Onoranze funebriÈ la parte del funerale di cui si parla meno e che nei paesi conta di più: il momento in cui il defunto esce dalla chiesa e le persone lo accompagnano.
Nei paesi del Roero è ancora frequente che siano figli, nipoti o amici, almeno per un tratto. In altri casi lo facciamo noi.
Non c’è una regola e non c’è un obbligo in nessuna delle due direzioni.
Ditecelo il giorno prima. Ci organizziamo, spieghiamo come si fa e restiamo accanto.
Servono in genere quattro o sei persone. Vale la pena sapere che il peso è rilevante e che il tratto è spesso in salita o su scale: chi non se la sente non deve, e non è una mancanza.
È altrettanto normale. Ce ne occupiamo noi, e nessuno lo nota.
Il tragitto dalla chiesa al cimitero è spesso breve, e una parte delle persone lo fa a piedi dietro al feretro.
È una tradizione ancora viva nei nostri Comuni, e per molte famiglie è il momento più sentito di tutta la giornata: il paese che accompagna.
Ad Alba o a Bra ci si sposta in auto. Il corteo procede compatto, con i mezzi che seguono il carro.
Il feretro viene trasportato in auto e le persone raggiungono il cimitero autonomamente. In quel caso è utile che qualcuno dica ad alta voce, all’uscita, dove ci si ritrova e a che ora.
Consueto e non obbligatorio: il feretro, i familiari più stretti, poi tutti gli altri.
Chi porta i fiori li porta davanti o accanto.
Non serve che nessuno organizzi nulla: si forma da solo.
Non è obbligatorio andare al cimitero. Molti salutano in chiesa e non proseguono, ed è normale.
Se andate, si resta un po’ indietro, si lascia spazio alla famiglia, si saluta e si va.
Il feretro raggiunge il punto della sepoltura. C’è in genere una breve preghiera o un momento di raccoglimento.
Poi avviene la sepoltura vera e propria: inumazione, tumulazione, o la partenza per la cremazione.
Si può, ed è una scelta personale. Alcune persone restano fino alla fine, altre preferiscono andarsene prima.
Entrambe le cose vanno bene, e non serve giustificarsi.
Se ci sono bambini, valutate: la chiusura del loculo o il riempimento della fossa possono essere immagini forti.
Nel caso del loculo, il feretro viene collocato e lo spazio viene chiuso. È un’operazione che richiede qualche minuto e viene eseguita dal personale del cimitero.
Nel caso della sepoltura in terra, il feretro viene calato nella fossa. Molte famiglie posano un fiore o una manciata di terra: è un gesto che non ha nulla di obbligatorio e che molti trovano utile.
Se volete, si può organizzare qualcosa che coinvolga chi partecipa:
Al cimitero non ci sono vincoli liturgici: è lo spazio in cui si può fare quello che in chiesa non si poteva.
Il momento in cui ci si saluta e ognuno torna alla propria giornata è spesso il più brusco.
Alcune famiglie si ritrovano a casa o al ristorante. Non è un obbligo, e non è mancanza di rispetto: molte persone raccontano che quel pranzo, con le storie e qualche risata, è stato il momento in cui hanno cominciato a respirare.
Se non siete invitati esplicitamente, non presentatevi: quel momento è per la famiglia stretta.
Organizziamo il trasferimento, coordiniamo il corteo, teniamo i rapporti con il personale del cimitero e ci assicuriamo che tutto sia pronto quando arrivate.
E vi diciamo prima cosa succedera’, passo per passo. È la cosa che le famiglie apprezzano di più: sapere in anticipo cosa aspettarsi toglie metà dell’ansia di quella mattina.
Nei paesi il corteo a piedi esclude chi ha difficolta’ motorie, e sono spesso le persone che al defunto erano più legate.
Due soluzioni pratiche:
Vale la pena dirlo ad alta voce all’uscita dalla chiesa: chi non se la sente di camminare spesso non chiede, e resta indietro da solo.
Nei centri abitati il corteo comporta un rallentamento della circolazione. È una situazione ordinaria e prevista.
Dove il tragitto attraversa strade di scorrimento, ce ne occupiamo noi con il Comune.
È il momento più forte di tutta la cerimonia, e vale la pena saperlo prima: molte persone che avevano retto fino a quel punto cedono li’.
È anche il momento in cui, se avete scelto un brano da ascoltare, funziona meglio.
Nei nostri paesi capita spesso che il defunto facesse parte di un gruppo: alpini, bocciofila, coro, banda, corale parrocchiale, protezione civile.
La partecipazione del gruppo — con il labaro, il gagliardetto, o semplicemente presente insieme — è una delle cose più sentite di tutta la giornata.
Va organizzata con qualche giorno di anticipo. Se il defunto apparteneva a un’associazione, ditecelo il primo giorno: contattiamo noi il referente.
Al termine, al cimitero, non c’è un segnale che dica che è finita.
Se siete la famiglia, potete semplicemente cominciare a salutare: le persone capiscono e vi seguono.
Se partecipate, la regola è quella di sempre: due parole, e via. Chi passa velocemente aiuta più di chi si ferma.
Capita spesso: la cerimonia si tiene dove viveva, la sepoltura dove c’è la tomba di famiglia.
In quel caso il corteo si scioglie all’uscita dalla chiesa, e solo i familiari e chi vuole raggiungono il cimitero, spesso in un altro paese.
Va detto ad alta voce all’uscita, con l’indicazione del Comune e dell’orario: è l’informazione che manca più spesso, e chi non la sente resta fermo sul sagrato senza sapere cosa fare.
Finita la sepoltura, ognuno torna alla propria giornata. È il momento più brusco di tutti.
Se la famiglia ha previsto un momento insieme — un caffe’, un pranzo — è bene dirlo li’, specificando chi è invitato. In caso contrario, va bene salutarsi e basta.
La mattina del funerale vi spieghiamo la sequenza: a che ora arriviamo, quando esce il feretro, dove vi mettete, cosa succede al cimitero.
Sapere in anticipo cosa aspettarsi toglie metà dell’ansia di quella mattina, ed è la cosa che le famiglie ci dicono di aver apprezzato di più.
Succede, e non cambia nulla: il corteo si fa lo stesso, più breve.
Portiamo noi gli ombrelli e ci occupiamo del riparo all’uscita e al cimitero. Non è una cosa a cui dobbiate pensare voi.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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