Onoranze funebriRestate davanti al biglietto senza sapere cosa scrivere, e più ci pensate meno vi viene. È normale: la paura di dire la cosa sbagliata blocca più della mancanza di parole.
La cosa sbagliata, quasi sempre, è non scrivere niente.
Breve, concreto, e non su di voi.
Due o tre righe scritte a mano valgono più di dieci di frasi fatte. E se conoscevate il defunto, una cosa specifica su di lui vale più di qualunque formula.
Raccontate una cosa vostra. Un episodio, una frase che diceva, un gesto.
“Mi ricordo che ogni volta che passavo mi metteva in mano qualcosa dell’orto. Non l’ho mai visto senza qualcosa da dare.”
È quello che le famiglie rileggono a mesi di distanza. Le formule no.
Dite quello che sapete, e offrite qualcosa di concreto.
“Non ho conosciuto tuo padre, ma so quanto contava per te. Ci sono, per qualunque cosa, anche solo per un caffe’.”
Sobrio, ma non freddo.
“Le esprimo il mio sincero cordoglio per la perdita di suo padre. Le sono vicino in questi giorni.”
Ditelo.
“Non trovo le parole giuste. Ti penso, e ci sono.”
È onesto e arriva. Nessuno si aspetta eloquenza.
| Da evitare | Perché |
|---|---|
| “Era ora che smettesse di soffrire” | Anche se vero, non tocca a voi dirlo |
| “So cosa provi” | Non lo sapete, e chi legge lo sa |
| “Il tempo guarisce tutto” | Nell’immediato suona come una liquidazione |
| “Era il suo destino” | Non consola nessuno |
| “Devi essere forte” | Aggiunge un dovere a chi ne ha già troppi |
| “Almeno hai ancora…” | Nessun “almeno” funziona in un lutto |
| Riferimenti religiosi a chi non crede | Verificate prima |
| Lunghi racconti personali | Sposta l’attenzione su di voi |
Il biglietto scritto a mano resta, e viene riletto. Vale la pena farlo anche se arrivate tardi.
Il messaggio sul telefono va bene ed è meglio del silenzio, ma non aspettatevi risposta e non prendetela come freddezza: in quei giorni arrivano centinaia di messaggi.
La telefonata può essere invadente nei primissimi giorni. Meglio un messaggio che dica “ti chiamo quando vuoi tu”.
Al funerale la formula breve va benissimo: “condoglianze”, “mi dispiace”, una stretta di mano.
Non serve altro. Anzi: chi resta in fila e dice due parole aiuta più di chi si ferma cinque minuti, perché dietro ci sono altre trenta persone.
Se volete dire di più, fatelo dopo, in un altro momento.
Farsi vivi dopo.
Nei primi giorni la casa è piena. Dopo tre settimane non chiama più nessuno, ed è il momento in cui il lutto pesa di più.
Un messaggio a un mese — “ti penso, come stai davvero?” — vale più di dieci biglietti il primo giorno.
Non “se hai bisogno chiama”: chi è in lutto non chiama mai.
Si’ a proposte concrete: “passo giovedi’ a portarti la spesa”, “posso tenere i bambini sabato”, “vengo a tagliare l’erba domenica”.
Le proposte con un giorno e un’ora si accettano. Le disponibilita’ generiche no.
Se la famiglia ha chiesto offerte in memoria al posto dei fiori, rispettatelo: è una scelta, non una formalita’.
Se non è stato indicato nulla, i fiori vanno bene. Anche una sola composizione, con un biglietto scritto a mano.
Una riga sobria è sempre meglio del silenzio, e non impegna a nulla.
“Mi dispiace per la vostra perdita.” Basta, ed è giusto così.
“Ho saputo di tuo padre. Mi ricordo ancora quando ci portava in cascina d’estate. Ti sono vicino, e ci sono se hai bisogno di qualunque cosa.”
“Non riesco ancora a crederci. Non ho parole giuste, ma volevo che sapessi che ti penso. Ti scrivo fra qualche giorno.”
“Vi ho sempre visti insieme, e non riesco a immaginare questi giorni per te. Passo la settimana prossima, senza disturbare, solo per un caffe’.”
“Le porgo le mie più sincere condoglianze. Suo padre era una presenza che qui tutti ricordano con affetto.”
“So quanto lo hai accompagnato in questi mesi, e quanto è costato. Adesso pensa un po’ anche a te. Ci sono.”
“Non ho avuto la fortuna di conoscere tua madre, ma da come ne parlavi ho sempre pensato che fosse una donna in gamba. Mi dispiace davvero.”
Se scoprite la notizia dopo settimane, scrivete lo stesso.
“Ho saputo solo ora, e mi dispiace non essermi fatto vivo prima. Ti penso.”
Arrivare a distanza ha spesso un effetto migliore: è il periodo in cui le persone si sentono più sole.
Un commento pubblico sotto un annuncio va bene ed è diventato normale.
Due accortezze: non date la notizia voi se la famiglia non l’ha ancora resa pubblica, e non pubblicate fotografie del defunto senza chiedere.
Firmate con nome e cognome, e se serve con un riferimento: “Marco, il vicino di via Roma”.
In quei giorni arrivano decine di biglietti e la famiglia non ricollega tutti i nomi. Un riferimento in più non è freddezza: è cortesia.
È più corto di un biglietto inviato a casa: una riga e la firma.
“Con affetto, la famiglia Rossi” — oppure “Ti siamo vicini. I colleghi dell’ufficio”.
Non è il posto per un pensiero lungo: quello si manda a parte.
Vale la pena scrivere anche a chi frequentate poco. Nessuno ha mai pensato “che strano, mi ha scritto”.
Una riga sobria è sempre appropriata, e in un paese viene notata più di quanto si creda.
La prima voce è quella che le famiglie ricordano di più e che quasi nessuno fa più.
Segnatevi una data fra tre o quattro settimane e scrivete di nuovo. Bastano due righe.
È il gesto più utile di tutta questa pagina, ed è anche il più raro.
Se avete poco tempo e nessuna idea, questo funziona in quasi ogni situazione:
“Ho saputo di (nome). (Una cosa vera che ricordate di lui, o del rapporto che aveva con chi legge.) Ti penso in questi giorni. Ci sono, per qualunque cosa.”
Tre righe, scritte a mano. Non serve altro, e vale più di una pagina di frasi fatte.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
Quando non si riesce ad andare a un funerale: come farsi sentire, cosa scrivere, e come salutare comunque a distanza…
I tempi reali di un funerale: quanto dura la cerimonia, il corteo, la sepoltura, e come organizzare la giornata per…
Come si sceglie l'abito per la vestizione, quali oggetti si possono mettere nel feretro e cosa cambia in caso di…