Onoranze funebri
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Cosa fare nelle settimane dopo il funerale: l’ordine giusto delle pratiche

Il funerale finisce e comincia la parte lunga. Arrivano lettere, si scoprono conti, qualcuno dice che bisogna fare la successione entro un anno, qualcun altro che bisogna sbrigarsi subito.

Non tutto e’ urgente. Poche cose hanno una scadenza vera, e vale la pena distinguerle.

L’ordine che funziona

Quando Cosa Dove
Prima settimana Comunicazione del decesso all’ente previdenziale Patronato
Prima settimana Domanda di pensione ai superstiti Patronato
Primo mese Comunicazione alla banca Filiale
Primo mese Denuncia alle assicurazioni Compagnia
Primo mese Ultime spettanze e TFR Datore di lavoro
Primi mesi Utenze, telefonia, abbonamenti Gestori
Entro 12 mesi Dichiarazione di successione Agenzia Entrate o notaio
Dopo la successione Voltura catastale, veicoli Catasto, PRA

Cosa ha davvero una scadenza

La dichiarazione di successione: dodici mesi

E’ il termine ordinario, e decorre dalla data del decesso. Superarlo comporta sanzioni, che crescono con il ritardo.

Non e’ pero’ il primo adempimento in ordine di importanza economica: dodici mesi sono tanti, e ci sono cose che rendono di piu’ se fatte subito.

La pensione ai superstiti: prima si chiede, prima decorre

E’ la pratica economicamente piu’ rilevante di tutte, e nella maggior parte dei casi la decorrenza e’ legata al mese della domanda.

Tradotto: ogni mese di ritardo puo’ essere un mese di assegno non percepito. E’ la ragione per cui questa sta in cima alla lista e non la successione.

Le denunce assicurative

Le polizze prevedono termini per la denuncia del sinistro, di norma brevi. Non rimandate perche’ “tanto poi si vede”.

Il resto

Utenze, telefonia, abbonamenti, veicoli non hanno una scadenza sanzionata. Costano solo denaro finche’ restano attivi.

Cosa NON e’ urgente, contro quello che vi diranno

Svuotare la casa. Nessuna legge lo impone. Se la casa e’ di proprieta’ e non c’e’ un affitto da chiudere, potete prendervi mesi. E’ anche una delle cose che, fatte troppo presto, si rimpiangono.

Decidere della tomba. La lapide si fa con calma. Nei mesi successivi molte famiglie cambiano idea, e va benissimo.

Chiudere tutti i conti in una settimana. La banca ha i suoi tempi e non vi corre dietro.

Rispondere a chi vi contatta. Nelle settimane dopo un decesso arrivano proposte di ogni genere. Nulla di quello ha urgenza.

I documenti che vi serviranno sempre

  • Certificato di morte, in piu’ copie
  • Estratto dell’atto di morte, per il notaio
  • Stato di famiglia alla data del decesso, che si chiede al Comune di residenza
  • Codice fiscale del defunto
  • Documenti e codici fiscali degli eredi
  • Documentazione dei beni: visure, atti, estratti conto, polizze

Una cartellina sola, tenuta dal primo giorno, vi risparmiera’ molte ore.

Chi vi aiuta, e su cosa

A chi Per cosa Costo
Patronato Pensioni, reversibilita’, INAIL Gratuito
CAF Successione semplice, detrazioni Contenuto
Notaio Successioni con immobili o testamento A tariffa
Commercialista Situazioni patrimoniali complesse A tariffa
Avvocato Contrasti fra eredi, rinuncia A tariffa

Il patronato e’ gratuito e copre la pratica che vale di piu’. Cominciate da li’.

Se siete l’unico erede, o l’unico che se ne occupa

Capita spesso: fratelli lontani, nipoti impegnati, e una persona sola che porta tutto.

Due consigli pratici. Mettete per iscritto quello che fate, anche solo in un quaderno: fra sei mesi, se qualcuno chiede conto, avere le date aiuta molto.

E non anticipate spese senza dirlo. Le spese sostenute nell’interesse dell’eredita’ si possono far valere, ma solo se sono documentate.

