Onoranze funebri
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Onoranze funebri a San Damiano d’Asti: il paese nato con due porte

San Damiano d’Asti dista undici chilometri da Guarene ed e’ il centro piu’ grande fra i paesi in cui lavoriamo abitualmente: circa ottomilatrecento abitanti su quarantotto chilometri quadrati, con oltre trenta fra frazioni e localita’.

Un paese fondato con due porte

Il borgo nacque intorno al 1275 come villanova a pianta regolare, con mura, torri e due sole porte: Sottera’ verso Asti e Sovera’ verso Alba.

Nel Quattrocento la fortificazione di Porta Sottera’ venne trasformata nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano: il campanile che vedete oggi era la porta d’ingresso del paese. All’interno si conserva un coro ligneo circolare del Quattrocento.

Lo raccontiamo per una ragione che con la storia c’entra poco. Nei paesi cosi’, dove le cose cambiano funzione ma restano, le famiglie hanno spesso un legame con un luogo preciso: la chiesa dove si sono sposati, la cappella della frazione, il santuario dove andava la nonna. Se per voi conta, ditecelo: qualche volta si trova la forma per tenerne conto.

Quando muore chi si prendeva cura di qualcuno

E’ la situazione piu’ difficile che ci capita di incontrare, e in un Comune di ottomila abitanti succede piu’ spesso di quanto si immagini: muore la persona che assisteva un figlio disabile, un coniuge malato, un genitore molto anziano.

Il lutto in quel caso arriva insieme a un’emergenza pratica, e nelle stesse ore in cui ci si dovrebbe fermare bisogna invece decidere chi si occupa di qualcuno che non puo’ restare solo.

Non e’ materia nostra, e non fingiamo che lo sia. Ma sappiamo due cose che in quelle ore servono. La prima: i servizi sociali del Comune hanno strumenti per l’urgenza, e vanno chiamati subito, non fra una settimana. La seconda: se la persona assistita percepiva un’indennita’ o aveva un amministratore di sostegno, quella posizione va comunicata e a volte rivista, perche’ cambia chi ne risponde.

Sul funerale, una cosa che vale la pena decidere con calma: la persona assistita puo’ partecipare, se le sue condizioni lo permettono. Escluderla per proteggerla e’ quasi sempre un errore, come lo e’ con i bambini: chi non capisce le parole capisce benissimo che qualcuno non c’e’ piu’.

Ce ne occupiamo con discrezione: possiamo organizzare una permanenza breve, un posto dove sedersi lontano dalla folla, un’uscita anticipata. Basta dircelo, e nessuno se ne accorgera’.

E se in quei giorni la casa e’ piena di gente e nessuno riesce a occuparsi di lei, chiedete a un vicino di fiducia: e’ il tipo di cosa che nei paesi si fa ancora, e nessuno vi giudichera’ per averla chiesta.

Il paese grande, e la notizia che non corre da sola

In un paese di cinquecento abitanti la notizia si sa da sola: a San Damiano no. Ottomila persone sono troppe perche’ il passaparola arrivi ovunque, e questo cambia il modo di far sapere.

Qui il manifesto e l’annuncio contano piu’ che altrove, e vanno pensati: chi era il defunto per la comunita’, dove lavorava, a quale associazione apparteneva, in quale frazione viveva. Sono quelle le persone che vorrebbero esserci e che rischiano di scoprirlo dopo.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e nelle frazioni: con oltre trenta localita’ sparse su quarantotto chilometri quadrati, metterli solo in centro significa che una parte consistente del Comune non li vede.

E se il defunto aveva colleghi, soci o compagni di squadra, basta darci un nome e un numero: facciamo girare la notizia noi. Molti non si fanno vivi per non disturbare, e la famiglia non li avvisa per non sembrare invadente.

Il cimitero, e le pratiche fra due province

San Damiano e’ in provincia di Asti e confina con il Roero cuneese: molte famiglie hanno legami di qua e di la’.

Se il decesso avviene qui e la sepoltura e’ nel Cuneese, o viceversa, serve il nulla osta del cimitero di destinazione, che conferma disponibilita’ e concessione in regola. Lo chiediamo noi, su entrambi i fronti, e non allunga i tempi in modo apprezzabile.

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune: li verifichiamo e ve li scriviamo nel preventivo, senza cifre pubblicate qui che fra sei mesi sarebbero false.

La cremazione

Il Tempio Crematorio di riferimento e’ quello di Bra, nel Cimitero Urbano, a circa ventidue chilometri: la scelta dell’impianto non dipende dal confine amministrativo ma dalla comodita’ e dagli accordi.

Su questa distanza conviene decidere prima se qualcuno vuole accompagnare il feretro oppure se preferite salutare qui: la seconda e’ la scelta piu’ frequente e non toglie nulla.

Il trasporto e’ una voce a se’ nel preventivo. L’urna e’ pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Perche’ chiamare noi da qui

In un centro di ottomila abitanti le imprese fra cui scegliere sono piu’ di una, e questa pagina non serve a convincervi che siamo gli unici bravi.

Serve a dirvi una cosa sola: da Guarene sono undici chilometri, un quarto d’ora, e chi risponde al telefono e’ qualcuno che sa gia’ dove siete. Non c’e’ un centralino e non c’e’ un numero che vi richiama fra un’ora.

Il preventivo e’ scritto e arriva prima che si cominci. La tanatoestetica, quando serve, la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. Le lapidi le fa un laboratorio di marmisti della zona. Quello che non e’ nostro ve lo diciamo.

Verso Alba e verso Asti

San Damiano e’ nata con una porta verso Asti e una verso Alba, e da allora guarda in due direzioni. Noi arriviamo da quella di Alba, e lavoriamo in entrambe le province senza fare distinzioni.

Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso. Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Autorizzazione alla sepoltura e permessi cimiteriali: chi firma cosa

Nessuna sepoltura puo’ avvenire senza autorizzazione. Non e’ una formalita’: e’ il documento che il custode del cimitero deve avere in mano prima di aprire una fossa o un loculo.

Nella pratica sono tre atti distinti, spesso confusi in uno.

I tre atti

1. L’autorizzazione alla sepoltura

La rilascia l’ufficiale dello stato civile del Comune dove il decesso e’ stato dichiarato, dopo aver registrato l’atto di morte.

Non puo’ essere rilasciata prima che sia decorso il periodo di osservazione, di norma 24 ore, e presuppone il certificato del medico necroscopo.

2. Il permesso cimiteriale

Lo rilascia l’ufficio cimiteri del Comune dove si seppellisce, che puo’ essere un Comune diverso.

Riguarda il posto: quale fossa, quale loculo, quale tomba, in che data, con quali operazioni. E’ il passaggio in cui si verifica che ci sia effettivamente spazio e che la concessione lo consenta.

3. L’autorizzazione al trasporto

Serve quando il defunto deve essere spostato in un Comune diverso da quello del decesso. La rilascia il Comune di partenza, e quello di destinazione ne prende atto.

