Onoranze funebri
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Necrologi sui giornali: quando servono davvero e quanto costano

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

È una delle poche voci di un funerale che si può togliere senza che nessuno se ne accorga, e allo stesso tempo una di quelle che in certi casi vale davvero.

La differenza sta in una domanda sola: chi deve saperlo, e dove abita?

Cosa fa il manifesto e cosa fa il giornale

Sono due strumenti diversi che le famiglie confondono.

Il manifesto raggiunge il paese. Nei nostri Comuni funziona ancora benissimo: le persone leggono le bacheche, soprattutto quelle anziane, che sono anche quelle che vengono al rosario e al funerale.

Il necrologio sul giornale raggiunge chi il manifesto non vede: chi abita in un altro Comune, chi lavorava altrove, chi si è trasferito.

Se la persona ha vissuto sempre nello stesso paese e le sue relazioni erano tutte li’, il giornale aggiunge poco.

Se aveva una professione, un’attivita’, o rapporti sparsi sul territorio, aggiunge parecchio.

Le tre forme

Il necrologio annuncia il decesso e indica luogo e ora del funerale. È quello che serve prima.

La partecipazione è l’espressione di cordoglio di chi non è familiare: colleghi, associazioni, aziende, amici. Si pubblica di solito lo stesso giorno o subito dopo.

L’anniversario ricorda la persona a distanza di tempo, tipicamente a un anno.

I tempi, e sono la cosa più importante

Ogni testata ha un orario di chiusura oltre il quale non si entra nell’edizione del giorno dopo.

Nella pratica significa che se il funerale è domani mattina e decidete il necrologio stasera, non fa in tempo a servire: esce il giorno del funerale o dopo.

La regola: se lo volete, decidetelo appena è fissata la data. Ce ne occupiamo noi, ma il margine è quello.

Quanto costa

Le tariffe dipendono dalla testata, dallo spazio e dalla presenza di una fotografia. Non ne scriviamo qui perché cambiano e una cifra vecchia è peggio di nessuna cifra: chiediamo noi il preventivo aggiornato quando ci dite quale giornale.

Quello che vale la pena sapere è che lo spazio si paga: un testo lungo costa più di uno breve, e il testo breve funziona meglio.

Cosa scriverci

La struttura è consolidata:

  1. La formula di annuncio
  2. Nome, cognome ed età
  3. Chi da’ l’annuncio
  4. Giorno, ora e luogo del funerale
  5. Eventuali indicazioni: non fiori ma opere di bene

Il punto 4 è la ragione per cui il necrologio esiste. Tutto il resto è contorno, e su un giornale il contorno costa.

I nomi

Vale quello che vale per il manifesto: in un paese, chi c’è e chi non c’è viene notato.

Parlatene prima della pubblicazione. Un errore su un giornale non si corregge.

Quando conviene farlo

  • La persona era conosciuta oltre il proprio Comune
  • Aveva una professione o un’attivita’ con molti contatti
  • Faceva parte di associazioni con soci sparsi
  • La famiglia è distribuita su più zone
  • Ci sono persone che non sapreste come avvisare altrimenti

L’ultima riga è quella che conta di più: se esistono persone importanti per il defunto di cui non avete il numero, il giornale è il modo per raggiungerle.

Quando non serve

  • La persona era anziana e ritirata, e le sue relazioni erano nel paese
  • Avete già avvisato tutti quelli che contano
  • La famiglia vuole una cosa riservata
  • Il manifesto copre già chi deve saperlo

In questi casi è una spesa che non produce nulla, e toglierla non è una mancanza di rispetto verso nessuno.

L’annuncio online

È l’alternativa che negli ultimi anni ha preso il posto del giornale per molte famiglie.

Cosa fa meglio: raggiunge chi è lontano, si condivide, permette di lasciare un pensiero, e resta consultabile.

Cosa fa peggio: non raggiunge chi non lo cerca. Un anziano che non usa internet non lo vedra’ mai, e nei nostri paesi sono tanti.

Nella pratica le tre cose insieme — manifesto, annuncio online, e un giro di telefonate — coprono quasi tutti. Il giornale si aggiunge quando serve raggiungere un pubblico più ampio.

Il ringraziamento

Alcune famiglie pubblicano, nei giorni successivi, un ringraziamento a chi ha partecipato o a chi ha assistito il malato.

Non è obbligatorio e non lo fanno tutti. Nei paesi si usa più il manifesto che il giornale, e viene notato.

Se volete nominare qualcuno — una persona che ha assistito, un reparto, un medico — è il posto giusto per farlo.

Cosa facciamo noi

Prepariamo il testo, chiediamo il preventivo alla testata, rispettiamo gli orari di chiusura e seguiamo la pubblicazione.

E vi diciamo una cosa che nessuno dice: se secondo noi non serve, ve lo diciamo. Non è una voce su cui abbia senso spendere per abitudine.

Le testate della zona

Per il nostro territorio le opzioni sono sostanzialmente due: i settimanali locali, che coprono Alba, il Roero e le Langhe, e i quotidiani a diffusione provinciale o regionale.

La scelta dipende da chi volete raggiungere:

Il settimanale locale è letto da chi vive qui, e per una persona conosciuta in zona funziona molto bene. Ha pero’ un limite grosso per un necrologio: esce una volta a settimana. Se il funerale è prima dell’uscita, arriva tardi.

Il quotidiano esce ogni giorno ed è quello che funziona per l’annuncio. Costa di più e raggiunge un pubblico più ampio, ma meno mirato.

Nella pratica: quotidiano per il necrologio, settimanale per il ringraziamento, se lo volete.

La fotografia

Aumenta il costo e aumenta l’attenzione.

Se la mettete, serve un’immagine nitida con il viso ben visibile: in stampa su carta di giornale una foto scura o sgranata rende male, peggio che sul manifesto.

Non deve essere recente per forza. Quella giusta è quella in cui chi la guarda riconosce la persona.

Un errore da evitare

Pubblicare l’orario sbagliato.

Sembra ovvio e succede, perché il necrologio si prepara prima che l’orario sia confermato dalla parrocchia. Su un giornale non si corregge.

Per questo aspettiamo la conferma prima di mandare il testo, anche a costo di andare all’ultimo momento utile.

Le domande che ci fanno

“Quanti ne servono?”

Uno. Il necrologio annuncia il decesso e il funerale: è quello che serve.

Le partecipazioni le pubblicano altri — colleghi, associazioni, aziende — e non sono a carico della famiglia.

“Se non lo faccio sembro tirchio?”

No, e nessuno lo nota. Nei paesi il manifesto è quello che conta; sui giornali si guarda chi si conosce, non chi manca.

“Possiamo pubblicarlo dopo il funerale?”

Si’, e in alcuni casi ha senso: se il funerale è stato riservato ma volete che le persone lo sappiano, un annuncio successivo assolve a quella funzione.

“Chi lo scrive?”

Lo prepariamo noi con voi. Se avete un’idea di cosa scrivere, meglio; se non ce l’avete, proponiamo un testo e lo cambiate.

In sintesi

  • Il manifesto raggiunge il paese, il giornale chi sta fuori
  • Conta la domanda: chi deve saperlo, e dove abita?
  • Gli orari di chiusura sono stretti: decidete appena è fissata la data
  • Il testo breve costa meno e funziona meglio
  • Controllate nomi, data e ora: sul giornale non si corregge
  • Se secondo noi non serve, ve lo diciamo

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