Onoranze funebriNelle prime ore, oltre alle pratiche, c’è una cosa che nessuno prepara: dover dire a molte persone che qualcuno è morto, ripetendolo decine di volte in un giorno in cui non si ha voce.
Con un ordine e qualche accorgimento diventa sopportabile.
Se il decesso è avvenuto in casa e nessun medico è ancora intervenuto, la prima chiamata è al medico curante o, fuori orario, alla guardia medica. Senza la constatazione non parte nulla.
Subito dopo. Da quel momento le pratiche le facciamo noi e voi avete un solo interlocutore.
Figli, coniuge, fratelli. Meglio farlo prima che la notizia circoli in paese: nei nostri Comuni corre in fretta, ed è molto brutto saperlo da un conoscente.
Qui comincia la parte lunga, ed è quella da organizzare.
È il consiglio più utile di questa pagina.
Dividete l’elenco. Scrivete i nomi su un foglio e assegnate gruppi a persone diverse: un fratello avvisa i parenti del ramo paterno, un cugino i vicini, un collega l’ufficio, un amico la parrocchia e le associazioni.
Chi ha appena perso un genitore non dovrebbe raccontare venti volte com’è andata.
| Gruppo | Chi avvisa | Come |
|---|---|---|
| Familiari stretti | Un figlio | Telefonata |
| Parenti | Un fratello o cugino | Telefonata o messaggio |
| Amici | Un amico stretto | Messaggio |
| Vicini e paese | Un vicino | Di persona, e il manifesto |
| Lavoro | Un collega | Un messaggio al responsabile |
| Medici e assistenza | Chi seguiva | Telefonata |
| Associazioni, parrocchia | Chiunque | Telefonata |
Non serve una formula. Le più semplici sono le migliori:
“Ti chiamo per dirti che papa’ è morto stanotte. Il funerale probabilmente giovedi’, ti faccio sapere.”
Tre informazioni: chi, quando, cosa succedera’. Basta.
Se qualcuno chiede dettagli e voi non riuscite a raccontarli, potete dirlo: “Adesso non me la sento, te ne parlo con calma.” Nessuno se la prende.
È la telefonata più delicata, soprattutto quando riguarda la morte di un figlio.
Nascondere la notizia a un anziano “per proteggerlo” quasi sempre non funziona: se ne accorge, e scoprire di essere stato tenuto fuori fa più male della notizia.
Basta un messaggio al responsabile diretto, che avvisera’ gli altri. Non dovete scrivere a tutti.
Ricordate che avete diritto a giorni di permesso per lutto, e che alcuni contratti ne prevedono più del minimo di legge.
Nessun obbligo, e non c’è fretta.
Due regole: non pubblicate prima che i familiari stretti siano stati avvisati di persona, e non date la notizia voi se non siete della famiglia.
Un annuncio pubblicato serve pero’ a una cosa concreta: raggiunge chi altrimenti non lo saprebbe, e riduce il numero di telefonate.
Nei nostri paesi il manifesto funebre resta il modo con cui la maggior parte delle persone lo scopre.
Lo prepariamo e lo affiggiamo noi, anche in più Comuni se il defunto era conosciuto altrove. Da quel momento le telefonate calano.
Se qualcuno dovesse offendersi per non essere stato chiamato, quello è un problema suo e non vostro, e non in questi giorni.
Nella confusione dei primi giorni le dimenticanze più frequenti sono sempre le stesse:
Le ultime due sono quelle che poi si rammaricano di più di non aver saputo.
Guardate la rubrica del telefono e le ultime chiamate. In dieci minuti esce un elenco molto più completo di qualunque ricostruzione a memoria.
Se il defunto teneva un’agenda cartacea, quella è anche meglio.
È normale, ed è bene stabilire prima quali ore la casa è aperta, scrivendole sul manifesto.
Serve a chi viene, e serve soprattutto alla famiglia: senza orari indicati la casa resta aperta dalla mattina alla sera, e nessuno riesce a fermarsi un momento.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Nella confusione dei primi giorni le dimenticanze sono sempre le stesse:
Le ultime due sono quelle che poi si rammaricano di più di non aver saputo.
Guardate la rubrica del telefono e le ultime chiamate: in dieci minuti esce un elenco molto più completo di qualunque ricostruzione a memoria.
Se teneva un’agenda cartacea, quella è ancora meglio.
Nei primi due giorni arrivano decine di chiamate e messaggi. È normale non riuscire a rispondere a tutti, e nessuno se ne ha a male.
Chiedete a qualcuno di rispondere al posto vostro: è l’aiuto più utile che una persona vicina possa dare in quei giorni.
Se il defunto è esposto in casa, passeranno molte persone. Scrivete gli orari delle visite sul manifesto: senza, la casa resta aperta dalla mattina alla sera.
Succede quasi sempre: una persona che non è stata avvisata, o che non compare sul manifesto.
Non è un problema vostro e non lo è in quei giorni. Chi se la prende in una settimana come quella ha un problema suo.
È la domanda che tutti fanno e che è insostenibile ripetere venti volte.
Avete diritto di non rispondere. Una frase basta: “adesso non me la sento di parlarne, ti racconto con calma”.
Nessuno insiste, e chi insiste sbaglia.
È una situazione delicata e più frequente di quanto si pensi: ex coniugi, figli di matrimoni diversi, rapporti interrotti.
Due criteri che aiutano:
Avvisare comunque. Decidere di non venire è diverso da non essere stati avvisati, e la seconda cosa resta per anni.
Farlo fare a qualcuno di neutro. Un cugino, un amico di famiglia. Toglie il peso a chi ha un rapporto complicato.
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
Decesso nel fine settimana o durante le festivita': quali uffici sono chiusi, cosa si può fare comunque e come si…
Cosa succede quando il decesso avviene in hospice o in assistenza domiciliare: chi si occupa di cosa, i tempi, e…
Morte improvvisa o in circostanze da chiarire: chi interviene, perché serve il nulla osta, cosa succede con l'autopsia e cosa…