Nella nostra zona serve quasi sempre: il decesso avviene ad Alba o a Bra, la sepoltura in paese.

Chi fa cosa, in tabella

Atto Chi lo rilascia Chi lo richiede
Autorizzazione alla sepoltura Stato civile del Comune del decesso Noi, in delega
Permesso cimiteriale Ufficio cimiteri del Comune di sepoltura Noi
Autorizzazione al trasporto Comune di partenza Noi
Domanda di concessione Comune di sepoltura La famiglia, con firma

L’ultima riga e’ l’unica che richiede voi: la concessione di un loculo o di una tomba e’ un contratto con il Comune e va intestata a una persona reale.

Il punto che blocca piu’ spesso: la concessione

Se il defunto va in una tomba di famiglia gia’ esistente, non basta che la tomba sia “di famiglia”. Contano due cose:

A chi e’ intestata la concessione. L’intestatario puo’ essere morto trent’anni fa e nessuno se ne e’ mai occupato. In quel caso puo’ servire una voltura prima della tumulazione.

Chi ha diritto di esservi sepolto. I regolamenti comunali definiscono quali gradi di parentela sono ammessi, e non sono uguali ovunque. Un genero, una nuora, un convivente non sempre rientrano automaticamente.

E’ il controllo che facciamo per primo quando ci dite che esiste una tomba di famiglia. Scoprire un problema il primo giorno significa avere il tempo di risolverlo; scoprirlo il giorno prima del funerale significa cambiare sepoltura all’ultimo.

Se manca lo spazio

Nei cimiteri dei paesi piccoli la disponibilita’ di loculi cambia di anno in anno, e in alcuni periodi non ce ne sono liberi.

Le strade, quando succede:

  • una sepoltura in campo comune, con successiva raccolta dei resti in ossario o in tomba di famiglia alla scadenza del turno
  • una estumulazione in una tomba di famiglia dove esistono resti da raccogliere, che libera un posto
  • un deposito provvisorio, dove il regolamento comunale lo prevede, in attesa della sistemazione definitiva

Nessuna di queste e’ un ripiego: sono soluzioni ordinarie previste dai regolamenti. Ma vanno decise con la famiglia, non subite.

I tempi reali

L’autorizzazione alla sepoltura, con fascicolo completo, si ottiene in giornata.

Quello che detta i tempi e’ altro:

  • il periodo di osservazione di 24 ore, che non si comprime
  • l’attesa del certificato necroscopico
  • gli orari degli uffici: nei Comuni piccoli lo stato civile puo’ aprire poche mattine a settimana
  • la disponibilita’ del cimitero per le operazioni, che nei paesi dipende da un custode che non e’ li’ tutti i giorni

Fine settimana e festivi spostano tutto. Un decesso il venerdi’ sera porta quasi sempre al funerale del lunedi’.

Quando la pratica si ferma davvero

Autorita’ giudiziaria. Serve il nulla osta prima di ogni altro atto. I tempi non sono prevedibili e non dipendono dal Comune.

Volonta’ di cremazione da dimostrare. Se non c’e’ un testamento o un’iscrizione a una SOCREM, serve la dichiarazione dei parenti e devono essere d’accordo tra loro.

Concessione scaduta o intestata a un defunto. Va sanata prima.

Decesso all’estero. Prima la trascrizione consolare, poi tutto il resto.

Cosa dovete fare voi

Firmare la domanda di concessione, se c’e’ da acquistarne una. E dirci in quale cimitero.

Sembra una domanda banale. Non lo e’ quando il defunto viveva a Guarene, e’ morto ad Alba e la tomba di famiglia e’ a Govone: sono tre Comuni, e ognuno vuole il suo atto.

Ce ne occupiamo noi. A voi serve solo saperlo.

Quando la concessione e’ intestata a una persona morta

E’ il caso piu’ frequente fra quelli che bloccano una tumulazione, e nessuno se ne accorge finche’ non serve.

Una tomba di famiglia acquistata nel 1970 e’ intestata a chi la compro’. Se quella persona e’ morta e nessuno ha mai aggiornato l’intestazione, formalmente la concessione e’ in capo a un defunto.

La strada e’ la voltura della concessione a un erede, che si chiede all’ufficio cimiteri. In molti Comuni e’ una pratica semplice; in altri richiede il consenso di tutti gli aventi diritto, e li’ i tempi si allungano.

Il consiglio pratico: se avete una tomba di famiglia e non sapete a chi e’ intestata, chiedetelo ora, non quando servira’. E’ una telefonata all’ufficio cimiteri del vostro Comune.

Esumazione ed estumulazione

Sono le due operazioni con cui si recuperano i resti al termine del periodo di sepoltura, e capita di doverle affrontare proprio per far posto a un nuovo defunto.

Esumazione: riguarda la sepoltura in terra, al termine del turno di rotazione stabilito dal regolamento comunale.

Estumulazione: riguarda loculi e tombe, alla scadenza della concessione o su richiesta della famiglia.

In entrambi i casi i resti possono essere destinati all’ossario comune, a una celletta ossario, alla tomba di famiglia, oppure alla cremazione dei resti — che e’ una procedura distinta dalla cremazione di una salma e ha una sua autorizzazione.

Sono operazioni programmate dal Comune in determinati periodi dell’anno, non eseguibili in qualunque momento. Se servono per liberare un posto, questo incide sui tempi.

Il deposito provvisorio

Dove il regolamento comunale lo prevede, il feretro puo’ essere collocato temporaneamente in un loculo di servizio in attesa della sistemazione definitiva.

Si usa quando la tomba di famiglia e’ in costruzione, quando serve una voltura, o quando non ci sono loculi disponibili in quel momento.

Ha una durata massima e un costo. Non e’ una soluzione da subire in silenzio: va concordata sapendo quanto durera’ e cosa succede alla scadenza.

Sepoltura in un Comune dove il defunto non risiedeva

Molti regolamenti cimiteriali riservano i posti ai residenti, o applicano tariffe piu’ alte ai non residenti.

Il caso tipico da noi: una persona che ha vissuto quarant’anni a Torino e vuole essere sepolta nel paese dove e’ nata. Il diritto c’e’ quasi sempre — per nascita, per tomba di famiglia gia’ esistente, per legami documentabili — ma la tariffa puo’ essere diversa, e in alcuni Comuni serve una delibera o un’autorizzazione specifica.

E’ una verifica che facciamo prima di confermare qualunque data.

Se la concessione e’ scaduta

Alla scadenza il Comune procede all’estumulazione e destina i resti all’ossario comune, salvo che la famiglia intervenga.

L’avviso viene inviato all’indirizzo depositato nell’atto di concessione, che dopo trent’anni molto spesso non esiste piu’.

Segnatevi l’anno di scadenza e comunicate al Comune i cambi di indirizzo. E’ l’unica cosa che evita di scoprire tutto a cose fatte.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Onoranze funebri a Cisterna d’Asti: nel Roero, in un’altra provincia

Cisterna d’Asti dista dieci chilometri da Guarene ed è un borgo di poco più di milleduecento abitanti, dominato dal castello che ospita il Museo Arti e Mestieri di un tempo. Il territorio comprende le frazioni San Matteo, Saretto, Scaglia, Valmellana e Valzeglio. La patrona è la Madonna del Rosario, festeggiata il 4 ottobre.

