cosa NON è un segnale di allarme

Vale la pena dirlo, perché una diffidenza generalizzata fa perdere tempo a tutti.

  • Un’impresa che non fa tutto internamente: quasi nessuna lo fa, e chi lo dichiara è più trasparente di chi lo lascia intendere
  • Un preventivo più alto di un altro: se le voci sono diverse, i totali non si confrontano
  • Una richiesta di informazioni: cimitero, tomba di famiglia, dove sono i familiari servono davvero
  • La proposta di vedersi il giorno dopo invece di decidere subito: è il modo giusto

Se qualcosa è già andato storto

  • Associazioni dei consumatori: assistono gratuitamente su contratti e pratiche commerciali scorrette
  • Comune: le imprese funebri operano con autorizzazione comunale, e le segnalazioni si fanno li’
  • Forze dell’ordine, se c’è stata una condotta scorretta grave

Segnalare serve, anche a cose fatte: le pratiche scorrette si ripetono su altre famiglie.

La cosa più semplice

Se in un momento qualsiasi vi sentite sotto pressione, dite una frase sola:

“Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani.”

Non c’è niente, in un funerale, che non possa aspettare fino a domani.

Se siete voi ad assistere una famiglia

Capita di essere il vicino, il cugino, l’amico che c’è mentre i familiari stretti non reggono.

È la posizione più utile che esista in quei giorni, e ci sono tre cose che potete fare meglio di loro:

Leggere il preventivo. Voi riuscite a farlo, loro no. Guardate se le voci sono dettagliate e se i diritti comunali sono indicati a parte.

Dire la frase. “Ci pensiamo e vi facciamo sapere domani” è molto più facile da dire per chi non ha appena perso qualcuno.

Rispondere al telefono al posto loro nei primi giorni.

Non serve competenza. Serve una persona lucida nella stanza.

In sintesi

  • La scelta dell’impresa è sempre e solo vostra
  • Nessuna struttura può indirizzarvi o far contattare qualcuno
  • Chiedete il preventivo scritto, voce per voce
  • Chiedete se comprende i diritti comunali
  • Chiedete l’elenco delle voci facoltative: è quello che abbassa il totale
  • Non decidete nella prima mezz’ora
  • Se qualcosa non torna: tutto per iscritto, e un’associazione dei consumatori

Perché scriviamo questa pagina

Perché una famiglia informata sceglie meglio, anche quando sceglie qualcun altro.

Se dopo averla letta chiamate un’altra impresa, va bene. Quello che ci interessa è che non decidiate sotto pressione, in mezz’ora, in un giorno in cui nessuno è in condizione di decidere niente.

Una frase che potete usare

Se qualcuno vi mette fretta, in qualunque momento e con chiunque:

“Grazie, ci pensiamo e le facciamo sapere domani.”

Non serve altro, non serve motivarla, e nessuno può obiettare. In un funerale non c’è niente che non possa aspettare fino a domani.

Se vi hanno già trattato male

Segnalatelo comunque, anche a cose fatte e anche se ormai non cambia nulla per voi.

Le pratiche scorrette si ripetono, e la famiglia dopo di voi può essere una che non ha nessuno che legge un preventivo.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Come spendere meno per un funerale senza togliere niente

È la conversazione che le famiglie fanno a mezza voce, quasi sempre con imbarazzo. Non ce n’è motivo: è una domanda pratica e ha risposte pratiche.

Prima cosa: la dignita’ non si compra

Va detto all’inizio perché è il vero timore di chi chiede.

Un feretro semplice, nessun fiore, nessun necrologio e una cerimonia raccolta sono un funerale pienamente dignitoso. Chi partecipa guarda le persone, non il catalogo.

Nella nostra esperienza, le famiglie che a distanza di mesi si dicono più soddisfatte sono quelle che hanno scelto poche cose e curate, non molte.

La leva più forte di tutte

Non acquistare una concessione cimiteriale.

Quando va comprato un loculo, quella singola voce può pesare più di tutto il resto del funerale messo insieme.

Le alternative:

  • Inumazione in campo comune: il costo iniziale più basso in assoluto. Alla scadenza del turno si decide, con calma, fra ossario, celletta o cremazione dei resti
  • Tomba di famiglia già esistente, se c’è posto
  • Cremazione con celletta cineraria, che costa molto meno di un loculo
  • Cinerario comune, dove le ceneri sono conferite in uno spazio collettivo

L’ultima è irreversibile e va scelta sapendolo, ma è prevista e dignitosa.

Le altre voci, in ordine di quanto pesano

Voce Si può? Nota
Concessione Si’, molto La leva principale
Feretro Si’ Semplice va benissimo, per la cremazione è anche il più adatto
Lapide Si’, si rimanda Nessuna urgenza
Fiori Si’ Una composizione curata, o nessuna
Necrologi Si’ Il manifesto fa già il lavoro
Ricordini e album Si’ Facoltativi
Tanatoestetica Si’, se non serve Non va proposta quando non serve
Trasporto No Dipende dalla distanza
Diritti comunali No Li stabilisce il Comune
Pratiche No Vanno fatte

Il feretro: la voce dove si spende senza accorgersene

La differenza visibile fra un abete ben rifinito e un legno pregiato è molto meno evidente di quanto la differenza di prezzo suggerisca.

Gli accessori — maniglie lavorate, interni, finiture — sono la voce dove si spende senza rendersene conto. Valgono la pena se contano per voi, non perché stanno nel catalogo.

