Onoranze funebriÈ una delle poche cose su cui la famiglia decide davvero, ed è anche quella su cui arrivano più delusioni: si sceglie una canzone che contava, e in chiesa non si può.
Vale la pena sapere prima cosa è possibile e dove.
Nella celebrazione cattolica la musica segue le indicazioni della parrocchia, che privilegiano il repertorio liturgico: canti d’assemblea, organo, brani sacri.
Non è una regola inventata dal singolo parroco: risponde al senso della celebrazione. Ma le prassi variano da parrocchia a parrocchia, e la cosa sensata è chiedere invece di dare per scontato.
Ed è la soluzione che risolve il problema per quasi tutte le famiglie:
Il brano che contava per lui si ascolta lo stesso. Cambia solo il momento, e spesso è anche più bello: fuori dalla chiesa, con le persone intorno, un pezzo che tutti riconoscono lascia il segno più che in mezzo alla celebrazione.
Il criterio migliore non è il testo: è se apparteneva a lui.
Funzionano bene:
Scegliete un brano che possiate ascoltare. Alcune canzoni, in quel momento, sono insostenibili proprio per chi le ha vissute con la persona. Provate a sentirlo a casa prima.
Attenzione alla durata. Un pezzo di cinque minuti mentre il feretro esce diventa lunghissimo. Meglio brani brevi, o prevedere la dissolvenza.
Si scelgono fra quelle previste per le esequie. Il parroco propone, la famiglia sceglie, e possono essere lette da un familiare.
Se non ve la sentite di scegliere, lo fa il sacerdote: nessuno vi chiede di fare qualcosa per cui non avete testa.
Nessun vincolo. Funzionano meglio i testi brevi e concreti:
L’ultima è quella che fa più effetto, e quasi nessuno ci pensa: una lettera vecchia, una dedica su una fotografia, un biglietto di auguri.
Chiedetelo a qualcuno che se la senta davvero. Non è il momento di mettere in difficolta’ nessuno.
Consigli pratici che valgono anche qui: testo stampato grande, provato ad alta voce a casa, e una copia a un’altra persona che subentra se chi legge si blocca.
È l’incidente più frequente delle cerimonie, e si evita con dieci minuti.
Ce ne occupiamo noi quando la cerimonia è in uno spazio che gestiamo.
Va detto, perché è sottovalutato: un minuto di silenzio dichiarato — “restiamo un minuto in silenzio” — funziona meglio di molte cose.
Chi crede prega, chi non crede pensa. È il momento più inclusivo di qualunque cerimonia, e non richiede niente a nessuno.
Ditecelo il primo giorno se avete un brano o un testo a cui tenete. Verifichiamo con la parrocchia cosa è possibile e, dove non lo è, troviamo il momento giusto per farlo ascoltare lo stesso.
Non è quasi mai un no: è quasi sempre un “non li’, ma subito dopo”.
In chiesa va concordato con la parrocchia, e in genere si’, se il repertorio è adatto. Un organista, un violino, una tromba per un ex membro di una banda: sono cose che si fanno.
Fuori dalla chiesa non ci sono vincoli, e la musica dal vivo al cimitero è uno dei momenti che restano di più.
Ditecelo subito. La presenza del suo gruppo — banda, coro, corale parrocchiale, gruppo alpini — è una delle personalizzazioni più forti che esistano, e va organizzata con qualche giorno di anticipo.
Nei nostri paesi succede spesso e la partecipazione è sentitissima.
Ce ne occupiamo noi: impianto, momento, volume, e la persona che fa partire la musica.
Nella maggior parte dei funerali che seguiamo, le letture le propone il sacerdote e la famiglia annuisce. Va benissimo così.
Se pero’ avete anche solo un’idea — un salmo che le piaceva, un passo che avevate sentito a un altro funerale — ditelo. Non serve saper citare: basta descriverlo, e il parroco lo riconosce.
Scegliere un brano per il testo invece che per la persona.
Ci sono canzoni con parole bellissime sulla perdita che non c’entrano nulla con chi è morto, e in cerimonia si sente. Una canzone banale che lui ascoltava davvero funziona dieci volte meglio di un capolavoro scelto per l’occasione.
Il criterio è sempre lo stesso: era sua o no?
Provate queste domande:
La seconda produce quasi sempre una risposta, ed è quella a cui nessuno pensa.
Ditecelo il primo giorno se avete un brano o un testo a cui tenete: verifichiamo con la parrocchia e, dove non è possibile in celebrazione, troviamo il momento giusto per farlo ascoltare lo stesso.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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