Nel Roero, ma in provincia di Asti

È l’unica cosa che cambia davvero rispetto ai paesi vicini, ed è bene saperla prima e non dopo: Cisterna è nel Roero per paesaggio e per storia, ma amministrativamente sta in provincia di Asti.

Per una famiglia questo significa che gli enti di riferimento non sono quelli del Cuneese: cambia l’azienda sanitaria, cambiano gli uffici provinciali, cambia il tribunale competente per le pratiche che ne hanno bisogno.

Non cambia invece niente sul funerale: possiamo lavorare qui esattamente come a Guarene, e lo facciamo abitualmente. L’unica accortezza è che quando il decesso avviene di qua e la sepoltura è di la’, o viceversa, sono due amministrazioni provinciali a doversi parlare. Un passaggio in più che facciamo noi, su entrambi i fronti.

Chi arriva da un paese cuneese vicino e si trova a fare pratiche ad Asti spesso si spaventa. Non c’è ragione: è ordinario, e i tempi restano quelli.

Quando una famiglia appartiene a due paesi

Sul confine fra Astigiano e Roero è frequentissimo: una persona nata di qua, sposata di la’, con la tomba dei genitori in un Comune e quella dei suoceri in un altro.

La domanda che vi facciamo, e che conviene affrontare subito, non è quale cimitero sia più bello: è dove andranno, fra vent’anni, le persone che vorranno andarci. Una tomba raggiungibile è una tomba curata; una lontana diventa una visita che si rimanda.

Se la sepoltura è in un Comune diverso da quello del decesso serve il nulla osta del cimitero di destinazione, che conferma disponibilita’ e concessione in regola. Lo chiediamo noi, e se l’intestatario risulta una persona mancata da tempo ve lo diciamo subito: è l’unica cosa che può bloccare davvero una tumulazione.

Che cosa si scrive sul manifesto

È la domanda che ci fanno tutti e su cui nessuno si sente all’altezza, perché sembra che quelle poche righe debbano riassumere una vita.

Non è così, e non c’è una formula obbligatoria. Ci sono tre elementi che di solito compaiono, e tutti e tre si possono togliere: il nome con l’età, chi resta a piangerlo, e l’orario del funerale.

Sui nomi vale la pena ragionare un momento, perché è li’ che nascono i dispiaceri: una nuora dimenticata, un convivente non nominato, un fratello con cui non ci si parlava. Il manifesto resta appeso una settimana e nella memoria del paese molto più a lungo. Se la famiglia è complicata, meglio parlarne fra voi prima che vederlo stampato.

In un paese come Cisterna, dove al castello si conserva la memoria dei mestieri di un tempo, molte famiglie scelgono ancora di scrivere cosa faceva: il falegname, la maestra, chi ha tenuto una cantina per quarant’anni. Non è antiquato: è il modo in cui il paese lo riconosce.

Si può aggiungere una frase sua, un verso, una dedica. Si può scrivere che al posto dei fiori si preferisce una donazione, e va scritto li’ perché altrimenti i fiori arrivano lo stesso. Si può anche restare essenziali, come si è sempre fatto: nome, data, orario.

Il consiglio che diamo sempre: scrivetelo la sera, rileggetelo la mattina dopo. Quasi tutti cambiano qualcosa, e nessuno si è mai pentito di aver aspettato dodici ore.

La cremazione, e i diciotto chilometri

Il Tempio Crematorio di riferimento resta quello di Bra, nel Cimitero Urbano, a circa diciotto chilometri da Cisterna.

Il fatto di stare in un’altra provincia non cambia nulla: l’impianto si sceglie per comodita’ e per accordi, non per confine amministrativo, e da qui Bra è la soluzione naturale.

Il trasporto fino all’impianto è una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia, e su questa distanza si sente. La cremazione non avviene il giorno del funerale: l’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

La chiesa e il borgo in salita

Il paese è dominato da due complessi: il castello e la chiesa parrocchiale. Con lo spostamento della popolazione verso il castello, le funzioni di parrocchiale passarono all’Oratorio del Santo Spirito, che ne eredito’ anche il titolo e che conserva un altare ligneo seicentesco.

Sul piano pratico la via centrale sale verso il castello, ed è una salita vera: per il corteo a piedi va tenuto conto di chi non cammina bene, e per il mezzo va saputo in anticipo dove ci si ferma.

L’orario del funerale si concorda con il parroco e dipende da quando la chiesa è libera: ce ne occupiamo noi insieme al resto.

Le frazioni, e come ci arriviamo

Da Guarene a Cisterna sono dieci chilometri: un quarto d’ora, a qualunque ora del giorno e della notte.

Il territorio è collinare, coperto di boschi verso Ferrere e di vigneti verso Canale. Quando chiamate ditecelo se siete in paese o a San Matteo, al Saretto, alla Scaglia, a Valmellana o a Valzeglio: sono luoghi distinti e il percorso cambia.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e di tutte le frazioni. In un Comune sparso su versanti opposti, metterli solo in centro significa che una parte del paese non li vede.

Perché su questa pagina non trovate prezzi

Ce lo chiedono spesso, e la risposta è che i numeri che contano non li facciamo noi e cambiano: i diritti comunali, la concessione della sepoltura, la tariffa del crematorio. Una cifra pubblicata oggi fra sei mesi sarebbe falsa, e chi l’ha letta si sentirebbe preso in giro davanti al preventivo.

Quello che possiamo garantire è la forma: il preventivo è scritto, arriva prima che si cominci e resta quello. Le nostre voci da una parte, quelle di terzi dall’altra, così vedete cosa pagate e a chi.

Se la situazione economica è difficile ditecelo alla prima telefonata: esistono soluzioni dignitose che costano meno.

Di qua e di la’ dal confine

Fra Cuneese e Astigiano ci muoviamo abitualmente, e il confine di provincia non è mai stato un limite. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Onoranze funebri a Monta’: le campane sulla torre civica

Monta’ dista quindici chilometri da Guarene ed è il paese all’estremo nord del Roero, sulle sommita’ delle colline e delle Rocche. Con quasi quattromilasettecento abitanti è uno dei Comuni più popolosi del territorio, e comprende la frazione San Vito e diverse borgate.

Le campane, e la torre che non è un campanile

A Monta’ c’è una particolarita’ che il paese conosce e i forestieri no: la vecchia parrocchiale di Sant’Antonio Abate non ha campanile.

Le campane stanno sulla torre civica, quella voluta da Asti nel 1257 accanto all’antica porta della villa. È da li’ che il paese ha sempre saputo le cose.

Il suono a morto è il primo annuncio, e arriva prima di qualunque manifesto e di qualunque telefonata. Nei paesi come questo c’è ancora chi, sentendolo, esce sulla porta e chiede chi è mancato.

