Onoranze funebriNon c’è una risposta giusta, e chiunque ve la dia con troppa sicurezza sta parlando di se’.
Quello che si può fare è mettere in fila le differenze reali, comprese quelle che emergono anni dopo e che quasi nessuno considera al momento della scelta.
Se il defunto aveva espresso una volonta’, quella è la risposta e non c’è altro da valutare.
Il resto di questa pagina serve per quando non l’ha detto, o per chi sta decidendo per se’.
| Cremazione | Sepoltura | |
|---|---|---|
| Autorizzazione | Serve provare la volonta’ | Nessun consenso richiesto |
| Tempi | Qualche giorno in più | Più rapidi |
| Costo iniziale | Tariffa impianto, niente concessione lunga | Concessione, spesso la voce più alta |
| Spazio al cimitero | Minimo | Fossa o loculo |
| Scadenze future | Ridotte | Rinnovo, esumazione, ossario |
| Trasporto altrove | Semplice | Complesso e costoso |
| Luogo dove tornare | Dipende dalla destinazione | Sempre presente |
| Reversibilita’ | Nessuna | I resti restano |
È la domanda più importante e la meno considerata.
Con la sepoltura c’è sempre. Con la cremazione dipende: una celletta o una tomba di famiglia lo sono, la dispersione no.
Chi sceglie la dispersione lo fa spesso perché non attribuisce importanza al luogo — ma quella scelta vale anche per gli altri familiari, che potrebbero averne bisogno. Nipoti compresi, che oggi magari sono bambini.
Una tomba richiede manutenzione, rinnovi, decisioni alla scadenza del turno.
Se la famiglia è sparsa o non c’è nessuno che possa seguirla, la cremazione riduce sensibilmente il carico su chi resta.
Se esiste una tomba di famiglia con dentro i genitori e i nonni, la scelta di uscirne pesa più di quanto sembri sul momento.
Va detto che le due cose non sono in contrasto: un’urna può essere collocata nella tomba di famiglia, dove il regolamento lo consente. Molte famiglie della zona fanno esattamente così.
La cremazione ha una tariffa d’impianto che la sepoltura non ha. In compenso evita l’acquisto di una concessione pluridecennale, che è quasi sempre la voce più alta di un funerale.
Sul lungo periodo la cremazione ha anche meno scadenze: niente rinnovo di loculo, niente estumulazione, niente celletta ossario da acquistare al termine del turno.
Le cifre dipendono dal Comune e ve le diciamo caso per caso.
L’ultimo punto è quello più utile in una famiglia divisa: la sepoltura non è definitiva quanto la cremazione, e permette di rimandare una decisione che non riuscite a prendere in tre giorni.
Sei domande, dieci minuti. È molto più di quanto la maggior parte delle famiglie riesce a fare, ed evita quasi tutti i pentimenti.
Fatelo, e ditelo.
La scelta più generosa che potete fare per i vostri figli non è scegliere l’una o l’altra: è non lasciare che debbano indovinare, in tre giorni, in mezzo al dolore, magari litigando fra loro.
Quando la scelta ricade sui figli e nessuno sa cosa voleva il genitore, il rischio non è scegliere male: è rompere qualcosa.
Alcune cose che aiutano:
Fatela il primo giorno. Non il terzo, non davanti alla bara. Il periodo di osservazione serve anche a questo.
Partite da lui, non da voi. La domanda non è “cosa preferisco io”, ma “cosa avrebbe voluto lui”. Sposta la discussione su un terreno dove nessuno deve avere ragione.
Chiedete a chi lo frequentava. Un amico, un vicino, il parroco: capita spesso che lo avesse detto a qualcuno fuori dalla famiglia.
Se non si trova un accordo, scegliete la sepoltura. Non richiede consenso unanime, e non chiude nessuna porta: la cremazione dei resti resta possibile in seguito. È la via d’uscita che salva i rapporti.
Se state leggendo per voi, la cosa più utile che potete fare non è scegliere: è mettere per iscritto quello che avete scelto e dirlo a due persone.
Costa mezz’ora. E toglie ai vostri figli una discussione che, se capita, si ricorderanno per anni.
È la parte che nessuno considera al momento della scelta e che pesa per decenni.
Al termine del turno di rotazione il Comune procede all’esumazione, e la famiglia decide: ossario comune, celletta ossario, tomba di famiglia, o cremazione dei resti.
Significa una decisione e una spesa, fra dieci anni circa, a carico di chi ci sarà allora.
La concessione ha una scadenza, e va rinnovata o si estingue. L’avviso arriva all’indirizzo depositato, che dopo trent’anni spesso non esiste più.
Se l’urna è in una celletta, vale la stessa logica delle concessioni, con importi in genere più contenuti.
Se è in una tomba di famiglia, segue quella. Se è in affidamento, va prevista una destinazione quando l’affidatario a sua volta non ci sarà più.
Nessuna delle due è “per sempre” senza che qualcuno se ne occupi.
Chi vi dice il contrario semplifica. La domanda giusta non è quale scegliere, ma chi ci sarà fra vent’anni a prendere la decisione successiva — e se gli state lasciando qualcosa di gestibile.
Molte persone ci chiamano per capire come funziona quando ancora non serve, per se’ o per un genitore. Non è morboso e non porta sfortuna: è la scelta di chi non vuole che i figli debbano indovinare in tre giorni.
Nessun impegno, nessuna firma, nessun costo. Solo le informazioni per decidere con calma.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
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Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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