La cosa che vale la pena sapere subito

Se l’eredita’ potrebbe essere gravata da debiti, fermatevi prima di toccare qualunque cosa: disporre dei beni del defunto puo’ valere come accettazione tacita e chiudere la porta alla rinuncia.

In quel caso il primo passo non e’ la banca: e’ un avvocato o un notaio. Una consulenza di mezz’ora, prima di muovere un euro.

Il primo mese, settimana per settimana

Settimana 1

  • Appuntamento al patronato con cedolino della pensione e certificato di morte
  • Raccogliere le copie del certificato: sei o otto
  • Chiedere lo stato di famiglia alla data del decesso al Comune di residenza
  • Aprire una cartellina unica per tutti i documenti

Settimana 2

  • Banca: comunicare il decesso e chiedere i saldi alla data della morte
  • Guardare gli ultimi tre estratti conto e segnare ogni addebito ricorrente
  • Verificare l’esistenza di polizze collegate a mutui

Settimana 3

  • Assicurazioni: denuncia dei sinistri, che hanno termini brevi
  • Datore di lavoro, se il defunto lavorava: ultime spettanze e TFR
  • Visura catastale nazionale intestata al defunto

Settimana 4

  • Utenze: voltura o chiusura, in base a chi resta nella casa
  • Abbonamenti a rinnovo automatico: sono quelli che costano di piu’ se dimenticati
  • Prima valutazione sulla successione: serve o rientra nell’esonero?

Le cose che nessuno vi dice, e che vale la pena sapere

La posta continua ad arrivare. Per mesi, e in mezzo ci sono comunicazioni che contano: scadenze, rinnovi, avvisi. Non buttate niente senza guardarlo, almeno per il primo anno.

Le pensioni accreditate dopo il decesso vanno restituite. Gli enti se ne accorgono e le richiedono indietro. Non spendetele.

Le rate dei finanziamenti continuano. Se non ci sono coperture assicurative, restano a carico della successione e vanno gestite subito.

La casa vuota ha comunque costi: tributi locali, assicurazione, utenze minime. Vanno intestati a qualcuno.

Se il defunto aveva un’attivita’

Cambia tutto e i tempi sono piu’ stretti. Impresa individuale, quote societarie, partita IVA, dipendenti: sono adempimenti con scadenze proprie e vanno affrontati con un commercialista entro pochi giorni, non entro mesi.

E’ l’unico caso in cui vi diciamo di non aspettare.

Le tre cose che si rimpiangono

Non sono pratiche, e nella nostra esperienza sono quelle che le famiglie ricordano a distanza di anni.

Aver svuotato la casa troppo presto. Nessuno vi obbliga a farlo in un mese. Chi aspetta sceglie meglio cosa tenere.

Aver buttato le carte senza guardarle. Fra vecchie cartelle escono buoni postali, polizze dimenticate, lettere. Anche solo una scorsa veloce, prima.

Aver cancellato il telefono o il computer. E’ l’unico archivio di fotografie di molte persone, e non si recupera.

E una cosa che aiuta

Scrivere, in un quaderno o in un file, cosa avete fatto e quando: la data della domanda al patronato, quando avete parlato con la banca, cosa vi hanno detto e chi.

Sembra inutile finche’ non arriva la prima lettera che chiede conto di qualcosa, o finche’ un fratello non chiede come sono andate le cose. A quel punto quel quaderno vale piu’ di qualsiasi ricordo.

Se vivete lontano

Molti figli seguono le pratiche del genitore da un’altra citta’. Quasi tutto si fa a distanza, ma conviene organizzarsi in un modo preciso.

Concentrate gli appuntamenti in un solo viaggio. Patronato, banca e Comune in due giorni sono fattibili se si prende appuntamento prima.

Chiedete piu’ copie di tutto mentre siete sul posto: tornare per un certificato costa un giorno di ferie.

Usate i canali digitali dove esistono: ANPR per i certificati, servizi telematici per la successione, home banking per gli estratti conto.

Indicate un recapito dove far arrivare la posta del defunto, oppure passate a ritirarla con regolarita’.