Lo scriviamo perché molte famiglie non sanno di poter decidere qualcosa anche su questo, e invece si concorda con la parrocchia insieme al resto. Se preferite che non suonino, o che suonino in un momento preciso perché qualcuno possa sentirle, ditecelo: è una cosa che si chiede e che quasi sempre si ottiene.

L’orario, e chi lavora fuori

Da Monta’ partono ogni mattina le navette per gli stabilimenti di Torino, oltre ai bus per Alba: molte famiglie hanno figli e fratelli che lavorano lontano e rientrano la sera.

Questo rende l’orario del funerale una decisione più delicata che altrove. Un funerale a metà mattina, in settimana, taglia fuori chi non riesce a prendere il giorno di permesso; uno nel tardo pomeriggio permette a molti di esserci senza perdere la giornata.

Non è sempre possibile scegliere: dipende da quando la chiesa è libera e dai tempi tecnici, che non decidiamo noi. Ma se per voi conta che ci siano i colleghi, i cugini di Torino o chi fa i turni, ditecelo prima e proviamo a incastrarlo.

Un’informazione che quasi nessuno ha nel momento in cui servirebbe: chi lavora come dipendente ha diritto a tre giorni di permesso retribuito per la morte del coniuge, di un convivente o di un parente entro il secondo grado. Molti contratti danno di più: conviene chiedere invece di dare per scontato il minimo. Il certificato che vi verrà richiesto è quello di morte, e ve lo procuriamo noi.

Il cimitero, e le pratiche

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li scriviamo nel preventivo, senza pubblicare qui cifre che fra sei mesi sarebbero false.

In un Comune di quasi cinquemila abitanti la prima verifica che facciamo, se esiste già una tomba di famiglia, riguarda chi ne risulta intestatario: capita spesso che sia una persona mancata decenni fa, e finché non si sistema la posizione una tumulazione resta ferma.

La cremazione, e i venti chilometri

Il Tempio Crematorio è nel Cimitero Urbano di Bra, e da Monta’ sono circa venti chilometri: uno dei tragitti più lunghi fra i paesi in cui lavoriamo.

Su questa distanza chi volesse accompagnare il feretro deve mettere in conto andata e ritorno, e molte famiglie preferiscono salutare in paese lasciando a noi il viaggio. Non toglie nulla, ed è quello che fa la maggior parte delle persone.

Il trasporto è una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia, e su venti chilometri si sente. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi: non dovete tornare a Bra a prenderla.

Il Sacro Monte dei Piloni

Sopra il paese, fra vigne e castagni, c’è un complesso di tredici cappelle esagonali, una chiesa romanica e un Santo Sepolcro panoramico: è meta di pellegrinaggio da secoli, e per molti montatesi è il posto dove si va a pensare.

Non è un luogo di sepoltura e non c’entra con il funerale. Lo nominiamo per un’altra ragione: nei mesi dopo un lutto, avere un posto dove andare che non sia il cimitero aiuta più di quanto sembri.

Il cimitero è il luogo delle ricorrenze, delle date, dei fiori da cambiare: è importante e insieme è un obbligo. Molte persone scoprono che a loro serviva anche un altro posto, senza lapide e senza calendario, dove pensare a qualcuno senza doverlo fare in un modo stabilito.

Può essere il Sacro Monte, può essere una panchina, può essere una vigna. Non è una cosa che vi organizziamo noi, ed è proprio per questo che ve ne parliamo: nessuno ve lo dira’ in quei giorni, e la cosa la scoprirete da soli fra sei mesi.

Quindici chilometri, e la strada

Da Guarene a Monta’ sono quindici chilometri: una ventina di minuti, a qualunque ora del giorno e della notte.

Il territorio è fatto di crinali e di burroni, e le strade fra le borgate sono strette. Quando chiamate ditecelo dove siete esattamente – in paese, a San Vito, in una borgata – e datecene un riferimento visibile.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e di San Vito, oltre che nelle borgate: in un Comune di questa estensione, metterli solo in centro significa che una parte del paese non li vede.

Cosa vi chiediamo, e cosa mettiamo per iscritto

Vi chiediamo due decisioni: dove riposera’ e se il rito sarà religioso o civile. Più il documento d’identita’ e la tessera sanitaria del defunto, e se era coniugato, vedovo o celibe.

Il preventivo è scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre: diritti comunali, concessione, cremazione, fiori, offerta alla parrocchia.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona e arriva settimane dopo il funerale.

All’estremo nord, e oltre

Monta’ è il paese più a nord del Roero e noi veniamo da sud: quindici chilometri non sono mai stati una ragione per dire di no. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Onoranze funebri a Sommariva Perno: il paese, le frazioni, la residenza

Sommariva Perno dista dodici chilometri da Guarene e sta a trecentonovanta metri, sulla provinciale fra Alba e Carmagnola. Ha circa duemilasettecento abitanti fra il capoluogo e le frazioni San Giuseppe, Valle Rossi e Villa. La parrocchiale è lo Spirito Santo, la festa patronale è quella di Santa Croce, il 22 settembre.

Se viveva alla casa di riposo

A Sommariva Perno c’è una residenza per anziani, con una propria cappella, e questo cambia alcune cose in modo concreto.

La prima è che il saluto può svolgersi li’, nella cappella della struttura. Non è una soluzione di ripiego: per una persona che ha passato gli ultimi anni in quelle stanze, quello è il posto dove ha vissuto, e chi le stava intorno ogni giorno può esserci senza doversi spostare.

La seconda riguarda una comunita’ che spesso nessuno considera: gli altri residenti e il personale. Chi divideva il tavolo con vostro padre per tre anni ha perso qualcuno anche lui, e le operatrici che lo lavavano ogni mattina pure. Molti non verranno al funerale in paese perché non possono muoversi o perché sono in turno.

Avvisare la struttura e chiedere se qualcuno vuole partecipare costa una telefonata, e a volte restituisce alla famiglia un pezzo di vita del proprio caro che non conosceva.

Sul piano pratico: i primi passaggi li gestisce la struttura, che chiama il medico e tiene la salma in una stanza dedicata finché non arriviamo. Gli effetti personali conviene ritirarli con calma e non lo stesso giorno. E la retta va comunicata: chiedete un riepilogo scritto invece di accordarvi a voce, perché una fattura arriva sempre dopo.

Il cimitero e le pratiche

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li mettiamo per iscritto.

Della pratica ci occupiamo noi: concessione, autorizzazioni, tempi con chi tiene il cimitero. Se esiste già una tomba di famiglia, la verifica che facciamo subito è su chi ne risulta intestatario: capita che sia una persona mancata trent’anni fa, e finché non si sistema la posizione una tumulazione si blocca.

La cremazione

Il Tempio Crematorio è nel Cimitero Urbano di Bra, a una decina di chilometri da qui: uno dei tragitti brevi della zona.

