Onoranze funebriOgni decesso avvenuto in Italia va dichiarato all’ufficiale dello stato civile. È l’atto che fa esistere giuridicamente la morte: finché non è registrato, non esiste il certificato di morte, non esiste l’autorizzazione alla sepoltura, non si apre la successione e nessuna banca sblocca nulla.
È anche la pratica che le famiglie temono di più e quella che, nella pratica, non fanno quasi mai.
La dichiarazione va resa entro 24 ore dal decesso, all’ufficiale dello stato civile del Comune dove la morte è avvenuta.
Il termine è breve, e nella maggior parte dei casi scade mentre la famiglia sta ancora decidendo cosa fare. Per questo, nella pratica, la presenta l’impresa funebre in delega: è uno degli adempimenti per cui esistiamo.
Se il termine viene superato — capita, per esempio quando il decesso avviene di sabato in un Comune con l’ufficio chiuso — la dichiarazione si presenta comunque. Non si perde nessun diritto: l’ufficiale registra l’atto con l’indicazione del ritardo.
Nel caso della struttura sanitaria la comunicazione parte d’ufficio: è l’ospedale a trasmettere l’avviso di morte allo stato civile. La famiglia non deve fare nulla, ma resta comunque necessaria tutta la documentazione medica per i passaggi successivi.
Sono due, e vengono spesso confusi perché li rilasciano due medici diversi in due momenti diversi.
La constatazione di decesso la fa il medico curante o la guardia medica, poco dopo la morte. Accerta che il decesso è avvenuto. Senza questa non parte nulla.
Il certificato necroscopico lo rilascia il medico necroscopo, una figura nominata dall’ASL. È un accertamento successivo, che per regolamento non avviene subito dopo il decesso ma in una finestra di ore stabilita: è precisamente questo che rende impossibile chiudere tutto in poche ore.
Serve anche la scheda ISTAT sulle cause di morte, compilata dal medico. È un adempimento statistico, non riguarda la famiglia, ma fa parte del fascicolo.
| Documento | Chi lo procura |
|---|---|
| Constatazione di decesso | Medico curante o guardia medica |
| Certificato necroscopico | Medico necroscopo ASL |
| Scheda ISTAT | Medico |
| Carta d’identita’ del defunto | Famiglia |
| Codice fiscale / tessera sanitaria | Famiglia |
| Documento del dichiarante | Chi presenta |
Se la carta d’identita’ del defunto non si trova, la pratica non si blocca: l’ufficiale procede sui dati anagrafici. Non mettetevi a svuotare cassetti nelle prime ore.
La denuncia si presenta dove la morte è avvenuta, non dove il defunto risiedeva.
È la fonte di confusione più frequente da noi, per una ragione geografica: gran parte dei decessi dei residenti nei paesi del Roero avviene all’ospedale di Alba o di Bra. Il decesso è quindi registrato ad Alba o a Bra, anche se il defunto ha vissuto ottant’anni a Priocca o a Castagnito.
Le conseguenze pratiche sono tre:
I certificati si chiedono al Comune del decesso. Se fra due anni vi serve un altro certificato di morte, lo chiederete ad Alba, non al vostro Comune.
Il Comune di residenza viene informato d’ufficio e aggiorna l’anagrafe. Non dovete andarci voi.
Se il cimitero è in un altro Comune ancora, entra in gioco l’autorizzazione al trasporto, che è un atto ulteriore. Tre Comuni per una sola persona: quello del decesso, quello di residenza, quello della sepoltura. Nella zona è la normalita’, non l’eccezione.
Registrato l’atto, l’ufficiale dello stato civile rilascia l’autorizzazione alla sepoltura o alla cremazione. È il documento che permette al cimitero di procedere: senza, il funerale non si può celebrare.
Dallo stesso atto nascono i due documenti che vi verranno chiesti per mesi: il certificato di morte e l’estratto dell’atto di morte.
La registrazione in se’ è rapida: un ufficio di stato civile la evade in giornata, se il fascicolo è completo.
Quello che determina i tempi è altro: l’attesa del certificato necroscopico, il periodo di osservazione di 24 ore, e negli uffici piccoli gli orari di apertura, che nei Comuni sotto i duemila abitanti possono essere di poche mattine a settimana.
Nella pratica, un funerale si celebra fra il secondo e il terzo giorno. Quando il decesso avviene il venerdi’ sera, si slitta al lunedi’: non è lentezza di nessuno, sono uffici chiusi.
È intervenuta l’autorita’ giudiziaria. Serve il nulla osta prima di procedere, e i tempi dipendono da quell’ufficio. Può essere qualche ora o qualche giorno, e non è prevedibile.
Il decesso è avvenuto all’estero. L’atto va trascritto in Italia tramite il consolato, e la tempistica è un’altra cosa: si ragiona in settimane.
La persona era senza documenti o non identificata. Caso raro, ma esiste, e apre una procedura a se’.
Quando presentiamo la denuncia, chiedete subito più copie del certificato di morte. Sei o otto.
Ve le chiederanno la banca, l’INPS, il datore di lavoro, le assicurazioni, il notaio, le utenze. Alcuni uffici trattengono l’originale e non lo restituiscono. Prenderle tutte insieme in quel momento vi evita mesi di ritorni in un Comune che, molto probabilmente, non è nemmeno il vostro.
Nulla. La denuncia la presentiamo noi, con la documentazione medica che raccogliamo noi, nel Comune giusto.
A voi chiediamo tre cose: il documento e il codice fiscale del defunto, un vostro documento, e in quale cimitero.
Se la persona risiedeva all’estero ma è morta in Italia, la denuncia si presenta comunque al Comune italiano dove il decesso è avvenuto. Il Comune di iscrizione AIRE viene aggiornato d’ufficio.
Attenzione a una conseguenza pratica: gli eredi che vivono all’estero avranno bisogno dell’estratto internazionale, non del certificato semplice. Chiedetelo subito, perché richiederlo dopo da un altro Paese è molto più lento.
Interviene l’autorita’ giudiziaria e la denuncia resta sospesa finché non arriva il nulla osta. Nel frattempo la salma è a disposizione e non è possibile fissare la data del funerale.
Se si tratta di infortunio sul lavoro o in itinere, esiste in parallelo una pratica INAIL, che è cosa diversa e va aperta dai familiari o dal patronato. Non ha effetto sui tempi del funerale, ma va aperta nei termini.
Succede con chi viveva solo. Se non c’è un medico curante che possa constatare il decesso, interviene la guardia medica o il 118, e l’autorita’ giudiziaria valuta se sia necessario un accertamento sulle cause.
Non è un sospetto: è la procedura ordinaria quando la causa non è documentabile.
La comunicazione allo stato civile parte dalla direzione della struttura. I familiari conservano tutti i diritti sulla scelta dell’impresa e del rito.
Qualunque sia il caso, la denuncia resta un atto dovuto e gratuito, e il Comune non può rifiutarla per documenti mancanti che possano essere recuperati altrimenti. Se un ufficio vi dice il contrario, chiedete che ve lo mettano per iscritto: nella nostra esperienza a quel punto la pratica si sblocca.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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