Onoranze funebri
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Decesso in hospice o durante le cure palliative: cosa cambia

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

Quando la morte arriva al termine di un percorso di cure palliative, le pratiche sono le stesse di sempre. Cambiano due cose: il contesto è preparato, e la famiglia arriva a quel momento già provata da mesi.

Se il decesso avviene in hospice

Cosa fa la struttura

  • Il medico constata il decesso
  • Avvisa i familiari indicati
  • Prepara la documentazione sanitaria
  • Custodisce il defunto fino all’arrivo dell’impresa

Nelle strutture di cure palliative i familiari possono in genere restare accanto al defunto per un tempo adeguato: è una prassi consolidata e non dovete avere fretta.

La scelta dell’impresa

È sempre e solo della famiglia. La struttura non può indirizzarvi ne’ decidere per voi.

Se qualcuno si presenta prima che voi abbiate chiamato nessuno, potete dire semplicemente che deciderete voi.

Se il decesso avviene a casa, in assistenza domiciliare

È la situazione più frequente ed è anche la più serena, quando l’assistenza ha funzionato.

Chi constata

Il medico curante o il medico dell’equipe di cure palliative, secondo le modalita’ concordate.

Questa è una cosa da chiarire in anticipo: chiedete all’equipe, mentre la persona è ancora in vita, chi va chiamato e a quale numero se succede di notte o nel fine settimana.

Sapere quel numero prima toglie alla famiglia il momento peggiore.

Cosa non serve fare

Non serve chiamare il 112, se la morte era attesa ed è documentata dal percorso di cura.

Non serve spostare nulla, non serve cercare documenti.

Il vantaggio di essere preparati

Quando il percorso è stato lungo, molte famiglie hanno già parlato con noi in anticipo.

Non è morboso: è la scelta di chi vuole che, quando accadra’, restino energie per stare vicino agli altri invece che al telefono.

Sapere in anticipo quali documenti servono, quali sono i tempi e cosa costa toglie la parte peggiore del momento peggiore.

Nessun impegno e nessuna firma: se volete solo sapere come funziona, si può chiedere.

Il vuoto che arriva dopo

È l’aspetto specifico di questo tipo di lutto, e prende alla sprovvista quasi tutti.

Per mesi la giornata è stata organizzata intorno all’assistenza: orari, terapie, visite, turni. Improvvisamente non c’è più niente da fare.

Quel vuoto è una delle esperienze più comuni fra chi ha assistito, e nessuno lo racconta.

Non sbrigatevi a riempirlo. E se dopo qualche mese non si muove, parlatene con qualcuno: chi ha assistito a lungo è fra le persone più esposte a un lutto che fatica a sbloccarsi.

Il sollievo

Va detto perché è il sentimento di cui ci si vergogna di più.

Dopo mesi di assistenza il sollievo c’è, ed è normale. Non toglie nulla all’amore: dice solo che erano mesi durissimi anche per voi.

Il supporto che spetta ai familiari, e che quasi nessuno usa

Molte associazioni e servizi di cure palliative offrono sostegno psicologico ai familiari, durante l’assistenza e anche dopo il decesso.

È un servizio previsto, spesso gratuito, e largamente sottoutilizzato: le famiglie non sanno che continua a spettare anche quando il percorso di cura è finito.

Se avete seguito un percorso di cure palliative, chiedete all’equipe cosa è disponibile. Non c’è un termine entro cui chiedere.

Le pratiche, che sono le stesse

Denuncia di morte, autorizzazione alla sepoltura o alla cremazione, permessi cimiteriali, eventuale trasporto.

Ce ne occupiamo noi. A voi chiediamo:

  • Documento e codice fiscale del defunto
  • Un vostro documento
  • In quale cimitero
  • Se esiste una volonta’ scritta sulla cremazione

Se dovete liberare la stanza

Le strutture chiedono in genere di liberare la stanza in tempi brevi.

Chiedete quanto tempo avete: non è uguale ovunque, ed è meglio saperlo subito.

Se ci sono molti oggetti personali, portateli via senza fare selezione: si sceglie dopo, con calma, non in un corridoio.

Una cosa che vediamo spesso

Le famiglie che hanno attraversato un percorso di cure palliative arrivano al funerale più preparate delle altre, e allo stesso tempo più stanche.

Se siete in questa condizione, ditecelo: significa che vi chiederemo meno cose e più lentamente.

Cosa chiedere all’equipe, prima

Se state accompagnando qualcuno in un percorso di cure palliative, ci sono tre domande che conviene fare mentre la persona è ancora in vita:

  1. Chi va chiamato se succede di notte o nel fine settimana, e a quale numero
  2. Quali documenti vengono rilasciati e da chi
  3. Se è previsto un supporto ai familiari, e fino a quando

Sono domande che nessuno fa per scaramanzia, e che tolgono alla famiglia il momento peggiore.

Il momento in cui accade

Non c’è nessuna fretta. Potete restare accanto al defunto quanto vi serve, in hospice come a casa.

Nessuna procedura richiede che si faccia in fretta, e nessuno vi mettera’ pressione.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Le domande da fare all’equipe, prima

Se state accompagnando qualcuno in cure palliative, ci sono tre domande che conviene fare mentre la persona è ancora in vita:

  1. Chi va chiamato se succede di notte o nel fine settimana, e a quale numero
  2. Quali documenti vengono rilasciati e da chi
  3. Se è previsto un supporto ai familiari, e fino a quando

Nessuno le fa per scaramanzia, e tolgono alla famiglia il momento peggiore.

Quando accade a casa

Se la morte era attesa ed è documentata dal percorso di cura, non serve chiamare il 112. Si chiama il riferimento concordato con l’equipe.

Non c’è nessuna fretta. Potete restare accanto al defunto quanto vi serve: nessuna procedura richiede che si faccia in fretta, e nessuno vi mettera’ pressione.

Chi ha assistito, e cosa gli succede dopo

È l’aspetto specifico di questo tipo di lutto, e prende alla sprovvista quasi tutti.

Per mesi la giornata è stata organizzata intorno all’assistenza: orari, terapie, visite, turni. Improvvisamente non c’è più niente da fare.

Quel vuoto è una delle esperienze più comuni fra chi ha assistito, e nessuno lo racconta.

Non sbrigatevi a riempirlo. E se dopo qualche mese non si muove, parlatene con qualcuno: chi ha assistito a lungo è fra le persone più esposte a un lutto che fatica a sbloccarsi.

Il sollievo

Va detto perché è il sentimento di cui ci si vergogna di più.

Dopo mesi di assistenza il sollievo c’è, ed è normale. Non toglie nulla all’amore: dice solo che erano mesi durissimi anche per voi.

Il supporto che spetta, e che quasi nessuno usa

Molte associazioni e servizi di cure palliative offrono sostegno psicologico ai familiari, durante l’assistenza e anche dopo il decesso.

È un servizio previsto, spesso gratuito, e largamente inutilizzato: le famiglie non sanno che continua a spettare anche quando il percorso di cura è finito.

Non c’è un termine entro cui chiedere. Se avete seguito un percorso di cure palliative, chiedete all’equipe cosa è disponibile.

Se dovete liberare la stanza

Le strutture chiedono in genere di farlo in tempi brevi.

Chiedete quanto tempo avete: non è uguale ovunque. E se ci sono molti oggetti personali, portateli via senza fare selezione: si sceglie dopo, con calma, non in un corridoio.

Dove siamo

Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.

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