Onoranze funebriSono quattro documenti diversi che dicono lo stesso fatto, e la differenza fra loro fa perdere un pomeriggio a moltissime famiglie. Chiarirla in dieci minuti evita mesi di viaggi in Comune.
Attesta il decesso: nome, cognome, data e luogo. E’ il piu’ semplice e nella maggior parte dei casi basta.
Riporta anche i dati contenuti nell’atto registrato allo stato civile, comprese le eventuali annotazioni. E’ piu’ completo, e alcuni soggetti accettano soltanto questo.
Esiste anche in versione con indicazione di paternita’ e maternita’, richiesta in alcune pratiche successorie.
Rilasciato su modello multilingue, e’ valido in diversi Paesi senza bisogno di traduzione o legalizzazione. Serve quando il defunto aveva beni, conti, pensioni o eredi all’estero.
Chiedetelo subito se sospettate che possa servire: richiederlo dopo, da lontano, e’ molto piu’ complicato.
Un familiare puo’ dichiarare il decesso in una dichiarazione sostitutiva. La pubblica amministrazione e’ tenuta ad accettarla: un ufficio pubblico non puo’ pretendere il certificato.
I privati non sono obbligati. Banche e assicurazioni, nella pratica, chiedono quasi sempre il documento.
| A chi | Cosa chiede di solito |
|---|---|
| Banca — sblocco conti | Certificato, spesso estratto |
| Assicurazioni e polizze vita | Estratto |
| INPS — reversibilita’ | Certificato o autocertificazione |
| Datore di lavoro — TFR | Certificato |
| Notaio — successione | Estratto |
| Agenzia delle Entrate | Certificato |
| Utenze, telefonia | Certificato o autocertificazione |
| Enti e uffici pubblici | Autocertificazione, per legge |
| Soggetti esteri | Estratto internazionale |
Sei o otto. Sembra tanto, e non lo e’.
Il conto lo fa la realta’: banca, seconda banca se c’era un conto cointestato, INPS, datore di lavoro o ex datore, ognuna delle assicurazioni, il notaio, l’Agenzia delle Entrate, le utenze, il gestore telefonico.
Alcuni uffici trattengono l’originale. Il costo di una copia in piu’ e’ irrisorio; il costo di tornare in Comune fra sei mesi, quando magari e’ il Comune di Alba e voi vivete a Priocca, non lo e’.
Prendete sia certificati sia estratti. Nel dubbio si copre tutto, e vale davvero la pena.
Al Comune dove il decesso e’ stato registrato, che e’ quello dove la morte e’ avvenuta, non quello di residenza.
E’ il punto che sorprende le famiglie della zona: se il decesso e’ avvenuto all’ospedale di Alba, i certificati si chiedono ad Alba anche se il defunto ha sempre vissuto altrove.
Le modalita’ sono tre:
Vale la pena provare prima la strada digitale: evita lo sportello e i suoi orari.
I certificati di stato civile sono esenti da bollo quando richiesti per gli usi consentiti dalla legge, e in molti casi anche gratuiti.
Non scadono. Un certificato di morte emesso oggi vale anche fra dieci anni, perche’ certifica un fatto che non cambia. Alcuni uffici privati ne chiedono comunque uno recente: e’ una loro prassi, non una regola.
Non c’e’ limite al numero di copie richiedibili.
Il decesso e’ avvenuto all’estero. L’atto va prima trascritto in Italia tramite il consolato. Finche’ la trascrizione non e’ fatta, nessun Comune italiano puo’ rilasciare il certificato.
Servono documenti per l’estero. Chiedete l’estratto internazionale. Per i Paesi non coperti dalle convenzioni puo’ servire l’apostille, che si ottiene in Prefettura.
Il certificato riporta un errore. Capita: un nome, una data, un luogo di nascita. La rettifica si chiede allo stato civile del Comune che ha registrato l’atto. Non ignoratelo: un errore su un atto di morte si trascina in tutta la successione.
Le prime copie ve le procuriamo insieme al resto delle pratiche, senza che dobbiate andare da nessuna parte.
Ditecelo al primo incontro: quante copie, e se ve ne serve una internazionale. Sono due domande di dieci secondi che possono risparmiarvi mesi.
Quando vi arriva in mano un estratto, i campi sono sempre gli stessi e vale la pena controllarli uno per uno, perche’ un errore qui si trascina in tutta la successione.
Controllateli il giorno stesso in cui ricevete la prima copia. Rettificare un atto dopo che la successione e’ stata presentata e’ molto piu’ complicato.
La correzione si chiede all’ufficiale dello stato civile del Comune che ha registrato l’atto.
Gli errori materiali evidenti — una lettera sbagliata nel cognome, una data invertita — si correggono in via amministrativa, portando un documento che dimostri il dato giusto.
Gli errori sostanziali possono richiedere un passaggio davanti al tribunale. Sono rari, ma esistono, e piu’ tardi ci si accorge piu’ costano.
I certificati di morte sono liberamente richiedibili da chiunque: non serve dimostrare di essere parenti.
Diverso per l’estratto con tutte le annotazioni, dove alcuni Comuni chiedono di motivare la richiesta.
Se non potete andare voi, basta una delega scritta con copia del documento del delegante. Non serve un atto notarile.
Il portale nazionale dell’anagrafe consente di scaricare in autonomia diversi certificati, fra cui quello di morte, per i Comuni subentrati — e sono ormai la quasi totalita’.
Si accede con SPID o CIE. Il certificato e’ gratuito, in bollo o esente a seconda dell’uso, e viene generato in PDF con timbro digitale.
Vale la pena provare questa strada prima dello sportello, soprattutto se il decesso e’ stato registrato in un Comune diverso dal vostro: evita il viaggio.
Oltre all’estratto di morte, per la successione vi verra’ chiesto quasi sempre lo stato di famiglia alla data del decesso, detto anche storico.
Non e’ lo stato di famiglia attuale: e’ la fotografia del nucleo com’era quel giorno. Se nel frattempo qualcuno si e’ trasferito o e’ cambiata la composizione, i due documenti dicono cose diverse e il notaio vuole il primo.
Si richiede al Comune di residenza del defunto, non a quello del decesso. E’ una delle poche pratiche in cui i due Comuni non coincidono e conta saperlo.
L’estratto internazionale copre i Paesi legati dalle convenzioni in materia di stato civile, e li’ non serve altro.
Fuori da quei Paesi il documento va apostillato, quando lo Stato di destinazione aderisce alla Convenzione dell’Aja: l’apostille si ottiene in Prefettura, sul documento gia’ emesso.
Per gli Stati che non vi aderiscono serve la legalizzazione consolare, che e’ un passaggio in piu’ e richiede piu’ tempo.
Se il defunto aveva un conto, una pensione o un immobile fuori dall’Unione europea, informatevi su quale dei tre livelli serve prima di far partire le pratiche: rifare il giro da capo significa mesi.
Formalmente un certificato di morte non scade, perche’ attesta un fatto immutabile.
Nella pratica alcuni soggetti privati ne chiedono uno emesso da non piu’ di sei mesi. Non e’ una regola di legge ed e’ contestabile, ma discuterne con un impiegato allo sportello raramente conviene.
La strategia che funziona: tenere sempre almeno due copie inutilizzate da parte, e rifornirsi via ANPR quando serve, che e’ gratuito e immediato.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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