Onoranze funebri
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Accettare o rinunciare all’eredita’: come si decide e cosa non fare

6 minuti di lettura Aggiornato il 28 Agosto 2026

Ereditare non significa solo ricevere beni: significa subentrare anche nei debiti.

Per questo la legge non rende nessuno erede automaticamente: bisogna accettare. E si puo’ rinunciare.

E’ la materia in cui gli errori costano di piu’, e quasi tutti si commettono nelle prime settimane per non aver saputo una cosa semplice.

Le tre possibilita’

1. Accettazione pura e semplice

Si diventa eredi a tutti gli effetti. Il patrimonio del defunto si confonde con il proprio, debiti compresi, anche oltre il valore di quanto ricevuto.

2. Rinuncia

Si dichiara di non voler essere erede. Non si ricevono beni e non si rispondono i debiti.

Si fa con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Non basta dirlo, non basta non fare nulla.

3. Accettazione con beneficio di inventario

E’ la via di mezzo: si accetta, ma si risponde dei debiti solo entro il valore di quanto si eredita.

Richiede un inventario formale dei beni, ha procedure e termini rigorosi, e si fa con l’assistenza di un notaio.

Il termine

Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione.

Sembra tantissimo, e infatti il problema non e’ quasi mai il termine: e’ l’accettazione tacita.

L’accettazione tacita: l’errore che chiude ogni strada

Non serve firmare niente per diventare eredi. Basta comportarsi da erede.

Alcuni comportamenti che possono valere come accettazione:

  • Prelevare dal conto del defunto
  • Vendere o regalare beni del defunto
  • Riscuotere crediti a lui intestati
  • Pagare debiti del defunto con il suo denaro
  • Volturare utenze o veicoli a proprio nome
  • Disporre di beni in modo incompatibile con la volonta’ di rinunciare

Dopo un atto del genere, la rinuncia non e’ piu’ possibile.

E’ per questo che, se l’eredita’ e’ incerta, la regola d’oro e’ una sola: non toccate nulla finche’ non avete parlato con un professionista.

Cosa invece non e’ accettazione

  • Organizzare e pagare il funerale con denaro proprio
  • Presentare la dichiarazione di successione, che e’ un adempimento fiscale
  • Compiere atti conservativi: mettere in sicurezza la casa, pagare una polizza in scadenza
  • Prendere gli oggetti personali di valore affettivo, entro limiti ragionevoli

La prima riga e’ importante e tranquillizza molte persone: occuparsi del funerale non vi rende eredi.

Come si capisce se conviene

Serve un quadro, e si costruisce con quattro verifiche:

Cosa Dove
Immobili e terreni Visura catastale nazionale
Conti, titoli, libretti Anagrafe dei rapporti finanziari
Debiti verso il fisco Estratto di ruolo
Mutui e finanziamenti Centrale rischi, documenti in casa

Le prime due dicono cosa c’e’. Le seconde due dicono cosa manca. Senza tutte e quattro si decide al buio.

Attenzione ai terreni dimenticati: nelle nostre zone e’ frequente che una persona risulti intestataria di piccole particelle ereditate a sua volta e mai volturate.

Se rinunciate

  • La quota passa agli altri chiamati: se rinunciano i figli, tocca ai nipoti
  • Quindi avvisate chi viene dopo: e’ l’errore piu’ frequente. Un nipote che non sa di essere diventato chiamato puo’ trovarsi con i debiti addosso
  • La rinuncia riguarda tutta l’eredita’: non si puo’ prendere la casa e lasciare i debiti
  • E’ revocabile a certe condizioni, finche’ altri non hanno accettato

I minori

Per un minore la rinuncia richiede l’autorizzazione del giudice tutelare, e i tempi si allungano.

E’ una situazione frequente proprio nella catena delle rinunce: rinunciano i figli, e la chiamata arriva ai nipoti minorenni.

Quando conviene il beneficio di inventario

  • Non sapete se ci sono debiti, e ci sono beni che vorreste
  • Il defunto aveva un’attivita’ d’impresa
  • Ci sono fideiussioni o garanzie prestate
  • Fra gli eredi ci sono minori: in alcuni casi e’ l’unica strada percorribile

Ha costi e formalita’ maggiori, ma e’ l’unica soluzione che permette di accettare senza rischiare oltre il valore ereditato.