Per la cremazione, il cofano semplice in legno chiaro non è un ripiego: è tecnicamente il più adatto. Ed è anche la voce su cui, a distanza di mesi, le famiglie dicono più spesso di aver speso senza motivo.

I fiori

Un copri-cofano curato vale più di sei composizioni messe insieme in fretta.

Molte famiglie scelgono di chiedere offerte in memoria a un’associazione al posto dei fiori. Si scrive sul manifesto, e nessuno lo interpreta come un risparmio: viene letto come una scelta, e spesso apprezzata.

Quello che si rimanda

  • La lapide: sei mesi o un anno dopo, con una segnalazione provvisoria nel frattempo
  • L’urna definitiva, se c’è cremazione: quella di consegna è inclusa
  • Gli album o i video commemorativi

Rimandare non è rinunciare, e in molti casi si sceglie anche meglio.

Quello che non si tocca

Feretro, trasporto, pratiche, diritti comunali, operazioni cimiteriali. Sono il funerale: non esistono versioni senza.

Cosa si recupera dopo

  • La detrazione fiscale del 19%, con fattura intestata a chi paga e pagamento tracciabile
  • Eventuali prestazioni previdenziali, da verificare al patronato
  • Coperture assicurative: polizze vita, mutui, carte di credito, fondi di categoria

La terza riga è quella con il maggior numero di rimborsi non richiesti, perché nessuno ci pensa nei giorni giusti.

Se davvero non ci sono i soldi

Parlate con i servizi sociali del Comune di residenza prima di dare qualunque incarico.

Quando i familiari non sono in condizione di provvedere, il Comune ha l’obbligo di occuparsi della sepoltura. Non è carita’ ed è un dovere pubblico: il funerale è dignitoso e non porta alcun segno distintivo.

Una volta ordinato il servizio a un’impresa, quella strada si chiude.

Come lo affrontiamo noi

Se la cifra è fuori portata, ditelo alla prima conversazione. Non è una richiesta imbarazzante e non cambia il modo in cui vi trattiamo: cambia solo quello che vi proponiamo.

E vi diciamo una cosa che pensiamo davvero: le famiglie che lo dicono subito hanno funerali più sereni di quelle che accettano cifre che non possono sostenere e poi ci convivono per anni.

Un esempio di funerale essenziale

Non è un listino: è per far vedere che si può costruire qualcosa di completo e sobrio.

  • Feretro semplice in legno chiaro, ben rifinito
  • Vestizione con abiti scelti dalla famiglia
  • Veglia in casa, con orari indicati sul manifesto
  • Cerimonia in parrocchia
  • Un copri-cofano di fiori, nient’altro
  • Manifesto nel Comune, senza necrologio sui giornali
  • Inumazione in campo comune
  • Lapide rimandata

Nessuno guardando un funerale così penserebbe che si è risparmiato. È semplicemente un funerale.

Le tre domande da farci

  1. Quanto costa senza acquistare una concessione? È la variabile che pesa di più.
  2. Quali voci posso togliere? Chiedete l’elenco, non una cifra.
  3. Cosa incassate voi e cosa il Comune? Serve a capire dove c’è margine e dove no.

Una cosa che diciamo alle famiglie in difficolta’

Il momento peggiore per accettare una cifra che non si può sostenere è proprio quello in cui si è meno lucidi.

Un funerale sobrio si dimentica in una settimana. Un debito no.

Se la situazione è difficile, ditelo: è una conversazione che facciamo spesso, non mette a disagio nessuno, e quasi sempre si trova una soluzione che nessuno noterebbe dall’esterno.

Cosa non fa risparmiare, contro quello che si crede

  • Rinunciare alla cerimonia. Incide pochissimo sul totale e toglie molto alla famiglia
  • Fare tutto in fretta. Le decisioni prese di corsa costano di più, non di meno
  • Non chiedere il preventivo scritto. Senza, non si può togliere nulla
  • Evitare di parlarne con gli altri familiari. Le contestazioni dopo costano più di qualunque voce

La cosa più utile che potete fare

Chiedere l’elenco delle voci facoltative, scritto.

Non una cifra più bassa: l’elenco. Da li’ si toglie quello che non serve, e il totale scende da solo senza che nessuno debba trattare su niente.

Se state leggendo per voi stessi

C’è una cosa che riduce la spesa più di qualunque scelta fatta in quei tre giorni: lasciare scritto cosa volete.

Non serve firmare nulla e non serve versare niente. Basta un foglio che dica il tipo di sepoltura, se volete la cremazione, se c’è una tomba di famiglia e dove sta.

I figli, in quei giorni, spendono di più per due ragioni: non sanno cosa avreste voluto, e hanno paura di fare troppo poco.

Un foglio toglie entrambe le cose.

Chiamateci prima di decidere

Se avete un dubbio sulle cifre, la cosa più utile è parlarne prima di ordinare qualcosa — da noi o da chiunque altro.

Un preventivo scritto è gratuito, non impegna a nulla, e vi mette in condizione di scegliere invece di subire.

Una cosa che ci sentiamo di dire

Nessuno, a distanza di anni, ricorda quanto è costato un funerale.

Si ricorda chi c’era, se le cose sono state fatte con cura, e se la famiglia è riuscita a starci dentro invece di correre. Quelle tre cose non hanno un prezzo di listino.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
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Tutti i giorni dell’anno, anche di notte e nei festivi. Risponde una persona dell’agenzia, non un centralino.

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