Onoranze funebriGovone dista nove chilometri da Guarene e sta sulla sponda sinistra del Tanaro, a metà strada fra Alba e Asti. Ha circa duemiladuecento abitanti fra il concentrico e le frazioni San Pietro, Canove, Craviano, Trinita’, Montaldo e Piana, che scendono dalle alture verso il fiume.
Govone è un paese di confine in tutti i sensi: geografico, perché guarda le Langhe da una parte e il Monferrato dall’altra, e amministrativo, perché confina con la provincia di Asti.
Confina infatti con San Damiano d’Asti e San Martino Alfieri, oltre che con Castagnito, Magliano Alfieri, Priocca e Castagnole delle Lanze.
Per una famiglia questo conta in un caso solo, ma capita spesso: l’atto di morte si fa sempre nel Comune dove la persona è mancata, non dove risiedeva. Se il decesso avviene in una struttura oltre il confine provinciale, le pratiche partono da li’ e solo dopo si organizza il rientro a Govone per il funerale e la sepoltura.
Significa due amministrazioni invece di una, a volte due aziende sanitarie. Non è un problema: è un passaggio in più che facciamo noi, su entrambi i fronti, senza che dobbiate spostarvi.
Il patrono di Govone è San Giovanni Battista, qui venerato come San Giovanni Decollato.
L’orario della funzione si concorda con il parroco e dipende da quando la chiesa è libera: ce ne occupiamo noi insieme al resto, così ricevete un programma unico invece di tre appuntamenti da incastrare.
Al cimitero comunale valgono le forme di sepoltura consuete – campo comune, loculo, tomba di famiglia, ossario, cinerario. Disponibilita’ e costi li stabilisce il Comune e li verifichiamo noi, scrivendoveli nel preventivo. Qui non trovate cifre, perché una cifra pubblicata oggi fra sei mesi sarebbe falsa.
Diciannove chilometri quadrati per duemiladuecento abitanti significa case sparse, e le frazioni di Govone stanno a quote diverse: alcune sulle alture, altre giu’ verso la piana del Tanaro.
Quando ci chiamate ditecelo subito: non il Comune, la frazione e un riferimento visibile. Fra San Pietro e la Piana ci sono chilometri e un dislivello, e arrivare al posto sbagliato in una notte di novembre costa venti minuti che nessuno ha voglia di perdere.
Lo stesso vale per i manifesti: li affiggiamo negli spazi di tutte le frazioni e non solo in centro. In un Comune così distribuito, chi vive in borgata può non passare dal concentrico per giorni, e il rischio è che venga a sapere del funerale quando è già avvenuto.
Se il defunto era molto legato a una frazione in particolare, ditecelo: capita che la famiglia preferisca il corteo o una sosta li’, ed è una cosa che si organizza volentieri.
L’impianto è a Bra, nel Cimitero Urbano, e da Govone sono circa ventitre’ chilometri: una delle distanze più lunghe fra i paesi in cui lavoriamo.
Su questo tragitto la scelta ha un effetto concreto sull’organizzazione. Il feretro parte dopo la funzione e chi volesse accompagnarlo deve mettere in conto andata e ritorno; molte famiglie preferiscono salutare in paese e lasciare a noi il viaggio, ed è del tutto legittimo.
Il trasporto è una voce di costo a se’, a carico della famiglia, e su ventitre’ chilometri si sente: ve la scriviamo separata prima che decidiate. L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi.
A Govone, come in tutti i paesi di collina, molte famiglie hanno figli che lavorano a Torino, a Milano o all’estero. Quando muore un genitore, si ritrovano a organizzare da lontano una cosa che non hanno mai fatto.
Quello che serve sapere è questo: non è necessario essere qui per iniziare. La prima telefonata potete farcela dal treno o dall’aeroporto, e da quel momento partiamo con le pratiche.
Ci servono pochi dati che avete già in tasca: nome e cognome del defunto, dove si trova adesso, e se era coniugato, vedovo o celibe. Il documento e la tessera sanitaria ce li portate quando arrivate.
Sull’orario del funerale vale una regola che vi risparmia un dispiacere: prima di fissarlo, chiedete a ciascuno quanto tempo gli serve per arrivare. Meglio un giorno in più che un fratello che atterra mentre la funzione è finita.
E se in paese è rimasta una persona anziana da sola – l’altro genitore, una zia – ditecelo. Passiamo noi a spiegarle cosa succedera’ e quando, invece di lasciarla ad aspettare una vostra telefonata dall’aeroporto.
Nei paesi con molti figli emigrati capita spesso: dopo il funerale la casa di famiglia resta chiusa, e ci si torna una volta ogni tanto.
Nei primi giorni serve solo che qualcuno ci passi, ritiri la posta e tenga una luce accesa la sera: l’assenza si sa in paese e gli annunci la rendono pubblica. Chiedetelo a un vicino di fiducia, è una cosa che da queste parti si fa ancora volentieri.
Non svuotatela subito. La successione ha i suoi tempi, non c’è nessuna fretta, e disfarsi delle cose nei primi giorni è una decisione presa nel momento peggiore per prenderla.
È la parte del nostro lavoro che a Govone conta più che altrove, e la trattiamo di conseguenza.
Il manifesto lo stampiamo e lo affiggiamo negli spazi del concentrico e in tutte e sei le frazioni, non solo in centro. Il testo lo scrivete voi e non c’è una formula obbligatoria: si può nominare chi c’è e chi non c’è più, aggiungere una frase sua, oppure restare essenziali.
Un consiglio: rileggetelo il giorno dopo con calma. Resta appeso una settimana, e nella memoria del paese molto più a lungo.
Il confine con l’Astigiano non è un limite per noi: se la vostra famiglia sta di la’ o se il defunto è mancato dall’altra parte, ce ne occupiamo lo stesso. Se il vostro Comune non compare fra le nostre pagine, chiamateci comunque.
Rispondiamo a qualsiasi ora, tutti i giorni. La prima telefonata basta che dica dove siete: al resto pensiamo noi.
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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