Cosa fare, in ordine

  1. Non toccate nulla del patrimonio del defunto
  2. Fate le quattro verifiche sopra
  3. Se emergono debiti o incertezze, andate da un notaio o un avvocato
  4. Decidete: accettazione, rinuncia o beneficio di inventario
  5. Se rinunciate, avvisate i chiamati successivi

Il primo punto e’ l’unico che non si puo’ recuperare dopo.

La catena delle rinunce

E’ l’aspetto meno conosciuto e quello che crea i danni maggiori.

Quando un chiamato rinuncia, la sua quota non sparisce: passa ai chiamati successivi secondo l’ordine di legge. Se rinunciano i figli, la chiamata arriva ai nipoti; se rinunciano anche loro, ai gradi ulteriori.

Il rischio concreto: un nipote che non e’ stato avvisato non sa di essere diventato chiamato, non rinuncia, e puo’ trovarsi coinvolto in una posizione debitoria che non conosceva.

Cosa fare, se rinunciate

  • Avvisate per iscritto tutti i chiamati successivi
  • Se ci sono minori, avvisate i genitori: per loro serve l’autorizzazione del giudice tutelare, e i tempi sono lunghi
  • Tenete copia della vostra rinuncia e della comunicazione

E’ una cortesia verso i parenti, ed e’ anche il modo di evitare che qualcuno se la prenda con voi fra due anni.

Le spese funebri e la rinuncia

Torna qui perche’ e’ la domanda piu’ frequente in assoluto.

Chi ordina il funerale assume un impegno verso l’impresa, indipendentemente dalla propria posizione ereditaria. Pagare con denaro proprio non e’ accettazione tacita.

Pagare prelevando dal conto del defunto e’ un’altra cosa, e puo’ esserlo.

Se state valutando la rinuncia: organizzate pure il funerale, pagatelo di tasca vostra, e non toccate il conto.

Un ordine pratico

  1. Non toccate nulla
  2. Visura catastale nazionale
  3. Anagrafe dei rapporti finanziari
  4. Estratto di ruolo per i debiti fiscali
  5. Verifica di un eventuale testamento
  6. Consulenza, se emerge qualcosa
  7. Decisione

I primi cinque punti si fanno in poche settimane e costano poco. Sono l’unico modo di decidere sapendo.

Le domande piu’ frequenti

“Posso prendere solo la casa e lasciare i debiti?”

No. L’eredita’ si accetta o si rifiuta per intero. La via di mezzo esiste, ed e’ il beneficio di inventario: si accetta rispondendo dei debiti solo entro il valore ereditato.

“Se non faccio niente, cosa succede?”

Restate chiamati all’eredita’, senza esserne erede, per dieci anni. Il rischio e’ compiere nel frattempo un atto che valga come accettazione tacita senza rendersene conto.

Non decidere non e’ una posizione neutra: e’ una posizione rischiosa.

“Ho gia’ preso le fotografie di mia madre. Ho accettato?”

Prendere oggetti di valore affettivo, entro limiti ragionevoli, non e’ di per se’ accettazione. Ma la valutazione dipende dal caso concreto: se avete un dubbio, chiedete prima di prendere altro.

“Quanto costa rinunciare?”

Ha un costo contenuto se fatta davanti al cancelliere del tribunale; presso un notaio l’onorario e’ maggiore. In entrambi i casi si tratta di cifre molto inferiori a un debito ereditato.

“Mio padre aveva un’attivita’”

Cambia tutto e i tempi sono stretti. Andate da un commercialista entro pochi giorni: e’ l’unico caso in cui non si puo’ aspettare.

Cosa non facciamo noi

Le pratiche successorie non sono materia di un’impresa funebre, e non ce ne occupiamo.

Quello che possiamo fare, e facciamo, e’ dirvi cosa non toccare nei primi giorni e indirizzarvi a chi di dovere. E’ poco, ma e’ l’informazione che arriva nel momento in cui serve, cioe’ prima che qualcuno prelevi da un conto.

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