Onoranze funebriMolte famiglie arrivano al giorno del funerale senza sapere cosa accadra’ esattamente, e non lo chiedono per timore di sembrare impreparate. È una domanda ragionevole: alla maggior parte delle persone capita due o tre volte in una vita di trovarsi nella prima fila.
Ecco cosa succede, nell’ordine, e dove si può scegliere.
Nei giorni fra il decesso e il funerale il defunto resta esposto e parenti e conoscenti passano a salutarlo. In casa, nella camera mortuaria della struttura, o in una sala del commiato.
In molte parrocchie del Roero è consuetudine la recita del rosario la sera prima. Non è obbligatorio ed è molto sentito: in paese ci va molta gente, spesso più che al funerale stesso.
Il feretro arriva in chiesa poco prima dell’orario. Il sacerdote lo accoglie all’ingresso, lo asperge con l’acqua benedetta e talvolta viene deposto il Vangelo o un drappo.
I familiari seguono e prendono posto nelle prime file. Non c’è un ordine obbligatorio: si mettono come stanno bene.
Saluto e preghiera di apertura. Il sacerdote nomina il defunto.
Una o due letture, un salmo e il Vangelo, seguiti dall’omelia.
È qui che la famiglia sceglie davvero: le letture si possono scegliere fra quelle previste per le esequie, e possono essere lette da un familiare.
Se il funerale è celebrato con la messa, segue la parte eucaristica. Non tutti i funerali la prevedono: in alcuni casi — in certi periodi liturgici, o per scelta — si celebra il solo rito delle esequie senza messa. Lo concorda il parroco.
È il momento conclusivo: l’aspersione, l’incensazione del feretro, la preghiera di congedo.
È qui che, dove la parrocchia lo consente, un familiare può dire qualche parola. Va concordato prima: la prassi cambia da parrocchia a parrocchia e non è scontata.
Al termine il feretro esce e raggiunge il cimitero. Nei paesi il tragitto è breve e una parte delle persone lo fa a piedi; ad Alba o a Bra ci si sposta in auto.
Al cimitero avviene la sepoltura, con una breve preghiera. Chi vuole può fermarsi, chi preferisce no può salutare in chiesa.
| Scelta | Con chi si concorda |
|---|---|
| Le letture | Parroco |
| Chi legge | Famiglia |
| Se qualcuno parla, e quando | Parroco |
| Musica e canti | Parrocchia |
| Fiori in chiesa | Parrocchia e noi |
| Foto sul feretro | Parrocchia |
| Offerte in memoria | Famiglia |
Nella maggior parte dei casi si’, se concordato e se resta breve. Alcune parrocchie preferiscono che avvenga al cimitero o al termine, fuori dalla celebrazione. Chiedete prima, e scrivete quello che direte: in quei minuti la memoria non aiuta.
In chiesa la musica segue le indicazioni della parrocchia, che in genere prevedono musica liturgica. Un brano non liturgico è quasi sempre possibile fuori dalla celebrazione: all’uscita, al cimitero, alla veglia.
Il funerale religioso è generalmente possibile. Se pero’ la persona aveva espresso una volonta’ diversa, il rito civile è una scelta rispettosa e legittima.
Le sceglie il sacerdote. Nessuno vi chiede di fare qualcosa per cui non avete testa.
Un funerale con messa dura di norma poco meno di un’ora; senza messa, una mezz’ora. Il trasferimento al cimitero e la sepoltura aggiungono un’altra mezz’ora.
Teniamo noi i rapporti con la parrocchia: disponibilita’, orario, quello che si può e non si può fare in quella chiesa.
Alla famiglia lasciamo solo le scelte che nessun altro può fare al posto suo.
Nei paesi del Roero è ancora frequente che siano figli, nipoti o amici a portarlo, almeno per un tratto. In altri casi lo facciamo noi.
Non c’è una regola. Se qualcuno desidera farlo, ditecelo: ci organizziamo, spieghiamo come si fa e restiamo accanto. Se nessuno se la sente, è altrettanto normale.
Molte persone arrivano in chiesa senza sapere cosa fare, soprattutto se non frequentano.
In alcuni periodi dell’anno — in particolare nel Triduo pasquale — le esequie con messa non si celebrano, e si svolge il solo rito delle esequie.
Non è una riduzione di dignita’: è la liturgia della Chiesa. Se capita, il parroco lo spiega alla famiglia, e la messa si celebra in un giorno successivo.
È consuetudine celebrare una messa a un mese dal decesso e poi negli anniversari.
Si chiede in parrocchia e si annuncia con un avviso o un manifesto. Per molte famiglie della zona è un appuntamento importante quanto il funerale, e spesso è il momento in cui si riesce a stare più presenti di quanto sia stato possibile il primo giorno.
È una situazione comune e genera imbarazzo inutile.
Il funerale religioso è generalmente possibile anche per chi non praticava, e il parroco non fa esami. Quello che conta è che non ci sia una volonta’ contraria espressa dal defunto.
Se in famiglia c’è incertezza, parlatene con il parroco: nella nostra esperienza la risposta è quasi sempre accogliente, e la conversazione toglie un peso.
Il funerale religioso è possibile. Non ci sono impedimenti legati allo stato civile.
È una preoccupazione che le famiglie portano spesso e che si risolve in una frase.
La Chiesa ammette la cremazione, e il funerale si celebra normalmente, in genere prima della cremazione, con il feretro presente.
Le indicazioni ecclesiali privilegiano la conservazione delle ceneri in un luogo sacro. Su affido familiare e dispersione le posizioni sono più restrittive: se è un punto che vi interessa, parlatene con il parroco prima di decidere, perché influisce anche sull’autorizzazione.
Non esiste una tariffa per un funerale. È consuetudine lasciare un’offerta alla parrocchia, di importo libero.
Se non siete in condizione di lasciarla, nessuno ve la chiedera’ e il funerale si celebra comunque.
Sono sette decisioni. Tutto il resto lo facciamo noi.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
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Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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