Il trasporto fino all’impianto è una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. La cremazione non avviene il giorno del funerale: l’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Una cosa che molti in paese non sanno: la Chiesa cattolica ammette la cremazione, e il rito religioso resta possibile. C’è chi vi rinuncia credendo di dover scegliere fra le due cose, e non è così.

I ringraziamenti, dopo

È una cosa che nessuno spiega e che quasi tutte le famiglie si trovano a chiedersi la settimana successiva: bisogna ringraziare, e come.

Non c’è nessun obbligo. Nessuno si aspetta un biglietto, e chi è venuto al funerale non lo ha fatto per riceverne uno. Se non ve la sentite, non fatelo, e nessuno vi giudichera’.

Se invece volete farlo, le forme sono tre e tutte legittime. Un annuncio di ringraziamento, che raggiunge tutti insieme e vi risparmia duecento conversazioni. Un biglietto a chi si è esposto davvero, cioè poche persone: chi vi ha tenuto la casa, chi ha portato il feretro, chi è rimasto la notte. Oppure niente di scritto, e un grazie di persona quando li incontrate.

La cosa che vi suggeriamo di evitare è la lista: mettersi a compilare l’elenco di chi c’era diventa un compito ansiogeno, e qualcuno resta fuori per forza.

Se ci sono state offerte in memoria a un’associazione, quella vale la pena dirla pubblicamente: chi ha donato ha fatto qualcosa che continua, e saperlo fa bene anche a voi.

I paesi che non ci sono più

Attorno a Sommariva, sulle strade principali, sorgevano un tempo altri quattro insediamenti di cui oggi non resta nulla: di uno sopravvive soltanto il santuario del Tavoletto, che ne porta ancora il nome.

Lo scriviamo perché è un pensiero che consola più di quanto sembri. In un paese così si è abituati all’idea che le cose durino e finiscano, e che quello che resta non sia sempre quello che ci si aspettava: a volte resta una chiesa in mezzo ai campi e il nome di un posto che nessuno abita più.

Le persone funzionano allo stesso modo. Quello che resta di qualcuno raramente è cio’ che aveva costruito: è un modo di dire le cose, una ricetta, un gesto che fa un nipote senza sapere da chi l’ha preso.

Dodici chilometri, e la strada che passa di qui

Sommariva Perno sta sulla provinciale fra Alba e Carmagnola, quindi ci si arriva senza percorsi tortuosi: da Guarene sono dodici chilometri, un quarto d’ora scarso a qualunque ora.

Quando chiamate ditecelo se siete in paese, a San Giuseppe, a Valle Rossi o alla Villa: sono luoghi distinti e il percorso cambia. Per le case fra i campi un riferimento visibile aiuta più di un numero civico.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e di tutte le frazioni.

Quello che facciamo, e quello che non facciamo

Facciamo la dichiarazione di decesso, le autorizzazioni, le pratiche cimiteriali, l’accordo con la parrocchia, il feretro, la vestizione, i manifesti, gli annunci.

Non facciamo la tanatoestetica: quando serve la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi, e preferiamo dirlo invece di lasciarlo intendere. Non facciamo le lapidi: le realizza un laboratorio di marmisti della zona, e arrivano settimane dopo il funerale.

E non facciamo le pratiche di successione: vi diciamo quali sono e in che ordine, ma per quelle servono un notaio o un commercialista. Non vendiamo servizi che non sono nostri.

Non solo Sommariva

Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso. Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni: la prima telefonata basta che dica dove siete.

Onoranze funebri a Grinzane Cavour: Grinzanesi o Gallesi

Grinzane Cavour dista undici chilometri da Guarene ed è uno dei Comuni più piccoli della provincia per superficie: meno di quattro chilometri quadrati, con circa duemila abitanti. Il territorio comprende il capoluogo con il castello, e le frazioni Gallo, Borzone e Giacco.

Grinzanesi o Gallesi

Gli abitanti hanno due nomi, e non è un vezzo: è la fotografia esatta di come è fatto questo Comune.

Gallo non è una borgata di case sparse: è un centro con una propria identita’ e una propria parrocchia, l’Immacolata. Il capoluogo ha la sua, con la patrona Nostra Signora del Monte Carmelo che si festeggia il 16 luglio.

Quando ci chiamate, quindi, la domanda non è formale: la vostra famiglia si sente di Grinzane o di Gallo? Da li’ dipende in quale chiesa si celebra, con quale parroco concordiamo l’orario, e dove ha senso affiggere i manifesti perché li veda la gente giusta.

Nessuno vi obbliga a scegliere secondo la residenza. Conta dove la persona ha vissuto la sua vita, e le due cose non sempre coincidono.

Il cimitero e le pratiche

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li scriviamo nel preventivo.

Della pratica ci occupiamo noi per intero: concessione, autorizzazioni, tempi con chi tiene il cimitero. In un Comune così piccolo i posti disponibili sono pochi per definizione, ed è una delle poche situazioni in cui conviene verificare subito invece che a funerale organizzato.

La cremazione, e le ceneri divise

Il Tempio Crematorio è nel Cimitero Urbano di Bra, a una quindicina di chilometri: il trasporto è una voce a se’ nel preventivo, l’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

C’è una domanda che ci fanno spesso e su cui gira parecchia confusione: si possono dividere le ceneri fra i figli? La risposta è no. L’urna resta una, e l’affidamento riguarda una sola persona indicata per nome, con il luogo di conservazione registrato.

Lo diciamo perché in una famiglia con figli che vivono lontano la richiesta nasce con le migliori intenzioni, e scoprire che non si può fare dopo aver già deciso crea discussioni proprio nel momento peggiore.

Se il problema è che nessuno vuole restare senza un luogo dove andare, la soluzione pratica c’è ed è un’altra: la tumulazione al cimitero, che è di tutti e non è di nessuno in particolare.

La fotografia

Serve per il manifesto, per l’annuncio e più avanti per la lapide, e viene chiesta in un momento in cui nessuno ha voglia di aprire un cassetto.

Il consiglio pratico, per esperienza: non cercate la più bella, cercate quella in cui era lui. Quasi sempre non è una foto in posa: è un ritratto rubato a un pranzo, in vigna, con un nipote in braccio. La gente del paese la riconosce, e chi passa davanti al manifesto sorride invece di guardare oltre.

Sul piano tecnico: va bene anche una fotografia di gruppo, ritagliamo noi. Va bene una stampa vecchia, la scansioniamo. Va molto meglio l’originale digitale che non uno scatto fatto con il telefono a una foto incorniciata, perché i riflessi si vedono sempre.

Per la lapide si può usare la stessa o un’altra, e non va decisa adesso: la lapide arriva settimane dopo e avrete tempo di guardare con calma.

Un’ultima cosa. Se non trovate niente che vi convince, si può fare il manifesto senza fotografia, come si è sempre fatto. Non è un obbligo e non toglie nulla.

Gli oggetti e i vestiti, mesi dopo

Non è una cosa dei giorni del funerale ed è per questo che ne parliamo qui: nessuno vi prepara al momento in cui bisognera’ aprire l’armadio.

