Onoranze funebriMolte persone arrivano a un funerale con un’ansia specifica: fare la cosa sbagliata. Come vestirsi, dove sedersi, se dare la mano, se andare al cimitero.
Sono domande legittime che quasi nessuno fa. Ecco le risposte.
Sobrio, non necessariamente nero.
Il nero integrale non è più richiesto quasi da nessuna parte. Funzionano toni scuri o neutri: grigio, blu, marrone.
Cosa evitare: colori accesi, fantasie vistose, abbigliamento molto informale, scritte.
Se venite dal lavoro e non avete potuto cambiarvi, entrate lo stesso. La vostra presenza vale più del vestito, e nessuno ci fa caso quanto temete.
Nei paesi, per gli anziani, il nero è ancora la norma. Per i più giovani nessuno se lo aspetta.
Dieci minuti prima dell’orario indicato sul manifesto.
Se arrivate a celebrazione iniziata, entrate in silenzio e restate in fondo. Non è una mancanza: è molto meglio che non venire.
Le prime file restano ai familiari, senza che nessuno lo dica.
Tutti gli altri si mettono dove trovano posto. Se la chiesa è piena, restare in piedi in fondo o sul sagrato è assolutamente normale, ed è quello che fa la maggior parte delle persone nei funerali di paese.
Se non frequentate e non sapete cosa fare:
Nessuno vi sta guardando. È la cosa più vera di tutta questa pagina.
Silenzioso, non vibrazione. Non lo si tira fuori.
Non si fotografa e non si riprende, a meno che la famiglia lo abbia espressamente chiesto.
Poche parole, all’uscita: “condoglianze”, “mi dispiace”, una stretta di mano o un abbraccio se c’è confidenza.
Non serve altro. Anzi: chi passa velocemente aiuta più di chi si ferma cinque minuti, perché dietro ci sono altre trenta persone in fila.
Se volete dire qualcosa di più, fatelo in un altro momento — e quel momento arrivera’ presto, quando saranno rimasti in pochi.
Se sul manifesto c’è scritto “non fiori ma opere di bene”, rispettatelo: è una scelta, non una formalita’.
Se non è indicato nulla, i fiori vanno bene. Una composizione, con un biglietto scritto a mano e firmato in modo riconoscibile.
Se volete mandarli e non sapete come, potete passare da noi: ci coordiniamo perché arrivino nel posto giusto all’ora giusta.
Non è obbligatorio. Molti salutano in chiesa e non proseguono, ed è normale.
Se andate, in paese una parte delle persone segue a piedi dietro al feretro. Ad Alba o a Bra ci si sposta in auto.
Al cimitero si resta un po’ indietro, si lascia spazio alla famiglia, si saluta e si va.
In alcune famiglie ci si ritrova a casa o al ristorante. Se non siete invitati esplicitamente, non presentatevi: non è scortesia, è che quel momento è per la famiglia stretta.
Si’, se sono preparati e se c’è un adulto che possa uscire con loro. Sedetevi vicino all’uscita.
Si’, e conta molto. Si va per chi resta, non solo per chi è morto.
Se volete esserci, andate e restate in fondo. Nessuno vi mandera’ via, e la presenza discreta viene notata più di quanto pensiate.
Scrivete comunque, anche a settimane di distanza. È anzi il periodo in cui le persone si sentono più sole.
Non è necessario. Ma un messaggio a un mese vale più di entrambi.
Se siete indecisi se andare, andate.
Nessuno si è mai lamentato di aver visto troppa gente al funerale di un familiare. Il contrario succede, e ci si pensa per anni.
Evitate il tono aziendale nel biglietto: una riga semplice funziona meglio di una formula.
È un momento delicato, e il silenzio di tutti è peggio di una frase imperfetta.
Alcune famiglie affiggono, nei giorni successivi, un manifesto di ringraziamento a chi ha partecipato o ha assistito il malato.
Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Se lo desiderate lo prepariamo noi, ed è una cosa che nei paesi viene notata e apprezzata.
Se non potete esserci, un biglietto scritto a mano vale più di un messaggio.
Un commento sotto un annuncio va bene ed è ormai normale.
Due accortezze: non date la notizia voi se la famiglia non l’ha resa pubblica, e non pubblicate fotografie del defunto senza chiedere.
Non è al funerale: è a un mese.
Nei primi giorni la casa è piena. Dopo tre settimane non chiama più nessuno, ed è il momento in cui il lutto pesa di più.
Segnatevi la data sul telefono. Due righe in quel giorno valgono più di tutta la presenza della prima settimana.
Un’ultima cosa, che riguarda chi il funerale lo subisce invece di parteciparvi.
Non dovete ringraziare tutti, non dovete ricordare chi c’era, non dovete reggere in piedi per due ore, non dovete rispondere ai messaggi.
Nessuno se la prende, e chi se la prende ha un problema suo. In quei giorni l’unica cosa che vi si chiede è di esserci.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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