Chiamateci, a qualsiasi ora

Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698

Assegno funerario e contributi per le spese funebri: chi ha diritto a qualcosa

Non esiste un contributo generale per le spese funebri valido per tutti. Esistono pero’ diverse prestazioni specifiche, e la famiglia spesso non sa di rientrarvi.

Vale la pena controllare: sono somme non enormi ma nemmeno simboliche, e la domanda si presenta una volta sola.

Importi, requisiti e modulistica cambiano nel tempo: verificate sul sito dell’ente o tramite un patronato, che assiste gratuitamente.

1. L’assegno funerario per alcune categorie

Non spetta a tutti i pensionati. È una prestazione riservata a determinate gestioni previdenziali — storicamente collegate al pubblico impiego — e va verificata caso per caso.

Come si verifica: con il patronato, portando l’ultimo cedolino della pensione. Da li’ si capisce in quale gestione era iscritto il defunto e se la prestazione esiste.

Chi presenta la domanda: chi ha sostenuto la spesa, che può non essere un erede. Serve la fattura intestata a se’.

2. Morte per infortunio sul lavoro o malattia professionale

È il caso in cui l’intervento è più consistente. L’INAIL riconosce ai superstiti prestazioni specifiche, fra cui un contributo per le spese funerarie.

La pratica si apre a parte rispetto a tutto il resto e ha termini propri. Non ha effetto sui tempi del funerale, ma va aperta nei tempi giusti.

Vale anche per l’infortunio in itinere, cioè avvenuto nel tragitto casa-lavoro. È una circostanza che le famiglie spesso non collegano.

3. Il funerale a carico del Comune

Quando non ci sono familiari, o quando questi non sono in grado di sostenere la spesa, il Comune ha l’obbligo di provvedere alla sepoltura.

Non è carita’ e non è una vergogna: è un dovere pubblico previsto dalla normativa. Il funerale è dignitoso, con feretro, trasporto e sepoltura.

La segnalazione si fa ai servizi sociali del Comune di residenza. Se vi trovate in questa situazione, parlatene con noi: sappiamo come si avvia la pratica e con chi.

4. Coperture assicurative che nessuno ricorda

È la voce con il maggior numero di rimborsi non richiesti, perché quasi nessuno ci pensa nei giorni giusti.

  • Polizze vita del defunto, che possono prevedere una liquidazione immediata per le spese funebri
  • Assicurazioni collegate a mutui o finanziamenti, spesso dimenticate
  • Coperture di carte di credito, in particolare per decesso durante un viaggio
  • Polizze di viaggio, che tipicamente coprono il rimpatrio della salma
  • Casse e fondi di categoria, sindacali o professionali, che in diversi settori prevedono un sussidio

Il consiglio pratico: prima di dare incarico per un trasporto da lontano, controllate se esiste una copertura. Se c’è, è la centrale operativa dell’assicurazione a organizzare, e la spesa non ricade sulla famiglia. Chiamarla dopo aver già incaricato un’impresa complica o annulla il rimborso.

5. Fondi integrativi e casse aziendali

Alcuni contratti collettivi e alcuni fondi di categoria prevedono un contributo ai superstiti. Non è automatico e va richiesto.

Il posto dove chiedere è l’ufficio del personale dell’ultimo datore di lavoro, oppure il sindacato di categoria.

Cosa serve per qualunque domanda

Documento Nota
Certificato di morte Più copie
Fattura delle spese funebri Intestata a chi chiede il rimborso
Prova del pagamento tracciabile Sempre più richiesta
Documento e codice fiscale del richiedente
Documentazione del rapporto con il defunto Se richiesta dall’ente

Torna la stessa cosa di sempre: l’intestazione della fattura decide chi può chiedere. Sbagliarla chiude la porta a detrazione e rimborsi insieme.

A chi rivolgersi

Al patronato, che assiste gratuitamente su previdenza e infortuni ed è il posto giusto per capire in dieci minuti se avete diritto a qualcosa.

Noi non presentiamo queste domande — non sono pratiche funebri — ma vi diciamo quali potrebbero riguardarvi e vi prepariamo i documenti che servono.