La regola che diamo sempre è una sola: non fatelo troppo presto e non fatelo da soli. Non c’è nessuna scadenza, la successione non lo richiede, e le cose possono restare dove sono per mesi senza che accada niente.

Quando ve la sentirete, due accorgimenti che aiutano davvero. Il primo: prima di dare via qualcosa, mettete da parte tre o quattro oggetti piccoli, uno per ciascuno dei familiari più stretti. Non serve che abbiano valore: un orologio, una sciarpa, un coltellino. Chi li riceve li terra’ per sempre, e chi non li ha avuti se ne ricordera’.

Il secondo: gli abiti in buono stato hanno associazioni che li raccolgono e a molte famiglie fa bene sapere che serviranno a qualcuno. Ma decidetelo voi, non lasciate che lo decida chi vuole solo sbrigare la faccenda.

E se una stanza volete lasciarla com’è ancora per un po’, lasciatela. Non è un problema da risolvere.

Undici chilometri, e chi risponde

Da Guarene a Grinzane sono undici chilometri: un quarto d’ora, a qualunque ora del giorno e della notte.

Chi risponde al telefono sa già dove siete e sa la differenza fra il capoluogo e Gallo. Non c’è un centralino e non c’è un numero che vi richiama fra un’ora.

Alla prima telefonata non serve che sappiate niente: basta dirci dove siete. Da quel momento cominciamo noi, con la dichiarazione di decesso, le autorizzazioni, le pratiche cimiteriali e l’accordo con la parrocchia giusta.

Quello che mettiamo per iscritto

Il preventivo arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre: diritti comunali, concessione, cremazione, fiori, offerta alla parrocchia.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona.

Se i soldi sono un problema ditecelo alla prima telefonata: esistono soluzioni dignitose che costano meno.

Oltre il castello

Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso. L’elenco dice da dove le persone ci cercano, non fin dove arriviamo.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Onoranze funebri a Diano d’Alba: due parrocchie, tre nuclei

Diano d’Alba dista dieci chilometri da Guarene e sta a quasi cinquecento metri, sul crinale che guarda da una parte le Langhe e dall’altra il Roero. Ha circa tremilacinquecento abitanti distribuiti su tre nuclei: il capoluogo, la frazione Ricca e la frazione Valle Talloria.

Due parrocchie, e la chiesa non è automatica

È la prima cosa che chiediamo, e a Diano conta più che altrove: il Comune ha due parrocchie distinte, con due parroci.

Nel capoluogo c’è San Giovanni Battista, la parrocchiale barocca sul piazzale panoramico; in frazione Valle Talloria c’è Santa Croce. Sono due comunita’ diverse, con calendari e disponibilita’ proprie.

Questo significa che l’orario non dipende da un solo interlocutore: se la famiglia è di Valle Talloria ma vuole celebrare nel capoluogo, o viceversa, si tratta di mettere d’accordo due agende. Non è un problema, ma richiede una telefonata in più che facciamo noi.

Conviene deciderlo subito, perché da quella scelta dipendono l’orario, il percorso del corteo e l’ora in cui si arriva al cimitero.

Sul territorio ci sono poi molte cappelle seicentesche, che segnavano le antiche strade fra i paesi. Se una di quelle contava per la vostra famiglia ditecelo: qualche volta si trova la forma per una sosta.

Il cimitero, e i tre nuclei

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li scriviamo nel preventivo.

Se la famiglia ha già una tomba, è quella a decidere. Se invece la sepoltura è da scegliere, in un Comune diviso su tre nuclei vale una domanda pratica: da dove verranno, negli anni, le persone che andranno a trovarlo. Fra il capoluogo, Ricca e Valle Talloria ci sono chilometri e dislivello.

La cremazione, e il tragitto più lungo

Da Diano il Tempio Crematorio di Bra è a circa quindici chilometri, e si attraversa Alba: è fra i percorsi più lunghi dei paesi in cui lavoriamo.

Su questa distanza chi vuole accompagnare il feretro deve mettere in conto andata e ritorno, e molte famiglie preferiscono salutare a Diano lasciando a noi il tragitto. È del tutto legittimo e non toglie nulla.

Il trasporto è una voce che sta a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi: non dovete tornare a Bra a prenderla.

La donazione del corpo alla scienza

È una possibilita’ che qualcuno considera e su cui circolano molte idee sbagliate, quindi vale la pena dire come funziona davvero.

Non è un gesto che i familiari possono decidere dopo: richiede una volonta’ espressa in vita dalla persona, in forma scritta, e un accordo con una struttura universitaria che accetti la donazione. Senza quei due elementi non è possibile, per quanto la famiglia sia convinta che lo avrebbe voluto.

La cosa che sorprende chi non ci ha mai pensato è il tempo: il corpo resta alla struttura anche per un lungo periodo, e la restituzione alla famiglia, di norma sotto forma di ceneri, può arrivare dopo mesi o anni. Nel frattempo non c’è una tomba dove andare.

Per questo molte famiglie che pure condividono la scelta chiedono di poter fare comunque un momento di saluto prima, ed è possibile: si organizza una cerimonia senza sepoltura, e il ricordo si tiene lo stesso.

Se una persona vi ha detto che vorrebbe donarsi, il consiglio è semplice: fatelo mettere per iscritto adesso e chiedete alla struttura come funziona. Detto a voce e basta, quel desiderio non si realizzera’.

Se aveva un’attivita’ con dei dipendenti

A Diano, dove il vino è l’attivita’ principale e non mancano aziende con personale, è una situazione frequente.

Alla morte del titolare l’attivita’ non si ferma da sola, e nemmeno i suoi obblighi: gli stipendi hanno scadenze, i fornitori aspettano, i clienti chiamano. Chi resta si trova a gestire un’azienda nel giorno peggiore della propria vita, spesso senza sapere da dove si comincia.

Due cose sole, e poi vi rimandiamo a chi di dovere. La prima: avvisate il commercialista entro pochi giorni, non a mesi. Ci sono adempimenti che hanno termini propri, diversi da quelli della successione, e recuperare dopo costa. La seconda: i dipendenti vanno informati subito e di persona, prima che lo scoprano dal manifesto. Non è solo rispetto: è il modo per evitare che si sentano già licenziati.

Sul funerale, una nota pratica. Se il defunto aveva colleghi e collaboratori, vorranno esserci: basta dare a noi un nome e un numero e facciamo girare la notizia. Spesso non chiamano loro per non disturbare, e la famiglia non li avvisa per non sembrare invadente.

Il crinale, e come ci arriviamo

Diano sta in alto e il territorio scende su due versanti: da Guarene sono dieci chilometri, un quarto d’ora, a qualunque ora del giorno e della notte.

Quando chiamate ditecelo subito se siete nel capoluogo, a Ricca o a Valle Talloria: sono tre posti diversi e il percorso cambia. Un riferimento visibile aiuta più di un numero civico, soprattutto per le case fra le vigne.

I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e di entrambe le frazioni. In un Comune con tre nuclei e due parrocchie, mettere il manifesto solo in centro significa che metà del paese non lo vede.

