Onoranze funebriSan Damiano d’Asti dista undici chilometri da Guarene ed e’ il centro piu’ grande fra i paesi in cui lavoriamo abitualmente: circa ottomilatrecento abitanti su quarantotto chilometri quadrati, con oltre trenta fra frazioni e localita’.
Il borgo nacque intorno al 1275 come villanova a pianta regolare, con mura, torri e due sole porte: Sottera’ verso Asti e Sovera’ verso Alba.
Nel Quattrocento la fortificazione di Porta Sottera’ venne trasformata nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano: il campanile che vedete oggi era la porta d’ingresso del paese. All’interno si conserva un coro ligneo circolare del Quattrocento.
Lo raccontiamo per una ragione che con la storia c’entra poco. Nei paesi cosi’, dove le cose cambiano funzione ma restano, le famiglie hanno spesso un legame con un luogo preciso: la chiesa dove si sono sposati, la cappella della frazione, il santuario dove andava la nonna. Se per voi conta, ditecelo: qualche volta si trova la forma per tenerne conto.
E’ la situazione piu’ difficile che ci capita di incontrare, e in un Comune di ottomila abitanti succede piu’ spesso di quanto si immagini: muore la persona che assisteva un figlio disabile, un coniuge malato, un genitore molto anziano.
Il lutto in quel caso arriva insieme a un’emergenza pratica, e nelle stesse ore in cui ci si dovrebbe fermare bisogna invece decidere chi si occupa di qualcuno che non puo’ restare solo.
Non e’ materia nostra, e non fingiamo che lo sia. Ma sappiamo due cose che in quelle ore servono. La prima: i servizi sociali del Comune hanno strumenti per l’urgenza, e vanno chiamati subito, non fra una settimana. La seconda: se la persona assistita percepiva un’indennita’ o aveva un amministratore di sostegno, quella posizione va comunicata e a volte rivista, perche’ cambia chi ne risponde.
Sul funerale, una cosa che vale la pena decidere con calma: la persona assistita puo’ partecipare, se le sue condizioni lo permettono. Escluderla per proteggerla e’ quasi sempre un errore, come lo e’ con i bambini: chi non capisce le parole capisce benissimo che qualcuno non c’e’ piu’.
Ce ne occupiamo con discrezione: possiamo organizzare una permanenza breve, un posto dove sedersi lontano dalla folla, un’uscita anticipata. Basta dircelo, e nessuno se ne accorgera’.
E se in quei giorni la casa e’ piena di gente e nessuno riesce a occuparsi di lei, chiedete a un vicino di fiducia: e’ il tipo di cosa che nei paesi si fa ancora, e nessuno vi giudichera’ per averla chiesta.
In un paese di cinquecento abitanti la notizia si sa da sola: a San Damiano no. Ottomila persone sono troppe perche’ il passaparola arrivi ovunque, e questo cambia il modo di far sapere.
Qui il manifesto e l’annuncio contano piu’ che altrove, e vanno pensati: chi era il defunto per la comunita’, dove lavorava, a quale associazione apparteneva, in quale frazione viveva. Sono quelle le persone che vorrebbero esserci e che rischiano di scoprirlo dopo.
I manifesti li affiggiamo negli spazi del capoluogo e nelle frazioni: con oltre trenta localita’ sparse su quarantotto chilometri quadrati, metterli solo in centro significa che una parte consistente del Comune non li vede.
E se il defunto aveva colleghi, soci o compagni di squadra, basta darci un nome e un numero: facciamo girare la notizia noi. Molti non si fanno vivi per non disturbare, e la famiglia non li avvisa per non sembrare invadente.
San Damiano e’ in provincia di Asti e confina con il Roero cuneese: molte famiglie hanno legami di qua e di la’.
Se il decesso avviene qui e la sepoltura e’ nel Cuneese, o viceversa, serve il nulla osta del cimitero di destinazione, che conferma disponibilita’ e concessione in regola. Lo chiediamo noi, su entrambi i fronti, e non allunga i tempi in modo apprezzabile.
Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune: li verifichiamo e ve li scriviamo nel preventivo, senza cifre pubblicate qui che fra sei mesi sarebbero false.
Il Tempio Crematorio di riferimento e’ quello di Bra, nel Cimitero Urbano, a circa ventidue chilometri: la scelta dell’impianto non dipende dal confine amministrativo ma dalla comodita’ e dagli accordi.
Su questa distanza conviene decidere prima se qualcuno vuole accompagnare il feretro oppure se preferite salutare qui: la seconda e’ la scelta piu’ frequente e non toglie nulla.
Il trasporto e’ una voce a se’ nel preventivo. L’urna e’ pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.
In un centro di ottomila abitanti le imprese fra cui scegliere sono piu’ di una, e questa pagina non serve a convincervi che siamo gli unici bravi.
Serve a dirvi una cosa sola: da Guarene sono undici chilometri, un quarto d’ora, e chi risponde al telefono e’ qualcuno che sa gia’ dove siete. Non c’e’ un centralino e non c’e’ un numero che vi richiama fra un’ora.
Il preventivo e’ scritto e arriva prima che si cominci. La tanatoestetica, quando serve, la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. Le lapidi le fa un laboratorio di marmisti della zona. Quello che non e’ nostro ve lo diciamo.
San Damiano e’ nata con una porta verso Asti e una verso Alba, e da allora guarda in due direzioni. Noi arriviamo da quella di Alba, e lavoriamo in entrambe le province senza fare distinzioni.
Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci lo stesso. Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni.
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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