Onoranze funebriCastagnole delle Lanze dista nove chilometri da Guarene, in provincia di Asti, ai margini fra Langhe e Monferrato. Ha circa tremilasettecento abitanti e un territorio diviso in quattordici fra frazioni e localita’: Annunziata, Carossi, Farinere, Olmo, Rivella, San Bartolomeo, San Defendente, San Grato, San Lorenzo, San Pietro, San Rocco, Santa Maria, Val Bera e Valle Tanaro.
Castagnole non ha un centro solo, e chi ci abita lo sa benissimo: sono due paesi cresciuti in epoche diverse.
In alto c’è il borgo storico di San Pietro, con la parrocchiale barocca del 1701, la chiesa di San Rocco e la confraternita dei Battuti Bianchi. In basso c’è San Bartolomeo, cresciuto dai primi decenni del Novecento, dove stanno le attivita’ e la maggior parte della gente.
Sono due parrocchie distinte, con due parroci. Quindi la prima cosa che vi chiediamo non è formale: la vostra famiglia è del Paese Alto o di San Bartolomeo? Da li’ dipendono la chiesa, l’interlocutore con cui concordiamo l’orario e il percorso della giornata.
Fra i due nuclei c’è un dislivello vero. Se la funzione è in alto e la famiglia sta in basso, il corteo va organizzato e chi accompagna a piedi deve sapere che c’è da salire.
Capita più spesso di quanto si creda, ed è una frase che mette la famiglia in difficolta’: non voglio funerali, non voglio gente, fatemi sparire senza cerimonie.
La prima cosa da capire è cosa intendeva. Quasi sempre non era un rifiuto del saluto: era il rifiuto di qualcosa di sfarzoso, o la paura di essere di peso, o il fastidio per una liturgia in cui non si riconosceva.
Si può fare pochissimo e farlo bene: nessuna funzione, nessun manifesto, solo la famiglia stretta al cimitero. Oppure una benedizione breve senza corteo. Oppure niente di niente, con il solo accompagnamento alla sepoltura. Tutte queste sono possibili, e non c’è nulla di irregolare.
Quello che vi diciamo per esperienza è l’altro lato, e vale la pena sentirlo prima di decidere: il funerale non serve al morto, serve a chi resta. Le famiglie che hanno rinunciato del tutto qualche volta se ne pentono mesi dopo, perché manca un momento in cui la cosa è stata detta ad alta voce davanti a qualcuno.
Una via di mezzo che funziona spesso: rispettare la sua volonta’ sul funerale e ritrovarsi più avanti, senza cerimonia, fra chi gli voleva bene. Un pranzo, una messa a un mese, una camminata. Chi non voleva scomodare nessuno di solito non aveva niente contro questo.
E se in famiglia c’è chi vuole rispettare la frase alla lettera e chi non se la sente, ditecelo: non spetta a noi dare ragione a qualcuno, ma possiamo dirvi cosa è possibile e cosa non si potrà più rifare dopo.
Ventidue chilometri quadrati e quattordici fra frazioni e localita’ significano che l’indirizzo esatto conta più del nome del Comune.
Fra Valle Tanaro, in basso verso il fiume, e le borgate in quota come Val Bera o Rivella ci sono chilometri e dislivello: partire sapendo dove si va evita di perdere venti minuti in una notte di novembre. Un riferimento visibile – una cascina, un bivio, una cappella – vale più di un numero civico.
I manifesti li affiggiamo negli spazi di entrambi i nuclei e nelle borgate. In un Comune così, metterli solo in centro significa che metà del paese non li vede.
Castagnole è in provincia di Asti, e questo cambia gli enti di riferimento ma non il nostro lavoro: veniamo qui abitualmente.
L’unica accortezza riguarda le famiglie divise fra le due province, che qui sono tante: se il decesso avviene di qua e la sepoltura è nel Cuneese, o viceversa, serve il nulla osta del cimitero di destinazione e sono due amministrazioni a doversi parlare. Lo gestiamo noi su entrambi i fronti.
Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune, li verifichiamo noi e ve li scriviamo nel preventivo.
Il Tempio Crematorio di riferimento è quello di Bra, nel Cimitero Urbano: da Castagnole sono circa ventiquattro chilometri, la distanza più lunga fra i paesi in cui lavoriamo abitualmente.
Su questo tragitto conviene decidere prima una cosa sola: se qualcuno della famiglia vuole accompagnare il feretro, oppure se preferite salutare qui e lasciare a noi il viaggio. La seconda è quello che sceglie la maggior parte delle persone, e non toglie nulla.
Il trasporto è una voce a se’ nel preventivo e su questa distanza si sente. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi: non dovete tornare a Bra a prenderla.
A Castagnole, come in molti paesi di queste colline, capita che i genitori siano rimasti e i figli si siano spostati a Torino, ad Asti o più lontano.
Quando succede qualcosa, chi è sul posto è spesso un vicino o un parente alla lontana, e chi deve decidere è al telefono a centocinquanta chilometri. Non è un problema: si comincia lo stesso, e la prima telefonata potete farcela dal treno.
Serve pero’ che ci diciate subito chi decide. Non per formalita’: perché se ci arrivano indicazioni diverse da due persone diverse, ci fermiamo, e quello si’ che fa perdere tempo.
Il preventivo è scritto e arriva prima che si cominci, con le nostre voci separate da quelle che passano da noi ma non sono nostre.
La tanatoestetica, se serve, la esegue un tecnico specializzato esterno che chiamiamo noi. Le lapidi le realizza un laboratorio di marmisti della zona. Le pratiche di successione non le facciamo: vi diciamo quali sono e in che ordine, poi servono un notaio o un commercialista.
Sono nove chilometri e un quarto d’ora, a qualunque ora del giorno e della notte. Chi risponde al telefono conosce il Paese Alto e San Bartolomeo, e sa che non sono la stessa cosa.
Se il vostro paese non ha una pagina qui, chiamateci comunque: l’elenco dice da dove ci cercano, non fin dove andiamo.
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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