Come ci comportiamo sui costi

Il preventivo è scritto, arriva prima che si cominci e resta quello. Le nostre voci stanno da una parte, quelle che passano da noi ma non sono nostre dall’altra: diritti comunali, concessione, cremazione, fiori, offerta alla parrocchia.

Non trovate cifre su questa pagina, e non è reticenza: le tariffe comunali e quelle del crematorio cambiano, e un numero pubblicato oggi fra sei mesi sarebbe falso.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona e arriva alcune settimane dopo il funerale.

Dalle Langhe al Roero

Diano guarda le Langhe, noi stiamo dall’altra parte, sul Roero: è esattamente il tipo di distanza che non ci ha mai fermato. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

Portare il feretro e accompagnare al cimitero: come funziona

È la parte del funerale di cui si parla meno e che nei paesi conta di più: il momento in cui il defunto esce dalla chiesa e le persone lo accompagnano.

Chi porta il feretro

Nei paesi del Roero è ancora frequente che siano figli, nipoti o amici, almeno per un tratto. In altri casi lo facciamo noi.

Non c’è una regola e non c’è un obbligo in nessuna delle due direzioni.

Se qualcuno desidera farlo

Ditecelo il giorno prima. Ci organizziamo, spieghiamo come si fa e restiamo accanto.

Servono in genere quattro o sei persone. Vale la pena sapere che il peso è rilevante e che il tratto è spesso in salita o su scale: chi non se la sente non deve, e non è una mancanza.

Se nessuno se la sente

È altrettanto normale. Ce ne occupiamo noi, e nessuno lo nota.

Il corteo

Nei paesi

Il tragitto dalla chiesa al cimitero è spesso breve, e una parte delle persone lo fa a piedi dietro al feretro.

È una tradizione ancora viva nei nostri Comuni, e per molte famiglie è il momento più sentito di tutta la giornata: il paese che accompagna.

Nelle città

Ad Alba o a Bra ci si sposta in auto. Il corteo procede compatto, con i mezzi che seguono il carro.

Se il cimitero è lontano

Il feretro viene trasportato in auto e le persone raggiungono il cimitero autonomamente. In quel caso è utile che qualcuno dica ad alta voce, all’uscita, dove ci si ritrova e a che ora.

L’ordine

Consueto e non obbligatorio: il feretro, i familiari più stretti, poi tutti gli altri.

Chi porta i fiori li porta davanti o accanto.

Non serve che nessuno organizzi nulla: si forma da solo.

Chi partecipa e non sa se andare

Non è obbligatorio andare al cimitero. Molti salutano in chiesa e non proseguono, ed è normale.

Se andate, si resta un po’ indietro, si lascia spazio alla famiglia, si saluta e si va.

Al cimitero

Cosa succede

Il feretro raggiunge il punto della sepoltura. C’è in genere una breve preghiera o un momento di raccoglimento.

Poi avviene la sepoltura vera e propria: inumazione, tumulazione, o la partenza per la cremazione.

Se la famiglia vuole assistere

Si può, ed è una scelta personale. Alcune persone restano fino alla fine, altre preferiscono andarsene prima.

Entrambe le cose vanno bene, e non serve giustificarsi.

Se ci sono bambini, valutate: la chiusura del loculo o il riempimento della fossa possono essere immagini forti.

La tumulazione

Nel caso del loculo, il feretro viene collocato e lo spazio viene chiuso. È un’operazione che richiede qualche minuto e viene eseguita dal personale del cimitero.

L’inumazione

Nel caso della sepoltura in terra, il feretro viene calato nella fossa. Molte famiglie posano un fiore o una manciata di terra: è un gesto che non ha nulla di obbligatorio e che molti trovano utile.

Il gesto collettivo

Se volete, si può organizzare qualcosa che coinvolga chi partecipa:

  • Ognuno posa un fiore sul feretro
  • Un applauso, dove è nella consuetudine del luogo
  • Un brano ascoltato insieme
  • Un minuto di silenzio dichiarato

Al cimitero non ci sono vincoli liturgici: è lo spazio in cui si può fare quello che in chiesa non si poteva.

Dopo

Il momento in cui ci si saluta e ognuno torna alla propria giornata è spesso il più brusco.

Alcune famiglie si ritrovano a casa o al ristorante. Non è un obbligo, e non è mancanza di rispetto: molte persone raccontano che quel pranzo, con le storie e qualche risata, è stato il momento in cui hanno cominciato a respirare.

Se non siete invitati esplicitamente, non presentatevi: quel momento è per la famiglia stretta.

Cosa facciamo noi

Organizziamo il trasferimento, coordiniamo il corteo, teniamo i rapporti con il personale del cimitero e ci assicuriamo che tutto sia pronto quando arrivate.

E vi diciamo prima cosa succedera’, passo per passo. È la cosa che le famiglie apprezzano di più: sapere in anticipo cosa aspettarsi toglie metà dell’ansia di quella mattina.

Se qualcuno vuole partecipare e non può camminare

Nei paesi il corteo a piedi esclude chi ha difficolta’ motorie, e sono spesso le persone che al defunto erano più legate.

Due soluzioni pratiche:

  • Alcune persone raggiungono il cimitero in auto e aspettano li’
  • Chi ha bisogno può essere accompagnato: chiedetecelo, ci organizziamo

Vale la pena dirlo ad alta voce all’uscita dalla chiesa: chi non se la sente di camminare spesso non chiede, e resta indietro da solo.

Il traffico e la viabilita’

Nei centri abitati il corteo comporta un rallentamento della circolazione. È una situazione ordinaria e prevista.

Dove il tragitto attraversa strade di scorrimento, ce ne occupiamo noi con il Comune.

Il momento in cui il feretro esce dalla chiesa

È il momento più forte di tutta la cerimonia, e vale la pena saperlo prima: molte persone che avevano retto fino a quel punto cedono li’.

È anche il momento in cui, se avete scelto un brano da ascoltare, funziona meglio.

Le associazioni e i gruppi

Nei nostri paesi capita spesso che il defunto facesse parte di un gruppo: alpini, bocciofila, coro, banda, corale parrocchiale, protezione civile.

La partecipazione del gruppo — con il labaro, il gagliardetto, o semplicemente presente insieme — è una delle cose più sentite di tutta la giornata.

Va organizzata con qualche giorno di anticipo. Se il defunto apparteneva a un’associazione, ditecelo il primo giorno: contattiamo noi il referente.

Il momento di andare via

Al termine, al cimitero, non c’è un segnale che dica che è finita.

Se siete la famiglia, potete semplicemente cominciare a salutare: le persone capiscono e vi seguono.

Se partecipate, la regola è quella di sempre: due parole, e via. Chi passa velocemente aiuta più di chi si ferma.

Se il defunto va sepolto in un altro Comune

Capita spesso: la cerimonia si tiene dove viveva, la sepoltura dove c’è la tomba di famiglia.

