Onoranze funebriL’affidamento delle ceneri è una possibilita’ prevista, e molte famiglie la scelgono.
Quello di cui non si parla mai è cosa succede dopo: fra dieci anni, fra venti, quando chi tiene l’urna non c’è più o cambia casa.
L’urna viene affidata a una persona nominativamente indicata, con un’autorizzazione del Comune.
Da quel momento l’affidatario ha obblighi precisi:
Non è un oggetto come gli altri: è una custodia autorizzata, con un nome sopra.
Va comunicato al Comune. L’autorizzazione indica un luogo di conservazione preciso, e trasferirsi senza dirlo significa avere un’urna in un posto diverso da quello autorizzato.
È una comunicazione semplice, e quasi nessuno la fa.
Si può. In qualunque momento l’affidatario può chiedere di collocare le ceneri al cimitero: in una celletta cineraria, in una tomba di famiglia, o dove il regolamento consente.
Non è un fallimento e non è un ripensamento da giustificare. Molte persone tengono l’urna per qualche anno e poi trovano più sereno che stia al cimitero, dove ci si può andare.
È la situazione a cui nessuno pensa, ed è quella che crea i problemi veri.
L’affidamento è personale: non si trasmette automaticamente agli eredi.
Quando l’affidatario muore, la posizione va ridefinita: un altro familiare può chiedere l’affidamento a proprio nome, oppure le ceneri vengono collocate al cimitero.
Se nessuno se ne occupa, in una casa da svuotare c’è un’urna di cui nessuno sa cosa fare. Succede, e non è una bella scoperta per chi la fa.
È semplice e la fanno in pochissimi.
Scrivete un foglio e mettetelo con i documenti importanti:
L’ultima riga è quella che risolve. Senza, chi svuotera’ la vostra casa si trovera’ davanti a un problema che non sa come affrontare.
Capita svuotando una casa dopo un decesso, e capita più spesso di quanto si creda.
Cosa fare:
Non è una pratica complicata e la seguiamo volentieri. La cosa importante è non improvvisare: le ceneri non si spostano, non si dividono e non si disperdono senza autorizzazione.
Vale la pena ripeterle perché vengono chieste spesso.
Le ceneri non si dividono. La normativa non prevede la suddivisione fra più familiari: restano un insieme unico con una sola destinazione.
La dispersione non è libera. Richiede una volonta’ del defunto e va fatta nei luoghi e nei modi consentiti, con autorizzazione. Non si decide a posteriori e non si improvvisa.
È la strada che molte famiglie prendono dopo qualche anno, ed è semplice.
Si chiede all’ufficio cimiteri la collocazione: celletta cineraria, tomba di famiglia, loculo con feretro preesistente dove il regolamento lo consente, o area dedicata all’interramento.
Ce ne occupiamo noi.
Vale la pena sapere una cosa: molte famiglie che lo fanno raccontano che avere un posto dove andare, invece di un’urna su una mensola, ha cambiato in meglio il modo di ricordare. Altre no. Non c’è una scelta giusta.
È una delle ragioni per cui si sceglie l’affidamento, ed è comprensibile.
Se pero’ vi state chiedendo cosa fare fra dieci anni, tenete presente una possibilita’: la collocazione in un cimitero vicino a dove vivete voi, invece che in quello del paese d’origine.
Si può fare, con le condizioni del Comune di destinazione. Ne parliamo nella pagina sui trasferimenti.
Se state valutando l’affidamento, la domanda utile non è “dove voglio tenerlo io”.
È: cosa succedera’ quando non ci saro’ più io?
Non serve avere una risposta perfetta. Serve averla scritta.
Dovete comunicarlo al Comune che ha rilasciato l’autorizzazione: il luogo di conservazione è indicato li’.
È una comunicazione semplice, e quasi nessuno la fa.
Il luogo di conservazione deve essere quello autorizzato. Spostarla stagionalmente non è previsto.
Si chiede la collocazione al cimitero, in qualunque momento. Non serve giustificarsi con nessuno.
No. Le ceneri non si dividono: restano un insieme unico con una sola destinazione.
Se non lasciate scritto cosa volete, si’. Ed è esattamente il motivo per cui vale la pena scriverlo.
È la situazione tipica: la vedova tiene l’urna del marito.
Vale la pena affrontare il discorso con delicatezza ma affrontarlo, perché prima o poi si ripresentera’.
La domanda utile non è “cosa ne facciamo”: è “cosa vorresti che ne facessimo, quando non ci sarai più?”
Nella maggior parte dei casi la risposta esiste già — spesso è “mettetela con me” — e serve solo che qualcuno chieda e lo scriva.
Seguiamo le pratiche: nuovo affidamento, collocazione al cimitero, trasferimento in un altro Comune.
Se vi trovate un’urna in una casa da svuotare e non sapete di chi sia ne’ cosa fare, chiamateci: è una situazione che abbiamo già visto, si risolve, e non c’è niente di cui preoccuparsi.
La cosa importante è non muoverla e non decidere da soli prima di aver chiesto.
L’affidamento è una scelta legittima e molte famiglie la fanno bene.
L’unica cosa che vi chiediamo di fare, se la scegliete, è scrivere un foglio con cosa volete che succeda dopo di voi.
Due minuti oggi, e nessuno si trovera’ davanti a una decisione che non sa come prendere.
Perché quando si sceglie l’affidamento si pensa a oggi, e nessuno spiega cosa succede fra vent’anni.
Non è un argomento contro l’affidamento: è l’unica cosa che, decisa ora, evita a qualcun altro un problema che non sapra’ come affrontare.
Se avete un’urna in casa: sapete dov’è il documento di autorizzazione?
Se la risposta è no, cercatelo. È l’unica cosa che, a chi verrà dopo, dira’ cosa fare.
Non serve aver deciso niente, e non serve avere i documenti pronti. Se avete un dubbio, chiamate: rispondiamo anche solo per spiegarvi come funziona.
0173 611582
Reperibilita’ 24 ore su 24: 329 971 9194 — 335 282698
Via San Sebastiano 25/A, Guarene (CN). Sulla provinciale che sale al paese, con parcheggio davanti all’ingresso: a otto minuti dal centro di Alba.
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