Onoranze funebriLa lapide si decide dopo il funerale, con calma, ed è l’unica cosa che resta visibile per decenni.
È anche la spesa su cui è più facile sbagliare, perché si sceglie guardando un catalogo invece che il regolamento del cimitero.
Il regolamento del cimitero decide più di voi.
Ogni Comune stabilisce misure, materiali ammessi, colori, spessori, sporgenza degli accessori, e in alcuni casi il tipo di carattere.
Un progetto che il regolamento non consente viene respinto, e a quel punto è stato pagato per niente.
Per questo il primo passo è sempre lo stesso: verificare cosa quel cimitero consente, prima di parlare di forme e preventivi. Nei Comuni della zona i regolamenti non sono uniformi: quello che è normale a Guarene può non esserlo a Canale.
| Fattore | Quanto pesa |
|---|---|
| Materiale | Molto |
| Dimensioni | Molto |
| Lavorazione | Molto: una lastra piana costa molto meno di un manufatto sagomato |
| Iscrizioni | In genere a carattere |
| Fotoceramica | Contenuto |
| Accessori | Vaso, lampada, croce, cornici |
| Posa | Dipende dall’accessibilita’ del punto |
La differenza fra una lapide semplice per un loculo e un monumento per una tomba di famiglia è molto ampia. Le due cose non si confrontano.
È il più usato, e per il nostro clima è la scelta ragionevole: resiste al gelo, alla pioggia e al tempo con manutenzione minima.
Più luminoso e più caldo alla vista, ma più poroso. Sotto le piogge e le gelate del Roero segna più in fretta, soprattutto nei colori chiari.
Va detto perché molte famiglie scelgono il marmo bianco per l’aspetto e a dieci anni non lo riconoscono più.
Per lettere, cornici e accessori. Con gli anni prende una patina che a molti piace e ad altri no: è una questione di gusto, non di qualità.
Granito. Fra vent’anni si vede la differenza.
Le lettere incise durano quanto la pietra. Quelle applicate, fissate alla lastra, con gli anni si staccano — ed è un difetto che si vede in ogni cimitero.
Costano un po’ di più e valgono la differenza.
Se la tomba accogliera’ altri familiari, il progetto va pensato adesso per quello.
Aggiungere un nome su una lastra progettata per uno solo si vede sempre: caratteri diversi, spaziature che non tornano, righe schiacciate in fondo.
Le frasi lunghe invecchiano male e costano di più. Un verso, una parola, o solo il nome.
Resiste bene all’esterno per decenni. Valgono le regole del ricordino: viso ben visibile, buona risoluzione, un’immagine che le somigli.
Alcuni regolamenti ne limitano dimensione e posizione: si verifica prima.
Dalla richiesta alla posa passano di norma alcune settimane: progetto, eventuale approvazione del Comune, lavorazione, posa — che dipende anche dalle operazioni del cimitero.
Non è un ritardo, è il tempo che la cosa richiede. Nell’attesa si può collocare una segnalazione provvisoria.
Noi non produciamo lapidi. Lavoriamo con un laboratorio di marmisti della zona e ci occupiamo del rapporto: portiamo il progetto, controlliamo che rispetti il regolamento, seguiamo i tempi e coordiniamo la posa.
Per voi cambia questo: un interlocutore solo, e la certezza che le misure siano state verificate prima e non dopo.
È importante dirlo, perché molte famiglie la affrontano quando hanno già speso molto.
La lapide si può fare fra sei mesi o fra un anno. Nel frattempo si mette una segnalazione provvisoria, e nessuno lo nota come temete.
A distanza di mesi si sceglie anche meglio: con più calma, e sapendo cosa si vuole davvero scritto sopra.
Una pulizia una o due volte l’anno con acqua e detergente neutro. Niente prodotti aggressivi, che rovinano lucidatura e incisioni.
Se il materiale è poroso, esistono trattamenti protettivi che rallentano il degrado: chiedete al marmista se valgono la spesa per quel materiale e quella esposizione.
La lapide non rientra fra le spese funebri detraibili, perché è una spesa successiva e distinta.
Chiedete che sia fatturata a parte: mescolarla alle spese funebri è uno degli errori che i controlli guardano.
Le voci che devono comparire, separate:
Un preventivo con un totale unico non permette di capire dove sta la spesa, ne’ di togliere qualcosa.
Su una lapide esistente si aggiunge l’iscrizione, quando c’è spazio.
Due problemi frequenti: il carattere originale non è più disponibile, e la pietra invecchiata non corrisponde a una nuova incisione, che risulta più chiara.
Il marmista può attenuare entrambe le cose, ma non annullarle. Chiedete di vedere un esempio prima di decidere.
Sostituire una lapide vecchia è possibile, con l’autorizzazione del Comune e il consenso degli aventi titolo sulla concessione.
È un lavoro che si fa con calma, e vale la pena farlo bene una volta sola.
Sono sei domande e determinano se fra vent’anni quella lapide sarà ancora leggibile.
Verifichiamo il regolamento prima che il progetto venga disegnato, portiamo le misure corrette al laboratorio, seguiamo i tempi e coordiniamo la posa con l’ufficio cimiteri.
Per voi cambia una cosa sola: un interlocutore, e nessun progetto respinto dopo essere stato pagato.
Il nome e le date le decide la burocrazia. La frase, se c’è, la decidete voi, e vale la pena prendersi il tempo.
Le cose che funzionano, per quello che vediamo nei cimiteri della zona: una frase che diceva lui, il nome con cui lo chiamavano tutti, un verso breve, o solo il nome.
Le cose che invecchiano male: le frasi lunghe, i testi solenni presi altrove, e tutto quello che a rileggerlo fra vent’anni non somigliera’ più a nessuno.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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