In quel caso il corteo si scioglie all’uscita dalla chiesa, e solo i familiari e chi vuole raggiungono il cimitero, spesso in un altro paese.

Va detto ad alta voce all’uscita, con l’indicazione del Comune e dell’orario: è l’informazione che manca più spesso, e chi non la sente resta fermo sul sagrato senza sapere cosa fare.

Il ritorno

Finita la sepoltura, ognuno torna alla propria giornata. È il momento più brusco di tutti.

Se la famiglia ha previsto un momento insieme — un caffe’, un pranzo — è bene dirlo li’, specificando chi è invitato. In caso contrario, va bene salutarsi e basta.

Cosa vi diciamo prima

La mattina del funerale vi spieghiamo la sequenza: a che ora arriviamo, quando esce il feretro, dove vi mettete, cosa succede al cimitero.

Sapere in anticipo cosa aspettarsi toglie metà dell’ansia di quella mattina, ed è la cosa che le famiglie ci dicono di aver apprezzato di più.

Se piove

Succede, e non cambia nulla: il corteo si fa lo stesso, più breve.

Portiamo noi gli ombrelli e ci occupiamo del riparo all’uscita e al cimitero. Non è una cosa a cui dobbiate pensare voi.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Onoranze funebri a Baldissero d’Alba: fra le rocche e le vigne

Baldissero d’Alba dista dieci chilometri da Guarene e sta a trecentottanta metri, in un paesaggio collinare scosceso fra le rocche del Roero. Ha circa mille abitanti, con le localita’ Aprato, Baroli e La Villa, e confina con Corneliano d’Alba, Montaldo Roero, Ceresole Alba, Sommariva del Bosco e Sommariva Perno.

Due chiese, e una che non c’è quasi più

La parrocchiale è Santa Caterina, nel centro storico, ricostruita fra il 1712 e il 1854.

Prima c’era Sant’Antonino, l’antica parrocchiale fondata alla fine dell’VIII secolo alle rocche, fra Aprato e La Villa, un chilometro fuori dall’abitato in mezzo alle vigne. Oggi ne restano i resti absidali del Duecento.

Lo scriviamo per una ragione pratica, non storica: capita che una famiglia abbia legami antichi con un luogo che non è più quello dove si celebra. Se avete un desiderio di questo tipo – una sosta, una benedizione, un momento in un posto che contava per lui – ditecelo. Non sempre è possibile, ma quasi sempre si trova una forma.

L’orario della funzione lo concordiamo noi con il parroco, insieme al resto.

Il cimitero, e le pratiche che facciamo noi

Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete: campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario per i resti, cinerario per le ceneri. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, e non li trovate scritti qui perché cambiano: li verifichiamo e ve li mettiamo nel preventivo.

Della pratica ci occupiamo noi per intero: la concessione, l’autorizzazione, i tempi con chi tiene il cimitero. È la parte del lavoro che una famiglia non dovrebbe nemmeno vedere, e a Baldissero, dove il territorio è scosceso e le distanze reali sono maggiori di quelle sulla mappa, è anche quella che vi farebbe perdere più tempo.

Otto chilometri fino a Bra

Chi sceglie la cremazione da Baldissero ha il Tempio Crematorio del Cimitero Urbano di Bra a una ottantina di minuti a piedi e a otto chilometri di strada: fra i tragitti brevi della zona.

Questo non rende la scelta più giusta ne’ più facile, e non è una cosa che si decide guardando i chilometri. Cambia solo un aspetto organizzativo: chi vuole essere presente alla partenza del feretro può farlo senza affrontare un viaggio.

Il trasporto resta una voce a se’ nel preventivo, a carico della famiglia. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.

Quando muore qualcuno che aveva ancora dei figli piccoli

È la circostanza più dura, e in un paese di mille abitanti quando succede lo sanno tutti.

Sui bambini vale una cosa sola, e ce la sentiamo di dirla perché l’abbiamo vista molte volte: tenerli fuori non li protegge. Un bambino capisce benissimo che è successo qualcosa, e cio’ che lo spaventa non è la cerimonia, è non sapere cosa stia accadendo intorno a lui mentre tutti piangono e nessuno gli spiega niente.

Se decidete di portarlo, spiegategli prima cosa vedra’ e chi ci sarà, e lasciategli la possibilita’ di uscire in qualsiasi momento con un adulto che resta con lui. Non serve un adulto qualsiasi: serve qualcuno che non abbia bisogno di essere consolato a sua volta, quindi spesso non un genitore.

Sulle parole: evitate le formule che confondono, come dire che si è addormentato o che è partito per un viaggio. Un bambino le prende alla lettera, e per mesi avrà paura di dormire o aspettera’ un ritorno.

Se vi sembra troppo, ditecelo. Non siamo psicologi e non lo diciamo per esserlo: sappiamo pero’ come si organizza una giornata in modo che un bambino ci stia dentro senza restare travolto.

Il paese che partecipa, e come si regge

In un Comune di mille abitanti a un funerale viene quasi tutto il paese, anche chi non era parente. È una cosa bella e insieme faticosa: significa ore in piedi a ricevere condoglianze, ripetendo la stessa frase a duecento persone quando si avrebbe voglia di stare zitti.

Non è obbligatorio reggere tutto. Si può ridurre il tempo della veglia aperta, concentrare il saluto nella funzione, o far ricevere una persona di famiglia al posto vostro mentre restate in disparte. Nessuno si offende, e chi vi vuole bene capisce senza che glielo spieghiate.

C’è poi la parte di cui nessuno parla: dopo, quando il paese torna alla sua vita e voi restate con la casa vuota. Le prime settimane passano ancora qualche visita, poi meno. È normale e non è cattiveria di nessuno.

Se in quei giorni vi accorgete di non farcela, parlarne con il medico di famiglia è una scelta normale come un’altra. E potete chiamarci anche mesi dopo, solo per chiedere come si fa una pratica: non c’è una scadenza oltre la quale non siamo più i vostri.

La strada, e quanto ci mettiamo

Da Guarene sono dieci chilometri, un quarto d’ora scarso a qualunque ora del giorno e della notte.

Il territorio di Baldissero è scosceso e certe strade fra le vigne sono strette: quando chiamate ditecelo, se siete ad Aprato, ai Baroli o alla Villa, e datecene un riferimento visibile. Arrivare al posto giusto la prima volta vale più di qualunque promessa di velocita’.

I manifesti li affiggiamo anche nelle localita’, non solo in centro: chi vive fuori dall’abitato può non passarci per giorni.

Quello che vi diciamo prima

Il preventivo è scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre.

Se serve la tanatoestetica la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. La lapide la realizza un laboratorio di marmisti della zona e arriva alcune settimane dopo il funerale.

Se i soldi sono un problema ditecelo subito: esistono soluzioni dignitose che costano meno, e saperlo prima ci permette di costruire il preventivo di conseguenza.

Non solo Baldissero

Se il vostro Comune non ha una pagina qui, chiamateci lo stesso. Le nostre pagine dicono da dove le persone ci cercano, non fin dove arriviamo.

Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.

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