Onoranze funebri
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Chi avvisare quando muore qualcuno: l’ordine giusto delle telefonate

6 minuti di lettura Aggiornato il 15 Settembre 2026

Nelle prime ore, oltre alle pratiche, c’è una cosa che nessuno prepara: dover dire a molte persone che qualcuno è morto, ripetendolo decine di volte in un giorno in cui non si ha voce.

Con un ordine e qualche accorgimento diventa sopportabile.

L’ordine delle prime chiamate

1. Il medico

Se il decesso è avvenuto in casa e nessun medico è ancora intervenuto, la prima chiamata è al medico curante o, fuori orario, alla guardia medica. Senza la constatazione non parte nulla.

2. L’impresa funebre

Subito dopo. Da quel momento le pratiche le facciamo noi e voi avete un solo interlocutore.

3. I familiari più stretti

Figli, coniuge, fratelli. Meglio farlo prima che la notizia circoli in paese: nei nostri Comuni corre in fretta, ed è molto brutto saperlo da un conoscente.

4. Tutti gli altri

Qui comincia la parte lunga, ed è quella da organizzare.

Il metodo che funziona: non fatelo da soli

È il consiglio più utile di questa pagina.

Dividete l’elenco. Scrivete i nomi su un foglio e assegnate gruppi a persone diverse: un fratello avvisa i parenti del ramo paterno, un cugino i vicini, un collega l’ufficio, un amico la parrocchia e le associazioni.

Chi ha appena perso un genitore non dovrebbe raccontare venti volte com’è andata.

Un modo semplice di organizzarlo

Gruppo Chi avvisa Come
Familiari stretti Un figlio Telefonata
Parenti Un fratello o cugino Telefonata o messaggio
Amici Un amico stretto Messaggio
Vicini e paese Un vicino Di persona, e il manifesto
Lavoro Un collega Un messaggio al responsabile
Medici e assistenza Chi seguiva Telefonata
Associazioni, parrocchia Chiunque Telefonata

Cosa dire, quando non si riesce a dire niente

Non serve una formula. Le più semplici sono le migliori:

“Ti chiamo per dirti che papa’ è morto stanotte. Il funerale probabilmente giovedi’, ti faccio sapere.”

Tre informazioni: chi, quando, cosa succedera’. Basta.

Se qualcuno chiede dettagli e voi non riuscite a raccontarli, potete dirlo: “Adesso non me la sento, te ne parlo con calma.” Nessuno se la prende.

Come dare la notizia a una persona molto anziana

È la telefonata più delicata, soprattutto quando riguarda la morte di un figlio.

  • Non al telefono, se è possibile andare di persona
  • Non da soli: che ci sia qualcuno con lei quando lo sapra’
  • Non fuori orario, se non è necessario: la notte peggiora tutto
  • Se assume terapie o ha problemi di cuore, valutate di avvisare prima il medico
  • Dite le cose semplici e vere, senza giri

Nascondere la notizia a un anziano “per proteggerlo” quasi sempre non funziona: se ne accorge, e scoprire di essere stato tenuto fuori fa più male della notizia.

I parenti lontani e all’estero

  • Avvisateli subito, anche se non potranno venire: decidere di non partire è diverso da non aver potuto
  • Tenete conto del fuso orario
  • Dite anche quando sarà il funerale, non solo cosa è successo: chi deve prendere un aereo ha bisogno di quel dato
  • Se serve tempo per farli arrivare, ditecelo: si può spostare la data entro certi limiti

Il lavoro

Basta un messaggio al responsabile diretto, che avvisera’ gli altri. Non dovete scrivere a tutti.

Ricordate che avete diritto a giorni di permesso per lutto, e che alcuni contratti ne prevedono più del minimo di legge.

I social

Nessun obbligo, e non c’è fretta.

Due regole: non pubblicate prima che i familiari stretti siano stati avvisati di persona, e non date la notizia voi se non siete della famiglia.

Un annuncio pubblicato serve pero’ a una cosa concreta: raggiunge chi altrimenti non lo saprebbe, e riduce il numero di telefonate.

