Onoranze funebriPriocca dista sei chilometri da Guarene ed è uno dei Comuni più popolosi di questa parte del Roero, con circa duemila abitanti. Confina con Canale, Castellinaldo d’Alba, Magliano Alfieri, Govone e San Damiano d’Asti.
L’ultimo di quei nomi non è un dettaglio geografico. San Damiano d’Asti sta in provincia di Asti, e Priocca si trova sulla linea dove il Roero cuneese finisce e comincia l’Astigiano.
Per una famiglia questo conta in un caso preciso: quando il decesso avviene fuori dal Comune di residenza. L’atto di morte si fa sempre dove la persona è morta, non dove abitava. Se è successo in una struttura o in un ospedale dall’altra parte del confine, le pratiche partono da li’ e solo dopo si organizza il rientro a Priocca per il funerale e la sepoltura.
Significa due amministrazioni invece di una, e a volte due aziende sanitarie diverse. Non è un problema, è solo un passaggio in più: lo facciamo noi, su entrambi i fronti, senza che dobbiate spostarvi.
La parrocchiale di Priocca è intitolata a Santo Stefano, e la festa patronale cade il 26 dicembre.
Vale la pena parlarne, perché il periodo fra Natale e l’Epifania è quello in cui muoiono più persone anziane, e insieme quello in cui tutto sembra fermarsi.
Non si ferma. Il periodo di osservazione di ventiquattro ore vale anche a Natale, i medici intervengono anche a Capodanno, e i funerali si celebrano anche fra le feste. Quello che si allunga sono i tempi, perché gli uffici lavorano a ranghi ridotti e la chiesa ha le proprie funzioni già fissate.
In quei giorni il consiglio pratico è uno solo: chiamateci subito, anche se pensate di non avere fretta. Un giorno guadagnato all’inizio, in quella settimana, vale come tre in qualunque altro periodo dell’anno.
E se il funerale finisce per cadere in un giorno di festa, sappiate che non è una mancanza di rispetto verso nessuno: è semplicemente quello che i tempi permettono.
Al cimitero di Priocca valgono le forme di sepoltura consuete, e su quelle non c’è molto da dire che non sappiate già. C’è invece una cosa che quasi nessuno considera al momento giusto: chi terra’ quella tomba negli anni.
Una concessione ha un intestatario e una scadenza. Se l’intestatario muore e nessuno aggiorna la posizione, gli avvisi continuano ad arrivare a suo nome, magari a un indirizzo dove non abita più nessuno. Il risultato lo si scopre anni dopo, davanti a una tumulazione che non si può fare finché la pratica non è sistemata.
Chiedeteci di verificarlo adesso, mentre siamo già in Comune per il resto: ci servono il cimitero e il nome dell’intestatario, nessun documento. Se c’è qualcosa da sistemare, si sistema in giorni; scoperto la vigilia di un funerale, non si fa in tempo.
E quando avete un momento, mettete in una cartella sola i documenti della concessione, le ricevute della lampada votiva e i dati di chi ha fatto la lapide. Fra vent’anni serviranno a qualcuno che oggi non ci sta pensando.
Da Priocca al Cimitero Urbano di Bra sono circa diciannove chilometri, ed è fra le distanze più lunghe dei Comuni in cui lavoriamo abitualmente.
Su questa distanza la scelta ha un effetto concreto sull’organizzazione: la partenza del feretro dopo la funzione richiede tempo, e i familiari che volessero accompagnarlo devono mettere in conto il viaggio di andata e ritorno. Molte famiglie preferiscono salutare in paese e lasciare a noi il tragitto, ed è del tutto legittimo.
Il trasporto fino a Bra è una voce di costo a se’, a carico della famiglia, e su diciannove chilometri si sente: ve la scriviamo separata dalle altre prima che decidiate, non nascosta dentro un totale.
L’urna è pronta qualche giorno dopo e la ritiriamo noi. Poi decidete dove: tumulata al cimitero di Priocca, in un cinerario, affidata a un familiare secondo le regole di legge. Se scegliete l’affidamento, l’affidatario è una persona sola, indicata per nome, e il luogo dove l’urna viene conservata resta registrato.
Molte persone hanno un’assicurazione che prevede un capitale in caso di morte e non lo dicono a nessuno. A volte è una polizza vita, a volte è agganciata a un mutuo o a un finanziamento, a volte fa parte di un pacchetto della banca sottoscritto anni prima.
Se nessuno lo sa, quel denaro resta dov’è. Non arriva un avviso: sono i beneficiari a dover presentare la richiesta.
Come si scopre se esistono: guardando gli addebiti ricorrenti sul conto corrente, cercando fra le carte della banca, e chiedendo esplicitamente all’istituto se risultano coperture collegate a mutui o prestiti. Esiste anche un servizio di ricerca nazionale, che si interroga con i dati del defunto.
Vale la pena farlo anche quando sembra improbabile. Capita spesso di scoprire che un mutuo era assicurato, e che quel debito non ricade sugli eredi.
Non sono pratiche nostre e non ci guadagniamo nulla a dirvelo. Ma se non lo diciamo noi, in quei giorni non ve lo dice nessuno.
Non c’è un centralino e non c’è un numero che vi richiama fra un’ora. Risponde una persona che conosce Priocca, e da Guarene sono dieci minuti a qualunque ora del giorno e della notte.
Alla prima telefonata non serve che sappiate niente: basta dirci dove siete. Se il decesso è appena avvenuto vi diciamo noi cosa fare nei minuti seguenti, che quasi sempre è semplicemente aspettare senza toccare nulla.
Il resto – dichiarazione, autorizzazioni, pratiche, parrocchia, manifesti – comincia da quel momento e non richiede più niente da parte vostra.
Il Roero e la Langa sono il nostro territorio abituale, ma il confine non lo decide una cartina: andiamo dove serve, anche oltre le due province. Se il vostro paese non ha una pagina qui, chiamateci lo stesso.
Siamo raggiungibili a qualsiasi ora, tutti i giorni. La prima telefonata basta che dica dove siete.
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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