Onoranze funebri
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Musica e letture per un funerale: cosa si può fare e cosa funziona

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

È una delle poche cose su cui la famiglia decide davvero, ed è anche quella su cui arrivano più delusioni: si sceglie una canzone che contava, e in chiesa non si può.

Vale la pena sapere prima cosa è possibile e dove.

In chiesa: quello che decide la parrocchia

Nella celebrazione cattolica la musica segue le indicazioni della parrocchia, che privilegiano il repertorio liturgico: canti d’assemblea, organo, brani sacri.

Non è una regola inventata dal singolo parroco: risponde al senso della celebrazione. Ma le prassi variano da parrocchia a parrocchia, e la cosa sensata è chiedere invece di dare per scontato.

Cosa in genere si può

  • Canti liturgici eseguiti dall’assemblea o dal coro
  • Organo
  • Brani strumentali di repertorio sacro o classico
  • Un musicista dal vivo, concordato prima

Cosa in genere non si può

  • Canzoni di musica leggera durante la celebrazione
  • Registrazioni diffuse da impianto, in molte parrocchie

Dove invece si può quasi sempre

Ed è la soluzione che risolve il problema per quasi tutte le famiglie:

  • All’uscita dalla chiesa, mentre il feretro esce
  • Al cimitero, al momento della sepoltura
  • Durante la veglia, in casa o in sala
  • In una cerimonia civile, dove non ci sono vincoli

Il brano che contava per lui si ascolta lo stesso. Cambia solo il momento, e spesso è anche più bello: fuori dalla chiesa, con le persone intorno, un pezzo che tutti riconoscono lascia il segno più che in mezzo alla celebrazione.

Come si sceglie un brano

Il criterio migliore non è il testo: è se apparteneva a lui.

Funzionano bene:

  • Una canzone che ascoltava sempre, anche banale
  • Un brano legato al suo lavoro o al suo paese
  • Musica del suo tempo, che chi c’era riconosce
  • Qualcosa che suonava lui, se suonava
  • Un brano strumentale, se le parole sono troppo

Due avvertimenti pratici

Scegliete un brano che possiate ascoltare. Alcune canzoni, in quel momento, sono insostenibili proprio per chi le ha vissute con la persona. Provate a sentirlo a casa prima.

Attenzione alla durata. Un pezzo di cinque minuti mentre il feretro esce diventa lunghissimo. Meglio brani brevi, o prevedere la dissolvenza.

Le letture

Nel funerale cattolico

Si scelgono fra quelle previste per le esequie. Il parroco propone, la famiglia sceglie, e possono essere lette da un familiare.

Se non ve la sentite di scegliere, lo fa il sacerdote: nessuno vi chiede di fare qualcosa per cui non avete testa.

Nel funerale civile

Nessun vincolo. Funzionano meglio i testi brevi e concreti:

  • Una poesia che amava
  • Un brano di un libro che teneva sul comodino
  • Una lettera scritta da un nipote
  • Il testo di una canzone, letto invece che ascoltato: spesso funziona meglio
  • Qualcosa che aveva scritto lui

L’ultima è quella che fa più effetto, e quasi nessuno ci pensa: una lettera vecchia, una dedica su una fotografia, un biglietto di auguri.

Chi legge

Chiedetelo a qualcuno che se la senta davvero. Non è il momento di mettere in difficolta’ nessuno.

Consigli pratici che valgono anche qui: testo stampato grande, provato ad alta voce a casa, e una copia a un’altra persona che subentra se chi legge si blocca.

L’audio

È l’incidente più frequente delle cerimonie, e si evita con dieci minuti.

  • Provate l’impianto prima, nello spazio dove si terra’ la cerimonia
  • Portate il brano su due supporti diversi
  • Non contate sulla connessione internet
  • Stabilite chi fa partire la musica e quando
  • Controllate il volume in una sala vuota: con le persone cambia

Ce ne occupiamo noi quando la cerimonia è in uno spazio che gestiamo.

Il silenzio

Va detto, perché è sottovalutato: un minuto di silenzio dichiarato — “restiamo un minuto in silenzio” — funziona meglio di molte cose.

Chi crede prega, chi non crede pensa. È il momento più inclusivo di qualunque cerimonia, e non richiede niente a nessuno.

Cosa chiedere a noi

Ditecelo il primo giorno se avete un brano o un testo a cui tenete. Verifichiamo con la parrocchia cosa è possibile e, dove non lo è, troviamo il momento giusto per farlo ascoltare lo stesso.

Non è quasi mai un no: è quasi sempre un “non li’, ma subito dopo”.

Le domande che ci fanno sulla musica

“Si può portare un musicista dal vivo?”

In chiesa va concordato con la parrocchia, e in genere si’, se il repertorio è adatto. Un organista, un violino, una tromba per un ex membro di una banda: sono cose che si fanno.

Fuori dalla chiesa non ci sono vincoli, e la musica dal vivo al cimitero è uno dei momenti che restano di più.

“C’era una banda o un coro di cui faceva parte”

Ditecelo subito. La presenza del suo gruppo — banda, coro, corale parrocchiale, gruppo alpini — è una delle personalizzazioni più forti che esistano, e va organizzata con qualche giorno di anticipo.

Nei nostri paesi succede spesso e la partecipazione è sentitissima.

“Vogliamo far ascoltare un brano ma nessuno se la sente di gestirlo”

Ce ne occupiamo noi: impianto, momento, volume, e la persona che fa partire la musica.

Le letture: chi le sceglie quando nessuno se la sente

Nella maggior parte dei funerali che seguiamo, le letture le propone il sacerdote e la famiglia annuisce. Va benissimo così.

Se pero’ avete anche solo un’idea — un salmo che le piaceva, un passo che avevate sentito a un altro funerale — ditelo. Non serve saper citare: basta descriverlo, e il parroco lo riconosce.

Se leggete voi

  • Testo stampato, corpo grande, righe spaziate
  • Provatelo ad alta voce a casa, almeno due volte
  • Una copia a un’altra persona, che subentra se vi bloccate
  • La prima frase lenta: è quella che decide se reggerete
  • Se vi fermate, fermatevi. Nessuno ha fretta.

Un errore che vediamo spesso

Scegliere un brano per il testo invece che per la persona.

Ci sono canzoni con parole bellissime sulla perdita che non c’entrano nulla con chi è morto, e in cerimonia si sente. Una canzone banale che lui ascoltava davvero funziona dieci volte meglio di un capolavoro scelto per l’occasione.

Il criterio è sempre lo stesso: era sua o no?

Se non vi viene in mente niente

Provate queste domande:

  • Cosa canticchiava?
  • Cosa c’era in macchina?
  • Cosa si ballava al suo matrimonio?
  • C’era una canzone che vi ha insegnato?
  • Faceva parte di un coro o una banda?

La seconda produce quasi sempre una risposta, ed è quella a cui nessuno pensa.

In sintesi

  • In chiesa decide la parrocchia, e le prassi variano: chiedete
  • All’uscita, al cimitero, alla veglia e in cerimonia civile non ci sono vincoli
  • Il criterio per scegliere è se era sua, non se il testo è bello
  • Provate il brano a casa prima: alcuni sono insostenibili nel momento
  • Attenzione alla durata: brani lunghi diventano interminabili
  • Provate l’impianto: è l’incidente più frequente
  • Un minuto di silenzio vale quanto un brano, e non richiede niente a nessuno

Cosa vi chiediamo

Ditecelo il primo giorno se avete un brano o un testo a cui tenete: verifichiamo con la parrocchia e, dove non è possibile in celebrazione, troviamo il momento giusto per farlo ascoltare lo stesso.

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