Il manifesto fa gran parte del lavoro

Nei nostri paesi il manifesto funebre resta il modo con cui la maggior parte delle persone lo scopre.

Lo prepariamo e lo affiggiamo noi, anche in più Comuni se il defunto era conosciuto altrove. Da quel momento le telefonate calano.

Cosa non dovete fare

  • Rispondere a tutti i messaggi: nessuno se lo aspetta
  • Raccontare come è andata a chiunque lo chieda
  • Avvisare tutti voi: dividete
  • Preoccuparvi di chi non è stato avvisato: succede sempre, e nessuno se ne ha davvero a male

Se qualcuno dovesse offendersi per non essere stato chiamato, quello è un problema suo e non vostro, e non in questi giorni.

Chi rischiate di dimenticare

Nella confusione dei primi giorni le dimenticanze più frequenti sono sempre le stesse:

  • Il medico di base, che spesso lo seguiva da decenni
  • Gli operatori sanitari o l’assistente familiare che l’assisteva
  • I compagni di associazione: bocciofila, coro, alpini, circolo
  • Gli ex colleghi, per chi era in pensione da anni
  • I vicini di una vecchia casa, se si era trasferito
  • Gli amici lontani che sentiva solo per telefono

Le ultime due sono quelle che poi si rammaricano di più di non aver saputo.

Il modo per non dimenticarli

Guardate la rubrica del telefono e le ultime chiamate. In dieci minuti esce un elenco molto più completo di qualunque ricostruzione a memoria.

Se il defunto teneva un’agenda cartacea, quella è anche meglio.

Se qualcuno chiede di venire a salutarlo

È normale, ed è bene stabilire prima quali ore la casa è aperta, scrivendole sul manifesto.

Serve a chi viene, e serve soprattutto alla famiglia: senza orari indicati la casa resta aperta dalla mattina alla sera, e nessuno riesce a fermarsi un momento.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Le persone che si rischia di dimenticare

Nella confusione dei primi giorni le dimenticanze sono sempre le stesse:

  • Il medico di base, che spesso lo seguiva da decenni
  • Gli operatori sanitari o l’assistente familiare
  • I compagni di associazione: bocciofila, coro, alpini, circolo
  • Gli ex colleghi, per chi era in pensione da anni
  • I vicini di una vecchia casa
  • Gli amici lontani che sentiva solo per telefono

Le ultime due sono quelle che poi si rammaricano di più di non aver saputo.

Il modo per non dimenticarli

Guardate la rubrica del telefono e le ultime chiamate: in dieci minuti esce un elenco molto più completo di qualunque ricostruzione a memoria.

Se teneva un’agenda cartacea, quella è ancora meglio.

Cosa succede quando la notizia gira

Il telefono non smette

Nei primi due giorni arrivano decine di chiamate e messaggi. È normale non riuscire a rispondere a tutti, e nessuno se ne ha a male.

Chiedete a qualcuno di rispondere al posto vostro: è l’aiuto più utile che una persona vicina possa dare in quei giorni.

Arriva gente in casa

Se il defunto è esposto in casa, passeranno molte persone. Scrivete gli orari delle visite sul manifesto: senza, la casa resta aperta dalla mattina alla sera.

Qualcuno si offende

Succede quasi sempre: una persona che non è stata avvisata, o che non compare sul manifesto.

Non è un problema vostro e non lo è in quei giorni. Chi se la prende in una settimana come quella ha un problema suo.

Cosa dire a chi chiede com’è successo

È la domanda che tutti fanno e che è insostenibile ripetere venti volte.

Avete diritto di non rispondere. Una frase basta: “adesso non me la sento di parlarne, ti racconto con calma”.

Nessuno insiste, e chi insiste sbaglia.

Chi avvisa, quando ci sono famiglie separate

È una situazione delicata e più frequente di quanto si pensi: ex coniugi, figli di matrimoni diversi, rapporti interrotti.

Due criteri che aiutano:

Avvisare comunque. Decidere di non venire è diverso da non essere stati avvisati, e la seconda cosa resta per anni.

Farlo fare a qualcuno di neutro. Un cugino, un amico di famiglia. Toglie il peso a chi ha un rapporto complicato.

Dove siamo

Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.

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