Il calendario delle scadenze

Quasi tutte queste prestazioni hanno un termine, e nessuno lo ricorda alla famiglia.

Pratica Dove Nota sui tempi
Prestazioni previdenziali INPS, tramite patronato Termini propri per gestione
Infortunio sul lavoro o in itinere INAIL Denuncia nei termini di legge
Polizze vita e assicurazioni Compagnia Denuncia del sinistro rapida
Coperture di viaggio Centrale operativa Prima di incaricare un’impresa
Fondi di categoria Sindacato, ufficio personale Variabile
Contributo comunale Servizi sociali Prima di ordinare il servizio

Le due righe in grassetto sono quelle in cui aspettare significa perdere il diritto: una copertura di viaggio attivata dopo aver già dato incarico spesso non rimborsa, e il contributo comunale non si ottiene su un funerale già commissionato.

Dove cercare le coperture dimenticate

Nella pratica, i posti sono cinque e si controllano in un pomeriggio:

  • Contratti di mutuo e finanziamenti: spesso includono una polizza caso morte
  • Estratti conto della carta di credito: alcune carte includono coperture di viaggio
  • Buste paga o cedolini: rivelano fondi e casse di categoria
  • Polizze in casa, anche vecchie: vanno lette, non scartate
  • Iscrizioni ad associazioni, comprese quelle per la cremazione, che a volte prevedono servizi inclusi

Cosa fa il patronato, e perché conviene

Il patronato assiste gratuitamente su previdenza, infortuni e prestazioni ai superstiti. Verifica la posizione del defunto, dice cosa spetta e presenta le domande.

È anche il posto giusto per la pensione di reversibilita’, che è la pratica economicamente più importante fra tutte quelle che seguono un decesso, e che non ha nulla a che vedere con le spese funebri.

Portate: cedolino della pensione o ultima busta paga, certificato di morte, documenti del richiedente, e la fattura del funerale se chiedete un contributo sulle spese.

Cosa non è un contributo

Va detto, perché genera confusione: l’eventuale liquidazione di una polizza vita non è un contributo per il funerale. È un capitale che spetta ai beneficiari indicati nel contratto, e non è vincolato alle spese funebri.

Allo stesso modo, le somme del conto del defunto non sono automaticamente disponibili: il conto viene bloccato e si sblocca con la successione.

È proprio per questo che chi organizza il funerale quasi sempre anticipa di tasca propria — e per questo l’intestazione della fattura va decisa con attenzione.

Un ordine pratico per non perdere niente

  1. Il primo giorno: se il decesso è avvenuto lontano o in viaggio, verificate le coperture assicurative prima di dare incarico.
  2. Entro la prima settimana: appuntamento al patronato con cedolino e certificato di morte.
  3. Entro il primo mese: denuncia alle compagnie assicurative, verifica di mutui e finanziamenti.
  4. Entro i termini di legge: pratica INAIL, se il decesso è collegato al lavoro.
  5. Alla dichiarazione dei redditi: detrazione delle spese, al netto di quanto rimborsato.

La cosa più importante non riguarda il funerale

Fra tutte le pratiche che seguono un decesso, quella economicamente decisiva non è un contributo sulle spese funebri: è la pensione ai superstiti.

Incide sul reddito familiare per anni, mentre i contributi sulle spese funebri sono una tantum e di importo contenuto.

Se dovete scegliere da dove cominciare, cominciate da li’. Il patronato le tratta insieme.

Cosa possiamo fare noi, e cosa no

Non presentiamo domande previdenziali o assicurative: non sono pratiche funebri e servono competenze diverse dalle nostre.

Quello che facciamo:

  • Vi diciamo quali prestazioni potrebbero riguardarvi, in base alla situazione
  • Emettiamo la fattura intestata correttamente, che è il documento richiesto in quasi tutte le domande
  • Vi procuriamo le copie del certificato di morte necessarie
  • Vi indichiamo a chi rivolgervi per ciascuna pratica

È poco, ma è esattamente quello che serve per non arrivare al patronato con le mani vuote.

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Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.

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